Un chien andalou - Un cane andaluso

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Un chien andalou
Un chien andalou2.gif
La mano con le formiche
Titolo originale Un chien andalou
Paese di produzione Francia
Anno 1929
Durata 16 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere cortometraggio surrealista
Regia Luis Buñuel
Soggetto Luis Buñuel, Salvador Dalí
Sceneggiatura Luis Buñuel, Salvador Dalí
Produttore Luis Buñuel, Salvador Dalí
Fotografia Albert Duverger
Montaggio Luis Buñuel
Musiche Richard Wagner (Tristano e Isotta), Beethoven e due tango
Scenografia Pierre Schilzneck
Interpreti e personaggi

Un chien andalou è un cortometraggio del 1929 scritto, prodotto ed interpretato da Luis Buñuel e Salvador Dalí, e diretto dal solo Buñuel. È considerato il film più significativo del periodo del cinema surrealista.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prodotto in Francia nel 1928, ha le sue radici nel movimento cinematografico francese dell'avanguardia surrealista dell'epoca, e si pone al contempo come critica verso movimenti precedenti, come il dadaismo, contro il quale contrappone la presenza di un contenuto, oltre al solo uso delle immagini originali e sorprendenti.

Nel 1960, sotto la direzione di Buñuel, è stata aggiunta una colonna sonora al film. Buñuel ha usato la stessa musica che eseguì (usando registrazioni fonografiche) alla proiezione del 1929: il Liebestod dal Tristano e Isotta di Richard Wagner e due tango argentini.

Analisi delle scene[modifica | modifica sorgente]

Il film è un susseguirsi di scene senza apparente connessione, che causa nello spettatore l'impressione di assistere alla messa in scena di un delirio onirico. In realtà vi sono contenuti significati molto profondi, leggibili alla luce della psicanalisi, che sono stati oggetto di numerosi studi.

La primissima scena è una delle più terrificanti dell'intera storia del cinema: il regista stesso, dopo aver guardato la luna, affila un rasoio e si avvicina a una donna seduta alla quale tiene ben aperto l'occhio sinistro; nella scena successiva taglia l'occhio in due (in realtà un trucco di montaggio, col taglio dell'occhio di un vitello morto). La scena è emblematica della rivoluzione visiva surrealista, che intende squarciare l'occhio dello spettatore per fargli vedere, anche a costo di grandi sofferenze, tutto quello che non ha mai visto e forse non ha mai voluto vedere. Buñuel compie comunque due operazioni - tagliare e osservare - interpretabili anche come azioni fondamentali per qualsiasi regista nella fase di montaggio di un film.

Le didascalie sono completamente fuorvianti e indicano momenti (otto anni dopo, alle tre del mattino, sedici anni prima, in primavera) completamenti slegati da quello che viene mostrato: sembrano suggerire un andamento ciclico della storia o comunque al di fuori del tempo, secondo uno schema che mira a costruire una situazione eterna e universale[1].

Il tema del film è quello di un uomo e una donna attratti reciprocamente da una pulsione erotica intensa e violenta (tra le prime rappresentazioni cinematografiche di una sensualità così esplicita), ma una serie di situazioni e figure si interpongono fra i due. Le visioni sembrano scaturire dall'inconscio più profondo dell'uomo (ricordi di scuola, il doppio, la scatola con gli oggetti cari), mentre la donna è quella che guarda, attende e cerca l'uomo, ma quando viene toccata lo respinge con orrore.

All'inizio l'uomo va in bicicletta, mentre una donna sta leggendo un libro in una casa, per poi buttarlo via: l'inquadratura mostra una pagina con La merlettaia di Vermeer, un simbolo della femminilità casalinga e tradizionale. La donna si affaccia alla finestra e vede l'uomo in bicicletta che passa e cade proprio davanti alla sua porta. Allora scende e, trovandolo ancora immobile, con una misteriosa scatola a righe al collo, lo soccorre e lo bacia. Tornata in casa apre la scatola a righe e vi trova una cravatta avvolta in carta a righe, che ella mette in un colletto di cartone, ricreando sul letto la forma dell'uomo con i suoi abiti distesi. Si siede poi ad aspettare guardando il letto finché non si accorge dell'uomo nella stanza. Lui si sta guardando la mano, al centro della quale si trova un foro dal quale escono formiche (un'immagine che Dalí disse di aver sognato). Anche la donna si avvicina, allora sovvengono immagini sessuali (peluria di ascella, paragonata a un riccio di mare).

La scena successiva mostra un personaggio androgino, vestito da uomo ma dai tratti femminili, che per strada, in mezzo a una folla curiosa allontanata a stento da un poliziotto, tocca con un bastone una mano mozza. L'uomo e la donna guardano dalla finestra. L'androgino tiene in mano la stessa scatola a righe dell'uomo, per cui rappresenta forse una sua proiezione di femminilità. L'androgino resta solo con la scatola in mezzo alla strada e macchine gli passano vicino, finché una non lo investe, sorprendendo l'uomo. A quel punto lui è preso da un raptus sessuale e si dirige verso la donna, immobilizzandola contro un muro e toccandole con insistenza i seni, che lui immagina nudi, facendo un'espressione di intensa libido animalesca (arriva anche a sbavare). I seni diventano poi natiche nude e poi ancora seni, finché lei non lo respinge scappando per la stanza. Lui la insegue finché lei non resta in un angolo, minacciandolo con una racchetta. Allora lui inizia ad avvicinarsi malizioso, ma nell'incedere deve raccogliere due corde e trainare un misterioso fardello, che si scopre essere composto da due tavole che sembrano quelle dei Dieci Comandamenti, due pianoforti con sopra una carcassa putrefatta d'asino ciascuno, ai quali sono legati anche alcuni preti distesi (simbolo dei freni alla sessualità posti dalla Chiesa e dalla società). Uno dei due preti era interpretato da Dalí, ma poi nella scena montata fu sostituito da un altro attore; per un errore, però, è possibile vedere Dalí per pochi fotogrammi la prima volta che vengono inquadrati i due preti.

La donna allora fugge e blocca nella porta la mano dell'uomo, dalla quale escono ancora le formiche. Poco dopo lei lo rivede nel letto malato, con la scatola a righe al collo. Un altro uomo viene a fare visita e suona un campanello (che ha il rumore di uno shaker, mostrato nell'inquadratura successiva). Entra e si avventa contro l'uomo malato e poco dopo si scopre che è la stessa persona. Crudelmente l'uomo strappa all'alter ego malato la scatola e tutti gli accessori della sua vita precedente, scaraventandoli fuori dalla finestra. Poi l'alter-ego mette l'uomo in castigo e lo fa tornare sui banchi di scuola, commiserandolo. Mentre fa per andare via l'uomo blocca l'alter ego e lo elimina sparandogli. Esso muore allora all'aperto, aggrappandosi alla schiena di una donna.

L'uomo liberato passeggia allora all'aperto con un amico e viene invitato a vedere l'uomo ucciso, che viene poi portato via in una sorta di corteo funebre.

La donna torna a casa e vede sul muro il simbolo macabro della farfalla Sfinge testa di morto, con il teschio sul corpo. Si trova davanti l'uomo e lo sgrida, ma lui ha perso la bocca: al suo posto ha i peli d'ascella, che lei non ha più. Lei se ne va offesa, facendo la linguaccia e i due si ritrovano sul mare. Adesso è lei a cercare l'uomo, ma lui sembra distaccato, le mostra solo l'orologio. Lei allora lo bacia e lui si riscalda, abbracciandola. Iniziano allora a passeggiare finché l'uomo non nota sulla riva i resti della scatola a righe e gli oggetti della sua vita passata, che scansa ridendoci su. I due s'incamminano allora abbracciati e felici, ma l'ultima scena (Au printemps) è demoralizzante: i due sono sepolti fino ai gomiti nella sabbia e sono vicini ma immobili, impossibilitati a toccarsi[2].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il film ha l'obiettivo di provocare un impatto morale sullo spettatore attraverso l'aggressività delle immagini, offensive per l'epoca. È una temperie di assurdità, oniricità, stranezze, creatività che i surrealisti utilizzano per evidenziare l'inafferrabilità dell'esistenza e quindi la sua intrinseca meravigliosità.[3]

I critici hanno suggerito che Un chien andalou può essere compreso come un tipico pezzo buñueliano antiborghese e anticlericale. L'uomo che trascina il piano, gli asini e i preti è stato interpretato come un'allegoria del progresso dell'uomo verso il suo obiettivo che viene ostacolato dal peso delle convenzioni della società che è costretto a sopportare.

Omaggi e citazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Durante il suo tour del 1976, la rock star e icona David Bowie usò questo film come atto di apertura.
  • Ci sono diversi riferimenti a questa pellicola nella canzone Debaser dei Pixies.
  • Il video musicale Heaven Sent degli Esthero prende molto dal simbolismo visuale di questo film. Anche nel video Chiedi Chiedi del rapper italiano Frankie hi-nrg mc, videoclip che ricalca quello di Dedicato a te (Le Vibrazioni) e di Shpalman® (Elio e le Storie Tese), ci sono citazioni di Un chien andalou, ad esempio nei vestiti del rapper che rimandano a quelli di uno dei protagonisti del film di Buñuel.
  • Il video musicale del brano Mio cuggino di Elio e le Storie Tese, contiene una citazione del corto in questione.
  • Il primo piano dell'occhio che sta per essere tagliato con un rasoio è stato ripreso dal gruppo punk italiano Punkreas per la copertina del loro disco d'esordio Paranoia e potere.
  • Altra citazione, più o meno volontaria: l'immagine di copertina del romanzo Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris (tratta in realtà dalla locandina del film che ne fu tratto), riporta una foto della già citata falena Acherontia atropos ma, per rendere più verisimile il simulacro di teschio umano che essa porta sul torace, è stato fatto un montaggio con un Teschio formato da Nudi Femminili, opera fotografica dello stesso Dalí. Aguzzando la vista sulla falena della locandina, non è difficile notare dunque alcune forme femminili in bianco e nero.
  • La scena iniziale è visibile nell'episodio Accordi di Bifolchi della serie animata I Simpson
  • Nel film del 2010 Kaboom di Gregg Araki si vedono due scene di questo film: la mano con le formiche e il taglio dell'occhio.
  • L' album Lambs Anger, del dj e produttore francese Mr. Oizo, ha per immagine di copertina una reinterpretazione della scena dell' occhio in procinto di essere tagliato ma presenta, al posto dell' attrice Simone Mareuil, il volto del pupazzo Flat Eric.
  • A Granada, in Andalucia, il locale più famoso per il flamenco prende il nome del famoso cortometraggio.
  • Si ritrova la scena del taglio dell'occhio anche nel video musicale di "The Catalyst" del gruppo musicale Linkin Park
  • Nel film del 2000 American Psycho di Mary Harron quando il protagonista Patrick Bateman confessa al suo avvocato tutti i suoi crimini fa un riferimento al film dicendo di aver tagliato con una lametta da barba gli occhi ad alcune delle sue vittime.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bernardi, cit., pag. 108.
  2. ^ Bertetto Paolo, L'enigma del desiderio, Buñuel, Un chien andalou e l'age d'or, Marsilio/Edizioni di Bianco & Nero, Venezia-Roma 2001.
  3. ^ "Dizionario del cinema", di Fernaldo Di Giammatteo, Newton&Compton, Roma, 1995, pag.34-35

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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