Il gobbo di Notre Dame (film 1923)

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Il gobbo di Notre Dame
Titolo originale The Hunchback of Notre Dame
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1923
Durata 133 min (24 fps)
96 min (versione canadese di Ontario)
98 min (versione statunitense con TCM Print)
117 min (versione USA)
Colore B/N (colorato a tinte)
Audio muto
Genere drammatico, storico, orrore
Regia Wallace Worsley
Soggetto Victor Hugo
Sceneggiatura Perley Poore Sheehan, Edward T. Lowe Jr.
Produttore Carl Laemmle
Fotografia Tony Kornman, Virgil Miller, Robert Newhard, Stephen S. Norton, Charles J. Stumar
Montaggio Edward Curtiss, Maurice Pivar, Sydney Singerman
Musiche Guy Bevier, Cecil Copping, Carl Edouarde, Bernhard Kaun, Sam Perry, Hugo Riesenfeld, Heinz Roemheld
Interpreti e personaggi

Il gobbo di Notre Dame (The Hunchback of Notre Dame) è un film muto del 1923 diretto da Wallace Worsley e prodotto da Carl Laemmle e Irving Thalberg. Liberamente tratto dal romanzo Notre-Dame de Paris di Victor Hugo pubblicato nel 1831, il film è interpretato da Lon Chaney nel ruolo di Quasimodo

Gli avvenimenti narrati nella storia si svolgono a Parigi dieci anni prima della scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo.

L'opera è probabilmente il secondo più celebre adattamento cinematografico del romanzo di Victor Hugo, dopo l'acclamato Notre Dame del 1939 prodotto dalla RKO.

Il film è notevole per il grande set che ricostruisce la Parigi del XV secolo e per l'interpretazione e lo spettacolare (per l'epoca) trucco di Lon Chaney nei panni del tormentato e deforme campanaro di Notre Dame. Il film elevò Chaney, già attore caratterista affermato, allo status di vera e propria star di Hollywood. Inoltre la pellicola creò lo standard per molti altri successivi film horror, incluso Il fantasma dell'Opera del 1925 con protagonista lo stesso Chaney. Nel 1951, il film entrò nella lista delle opere di pubblico dominio a seguito del fallito tentativo di rinnovo del copyright a 28 anni dalla pubblicazione.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Basso Medioevo, 1482. Una tribù di zingari (della quale fa parte Esmeralda) si è stabilita nella periferia di Parigi occupando un territorio preciso chiamato La Corte dei Miracoli. I gitani incantano la popolazione del luogo con trucchi e magie cercando contemporaneamente di guadagnarsi da vivere, spesso derubando o raggirando la gente.

Quasimodo, un essere deforme e di mostruosa bruttezza suona le campane della cattedrale di Notre Dame. Nonostante tutti provino disgusto e paura nei suoi confronti, Quasimodo (più comunemente detto Il gobbo di Notre Dame) è di animo buono ma non lo manifesta. È triste e frustrato per il fatto di essere diventato sordo a causa della continua esposizione al suono delle campane. La sua sordità e l'assenza di persone con cui parlare lo rendono anche muto. Solamente il suo "padrone", l'arcidiacono Claude Frollo, comunica con lui tramite un linguaggio a gesti. Frollo lo aveva salvato da bambino, quando, abbandonato dai genitori per il suo aspetto deforme, era stato portato in chiesa per essere venduto, o nel peggiore dei casi, ucciso.

Frollo si invaghisce della zingara Esmeralda, che è solita danzare tra le vie di Parigi, in particolare davanti alla grande cattedrale. A causa della sua posizione religiosa e dei suoi princìpi morali che lo portano a detestare profondamente tutti i gitani, Frollo non può manifestare i suoi sentimenti e, per questo motivo, decide di rapire la fanciulla con l'aiuto di Quasimodo. I suoi piani tuttavia vanno a monte perché il bel capitano delle guardie di Parigi, Phoebus de Châteaupers, li coglie sul misfatto, salvando così la ragazza. Quest'ultima si innamora del suo cavaliere.

Quasimodo viene invece fustigato ed Esmeralda è l'unica che provi pietà per lui e che lo disseti durante l'esecuzione. Quasimodo se ne innamora perdutamente.

In seguito al "salvataggio" della piccola zingara, il bel capitano Phoebus la nota fra canti e balli gitani nelle piazze di Parigi e riesce a strapparle un incontro serale. Phoebus, che appariva dapprima eroico e galante, si rivela semplicemente un uomo in cerca di dolce compagnia e privo di sentimenti. Dà infatti appuntamento alla ragazza in una squallida camera affittata ad ore e la seduce. Esmeralda, dapprima insicura ed impaurita, credendolo innamorato di lei, finisce per cedere al volere dell'uomo per paura di perderlo.

In quel momento però entra in scena Frollo che si era prima inoltrato nella stanza con Phoebus stesso, dopo averlo pregato di poter assistere al suo incontro con la ragazza. L'arcidiacono, nascosto dentro l'armadio, non riesce a trattenere la sua immensa gelosia dovuta alla passione per la zingara, esce all'improvviso dal suo nascondiglio pugnalando alle spalle il capitano e si getta dalla finestra lasciando la giovane da sola con il corpo privo di sensi di Phoebus.

In una situazione del genere la colpa va certo alla ragazza che viene definita un'assassina. A questa accusa si aggiunge quella di stregoneria dovuta alla testimonianza della padrona dell'alberghetto in cui si era svolta la vicenda, che afferma di aver visto entrare tre persone in quella stanza e non due. Lo scomparso (Frollo), dato anche il suo aspetto molto sinistro, viene creduto il demonio e lei la sua aiutante.

La zingara viene imprigionata ed interrogata, ma lei, convinta che il suo Phoebus sia morto, non dice niente se non qualche vaneggiamento sul suo profondo amore per il cavaliere. Si arriva dunque al punto della tortura e qui Esmeralda in preda alla disperazione confessa di aver assassinato l'uomo e di aver aiutato il demonio.

Nelle segrete della prigione Frollo la va a trovare offrendole un accordo: se Esmeralda gli si concederà egli le salverà la vita. Esmeralda, apprendendo che è Frollo ad aver tentato di uccidere Phoebus rifiuta sdegnata. Viene condannata all'impiccagione. Tuttavia quando la processione che dovrebbe portarla alla forca passa davanti alla cattedrale di Notre Dame, Quasimodo la rapisce e la porta in chiesa dove gode del diritto d'asilo.

Davanti alla chiesa si raduna una grande folla di zingari che chiede la grazia per la zingara. Tuttavia sia Quasimodo che il re (Luigi XI), fraintendono le richiestre della folla, credono che essa chieda l'esecuzione. Il primo lancia pietre e sassi e il secondo invia i gendarmi per sedare la rivolta e rapire la "strega". Avutane notizia, Frollo, senza svelare la sua identità, la fa uscire da una porta sul retro e la fa navigare lungo la Senna. Li si svela e le rinnova le sue profferte. Esmeralda rifiuta ancora e Frollo furioso la consegna ai gendarmi. Nella fuga Esmeralda, mantenuta la sua purezza, ritrova la madre perduta, nella reclusa della Tour Rouland che tanto l'odiava quando la vedeva danzare; ella odiava gli zingari in quanto gli avevano portato via anni addietro la sua bambina.. non sapeva che la bella danzatrice era proprio la sua figlia perduta.. da questa inaspettata scoperta tenta di proteggerla invano dal suo tragico destino. Esmeralda viene impiccata, la madre tenta di impedire l'accaduto e perde la vita anche lei. Durante il supplizio Frollo porta Quasimodo a vedere l'esecuzione da una delle torri della cattedrale provando un piacere sadico. Quasimodo in preda alla rabbia scaraventa Frollo dalla torre provocandone così la morte. Phoebus, totalmente disinteressato alla vicenda e senza alcun senso di colpa, si sposa con una ricca ragazza di città.

Esmeralda, in seguito all'impiccagione, viene portata in una sorta di cimitero e Quasimodo, innamorato, si lascia morire accanto al suo corpo senza vita. La scena (denominata significativamente "Il matrimonio di Quasimodo") è forte e ci viene presentata con queste parole dall'autore: « Trovarono tra tutte quelle orribili carcasse due scheletri, uno dei quali abbracciava singolarmente l'altro. Uno di quegli scheletri, che era quello di una donna, era ancora coperto di qualche lembo di una veste di una stoffa che era stata bianca, ed era visibile attorno al suo collo una collana di adrézarach con un sacchettino di seta, ornato da perline verdi, che era aperto e vuoto. Quegli oggetti erano di così poco valore che di certo il boia non li aveva voluti. L'altro, abbracciava stretto questo, era lo scheletro di un uomo. Notarono che aveva la colonna vertebrale deviata, la testa incassata tra le scapole e una gamba più corta dell'altra. D'altronde non aveva alcuna vertebra cervicale rotta ed era evidente che non fosse stato impiccato. L'uomo al quale era appartenuto era quindi giunto lì, e lì era morto. Quando fecero per staccarlo dallo scheletro che abbracciava, cadde in polvere. »

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

I negativi originali del film erano in nitrato di cellulosa e sono andati perduti a causa dell'usura, della decomposizione naturale, o perché furono distrutti dallo studio cinematografico stesso.

Le uniche copie sopravvissute del film sono in 16mm e furono distribuite dalla Universal negli anni venti e trenta per proiezioni private, nessun negativo originale in 35mm è sopravvissuto fino a noi. Tutte le edizioni successive del film in videocassetta e DVD derivano dalle versioni in 16mm duplicate che vennero distribuite dalla Blackhawk Films durante gli anni sessanta e settanta. Il 9 ottobre 2007 la Image Entertainment ha pubblicato una nuova versione restaurata del film in formato DVD.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ David Pierce, Forgotten Faces: Why Some of Our Cinema Heritage Is Part of the Public Domain in Film History: An International Journal, vol. 19, nº 2, giugno 2007, pp. 125–43, DOI:10.2979/FIL.2007.19.2.125, ISSN 0892-2160, OCLC 15122313. URL consultato il 5 gennaio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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