Ugo Falena

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Ugo Falena (Roma, 25 aprile 1875Roma, 20 settembre 1931) è stato un commediografo, impresario teatrale e regista cinematografico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Diplomato in ragioneria, terminati gli studi si dedicò all'attività teatrale. Scrisse la sua prima commedia all'età di sedici anni dal titolo Lettere d'amore[1], ma il suo debutto ufficiale avvenne nel 1896, quando fondò una propria compagnia teatrale e fu rappresentata la sua prima vera opera, Trionfi dell'anima.

Dal 1905 al 1908 fu segretario della Compagnia Stabile Romana di Eduardo Boutet presso il Teatro Argentina, dove nel 1907 ottenne il suo primo successo teatrale con Il passato.

Nel 1909 lasciò temporaneamente il teatro per il cinema, con la nomina a direttore artistico della neocostituita casa cinematografica Film d'Arte Italiana del consorzio Pathé. Si affermò anche come regista cinematografico dirigendo film, spesso a carattere storico, e fra essi Otello (1909), Beatrice Cenci (1910), Salomè (1910), Guglielmo Tell (1911), Romeo e Giulietta (1912).

I suo maggiori successi cinematografici furono La colpa di Giovanna, Il Giornalissimo, La più forte, Il re fantasma, Rivelazione e fatalità, tutti girati nel 1914.

Nel 1917 passò alla Tespi Film, dove fu direttore artistico e dove diresse fra gli altri, l'adattamento per il cinema della Cavalleria rusticana di Mascagni interpretata dalla soprano Gemma Bellincioni che aveva cantato il ruolo di Santuzza alla prima dell'opera.

Nella sua attività cinematografica, svoltasi interamente ai tempi del muto, diresse 70 film, molti dei quali tratti da soggetti propri, e negli ultimi anni collaborò anche con la Bernini Film (dove fu direttore generale) e la Caesar Film. L'ultimo film diretto fu Il natalizio della nonna del 1924.

Negli anni venti tornò a dedicarsi maggiormente al teatro. Nel 1922 andò in scena la prima del Don Giovanni. Egli scrisse anche il libretto per l'opera L’ultimo Lord di Franco Alfano, rappresentata nel 1925. Scrisse anche alcune commedie in dialetto romanesco, come Zi' Cardinale ed Er giubbileo.

Collaborò anche con alcune testate giornalistiche come Il Tirso e Il Popolo romano in qualità di critico teatrale.

Afflitto da problemi ai reni, subì un'operazione, ma dopo l'intervento le sue condizioni di salute peggiorarono e si spense nell'autunno del 1931.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Trionfi dell'anima (1896);
  • In quarantena (1897);
  • Il pappagallo (1900);
  • Il sogno di Giacobbe (1900);
  • Jolanda di Savoia (1900);
  • I morti (1906);
  • Il passato (1907);
  • Il Signor Principe (1911);
  • Gli assenti (1914);
  • L'Aquila (1916);
  • Don Giovanni (1923);
  • Le nozze d'Arlecchino (1924);
  • Zi' Cardinale (1924)
  • Er giubbileo (1925);
  • Il buon ladrone (1925);
  • L'ultimo lord (1925);
  • La sposa del Re (1926);
  • Il raggio di Luna (1927);
  • La regina Pomari (1928);
  • Il favorito (1928);
  • Santo Marino (1928);
  • La vendetta di Demostene (1930);
  • L'esiliata (1930);
  • Il duca di Mantova (1931);
  • La corona di Strass (1931) - postuma;
  • Diogene senza lanterna (1931) - postuma.

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ AA.VV. , Comoedia vol. 3, 1921, p. 102

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV. - Enciclopedia dello Spettacolo vol. 4 - ed. varie.
  • AA.VV. - Filmlexicon degli autori e delle opere vol. 2 - Roma, Centro sperimentale di cinematografia, 1959.
  • S. D'Amico - Il teatro italiano - Milano, Treves, 1932.
  • A.F. Formiggini - Chi è?: Dizionario degli Italiani d'oggi - Milano, Formiggini, 1931.
  • M.A. Prolo - Storia del cinema muto italiano' vol. 1 - Milano, Poligono, 1951.
  • T. Rovito - Letterati e giornalisti italiani contemporanei: dizionario bio-bibliografico - Napoli, Rovito editore, 1922.

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