Harry Langdon

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Harry Langdon

Harry Langdon (Council Bluffs, 15 giugno 1884Los Angeles, 22 dicembre 1944) è stato un attore, regista e produttore cinematografico statunitense, stella di prima grandezza nel firmamento Hollywoodiano all’epoca del cinema muto.

La sua carriera racchiude tratti comuni a diversi protagonisti dell’epoca pionieristica del muto: acclamato primattore del vaudeville prima, rapido successo nel cinema poi, che gli dette fama universale, fino all’avvento del sonoro al quale non seppe adeguare il proprio stile di recitazione, venendone travolto e trascinandosi in seguito in produzioni minori, finendo per essere snobbato dallo star-system hollywoodiano e quasi dimenticato dal pubblico.

All’apice della sua carriera, intorno alla metà degli anni venti, nei panni caratteristici dell’eterno fanciullo, pur nelle sembianze di uomo maturo, dalla timidezza e ingenuità disarmanti, tenero e romantico, candido e innocente, indifeso contro la malizia del mondo circostante, dalla faccia rotonda e semplice, piatta, che pareva disegnata per un fumetto, seppe rivaleggiare alla pari con le altre stelle della silent era: Charlie Chaplin, Buster Keaton, Harold Lloyd, contendendosi i favori del pubblico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla strada al vaudeville[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un pittore dilettante (William Worley Langdon) e di una funzionaria dell’Esercito della salvezza (Lavinia), fin dall’adolescenza manifestò interesse per lo spettacolo nelle molteplici sue espressioni; dodicenne si allontanò dalla casa paterna per seguire un ciarlatano imbonitore (uno dei tanti medicine men dell'epoca, che spacciavano per medicinali portentosi intrugli d'acqua colorata, più o meno innocui), nelle sue peregrinazioni attraverso la provincia americana; in seguito si aggregò a svariate compagnie di attori dilettanti e modeste troupe circensi, imparò l’arte recitativa ma anche circense, ginnasta ed acrobata; ogni ritorno a casa dai genitori lo vedeva accompagnato da premi e riconoscimenti guadagnati nei vari concorsi e competizioni artistiche in cui si cimentava. Fiducioso nei propri mezzi, si autofinanziò le prime produzioni di sketch che proponeva negli spettacoli di vaudeville, affermandosi in breve come promessa del genere.

Nel 1903 sposò Rosa Musolff, attrice anch’essa, e con la quale dette vita ad un numero che li accompagnò, pur sviluppandosi e perfezionandosi, nel corso dei due decenni successivi: Harry’s new car che valse loro l’affermazione definitiva nel mondo del vaudeville, ma anche il rimprovero di scarsa fantasia. Harry fu pure nel cast del musical Jim Jam Jems, allestito a Broadway con discreto successo.

Nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Harry Langdon

Nel 1923, all’apice della carriera teatrale, decise di abbandonare il palcoscenico per cimentarsi nella recente nuova forma d’espressione, per quanto già consolidata e dispensatrice di fama e successo, il cinema.

Trattò all’inizio una scrittura con Hal Roach senza però trovare un accordo soddisfacente. Fu con Sol Lesser la firma del suo primo contratto cinematografico e tra l’estate e l’autunno del ’23, Harry, recitò in un certo numero di cortometraggi, tra i quali alcuni diretti da Alf Goulding. Nell’ottobre di quell’anno una leggera crisi economica scosse il mondo dei cineasti procurando ad Harry la risoluzione forzata dal contratto. Rimase disoccupato ben poco: Mack Sennett, il re della commedia hollywoodiana, lo scritturò per la Keystone accogliendolo tra i suoi comici subito con pari dignità professionale e concedendogli ampia libertà d’azione prefigurandosi grosse soddisfazioni. Fu affidato ad una squadra di produzione con la quale realizzò alcuni corti di scarso significato, probabilmente dovuto al fatto che questi erano destinati in origine ad altri comici della compagnia e lo stile piuttosto grezzo della Keystone non valorizzava certo le qualità di Harry. Il primo corto fu Smile please.

Dovette trascorrere circa un anno (fine 1924) prima che il pubblico cominciasse ad accorgersi di questo nuovo personaggio: la svolta la dovette principalmente all’arrivo del nuovo regista Harry Edwards, che firmerà tutti i successivi lavori del comico alle dipendenze di Sennett. Entrò a far parte della squadra come sceneggiatore Arthur Ripley che rallentò i ritmi forsennati dello standard keystone per adattarli al personaggio timido e impacciato del fanciullesco Langdon. Agli inizi del 1925 si aggiunse, in qualità di coautore, un giovane Frank Capra, il primo corto firmato fu Plain Clothes.

Il gradimento del pubblico crebbe congiuntamente con gli incassi al botteghino. La stella di Harry Langdon risplendeva fulgida e luminosa. Dai due rulli classici del momento si passò ai tre rulli di His First Flame, adeguandosi alla tendenza delle altre star e fu seguendo l’esempio di queste che, dopo due anni di collaborazione alla Keystone, si emancipò dalla supervisione di Sennett per firmare un contratto triennale con la First National del suo primo produttore Lesser, che prevedeva la produzione di almeno due film l’anno. Lo seguì la sua troupe al completo; il primo film Di corsa dietro un cuore, (Tramp, Tramp, Tramp) riuscì felicemente, ma sforò il budget preventivato e, com'era costume in casi del genere, costò il posto al regista Edwards. Langdon passò la direzione a Capra, La grande sparata, (The Strong Man), ma già alla seconda lavorazione, Le sue ultime mutandine, (Long Pants), gli screzi tra Ripley, Capra e Langdon stesso pregiudicarono il buon esito della loro collaborazione. Langdon realizzò allora quanto stretto fosse il vincolo contrattuale dei due film annui paragonati ai circa tre anni presi da Chaplin per rilasciare un'opera e almeno 1 anno per Keaton.

Melanconico tramonto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927 Langdon prese la decisione di dirigersi da sé e gli fu fatale. I successivi tre film prodotti furono un fiasco. La First National nel 1928, dopo l’insuccesso di Il cacciatore, (The Chaser) rescisse il contratto e per Harry fu il fallimento anche economico. Intanto si affacciava il momento dell’avvento del sonoro.

Harry ritornò a calcare i palcoscenici del Vaudeville fino alla chiamata, del 1929, di Hal Roach che lo volle per i suoi primi sonori. Divorziò da Rosa per sposare Helen Walton, dalla quale poi divorzierà nel 1932. Ma il sonoro non si addiceva allo stile di Harry, così pure la tonalità della sua voce, intaccata da un malanno giovanile, costringendolo a recitare in falsetto. All’ottavo cortometraggio Roach ruppe la collaborazione. La sua carriera era ormai al tramonto; trovò scritture per produzioni minori con la Columbia Pictures e la Monogram trascinandosi in parti a volte da protagonista altre da comprimario. Nel 1934 sposò Mabel Sheldon dalla quale ebbe un figlio: Harry Langdon II, destinato ad una brillante carriera quale apprezzato fotografo. Continuò la collaborazione con Hal Roach come autore di gag per Laurel & Hardy e recitò anche al fianco di Ollio (Oliver Hardy) nel 1939 in Zenobia. Intanto l’influenza del suo stile e delle sue produzioni dei tempi d’oro continuavano ad influire sulla nuova generazione di comici, Laurel compreso. Ma il pubblico e lo star-system lo dimenticarono.

La fine[modifica | modifica wikitesto]

Tre giorni prima del Natale del 1944, a Los Angeles, il sessantenne Harry Langdon fu stroncato da un’emorragia cerebrale. Non ebbe la fortuna e la soddisfazione, come capitò ad altri protagonisti dell’epoca del muto, di vedersi riscoperto e rivalutato; ancora oggi attende una doverosa valorizzazione. Le sue spoglie riposano presso il Grand View Memorial Park Cemetery di Glendale (California).

Nel 1977 la sua città natale, Council Bluffs, istituì l’Harry Langdon Day e gli intitolò l’Harry Langdon Boulevard nel 1999.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mack Sennett, King of Comedy, San Francisco 1954
  • Frank Capra, The Name above the Title, New York 1971
  • William Schelly, Harry Langdon, Metuchen 1982
  • Joyce Rheuban, Harry Langdon: The Comedian as Metter-en-Scene, Rutherford 1983

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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