Cronaca di una morte annunciata (film)

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Cronaca di una morte annunciata
Titolo originale Cronaca di una morte annunciata
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1987
Durata 106 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Francesco Rosi
Soggetto Gabriel García Márquez
Sceneggiatura Tonino Guerra, Francesco Rosi
Fotografia Pasqualino De Santis
Montaggio Ruggero Mastroianni
Musiche Piero Piccioni
Scenografia Andrea Crisanti
Interpreti e personaggi
Premi

Cronaca di una morte annunciata è un film italiano del 1987, diretto da Francesco Rosi e tratto dall'omonimo romanzo di Gabriel García Márquez.

È stato presentato in concorso al 40º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il maturo dottor Cristof Bedoya scende dal battello che l'ha ricondotto lungo il fiume a uno sperduto villaggio della Colombia, dove ha fatto la sua prima pratica medica, chiamato a dirigerne l'ospedale. L'assalgono i ricordi della giovinezza, quando il ventunenne amico Santiago Nasar, rampollo di una famiglia benestante del paese, venne ucciso a coltellate dai fratelli Vicario, per vendicare l'onore della loro sorella Angela, che, ripudiata subito dopo le nozze dal marito Bayardo San Roman perché non illibata e violentemente pressata dai familiari, si era lasciata sfuggire il nome del giovane colpevole. Sull'onda dei ricordi, Bedoya riesce a ricostruire pezzo per pezzo la cronaca dell'uccisione dell'amico, dall'arrivo dello spavaldo Bayardo, al suo vano corteggiamento di Angela, che lo rifiuta, ai modi strafottenti e alla sfacciata profusione di denaro con cui riesce a convincere la famiglia a concedergliela in sposa, fino alle nozze fiabesche, cui farà seguito il ripudio e la tragica uccisione dell'amico, davanti al passivo fatalismo di quasi tutto il paese, riversato sulla piazza in occasione del passaggio del vescovo. Nessuna prova concreta delle presunte responsabilità di "seduttore" di Santiago affiora dalle ostinate ricerche dell'amico. Frattanto Angela, incredibilmente fedele al marito, continua a scrivergli lettere su lettere per anni, fino al ritorno di lui al paese e alla patetica riconciliazione finale.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Pur essendo tecnicamente ben confezionato e ottenendo un buon successo di pubblico, il film non riesce a riprodurre a pieno le atmosfere del romanzo e soprattutto gli incastri narrativi, il gioco beffardo di equivoci e fatalità osservato dai diversi punti di vista, che è poi il punto di forza dell'opera di Garcia Marquez.[senza fonte]

« Un ottimo G.M. Volonté, la bella fotografia di De Santis, 2 o 3 momenti “alti” non bastano a riscattare questo film illustrativo. Del romanzo (1981) di Gabriel García Márquez manca la dimensione della fatalità. »
(Laura, Luisa e Morando Morandini Il Morandini 2008, Zanichelli, 2007)
« Vuoi per le concessioni alla spettacolarità, vuoi per lo strascico melodrammatico del finale; vuoi addirittura per la costituzionale incapacità del regista a creare l'atmosfera propria di un fanatismo fatalistico, [...] l'occasione tragica del film, presente nel libro di García Márquez - asciutto e serrato - risulta mancata. Il film è ben lontano dalla tragedia [...] non coinvolge e non convince, nonostante alcune sequenze riuscite, la splendida fotografia, la recitazione di Gian Maria Volonté fra accorata e caparbia, la banda musicale appropriata. Melodramma più che tragedia. »
(Segnalazioni cinematografiche, vol. 102, 1987)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Official Selection 1987, festival-cannes.fr. URL consultato il 20 aprile 2014.

2. Il film è stato girato in Colombia,tra il villaggio di Mompos e Cartagena. La piazza dove si compie l'omicidio è di Santiago è stata completamente ricostruita alla periferia di Cartagena ed è costata un miliardo di lire e quattro mesi di lavoro per 120 persone.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Salvatore Gesù (a cura di), Francesco Rosi, Giuseppe Maimone Editore, Catania, 1993
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