Belinda Lee

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Belinda Lee con Gabriele Ferzetti nel film del 1960 La lunga notte del '43

Belinda Lee (Budleigh Salterton, 15 giugno 1935San Bernardino, 12 marzo 1961) è stata un'attrice britannica, interprete di una trentina di film in meno di un decennio, morta a soli 25 anni in un incidente d'auto.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Tomba di Belinda Lee al cimitero acattolico di Roma

Nata a Budleigh Salterton, nel Devon, sviluppa presto l'interesse per la recitazione, che coltiva alla Tudor Arts Academy, nel Surrey, prima di essere accettata nella selettiva Royal Academy of Dramatic Art di Londra.

Nel 1954, a soli 19 anni, viene messa sotto contratto dalla Rank Organization e lo stesso anno sposa Cornel Lucas, affermato fotografo di scena della Rank e ritrattista di star cinematografiche. La casa di produzione sfrutta la sua indiscutibile bellezza facendole ricoprire abitualmente il ruolo della formosa bomba sexy, bionda e svampita, mettendola così in competizione con la popolare Diana Dors, rispetto alla quale appare come una seconda scelta. Il ruolo simbolo di questi anni da starlet è quello accanto alla star comica Benny Hill in Occhio di lince (Who Done It?) di Basil Dearden (1956).

Nel 1958, è in Italia per girare La Venere di Cheronea, un «mélo travestito da peplum»[1] nel quale interpreta la statuaria modella del leggendario scultore greco Prassitele e le sue «forme prorompenti e appena velate (...) sono il centro di ogni inquadratura»,[1] intreccia una relazione con l'aristocratico Filippo Orsini, con tanto di reciproco patto suicida, che provoca uno scandalo internazionale,[2] le cui conseguenze per Belinda Lee sono la fine del contratto con la Rank e del matrimonio con Lucas, mentre il principe Orsini, lascia l'incarico di assistente del Papa al soglio pontificio.

Dopo aver divorziato nel 1959 da Lucas, si stabilisce in Italia, un cambiamento che non si riflette immediatamente sulla sua carriera, perché anche qui viene utilizzata principalmente per ricoprire ruoli di sensuale bellezza in film di genere, per quanto più vari e impegnativi di quelli fin qui affrontati in patria. Fra gli altri, interpreta i ruoli storici di Lucrezia Borgia in Le notti di Lucrezia Borgia e di Messalina in Messalina, Venere imperatrice. Le vengono però offerte anche occasioni di dimostrare le proprie doti drammatiche, ad esempio ne I magliari di Francesco Rosi e La lunga notte del '43 di Florestano Vancini.

La sua vita termina tragicamente il 12 marzo 1961, quando Belinda, non ancora ventiseienne, in vacanza in California, muore in un incidente d'auto, sulla quale viaggiava in compagnia di Gualtiero Jacopetti, regista de La Settimana Incom e della serie di film Mondo cane, dal quale aspettava un figlio[3]. Jacopetti le dedicherà il film La donna nel mondo del 1963: «che in questo lungo viaggio ci accompagnò e ci aiutò con amore.»[4].

Le sue ceneri, cremate il 17 marzo a Los Angeles, sono conservate al cimitero acattolico di Roma.[5]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica sorgente]

Il libro Le voci del tempo perduto accredita per errore la voce di Lydia Simoneschi su Belinda Lee anche in Femmine di lusso: in realtà in quel film la Simoneschi doppia Caprice Chantal. Anche su imdb i ruoli delle due attrici sono riportati al contrario (in realtà la Lee è Elena e la Chantal è Adriana). Altro errore che circola in rete vede Dhia Cristiani voce della Lee ne I magliari il cui doppiaggio invece non è nemmeno della Cooperativa Doppiatori Cinematografici (CDC) per cui lavorava la Cristiani.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008, Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 978-88-6073-186-9 p. 3196
  2. ^ (EN) Dylan Cave, Belinda Lee (1935-1961) in Screenonline. URL consultato il 3-5-2009.
  3. ^ Scheda su Gualtiero Jacopetti in MyMovies
  4. ^ Scheda su La donna nel mondo (Eva sconosciuta) in MyMovies
  5. ^ (EN) Find a Grave - Belinda Lee (1935-1961). URL consultato il 3-5-2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 14983693 LCCN: no2002044826