Hair

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Michael Butler (con il gilet nero) e James Rado (con il cappello, dietro Butler), insieme al cast della produzione di Hair a Red Bank (New Jersey), del settembre 2006

Hair è un musical rock scritto da James Rado e Gerome Ragni (testi) e Galt MacDermot (musica). Rappresenta il prodotto forse più importante della controcultura hippie degli anni sessanta: il suo imponente successo ha significato un autentico terremoto nella cultura sessuale statunitense e ha contribuito a diffondere l'opposizione pacifista alla guerra del Vietnam (numerose sue canzoni sono diventate autentici inni dell'opposizione all'interventismo statunitense).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'irriverenza nei confronti della bandiera statunitense, il modo in cui sono descritti l'uso illegale di droghe e la sessualità, le scene di nudo (accade che l'intero cast sia nudo in scena) hanno provocato numerosissime controversie.[1][2] Hair ha contribuito alla ridefinizione del musical theatre, partorendo il genere del musical rock.

Altre novità importanti furono l'utilizzo di un cast multietnico e l'invito rivolto al pubblico, nel finale, di partecipare in scena ad un be-in.[3]

Dopo un debutto off-Broadway (che non si svolse, cioè, a Broadway) nell'ottobre del 1967 al Public Theater fondato da Joseph Papp e una replica in una discoteca della Midtown di Manhattan, lo show esordì a Broadway al Biltmore Theatre il 29 aprile del 1968. A questo esordio seguirono 1750 performance.[4] Seguì, a breve distanza, una produzione londinese (1997 repliche).[5]

Da allora, numerosissime sono state le produzioni teatrali e musicali in tutto il mondo. Molte delle canzoni tratte dal musical hanno raggiunto la Top Forty. Una riduzione cinematografica è stata diretta da Miloš Forman nel 1979.

Hair racconta la storia di un gruppo politicamente attivo di "capelloni" (the tribe), "hippies dell'età dell'Aquario", che combattono la coscrizione alla guerra del Vietnam e conducono insieme una vie de bohème a New York. La loro lotta ruota intorno al tentativo di creare un equilibrio tra l'armonia della vita comunitaria e i nuovi valori promossi dalla rivoluzione sessuale, da un lato, e la ribellione pacifica contro la guerra e i valori conservatori dei genitori e della società, dall'altro. Claude, che si imbatte casualmente nella tribe, proveniente dal mid-west con il suo carico di valori tradizionali, deve decidere se rigettare gli obblighi di leva, così come hanno fatto i suoi amici.

I due attori Rado e Ragni si conobbero nel 1964, recitando insieme la pièce teatrale Hang Down Your Head and Die (una produzione off-Broadway). Cominciarono a scrivere insieme Hair agli inizi del 1965.[6] I personaggi principali, Claude e Berger, risultano evidentemente autobiografici: il Claude di Rado è romantico e pensoso, mentre il Berger di Ragni è tipicamente estroverso e spaccone. La loro stretta e insieme volubile relazione è sintetizzata dalla ben nota ballata Easy to be Hard. Lo stesso Rado ha affermato: "Eravamo grandi amici. Era una relazione assai appassionata che noi canalizzammo nella creatività, nella scrittura, nella creazione di questa pièce. Drammatizzammo il nostro rapporto".[7] Fu un quadro intitolato Hair che i due videro ad una mostra al Whitney Museum che li ispirò per il titolo dello show. Il quadro consisteva in un pettine e poche ciocche di capelli su una tela vuota.[8]

Sul Los Angeles Times, Rado indicò la materia prima che servì di ispirazione per il musical in "una combinazione di alcuni personaggi che avevamo incontrato per la strada, di gente che conoscevamo e della nostra stessa immaginazione. Conoscevamo quel gruppo di ragazzi dell'East Village che si abbandonavano[9] e che sfuggivano alla leva[10], e c'erano anche un sacco di articoli sui giornali sui ragazzi cacciati dalla scuola per essersi lasciati crescere troppo i capelli, e noi mettemmo dentro lo show anche loro".[3] Rado ricorda anche che "C'era moltissimo entusiasmo nelle strade e nei parchi e nelle zone hippie, e noi pensammo che se avessimo potuto trasmettere questa eccitazione al palco sarebbe stato meraviglioso. [...] Bazzicavamo i loro giri e andavamo ai loro be-in [e] ci lasciavamo crescere i capelli".[2] Molti membri del cast (Shelley Plimpton in particolare) furono arruolati direttamente dalla strada.[3]

Rado e Ragni provenivano da differenti retroterra artistici. Al college, Rado scriveva recensioni musicali ed aspirava a divenire un compositore per Broadway, nella tradizione di Richard Rodgers e Oscar Hammerstein. Studiò poi recitazione con Lee Strasberg. Ragni, d'altro canto, era un attivo membro dell'Open Theater di New York, uno dei tanti gruppi, per lo più off-off Broadway, che sviluppavano tecniche proprie del teatro sperimentale.[11] Ragni avrebbe poi introdotto Rado negli stili del teatro moderno e nei metodi appresi all'Open Theater.[12] Nel 1966, mentre i due erano impegnati nella scrittura di Hair, Ragni si esibì in Viet Rock, produzione dell'Open Theater scritta da Megan Terry incentrata su alcuni giovani schierati nella guerra in Vietnam. Oltre al tema della guerra, Hair finì per riprendere da Viet Rock la stessa tecnica di improvvisazione e gli stessi esercizi di laboratorio teatrale.[13][14]

Quando il lavoro di Rado e Ragni era giunto ad una buona definizione, i due portarono il materiale al produttore Eric Blau, il quale, attraverso il comune amico Nat Shapiro, mise in contatto gli autori con il compositore canadese Galt MacDermot.[15] MacDermot aveva vinto un Grammy Award nel 1961 per la composizione African Waltz (registrata dal sassofonista Cannonball Adderley).[16] "Lavoravamo indipendentemente", ha spiegato MacDermot a proposito del processo creativo. "Io preferisco così. Loro mi consegnavano il materiale ed io lo mettevo in musica".[17] Nelle prime tre settimane, MacDermot completò le canzoni I Got Life, Ain't Got No, Where Do I Go e Hair.[7][3] Aquarius fu inizialmente concepita come un pezzo sperimentale e non-convenzionale, ma in seguito MacDermot cambiò idea e lo trasformò nella forma attuale.[7] È interessante notare che lo stile di vita di MacDermot era assai diverso da quello di Ragni e Rado: "Portavo i capelli corti, avevo una moglie e - all'epoca - quattro figli. Vivevo a Staten Island".[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Musical "Hair" opens as censors withdraw, articolo tratto dalla rubrica On this Day di bbc.co.uk (27 settembre 1968). L'articolo riferisce che almeno due importanti battaglie legali si sono svolte intorno ai contenuti del musical, la prima alla corte distrettuale di Boston nel 1970 e la seconda a Chattanooga, nel 1975. [Controllato il 27 agosto 2008]
  2. ^ a b c (EN) The Beat Goes On, articolo di Kate Taylor del 14 settembre 2007, tratto dal New York Sun. La Taylor riferisce che l'esordio al Joseph Papp's Public Theatre non presentava la scena di nudo collettiva. [Controllato il 27 agosto 2008].
  3. ^ a b c d (EN) Peace, Love and Freedom Party; Cast and crew knew "Hair" wasn't just exhilarating, it was groundbreaking. A look back as a new version opens, articolo di Patrick Pacheco del 17 giugno 2001, tratto dal Los Angeles Times, p. 1. [Controllato il 27 agosto 2008]
  4. ^ (EN) (EN) Scheda su Hair in Internet Broadway Database, The Broadway League.. [Controllato il 29 giugno 2010]
  5. ^ Lo show non sarebbe stato realizzabile nel Regno Unito senza drastiche modifiche prima dell'abolizione, datata proprio nel 1968, del Theatre Act del 1737, sorto per proteggere la politica di Robert Walpole dalla satira teatrale.
  6. ^ Barbara Lee Horn, The Age of Hair: Evolution and the Impact of Broadway's First Rock Musical, New York, 1991, p. 24 - ISBN 0313275645
  7. ^ a b c 40 years of "Hair", articolo di Lisa Rose del 19 luglio 2008, tratto dal Newark Star-Ledger e riportato da nj.com. [Controllato il 27 agosto 2008]
  8. ^ "Hair": Reviving the Revolution, articolo di Frank Rizzo del 31 agosto del 2008, tratto dall'Hartford Courant, courant.com. [Controllato il 27 agosto 2008].
  9. ^ In inglese who were dropping out: Rado allude alla famosa frase di Timothy Leary Turn on, tune in, drop out ("Accenditi, sintonizzati, abbandonati").
  10. ^ Qui Rado allude ai draft dodgers, termine che già prima della guerra in Vietnam indicava chi, nei modi più diversi, cercava di eludere gli obblighi di leva. Solo con la guerra in Vietnam, il termine divenne di uso corrente. Il dodger che sfugge alla coscrizione non va confuso con il disertore, in quanto quest'ultimo, tecnicamente, abbandona la divisa dopo essere stato arruolato.
  11. ^ Scott Miller, Let the Sun Shine In: The Genius of Hair, Heinemann, 2003, pp. 54–56 - ISBN 0325005567.
  12. ^ Horn, p. 23.
  13. ^ Horn, pp. 18–19
  14. ^ Viet Rock, tratto dai Lortel Archives: The Internet Off-Broadway Database. [Controllato il 27 agosto 2008]
  15. ^ Horn, p. 27.
  16. ^ Biografia di Galt MacDermot in inglese. [Controllato il 5 settembre 2008].
  17. ^ Herbert Whittaker, "Hair": The Musical That Spells Good-bye Dolly!, da The Canadian Composer (Maggio 1968). [Controllato il 5 settembre 2008]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Lorrie Davis e Rachel Gallagher, Letting Down My Hair: Two Years with the Love Rock Tribe, 1973, A. Fields Books - ISBN 0525630058
  • (EN) Barbara Lee Horn, The Age of Hair: Evolution and the Impact of Broadway's First Rock Musical, New York, 1991 - ISBN 0313275645
  • (EN) Jonathon Johnson, Good Hair Days: A Personal Journey with the American Tribal Love-Rock Musical Hair, iUniverse, 2004 - ISBN 0595312977
  • (EN) Scott Miller, Let the Sun Shine In: The Genius of Hair, Heinemann, 2003 - ISBN 0325005567
  • (EN) Elizabeth Lara Wollman, The Theatre Will Rock: A History of the Rock Musical from Hair to Hedwig, University of Michigan Press, 2006

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