Le notti bianche (film)

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Le notti bianche
Nottibianche-Mastroianni-Schell.png
Marcello Mastroianni e Maria Schell in una scena del film
Titolo originale Le notti bianche
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1957
Durata 107 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,66:1
Genere drammatico
Regia Luchino Visconti
Soggetto Fëdor Dostoevskij, Suso Cecchi D'Amico, Luchino Visconti
Sceneggiatura Suso Cecchi D'Amico, Luchino Visconti
Produttore Franco Cristaldi
Casa di produzione Rank Film, Cinematografica Associati (CI.AS.), Vides Cinematografica
Distribuzione (Italia) Rank Film (cinema)
Dolmen HV (home video)
Fotografia Giuseppe Rotunno
Montaggio Mario Serandrei
Musiche Nino Rota
Scenografia Mario Chiari, Mario Garbuglia
Costumi Piero Tosi
Interpreti e personaggi
Premi

Le notti bianche è un film del 1957 diretto da Luchino Visconti, tratto dall'omonimo racconto di Fëdor Dostoevskij.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Mario, un giovane impiegato dalla vita ordinaria, si trova a vagare di notte per le strade di Livorno, dopo una gita passata con la famiglia del suo capoufficio. Passeggiando alla ricerca di qualche evento fuori dall'ordinario, si imbatte in una ragazza bionda, straniera, che lo incuriosisce subito: così, fa di tutto per conoscerla, nonostante la ragazza, che si chiama Natalia, si mostri inizialmente molto schiva e diffidente. Ad ogni modo, i due finiscono con l'incontrarsi la sera successiva, e molte altre dopo. Mario, che inizia a provare un sentimento profondo per la ragazza, viene allontanato bruscamente dalla storia di Natalia: questa, infatti, sta aspettando il ritorno dell'uomo di cui è innamorata, che aveva promesso di tornare da lei entro un anno, dopo averla abbandonata. Mario, condizionato dai suoi sentimenti per la ragazza, non crede nel ritorno dell'uomo; tuttavia non vuole distogliere Natalia dai suoi sogni e dalle sue aspettative, e accetta di consegnare una lettera con una richiesta di appuntamento all'uomo, che è tornato in città. Tuttavia, Mario non riesce a consegnare la lettera, e preso da rabbia e tristezza, la strappa e la getta via: questo gesto, però, lo fa sentire molto in colpa e la sera successiva cerca di evitare Natalia, che invece è ansiosa di passare del tempo con lui mentre aspetta con ansia di recarsi all'appuntamento con l'uomo di cui è innamorata. Mario cede all'entusiasmo della ragazza, e insieme vanno a ballare; insieme si divertono molto, e Mario si illude di averla distolta dalle sue speranze assurde; tuttavia, Natalia si precipita nel luogo dell'appuntamento non appena sente scoccare le dieci, ma non trovando il suo uomo, viene presa da una crisi isterica. Mario le dichiara il suo amore, ma viene respinto, così si allontana e, vagando per vicoli e ponti, viene coinvolto in una rissa. Mentre si rinfresca a una fontana incontra Natalia, a cui confessa il suo gesto chiedendole perdono; Natalia si mostra ormai decisa a dimenticare l'uomo dei suoi sogni, e offre a Mario la speranza di amarlo, col tempo. Egli è al settimo cielo, e la conduce per Livorno parlandole d'amore e di giorni felici. Ma durante la loro passeggiata sotto un'insolita nevicata, Natalia vede finalmente l'uomo che tanto aveva aspettato. Presa da un'incontenibile gioia, gli si precipita incontro e, dopo un frettoloso e desolato saluto a Mario, abbraccia il suo grande amore. Mario, rimasto di nuovo solo, torna a vagare per le strade di Livorno.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiato da Luchino Visconti e Suso Cecchi D'Amico, è stato interamente girato in interni, nel Teatro 5 di Cinecittà (Roma). Anziché a San Pietroburgo, città nella quale la storia originariamente si svolge, il film è ambientato a Livorno. Intere strade e piazze (la via Grande, via della Madonna, parte del quartiere Venezia), corsi d'acqua, monumenti ed edifici pubblici, sono stati ricostruiti in teatro, assieme ad elementi architettonici di fantasia.

Ha raccontato Suso Cecchi D'Amico in un'intervista pubblicata nel libro Livorno Superstar, la mia città dentro il cinema di Marco Sisi:

« Visconti era un maestro nel far lievitare i costi produttivi, doveva essere un film piccolo piccolo, diventò un kolossal. »

Per questo, secondo alcuni, il produttore Franco Cristaldi impose a Suso Cecchi D'Amico di scrivere un film di sicuro successo commerciale che, utilizzando parte degli elementi scenici de Le notti bianche, permettesse di recuperare l'investimento. Nacque così I soliti ignoti.[senza fonte]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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