Franco Cristaldi
Franco Cristaldi (Torino, 3 ottobre 1924 – Monte Carlo, 1º luglio 1992) è stato uno sceneggiatore e produttore cinematografico italiano.
È stato forse l'unico produttore italiano a dare un fondamento ideologico coerente e consapevole alla sua politica di produzione d'autore,[1] uno dei primi a capire che il film di qualità è un investimento a lunga scadenza e acquista valore con gli anni.
Contro la logica industriale che spinge verso il prodotto meno rischioso, già collaudato, Cristaldi non ha inseguito il facile successo, ma ricercato, sperimentato, inventato insieme ai suoi autori.[1]
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Biografia [modifica]
Ex studente di medicina, ex partigiano, Cristaldi entra nel campo della produzione cinematografica molto giovane, colpito dalla passione per il cinema dopo una casuale frequentazione con Roberto Rossellini a Roma. Tornato nella città natale, Torino, nel 1946 fonda la Vides Cinematografica, che all'inizio limita le proprie produzioni all'ambito del documentario e del cortometraggio.
Acquisita una sufficiente esperienza e circondatosi di fidati collaboratori, nel 1954 esordisce nel lungometraggio, con La pattuglia sperduta, diretto da Piero Nelli, film d'ambientazione risorgimentale girato come un film neorealista (pochi mezzi e attori non professionisti). Il film non è un successo commerciale, ma vale alla Vides l'attenzione della Lux Film, con cui si instaura una fortunata collaborazione produttiva.
Nel 1959 si trasferisce a Roma, dove rimane fedele alla politica di produzione artigianale di prototipi, contro la concezione del cinema come industria seriale: in ogni prodotto Vides, sempre di livello eccezionalmente alto, è percepibile l'imperativo morale e professionale del produttore di promuovere nuove idee.[2] Trova anche soluzioni produttive e creative particolari per i diversi film: ad esempio, per Le notti bianche costituisce una società insieme a Suso Cecchi D'Amico, Marcello Mastroianni e Luchino Visconti, per mettersi alla pari con gli artisti.
Cristaldi lavora con autori molto diversi, a cui lascia la più completa libertà tematica e stilistica, riuscendo ad ottenere i migliori risultati: Francesco Rosi, Pietro Germi, Francesco Maselli, Mario Monicelli, Nanni Loy, Federico Fellini, Luchino Visconti, Marco Bellocchio, Maurizio Nichetti, Giuseppe Tornatore. L'ultimo grande successo della sua carriera è Nuovo cinema Paradiso (1988). Dopo una prima uscita disastrosa, Cristaldi impone dei tagli drastici e la nuova versione vince il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes e l'Oscar per il miglior film straniero.
Nel 1974 era stato lo scopritore cinematografico di Lilli Carati (l'aveva notata al concorso di Miss Italia di quell'anno, in occasione del quale Cristaldi aveva partecipato come componente della giurìa). A partire dal 2009 il Bif&st di Bari assegna un Premio intitolato a Franco Cristaldi per il produttore del miglior film del festival.
Vita privata [modifica]
Cristaldi sposò in prime nozze Carla Simonetti, con la quale ebbe un figlio, Massimo. Nel 1966 il matrimonio fu annullato dalla Sacra Rota e Cristaldi poté così sposare Claudia Cardinale dalla quale divorziò nel 1975. Nel 1983 sposò Zeudi Araya. È nota anche una sua relazione nei primi anni '60 con Rosanna Schiaffino[3].
Produzioni [modifica]
- Il seduttore, regia di Franco Rossi (1954)
- Un eroe dei nostri tempi, regia di Mario Monicelli (1955)
- Kean: genio e sregolatezza, regia di Vittorio Gassman e Francesco Rosi (1956)
- Mio figlio Nerone, regia di Steno (1956)
- Le notti bianche, regia di Luchino Visconti (1957)
- Rascel-Fifì, regia di Guido Leoni (1957)
- L'uomo di paglia, regia di Pietro Germi (1958)
- I soliti ignoti, regia di Mario Monicelli (1958)
- La legge è legge, regia di Christian Jaque (1958)
- La sfida, regia di Francesco Rosi (1958)
- Kapò, regia di Gillo Pontecorvo (1959)
- Un ettaro di cielo, regia di Aglauco Casadio (1959)
- I magliari, regia di Francesco Rosi (1959)
- Audace colpo dei soliti ignoti, regia di Nanni Loy (1960)
- Giorno per giorno disperatamente, regia di Alfredo Giannetti (1961)
- Fantasmi a Roma, regia di Antonio Pietrangeli (1961)
- L'assassino, regia di Elio Petri (1961)
- Un giorno da leoni, regia di Nanni Loy (1961)
- Divorzio all'italiana, regia di Pietro Germi (1961)
- Salvatore Giuliano, regia di Francesco Rosi (1962)
- La ragazza di Bube, regia di Luigi Comencini (1963)
- Omicron, regia di Ugo Gregoretti (1963)
- Mare matto, regia di Renato Castellani (1963)
- I compagni, regia di Mario Monicelli (1963)
- Gli indifferenti, regia di Francesco Maselli (1964)
- Sedotta e abbandonata, regia di Pietro Germi (1964)
- L'antimiracolo, regia di Elio Piccon (1965)
- Vaghe stelle dell'Orsa, regia di Luchino Visconti (1965)
- Per amore... per magia..., regia di Duccio Tessari (1967)
- Una Rosa per tutti, regia di Franco Rossi (1967)
- Fai in fretta ad uccidermi... ho freddo!, regia di Francesco Maselli (1967)
- La Cina è vicina, regia di Marco Bellocchio (1967)
- L'alibi, regia di Adolfo Celi e Vittorio Gassman (1969)
- Colpo di stato, regia di Luciano Salce (1969)
- Ruba al prossimo tuo, regia di Francesco Maselli (1969)
- Toh, è morta la nonna! , regia di Mario Monicelli (1969)
- Il giovane normale, regia di Dino Risi (1969)
- La tenda rossa, regia di Mikheil Kalatozishvili (1969)
- Amarcord, regia di Federico Fellini (1973)
- Domani si balla!, regia di Maurizio Nichetti (1982)
- E la nave va, regia di Federico Fellini (1983)
- I paladini - Storia d'armi e d'amori, regia di Giacomo Battiato (1983)
- Il nome della rosa, regia di Jean-Jacques Annaud (1986)
- Nuovo cinema Paradiso, regia di Giuseppe Tornatore (1988)
- La corsa dell'innocente, regia di Carlo Carlei (1993)
Riferimenti esterni [modifica]
Intervista a Franco Cristaldi di Luigi Silori
Note [modifica]
- ^ a b Corsi 2001, p. 166
- ^ Corsi 2001, p. 167
- ^ “The Courage of Claudia Cardinale”, numero monografico di “Parade Magazine” del 25 giugno 1967
Bibliografia [modifica]
- Barbara Corsi. Con qualche dollaro in meno. Storia economica del cinema italiano. Roma, Editori Riuniti, 2001. ISBN 8835950864
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