Clara Calamai
Clara Calamai (Prato, 7 settembre 1909 – Rimini, 21 settembre 1998) è stata un'attrice italiana.
Indice |
Biografia [modifica]
Debutta nel 1938 in Pietro Micca, film di Aldo Vergano e diviene molto popolare interpretando svariati film tra la fine degli anni trenta e l'inizio degli anni cinquanta. La sua apparizione a seno nudo in La cena delle beffe, trasposizione cinematografica dell'omonimo dramma di Sem Benelli diretta da Alessandro Blasetti nel 1941, desta enorme scalpore nel pubblico ed il film venne vietato ai minori.
Per molto tempo fu quindi indicata come la prima attrice italiana ad essere comparsa a seno nudo in un film ma in realtà questo primato non è suo, bensì di Vittoria Carpi (nel 1940, in un altro film diretto da Blasetti, La corona di ferro).
Per tutti gli anni quaranta fu una delle attrici italiane più note ed amate al pari di Alida Valli, Valentina Cortese, Anna Magnani, la sua rivale Doris Duranti, Luisa Ferida ed Isa Miranda. Attrice affascinante e versatile recitò in film drammatici, in pellicole d'ambientazione storica ed anche nelle commedie leggere dei telefoni bianchi.
I ruoli che la legano indissolubilmente alla storia del cinema sono senz'altro quelli da lei sostenuti in Ossessione di Luchino Visconti (1942), girato in piena seconda guerra mondiale, dove sostituì all'ultimo momento Anna Magnani, e in L'adultera (1946) di Duilio Coletti, grazie al quale vince un Nastro d'Argento.
Nel frattempo, nel 1945 si sposò con il conte ed esploratore Leonardo Bonzi dal quale avrà due figlie e volutamente inizia a trascurare il cinema e le sue interpretazioni si faranno, dai primi anni cinquanta, sempre più sporadiche. Nel 1959 il matrimonio tra i due finì e la Calamai si legò al comandante d'aviazione Valerio Andreoli.
Nel 1957 lavora ancora con Visconti in Le notti bianche, interpretando il ruolo di una prostituta.
Nel 1960 prende parte allo sceneggiato televisivo della RAI Tom Jones (aveva lavorato già in televisione nel 1954 nello sceneggiato Le zitelle di via Hydar).
Molti anni dopo il suo ritiro dalle scene, Dario Argento la chiama per interpretare un ruolo in Profondo rosso (1975) che sarà l'ultimo film interpretato dall'attrice: il suo personaggio, rimasto negli annali, è una folle madre assassina; il film ottiene un grandissimo successo in tutto il mondo (solo in Italia incasserà oltre 2 miliardi di Lire dell'epoca), e diventerà ben presto un cult celebrato ancora oggi dai cinefili.
Subito dopo Profondo rosso la Calamai si ritira definitivamente dalle scene e di lei non si sa più nulla per anni fino al 1998, quando le due figlie ne comunicano la morte.
Filmografia [modifica]
- Pietro Micca, regia di Aldo Vergano (1938)
- Hanno rapito un uomo, regia di Gennaro Righelli (1938)
- Il destino in tasca, regia di Gennaro Righelli (1938)
- Ettore Fieramosca, regia di Alessandro Blasetti (1938), doppiata da Lia Orlandini
- Io, suo padre, regia di Mario Bonnard (1939)
- Il fornaretto di Venezia, regia di Duilio Coletti (1939), doppiata da Tina Lattanzi
- Il socio invisibile, regia di Roberto Roberti (1939)
- L'eredità in corsa, regia di Oreste Biancoli (1939)
- Boccaccio, regia di Marcello Albani (1940)
- Le sorprese del vagone letto, regia di Gian Paolo Rosmino (1940)
- Capitan Fracassa, regia di Duilio Coletti (1940), doppiata da Tina Lattanzi
- Manovre d'amore, regia di Gennaro Righelli (1940)
- Addio giovinezza!, regia di Ferdinando Maria Poggioli (1940)
- Caravaggio, il pittore maledetto, regia di Goffredo Alessandrini (1941)
- Il re del circo, regia di Hans Hinrich (1941)
- I mariti - Tempesta d'amore, regia di Camillo Mastrocinque (1941)
- La cena delle beffe, regia di Alessandro Blasetti (1941)
- Luce nelle tenebre, regia di Mario Mattoli (1941), doppiata da Lydia Simoneschi
- L'avventuriera del piano di sopra, regia di Raffaello Matarazzo (1941)
- I pirati della Malesia, regia di Enrico Guazzoni (1941)
- Brivido , regia di Giacomo Gentilomo (1941)
- La guardia del corpo, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1942)
- La regina di Navarra, regia di Carmine Gallone (1942)
- Le vie del cuore, regia di Camillo Mastrocinque (1942)
- Ossessione, regia di Luchino Visconti (1943)
- Una piccola moglie, regia di Giorgio Bianchi (1943)
- Addio amore!, regia di Gianni Franciolini (1943)
- Enrico IV, regia di Giorgio Pàstina (1943)
- Sorelle Materassi, regia di Ferdinando Maria Poggioli (1944)
- Due lettere anonime, regia di Mario Camerini (1945)
- La resa di Titì, regia di Giorgio Bianchi (1945)
- Il mondo vuole così, regia di Giorgio Bianchi (1946)
- L'adultera, regia di Duilio Coletti (1946)
- Il tiranno di Padova, regia di Max Neufeld (1946), doppiata da Lydia Simoneschi
- Ultimo amore, regia di Luigi Chiarini (1947)
- Amanti senza amore, regia di Gianni Franciolini (1947), doppiata da Lydia Simoneschi
- Quando gli angeli dormono, regia di Gilberto Gascon (1947)
- Vespro siciliano, regia di Giorgio Pàstina (1949), doppiata da Lydia Simoneschi
- Romanticismo, regia di Clemente Fracassi (1951)
- Il moschettiere fantasma, regia di Max Calandri (1952)
- Carne inquieta, regia di Silvestro Prestifilippo (1952)
- Le notti bianche, regia di Luchino Visconti (1957)
- Afrodite, dea dell'amore, regia di Mario Bonnard (1958)
- Tom Jones (1960, sceneggiato televisivo)
- Le streghe, regia di Luchino Visconti (1967)
- La peccatrice, regia di Pier Luigi Pavoni (1975)
- Profondo rosso, regia di Dario Argento (1975), doppiata da Isa Bellini
Prosa televisiva RAI [modifica]
- Le zitelle di via Hydar, commedia di Enzo Duse, con Achille Millo, Franco Coop, Alfedo Danzi, Itala Martini, Clara Calamai, Margherita Bagni, Vira Silenti, Osvaldo Gennazzani, Loris Gafforio, Alberto Carloni, Mario Carotenuto, Natale Peretti, regia di Silverio Blasi, trasmessa il 31 dicembre 1954.
- Tom Jones, di Henry Fielding, con Pino Colizzi, Elisa Cegani, Franco Parenti, Carlo Giuffrè, Roldano Lupi, Clara Calamai, Anna Miserocchi, Tino Bianchi, Salvo Randone, Emma Danieli, Lia Zoppelli, Sandra Mondaini, regia di Eros Macchi, sceneggiato in 6 puntate dal 29 maggio al 3 luglio 1960.
Bibliografia [modifica]
- Le Teche Rai, gli sceneggiati
- AA.VV. Le attrici, Gremese editore Roma 1999.
Altri progetti [modifica]
Wikiquote contiene citazioni di o su Clara Calamai
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Scheda su Clara Calamai dell'Internet Movie Database
Controllo di autorità VIAF: 107547853 LCCN: n97032031