I bambini ci guardano

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I bambini ci guardano
I bambini ci guardano (Cigoli-De Ambrosis).png
Emilio Cigoli e Luciano De Ambrosis in una scena del film
Paese di produzione Italia
Anno 1943
Durata 85 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,33:1
Genere drammatico
Regia Vittorio De Sica
Sceneggiatura Vittorio De Sica, Cesare Zavattini, Cesare Giulio Viola, Margherita Maglione, Adolfo Franci, Gherardo Gherardi
Produttore Franco Magli
Casa di produzione Scalera Film, Invicta Scalera
Distribuzione (Italia) Scalera (1943)
Fotografia Giuseppe Caracciolo, Romolo Garroni
Montaggio Mario Bonotti
Musiche Renzo Rossellini, Ercole Pace (fonico)
Scenografia Guido Fiorini, Gastone Medin
Interpreti e personaggi

I bambini ci guardano è un film del 1943 diretto da Vittorio De Sica e tratto dal romanzo Pricò di Cesare Giulio Viola. La pellicola è stata giudicata tra i precursori del neorealismo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Pricò, bambino di sette anni, vive attraverso i suoi occhi innocenti i fatti che portano alla dolorosa dissoluzione della sua famiglia: la passione della madre per un altro uomo e le sue ripetute fughe da casa portano sempre più alla disperazione il padre Andrea che, esasperato dal secondo e definitivo allontanamento della donna, decide per l'epilogo più drammatico: il suicidio. Un dramma familiare scandito dalla perfida e inumana curiosità della gente comune che, immancabilmente e senza pudore, s'intromette in vicende tanto delicate con un mero cicaleccio malizioso.

Poco prima del tragico gesto, il padre porta il piccolo in un collegio; in seguito, appresa la notizia del suicidio del padre, Pricò si trova faccia a faccia con la madre e l'anziana governante, Agnese: il bambino saluta con un abbraccio solo quest'ultima, senza rivolgere alcun gesto d'affetto verso l'altra donna.

La critica[modifica | modifica wikitesto]

Inserto pubblicitario annuncia il si gira del film

« È difficile che i racconti con i quali è protagonista l'infanzia arrivino sino in fondo senza mostrare la corda e comunque senza far sentire qualche nota falsa. In questo senso I bambini ci guardano, potrebbe essere considerato nel suo complesso come un'eccezione alla regola. La rappresentazione delle disgraziate vicende di Pricò è misurata e saremmo tentati di dire pudica, se l'aggettivo, adatto a definire l'aspetto formale del film, non fosse invece inadattissimo a definire la sostanza. La quale è di un realismo crudele e tremendo, tutta intesa a esprimere la sofferenza di un fanciullo. E quanto più la regia è abile più si fa strada lo sgomento... »[1]

Location[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato parzialmente girato ad Alassio, in Liguria e a Vecchiano, in Toscana. Gli interni a Roma negli studi della Scalera alla Circonvallazione Appia.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Raul Radice ne Il Corriere della Sera del 24 novembre 1944

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Savio, Ma l'amore no, Sonzogno editore Roma 1975
  • AA.VV. La città del cinema, Napoleone Roma 1979

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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