Maddalena... zero in condotta

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Maddalena... zero in condotta
Maddalena zero in condotta titolo.jpg
Paese di produzione Italia
Anno 1940
Durata 70 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Vittorio De Sica
Soggetto Laslo Kadar
Produttore Giorgio Genesi per Artisti Associati
Distribuzione (Italia) Artisti Associati (1940)
Fotografia Mario Albertelli
Montaggio Mario Bonotti
Musiche Nuccio Fiorda
Scenografia Gastone Medin
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Maddalena... zero in condotta è un film commedia del 1940 diretto da Vittorio De Sica.

Il soggetto del film è tratto da una commedia ungherese di Laszlo Kadar, una tipica commedia degli equivoci. Il bidello della scuola Amilcare Bondani, è curiosamente doppiato da Aldo Fabrizi. La pellicola è girata negli studi della Titanus alla Farnesina ottenendo il visto censura n. 31190 il 13 dicembre 1940.

Trama[modifica | modifica sorgente]

In un istituto commerciale di Roma la studentessa Maddalena trova tra le carte della professoressa Malgari una lettera d'amore indirizzata ad un immaginario destinatario, presente nel testo di esercizi di corrispondenza.

Nella lettera, indirizzata a Alfredo Hartman, tra l'altro è scritto il suo desiderio di conoscere il fantomatico destinatario, che in realtà esiste.

La studentessa privatista Eva, impadronitasi della lettera, la spedisce per errore all'indirizzo riportato nell'intestazione ed essa viene effettivamente recapitata al Sig. Alfredo Hartman, un ricco industriale di Vienna.

Alfredo si incuriosisce a tal punto da voler conoscere la ragazza che l'ha scritta; parte dunque per Roma, dove incontra suo cugino, che lo aiuta nelle ricerche presso l'istituto frequentato da Maddalena.

Comincia così una commedia degli equivoci che avrà come epilogo un doppio matrimonio.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Fabrizio Sarazani dalle pagine de Il Giornale d'Italia del 26 dicembre 1940 «[...] De Sica ha diretto con molta delicatezza, disegnando attorno ai vari tipi motivi di caricature e di sentimentalismo, con garbo e con scioltezza. Una regia e un'interpretazione che meritano lode: non c'è un momento in cui il film si affanni a cercare il ritmo: scivola vi, anche per merito della sceneggiatura, con sicurezza di narrazione».

Filippo Sacchi nelle pagine de Il Corriere della Sera del 1º gennaio 1941 «È il definitivo diploma di regista di Vittorio De Sica. Mano pronta e felice tempismo intelligente, naturalezza narrativa. Ma soprattutto convincono la grazia, la leggerezza l'affiatamento con cui ha saputo far muovere e parlare lo stuolo di giovani interpreti».

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Savio, Ma l'amore no, Sonzogno, 1975
  • Enrico Lancia, Roberto Poppi (a cura di), Dizionario del Cinema Italiano - Le attrici, Gremese Editore, Roma, 2003
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