Abbasso la ricchezza!

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Abbasso la ricchezza!
Anna Magnani - Abbasso la ricchezza.jpg
Anna Magnani in una sequenza iniziale del film
Paese di produzione Italia
Anno 1946
Durata 90 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Gennaro Righelli
Soggetto Vittorio Calvino, Fabrizio Sarazani, Vittorio De Sica, Gennaro Righelli
Sceneggiatura Vittorio Calvino, Gennaro Righelli, Vittorio De Sica
Produttore Lux Film, Ora Film
Distribuzione (Italia) Lux Film (1946)
Fotografia Aldo Tonti
Montaggio Gabriele Varriale
Musiche Cesare A. Bixio, Felice Montagnini
Scenografia Ferruccio Sammartino
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Abbasso la ricchezza è un film del 1946 diretto da Gennaro Righelli.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Gioconda Perfetti, una fruttivendola romana che si è arricchita nell'immediato dopoguerra con la borsa nera, riesce a farsi assegnare una splendida villa disabitata di proprietà del conte Ghirani, che ha dovuto allontanarsi per lo sfollamento causato dalla guerra, e vi si trasferisce dalla natìa Trastevere con la sorella ed un amministratore.

Non sapendo dove abitare il Conte le chiede di poter abitare negli scantinati della villa e la donna, conquistata dai modi raffinati dell'uomo, glielo concede. L'ex fruttivendola, nonostante gli avvertimenti del Conte sull'ebbrezza che può dare l'improvvisa ricchezza, si dà alla bella vita ed entra in contatto con personaggi che, apparentemente nobili ed altolocati, sono in realtà dei truffatori che la raggirano con il gioco d'azzardo e vendendole un anello falso. Per questo rischierà anche di essere perseguita dalla Giustizia e solo l'intervento del Conte, che l'ha presa a benvolere pur essendosi appropriata della sua casa, la tirerà fuori dai guai.

Nel frattempo, seguendo le illusorie indicazioni di altro profittatore, investe tutta la sua ricchezza in un affare connesso al recupero delle navi affondate, che alla fine si rivelerà un fallimento in cui spariranno, assieme al truffatore, tutti i suoi averi. Anche il fidanzamento della sorella Lucia con un soldato americano, per il quale lei aveva lasciato Nino, un fruttivendolo trasteverino innamorato di lei, si rivelerà una illusione perché si scoprirà che il militare è un poveraccio che le preferisce la cameriera.

La perdita della ricchezza obbliga la donna ad abbandonare i sogni di vita spensierata a contatto con un ambiente elegante. Deve ritornare al suo negozietto di frutta e verdura nel popolare quartiere di Trastevere, dove riprenderà la sua attività. La sorella Lucia ritroverà il primo amore Nino. Gioconda saluterà il Conte, con il quale aveva sperato di poter stabilire una relazione, perché costui, oppresso dai debiti, venda la villa e parte per l'estero.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film viene prodotto sullo slancio del successo di Abbasso la miseria! dell'anno precedente da Riccardo Gualino per Lux Film in associazione con Ora Film di Vittorio Mottini. La pellicola venne girata nella primavera del 1946, negli studi della S.A.F.I.R. a Lungotevere Armando Diaz a Roma. Il film venne presentato al pubblico in prima visione il 21 dicembre 1946 ed uscì nelle sale nel gennaio successivo.

Uno degli attori, Vittorio Mottini, viene doppiato da un giovane (26 anni) Alberto Sordi.

Nel corso del film Anna Magnani offre una indimenticabile interpretazione della canzone "Quanto sei bella Roma" , di Bixio - Bonagura - De Torres. La stessa canzone è stata cantata da artisti famosi, tra cui Claudio Villa, Gabriella Ferri, Rosanna Fratello, e le prime parole del testo sono state riprese anche da Antonello Venditti, in "Roma capoccia".

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola ha incassato sino a tutto il 31 dicembre 1952 la somma di 102 milioni di lire.[1]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

A differenza del film da cui prende le mosse, "Abbasso la miseria!", questo non ebbe una accoglienza positiva dalla critica. Il critico P.Bianchi, che aveva lodato il film precedente, riserva invece a questo un giudizio stroncante:[2] " [il film] non è soltanto una brutta cosa, è una cattiva azione. Protagonista di questo pastrocchio è Anna Magnani una attrice che è portata in palmo di mano dai critici. La Magnani è una donna intelligente, ma non è intelligente mangiarsi la speranza di un lungo successo con gli errori di un film volgare, inutile e senza senso...".

Tra le critiche che piovvero sul film vi furono anche quelle che condannavano il mettere in mostra chi era riuscito a diventare ricco con la borsa nera[3].

Con il tempo queste critiche sono state in parte riviste. "Commedia disincantata ed ironica" - scrive il "Mereghetti"[4] - dove il facile populismo della trama viene riscattato da una interpretazione superlativa di Anna Magnani, volgare ed insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca, irresistibile quando balla il woogie o esibisce una acconciatura con due colombe bianche..." Analogamente la Hochkofler: "Su questo secondo prodotto [i critici] si accaniscono in modo che appare oggi decisamente eccessivo".[5]

Patrizia Carrano[6] situa questa opera all'interno del percorso artistico della Magnani, nel particolare periodo successivo al capolavoro "Roma città aperta" e prima di "L'onorevole Angelina": "non erano film straordinari, solo operine artigianali. Ma il suo personaggio ne usciva in ogni caso con una prepotenza ed una forza ineguagliabili. Relegata per anni a fare il quarto o quinto nome, adesso era la prima donna assoluta anche nel cinema."

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Catalogo Bolaffi del cinema italiano 1945/1955. Dato analogo è riportato in Roberto Chiti e Roberto Poppi :"Dizionario del Cinema Italiano - vol.II (1945-1959)" Gremese edit. Roma
  2. ^ recensione su "Candido" del 7 giugno 1947, riportata in Roberto Chiti e Roberto Poppi: op. cit. Gremese edit. Roma
  3. ^ così Arturo Lanocita su "Nuovo Corriere della Sera" del 30 maggio 1947 riportato in M.HochKofler: "Anna Magnani" Gremese edit. Roma 1984
  4. ^ Paolo Mereghetti: "Il Mereghetti 2000" - Baldini & Castoldi edit. Milano 1995
  5. ^ M.HochKofler, op cit. Gremese edit
  6. ^ in "La Magnani, il romanzo di una vita" Rizzoli edit, Milano 1982.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Matilde Hochkofler: Anna Magnani - Gremese editore Roma 1984.
  • Patrizia Carrano: La Magnani, il romanzo di una vita - Rizzoli editore, Milano 1982.
  • Giancarlo Governi: Nannarella - Bompiani editore, Milano 1981.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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