Palazzo del Cinema di Venezia
Il Palazzo del Cinema è il luogo che ospita la Mostra del Cinema di Venezia, ubicato al Lido di Venezia.
La prima Mostra si tenne sulla terrazza dell'Hotel Excelsior il 6 agosto 1932. Ma con il successo crescente diventa necessario edificare una sede propria e di prestigio e questo avviene tra il 1937 e il 1938 secondo il progetto dell'ingegnere Luigi Quagliata, fedele ai dettami del modernismo. Nella stessa zona viene costruito il Casinò su progetto dell'ingegnere capo del Comune Eugenio Miozzi che cura anche l'assetto dell'intera area.
Il Palazzo è allora composto da una semplice hall e da una sala cinematografica (l'attuale Sala Grande). In seguito al continuo successo del festival diventa necessario l'ampliamento dell'edificio che viene affidato allo stesso Quagliata nel 1952. Il progetto complessivo prevedeva l'ampliamento della Sala Grande, un'arena scoperta, altre sale cinematografiche, uffici e servizi, ma furono realizzati solo l'avancorpo e l'arena scoperta.
Però le strutture rimangono insufficienti di fronte al crescente numero di spettatori e nel 1991 in occasione della XX Mostra Internazionale di Architettura, viene indetto un concorso su inviti per la progettazione di un nuovo Palazzo del Cinema. Il bando prevede la demolizione del vecchio Palazzo ad eccezione della Sala Grande. Viene scelto il progetto dell'architetto spagnolo Rafael Moneo, però l'edificio viene ritenuto troppo costoso ed il Comune di Venezia abbandona l'idea.
Si decide quindi di realizzare lavori di adeguamento del Palazzo del Cinema (1995) e di costruire delle strutture temporanee per potere accogliere più spettatori. Vengono realizzati nel 1991 il Palagalileo (nome che prende dalle Industrie Ottiche Galileo che finanziano la sua costruzione) sul sito dell'arena e nel 1999 la PalaBNL, una tensostruttura che viene alzata ogni anno sul campo da rugby delle Quattro Fontane. Inoltre a partire del 1999 viene concesso in uso il Casinò.
La necessità di nuovi spazi e la volontà di riorganizzare l'intera area ha portato la Fondazione Biennale di Venezia a bandire nel 2004 un concorso di progettazione per un nuovo palazzo del Cinema e la sistemazione delle aree limitrofe. Il 26 maggio 2005 la Biennale di Venezia ha annunciato che l'appalto è stato assegnato allo studio italiano "5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo" in collaborazione con l'architetto francese Rudy Ricciotti.
Il 28 agosto 2008 è stata posta la prima pietra del Nuovo Palazzo del Cinema: l'opera sarebbe dovuta rientrare tra quelle realizzate in occasione del 150º anniversario dell'unità d'Italia, che ha avuto luogo nel 2011.
Erano state progettate quattro sale cinematografiche, una in superficie denominata “Il Sasso” e altre tre sotterranee. I progettisti vincono il concorso, nella presentazione si notano queste parole “sarebbe scandaloso distruggere l'area verde del Lido “. Per la costruzione viene nominato dal Presidente del Consiglio il Commissario Straordinario per le grandi opere e, superando ogni vincolo, il 12 febbraio 2009, malgrado le proteste del Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste e dei cittadini del Lido (raccolte 2760 firme) vengono abbattuti 132 alberi: la completa pineta del piazzale (pini marittimi domestici), parte del giardino del Casinò (protetto) e un filare di lecci del lungomare. La sovvenzione di tali opere era legata ad una complicata operazione di vendita dell’ospedale del Lido al Comune e rivendita ai privati che alla fine doveva avere un guadagno che, in parte, avrebbe dovuto sovvenzionare l’opera. Il ritardo e forse il fallimento nel completamento dell’operazione (non ancora andata a buon fine) e il ritrovamento d’amianto nel sottosuolo, hanno fatto si che la ditta costruttrice abbia restituito le chiavi del cantiere che attualmente è fermo da più mesi. Il commissario straordinario, che nel frattempo ha visto i suoi vice indagati e carcerati per le note vicende legate alla protezione civile, ha comunicato lo slittamento nei tempi di completamento dell’opera che non sarà più nella ricorrenza del 150º anniversario dell’Unità d’Italia ma forse a fine 2012 , inoltre, il progetto, per mancanza di fondi si ridurrà ad una sola sala cinematografica, cosa che si sarebbe potuta realizzare semplicemente sopraelevando (come previsto dal vecchio progetto iniziale) la sala cinematografica attuale.
Il 17 marzo 2011, festa nazionale per la ricorrenza del 150º anniversario dell'unità d'Italia, la sistuazione è la stessa, il cantiere è chiuso e al posto del nuovo palazzo c'è soltanto una grande buca. Il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste organizza una cerimonia-burla di inaugurazione del nuovo palazzo essendo stata prevista questa data per la fine dei lavori. Due mesi dopo, e dopo aver speso finora circa 37 milioni di euro, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali decide di azzerare quanto fatto finora e indire una gara europea per un altro nuovo palazzo in project-financing. Dopo aver speso milioni di euro pubblici la mano, quindi, passa ai privati.
Per l'edizione 2011 della Mostra del Cinema, la Sala Grande si presenta completamente rinnovata. Grazie alla collaborazione fra la Biennale e lo Studio di Acustica Ing. R. FURLAN, la Sala Grande ha ritrovato il fascino del suo aspetto originario insieme ad un'acustica ottimale per la cinematografia di oggi.
Il 31 dicembre 2011 il commissario straordinario Dott. Vincenzo Spaziante decade dall'incarico. Lascia i lavori del Nuovo Palazzo del Cinema incompiuti, anzi, lascia soltanto un buco di terra profondo 3 metri e un buco di 37 milioni di euro, le spese, però, non sono ancora finite, secondo i giornali locali vengono spesi ancora 20.000 euro al mese per spese di sorveglianza, luce e accessori.
In febbraio 2012 viene rinominato ancora il Commissario Spaziante ma ora non più come Commissario Straordinario, ma Commissario Ordinario