Febbre di vivere (film 1953)

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Febbre di vivere
Paese di produzione Italia
Anno 1953
Durata 91 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Claudio Gora
Soggetto Leopoldo Trieste
Sceneggiatura Suso Cecchi d'Amico, Luigi Filippo D'Amico, Claudio Gora, Lamberto Santilli, Leopoldo Trieste
Produttore PAC Film
Distribuzione (Italia) Atlantis Film
Fotografia Enzo Serafin, Oberdan Troiani
Montaggio Mario Arditi
Musiche Valentino Bucchi
Scenografia Saverio D'Ameglio
Interpreti e personaggi
Premi

Febbre di vivere è un film del 1953, diretto da Claudio Gora.

Il film è stato poi selezionato tra i 100 film italiani da salvare[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Massimo vive nel lusso, ma in realtà è sommerso dai debiti ed è stretto nei loschi affari della sala corse che gestisce. Per sostenere la sua illusoria vita da ricco è costretto a rivolgersi ad usurai. Passa le giornate assieme a un gruppo di altri giovani snob e sfaccendati. La sua compagna Elena lo ama, ma egli non si fa scrupolo di tradirla. Il suo amico Daniele esce di prigione, dov'è finito pur essendo innocente, e scopre che proprio Massimo per intascare una cifra irrisoria aveva corrotto l'avvocato che difendeva Daniele e tramato perché l'amico fosse condannato. Elena è incinta e un imbroglio, scoperto alla sua sala corse, crea a Massimo nuovi guai.

Per mettere a tacere Daniele, Massimo combina un incontro con Lucia, sua ex fidanzata, ma la ragazza non vuol più saperne di quel vecchio amore. Per venir fuori dalle pressioni di Elena, Massimo convince un giovane amico a prendersi la responsabilità della gravidanza di Elena e a chiedere aiuto ai propri genitori. In questo modo ottiene che la ragazza sia affidata a un medico senza scrupoli che accetta di farla abortire. Quando l'amico scopre di essere stato usato e si ribella, scoppia una rissa e questi muore colpito proprio da Massimo. Per dare l'impressione di un suicidio, Massimo getta il cadavere dalla finestra, a questo punto Lucia, pur innamorata di lui, lo denuncia e lo fa arrestare. Elena si sottrae intanto alle grinfie del medico e decide di continuare la gravidanza, mentre Daniele non si rassegna, confessa a Lucia che la ama ancora e che saprà aspettarla.

Realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Coraggiosa indagine di ambiente e di costume sulle nuove generazioni, Febbre di vivere è tratto da Cronaca, opera teatrale di Leopoldo Trieste andata in scena nel 1946[2]. Il film è la seconda prova come regista dell'attore Claudio Gora, dopo l'esordio tre anni prima con Il cielo è rosso, tratto dall'omonimo romanzo di Giuseppe Berto.

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu accolto positivamente dalla critica, ma ebbe degli incassi modesti (incasso accertato sino a tutto il 31 marzo 1959 £ 76.199.183).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rete degli Spettatori
  2. ^ Biografia di Leopoldo Trieste, dal sito Italica.RAI.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Catalogo Bolaffi del cinema italiano 1945/1955
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