Gaetano Tumiati

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Gaetano Tumiati (Ferrara, 6 maggio 1918Milano, 28 ottobre 2012) è stato un giornalista, scrittore e critico letterario italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato in una facoltosa famiglia ferrarese (suo padre Leopoldo era avvocato ed accademico, lo zio Gualtiero affermato attore e regista, un altro, Domenico, scrittore e drammaturgo, infine l'altro zio, Corrado era poeta e giornalista), studiò dapprima presso i padri barnabiti per poi iscriversi alla facoltà di giurisprudenza, aderendo al GUF e conseguendo la laurea con lode.

Partito volontario per la Libia durante la seconda guerra mondiale, fu fatto prigioniero e trasportato negli Stati Uniti, dove fu internato in un campo di prigionia ad Hereford, Texas. In questa circostanza strinse un forte legame d'amicizia con Giuseppe Berto e conobbe Alberto Burri, legandosi con il pittore Ervardo Fioravanti che frequentò a Ferrara nel dopoguerra. Le memorie della prigionia americana furono oggetto in seguito del diario Prigionieri nel Texas, edito nel 1985. Suo fratello Francesco, che aveva aderito alle organizzazioni partigiane, fu catturato dai nazifascisti e fucilato, a Cantiano nelle Marche, il 17 maggio 1944. Rimpatriato nel 1946, intraprese un'intensa carriera giornalistica che lo vide dapprima inviato in Cina ed in Corea del Nord per l'Avanti!, quindi redattore capo con le funzioni di direttore dell'Illustrazione italiana (1955-1962) ed inviato speciale per La Stampa. Ricoprì in seguito l'incarico di vicedirettore di Panorama negli anni in cui il settimanale fu guidato da Lamberto Sechi e collaborò con Il Secolo XIX.

Nel 1976 si aggiudicò il Premio Campiello con il romanzo Il busto di gesso.

Muore a 93 anni nella sua casa di Milano il 28 ottobre 2012.[1]

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La regola di Gaetano Tumiati: scrivere (non) in prima persona, Il Corriere della Sera , 29 ottobre 2012