Il giardino dei Finzi-Contini (film)

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Il giardino dei Finzi-Contini
Il giardino dei finzi contini 1.JPG
Dominique Sanda e Lino Capolicchio
Titolo originale Il giardino dei Finzi-Contini
Paese di produzione Italia
Anno 1970
Durata 94 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, sentimentale
Regia Vittorio De Sica
Soggetto Giorgio Bassani (romanzo)
Sceneggiatura Vittorio Bonicelli, Ugo Pirro
Produttore Arthur Cohn, Gianni Hecht Lucari
Fotografia Ennio Guarnieri
Montaggio Adriana Novelli
Musiche Bill Conti, Manuel De Sica
Scenografia Giancarlo Bartolini Salimbeni, Mario Chiari
Costumi Giancarlo Bartolini Salimbeni, Antonio Randaccio
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il giardino dei Finzi-Contini è un film del 1970 diretto da Vittorio De Sica, tratto dall'omonimo romanzo di Giorgio Bassani.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nella Ferrara degli anni 1938-43, Giorgio è un amico d'infanzia di Micòl Finzi-Contini, e frequenta insieme ad altri amici ebrei il giardino della villa Finzi-Contini, dove è allestito un campo di tennis, dopo che le prime leggi razziali hanno escluso gli ebrei dai circoli del tennis.

La famiglia ebrea dei Finzi-Contini è alto borghese, mentre Giorgio rappresenta un ebreo piccolo borghese dal cognome anonimo, e questa differenza di classe è un fattore che solo apparentemente non condizionerà l'amicizia e l'amore fra due giovani: il modesto Giorgio e la ricca Micol.

Giorgio è un assiduo frequentatore della villa, in quanto amico di infanzia di Micol, pur avendo frequentato diverse scuole, lui quella pubblica e lei una ricca scuola privata. Entrambi stanno per laurearsi, ma Giorgio si innamora di Micol nella villa di Ferrara quando è troppo tardi, passati alcuni mesi dopo che lei era disposta a concedersi. Egli rimane col rimpianto di non essere stato capace di approfittare di quella occasione quando erano soli dentro una carrozza custodita in una rimessa del giardino.

Quando Giorgio confessa il suo amore, lei è laureata dopo una permanenza di alcuni mesi a Venezia, e lo respinge senza svelargli il vero motivo, che è il fatto di essere attratta da un giovane italiano comunista, Giampiero Malnate, amico comune, col quale segretamente ha stretto una relazione. La crisi di Giorgio, quando si sente tradito in amicizia ed in amore, viene travolta nelle vicende storiche della persecuzione razziale fascista, divenuta pressante con la seconda guerra mondiale.

Tutti i giovani ebrei che frequentano la villa vengono arrestati nel 1943, dopo la morte di Giampiero Malnate, al fronte nella campagna di Russia, e la morte di Alberto Finzi Contini, gracile fratello di Micol, sepolto nella cappella monumentale della famiglia ferrarese.

L'epilogo drammatico della deportazione di Micol e dell'intera famiglia Finzi-Contini, livella definitivamente il destino e le differenze sociali tra la famiglia alto-borghese ed il resto della comunità ebraica ferrarese, accomunandoli tutti nell'orrore della deportazione e della morte in un campo di concentramento.

In una delle ultime scene, quando le famiglie ebree rastrellate vengono portate nella scuola elementare vicino al castello Estense prima di essere inviate nel campo di concentramento in Germania, Micol e la nonna Regina, separate dagli altri si ritrovano con il padre di Giorgio, che si prende cura di loro, chiudendo così il cerchio affettivo tra la ragazza e il figlio, innamorato di lei ma rifiutato.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il regista prese in seria considerazione di affidare il ruolo della protagonista alla cantante Patty Pravo che dovette rifiutare per i troppi impegni di lavoro. [1]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Contrariamente al romanzo di Bassani, il film diretto da De Sica non utilizza la tecnica dell'Io narrante, che per il romanzo viene dalla critica rapportato allo stesso Bassani. Tuttavia, pur seguendo il regista una narrazione filmica tutta dialogativa, l'Io narrante del romanziere coincide col ruolo del protagonista Giorgio.
Contrariamente al romanzo di Bassani, il film diretto da De Sica si chiude con l'episodio della deportazione. Nel romanzo, Giorgio, fuggito in tempo all'estero, racconterà la storia della sua giovinezza e del suo primo amore impossibile, rievocando i fatti a distanza di 14 anni.

De Sica e Bassani[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente Giorgio Bassani cooperò alla stesura dei dialoghi e della sceneggiatura del film. Ma dopo alcuni disaccordi e malintesi, Bassani e De Sica entrarono in aperto conflitto, e lo scrittore chiese ed ottenne che venisse tolto il suo nome dai titoli di coda del film.

Location[modifica | modifica wikitesto]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il soggetto, tratto dal romanzo omonimo di Giorgio Bassani, sviluppa in maniera approfondita il clima di passività e annichilimento delle comunità borghesi italiane di religione ebraica, profondamente legate agli ideali liberali dell'Italia prefascista e semplicemente incredule della possibilità di venire realmente perseguitate nel loro stesso paese per la sola ragione di un credo differente. Il film fu un grande successo di pubblico e critica, arrivando a vincere l'Oscar al miglior film straniero.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Patty Pravo ondarock.it

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]