Mediterraneo (film)

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Mediterraneo
Mediterraneo (film).jpg
Il sergente Lorusso (Diego Abatantuono) e il tenente Montini (Claudio Bigagli) in una scena del film
Titolo originale Mediterraneo
Paese di produzione Italia
Anno 1991
Durata 96 min (86 min versione internazionale)
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, drammatico
Regia Gabriele Salvatores
Soggetto Enzo Monteleone
Sceneggiatura Enzo Monteleone
Produttore Gianni Minervini
Casa di produzione A.M.A. Film, Cecchi Gori Pictures, Penta Film, Silvio Berlusconi Communications
Distribuzione (Italia) Penta Film
Fotografia Italo Petriccione
Montaggio Nino Baragli
Effetti speciali Giovanni Corridori
Musiche Giancarlo Bigazzi, Marco Falagiani
Scenografia Francesco Panni
Interpreti e personaggi

Mediterraneo è un film del 1991, diretto da Gabriele Salvatores, con Diego Abatantuono, Claudio Bigagli e Giuseppe Cederna.

La pellicola ha vinto il premio Oscar per il miglior film straniero.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Giugno del 1941: otto militari italiani sbarcano su una piccola isola dell'Egeo con il compito di stabilire un presidio italiano. L'isola appare deserta, abbandonata dalla popolazione greca che ha subito la precedente sanguinosa occupazione tedesca. Il manipolo di soldati, al comando del tenente Montini, un insegnante di latino e greco appassionato di pittura, si rivela un gruppo di persone assolutamente inadatto alla minima attività militare e presto, sfruttando l'isolamento geografico, l'impossibilità di comunicazione con il comando dovuta alla radio in avaria e l'apparente solitudine dell'isola, si dedica ad attività del tutto estranee alla guerra, compreso il sergente Lorusso, l'unico con apparenti motivazioni militari.

La popolazione, composta esclusivamente da donne, vecchi, bambini e da un prete ortodosso sfuggiti alla deportazione che i tedeschi avevano inflitto ai maschi adulti, ricompare all'improvviso uscendo dai nascondigli nei quali si era rifugiata nel corso dello sbarco degli italiani. Gli isolani hanno avuto modo di osservare quegli estemporanei soldati ben diversi dai tedeschi e hanno capito che per loro non ci sono pericoli. L'isola si rianima di una umanità nuova con la quale il gruppo di soldati stringe diverse forme di legame e di sodalizio.

La vita scorre tranquilla, animata solo dalle vicende interpersonali e dagli attriti che si consumano intorno alla bellissima Vassilissa, la prostituta dell'isola che si pone al servizio del plotone intero ma della quale si innamora pazzamente l'attendente Farina, un soldato impacciato con la passione per la letteratura, che finirà col rivendicare il suo sentimento verso la ragazza e farla diventare la sua fidanzata ufficiale.

Un giorno, tre anni dopo lo sbarco dei soldati, un aereo da ricognizione italiano è costretto a compiere un atterraggio d'emergenza sull'isola e il pilota, esterrefatto, comunica ai soldati la notizia dell'armistizio con gli anglo-americani firmato dall'Italia l'autunno dell'anno precedente. Per i soldati si pone il problema del rientro in patria.

Tutti lasciano l'isola a malincuore a bordo di una motobarca inglese, eccetto Farina (sposatosi con Vassilissa) che diserta nascondendosi in un barile di olive, con la complicità di Lorusso che finge di non averlo trovato, e il soldato Noventa che, preso da una irrefrenabile smania di tornare in Italia, aveva già abbandonato solitario l'isola su una barca a remi.

Molti anni dopo il professor Montini accetta l'invito di Farina a recarsi di nuovo sull'isola. Il turismo di massa ha ormai stravolto la piccola isola greca e il tenente, dopo avere reso omaggio alla tomba di Vassilissa, torna a trovare Farina. Accanto al suo ex-attendente, Montini trova a sorpresa il sergente Lorusso che, deluso dell'Italia del dopoguerra, aveva scelto molti anni prima di ritirarsi sull'isola e di ricongiungersi a quel compagno d'armi dal quale un tempo sembravano dividerlo tante cose.

Ambientazione[modifica | modifica sorgente]

Il film è girato nella isola greca di Castelrosso (Megisti in lingua greca), posta a sud-est di Rodi, nel Dodecanneso.[1]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Con il lungometraggio Mediterraneo, premiato agli Academy Awards nel 1992 come miglior film straniero, si conclude la cosiddetta "trilogia della fuga"[2], composta da Marrakech Express del 1989 e da Turné del 1990, ovvero il trittico di film diretti da Salvatores dedicati alla poetica della fuga verso una nuova forma di interiorità, di individualità, di impegno non condizionato da fattori ideologici, da miti collettivi, da figure guida carismatiche ma corruttibili.

Il film è accompagnato dalla citazione di una frase di Henri Laborit («In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare») e si chiude con una didascalia significativa ed emblematica: «Dedicato a tutti quelli che stanno scappando».[3]

Mediterraneo è un film generazionale[4], ovvero un'opera che identifica, esprime e incarna la riflessione storica di una determinata generazione. La generazione alla quale il regista appartiene e alla quale si rivolge è quella che agli inizi degli anni novanta si ritrova orfana di un impegno politico «in bilico tra una utopia che sfuma e un realismo che incombe»[5].

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato commercializzato in Italia e negli Stati Uniti in due diverse versioni che differiscono tra loro per la durata complessiva. La versione per il mercato americano infatti, diffusa successivamente anche in Italia attraverso i formati VHS e DVD, risulta essere più breve di 11 minuti. I tagli, come riferisce lo stesso Salvatores nell'intervista allegata alla versione DVD, edita dalla Cecchi Gori Home Video nel 2006, furono effettuati dalla stessa Miramax (la società di distribuzione che aveva acquistato i diritti del film per il mercato americano) in completa autonomia e sostanzialmente contro il parere del regista.

Errori storici[modifica | modifica sorgente]

Nel film i soldati cantano l'Inno di Mameli, cosa molto improbabile visto che a quel tempo l'inno ufficiale dell'Italia era la Marcia Reale e che in pieno fascismo l'Inno di Mameli era caduto un po' nel dimenticatoio generale. Il variegato reparto risulta formato da alpini e fanti, ma nelle isole Egee non furono impiegati reparti alpini.

L'isola di Castelrosso, come tutte le isole del Dodecaneso (seppur con qualche differenza temporale), allo scoppio delle ostilità faceva parte delle isole italiane dell'Egeo già da quasi un trentennio: non si poteva quindi definire un'isola greca.

A differenza di ciò che dice il pope, Castelrosso fu uno dei pochissimi territori italiani a non essere mai occupato dai tedeschi. A parte infatti una incursione inglese del 1941, rimase in mani italiane sino a dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, in seguito al quale fu pacificamente ceduto agli inglesi.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nel libro Dolce Egeo guerra amara di Gianni Baldi (edizioni BUR, 1988), che narra dell'esperienza, più umana che bellica, di un ufficiale di complemento dal 1939 al 1941 in servizio nelle isole del Dodecanneso, viene citata Vassilissa, una nota prostituta che esercitava nella casa di tolleranza di Rodi.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mediterraneo (1991), IMDb. URL consultato il 22 novembre 2010.
  2. ^ Mediterraneo, apav.it. URL consultato il 22 novembre 2010.
  3. ^ Tra il sole e il mare non esistono nemici, ClaudioBisio.it. URL consultato il 22 novembre 2010.
  4. ^ Mediterraneo, ComingSoon.it. URL consultato il 22 novembre 2010.
  5. ^ Roberto Escobar, Mediterraneo, MyMovies. URL consultato il 22 novembre 2010.

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