Un uomo, una donna

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Un uomo, una donna
Unuomounadonna-1966-Lelouch.png
Jean-Louis Trintignant e Anouk Aimée in una scena del film
Titolo originale Un homme et une femme
Paese di produzione Francia
Anno 1966
Durata 102 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere drammatico
Regia Claude Lelouch
Sceneggiatura Claude Lelouch (non accreditato), Pierre Uytterhoeven (collaborazione ai dialoghi)
Produttore Claude Lelouch (non accreditato)
Casa di produzione Les Films 13
Fotografia Claude Lelouch
Montaggio Claude Barrois, Claude Lelouch (non accreditato)
Musiche Francis Lai
Tema musicale Un homme et une femme, musica di Francis Lai e testi di Pierre Barouh, cantata da Nicole Croisille e Pierre Barouh
Scenografia Robert Luchaire
Costumi Richard Marvil
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Un uomo, una donna (Un homme et une femme) è un film del 1966 diretto da Claude Lelouch, vincitore del Grand Prix per il miglior film al 19º Festival di Cannes[1], ex aequo con Signore & signori, e dell'Oscar come miglior film straniero.

Nel 1985 Lelouch ne ha realizzato un sequel, Un uomo, una donna oggi, con la stessa coppia di attori.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Anne, giovane segretaria di edizione, ha di recente perso suo marito che lavorava come stuntman, in un incidente su un set cinematografico. Nell'accompagnare sua figlia al collegio da lei frequentato a Deauville, incontra Jean-Louis, pilota automobilistico, anch'egli rimasto vedovo a seguito del suicidio di sua moglie e anch'egli con un bambino al collegio.
Quando Anne perde l'ultimo treno per tornare a casa, Jean-Louis si offre di accompagnarla e l'attrazione scatta immediatamente. La relazione matura nel corso dei successivi incontri a Deauville, malgrado i sensi di colpa di Anne che rimpiange ancora il compagno scomparso.
In uno dei suoi viaggi in treno verso casa, Anne viene raggiunta in stazione da Jean-Louis che compie lo stesso percorso in auto, sfidando il treno in velocità. Nell'arrivare in stazione, Anne si stupisce nel vederlo e, sul loro abbraccio, il film si chiude lasciando lo spettatore ad interrogarsi se la storia d'amore avrà un seguito.

Commento[modifica | modifica sorgente]

Il film, realizzato con un budget ridottissimo in sole tre settimane di lavorazione, fu presentato in concorso al Festival di Cannes 1966 dove ottenne il Grand Prix come miglior film. L'anno successivo vinse l'Oscar come miglior film straniero.

La cinematografia di Lelouch, per quei tempi geniale e fortemente innovativa per l'utilizzo ad esempio della presa diretta e della camera a mano, per il calibratissimo e coinvolgente utilizzo dei flash back, o anche per la particolare attenzione ad una fotografia di grande effetto, non troppo usuale all'epoca, risultò in seguito molto funzionale al linguaggio degli spot pubblicitari, che attinsero a piene mani da questo film. Pertanto le sequenze di Un uomo, una donna, viste con gli occhi di uno spettatore di oggi, non possono non destare una inevitabile sensazione di déjà vu.

Il Dizionario Mereghetti, pur riconoscendo che il film sia «diretto con grande abilità», lo definisce «una versione televisiva e pubblicitaria del melodramma classico», la cui storia «zuccherosa e finta» è un «concentrato di tutti i luoghi comuni possibili sull'amore e la solitudine».[2] Il Dizionario Morandini lo definisce esplicitamente un fotoromanzo («il più bel fotoromanzo della storia del cinema (francese)?»[3]), dalla «poetica di carosello pubblicitario»,[3] e cita la definizione del film di un critico francese: «un'autentica impresa di seduzione, un tranquillante su pellicola».[3]

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora del film è diventata particolarmente celebre, soprattutto per il motivo conduttore Un homme et une femme, tanto da raggiungere i vertici delle classifiche di vendita.[2] Francis Lai ha composto le musiche delle canzoni, i cui testi sono stati invece scritti da Pierre Barouh, che le ha anche cantate insieme a Nicole Croisille e Jean-Claude Briodin, oltre ad interpretare nel film il ruolo di Pierre, defunto marito di Anne.

In una suggestiva sequenza flashback Barouh canta Samba (Sarava) di Baden Powell de Aquino e Vinícius de Moraes, su suoi testi in lingua francese, in cui nomina ed omaggia esplicitamente gli autori.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Awards 1966, festival-cannes.fr. URL consultato il 12 marzo 2014.
  2. ^ a b Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 978-88-6073-186-9 p. 3154
  3. ^ a b c Il Morandini - Dizionario dei Film 2000. Bologna, Zanichelli editore, 1999. ISBN 88-08-02189-0 p. 1431

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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