Francesco Vezzoli

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Francesco Vezzoli (Brescia, 1971) è un artista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Francesco Vezzoli è nato nel 1971 a Brescia. Dal 1992 al 1995 ha studiato alla Central St. Martin's School of Art di Londra. Attualmente vive e lavora a Milano. È uno degli artisti contemporanei italiani più affermati a livello internazionale[1][2][3], "interessato allo sviluppo di una serie di lavori in grado di mediare citazioni storiche e solida cultura figurativa, omaggi criptati a figure d’attori e attrici sul viale del tramonto”[1]

Le sue opere sono state selezionate tre volte per rappresentare l'Italia all'Esposizione internazionale d'arte della Biennale di Venezia, nella 49ª edizione del 2001, nella 51ª edizione del 2005 e nella 52ª edizione del 2007.

Suoi lavori sono stati inclusi in diverse altre esposizioni Biennali internazionali, come la Whitney Biennial nel 2006, la 26ª Biennale di San Paolo, la 6 ° Biennale Internazionale di Istanbul.

Il suo curriculum artistico vanta mostre personali in varie sedi nazionali ed internazionali[4], come la Galleria nazionale del Jeu de Paume, Parigi[5], il Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea di Torino, il New Museum of Contemporary Art di New York, il Museu Serralves di Porto, la Fondazione Prada di Milano e Le Consortium di Digione. Ha partecipato a mostre collettive in sedi internazionali come la Whitechapel Art Gallery di Londra, lo Studio Museum di Harlem New York, il Workshop Fabric and Museum di Filadelfia, il Witte de With Center for Contemporary Art di Rotterdam, la Tate di Liverpool, il Museo Migros di Zurigo e la Larry Gagosian Gallery di Beverly Hills e di New York.[2] [3] Ha inoltre partecipato alla mostra "Fatto in Italia", video selezione curata da Paolo Colombo al Centre d'Art Contemporain di Ginevra e poi all'ICA di Londra. Nel 2010 ha partecipato alla mostra collettiva "Spazio. Dalle collezioni MAXXI arte e MAXXI architettura" al Maxxi di Roma. [4] Ed espone i suoi lavori nella galleria: A palazzo Gallery a Brescia.

Lavori[modifica | modifica sorgente]

Vezzoli utilizza diversi mezzi espressivi, tra i quali il curioso uso dell'uncinetto[6], con cui ricama lacrime d'oro o color sangue su centrini raffiguranti le sue icone popolari cinematografiche più amate. Ma la parte più importante della sua produzione rientra nella Videoarte, queste sue opere sono spesso veri e propri cortometraggi o fantomatiche produzioni televisive, come puntate pilota di programmi televisivi che non andranno mai in onda[2][7][8]. Indagatore dei miti della cultura popolare, nelle sue opere sono spesso presenti “icone Pop” o “Star” del piccolo e grande schermo, frequentemente coinvolte nei vari progetti utilizzando bizzarri escamotage.[9] Il suo obbiettivo dice è quello di “decostruire lo strumento della promozione. Vorrei che il mio lavoro fosse lo specchio dell'effimero mediatico”[9] Leit-motiv dei suoi lavori è un mix di cultura cinematografica alta e di trash televisivo[7][10].

Giorgio Verzotti definisce così la sua ricerca[9]:

« ... Francesco Vezzoli si dedica, nei video, a una sorta di decostruzione del linguaggio cinematografico, ma la sua attenzione si allarga anche al linguaggio televisivo. Nella sua ormai universalmente nota “An embroydered trilogy (1997-1999)”, le figure di Franca Valeri, Iva Zanicchi e Valentina Cortese esemplificano diversi aspetti della retorica televisiva (la coreografia, la canzonetta e la recitazione drammatica) che si ritrova declinata secondo altre specificità linguistiche e con altre intensità nei video seguenti, con Marisa Berenson (la canzone sceneggiata) e Helmut Berger (la soap opera). Solo con l'opera più recente, interpretata da Bianca Jagger, l'artista si cimenta con la letteratura teatrale “alta”, sia pure (quella di,) ritrovando in ogni “sistema di segni” la stessa enfasi espressiva. Nel combattimento fra simulacri e realtà, fra verità e finzione, che anima il decennio, e di cui abbiamo colto l'immagine non viene più subita nella sua onnipotenza di simulacro, anzi essa viene “decostruita”, ma certo non viene neppure rigettata o elusa. E' una generazione iconofila quella che agisce negli anni novanta. »

Nel 2005 ha presentato alla 51ª Biennale di Venezia (nell'ambito della mostra L'esperienza dell'arte) un filmato di 5' dal titolo Trailer for a Remake of Gore Vidal's Caligula, pensato per un ipotetico remake pornografico del film Caligola di Tinto Brass. Nel trailer, ambientato in una villa ultra-kitsch di Hollywood, compaiono star come Milla Jovovich, Benicio Del Toro, Courtney Love, Barbara Bouchet, Adriana Asti ed i costumi sono stati ideati da Donatella Versace. [5] [6] [11]

In "Democrazy", presentato alla 52ª Biennale di Venezia, Sharon Stone e Bernard-Henri Lévy si contendono la presidenza degli Stati Uniti d'America in una finta campagna elettorale [7], mentre Natalie Portman e Michelle Williams dirette da Roman Polański si contendono un profumo in "Greed"[8].

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Lady Gaga ha affiancato Francesco Vezzoli al MoCa, Museum of Contemporary art di Los Angeles in occasione di una performance artistica ripresa da Jonas Åkerlund. Per quest'occasione il pianoforte della cantante è stato decorato da Damien Hirst, i costumi da Miuccia Prada e l'architetto Frank Gehry ha concepito il copricapo. Il corpo di ballo del Teatro Bol'šoj danzava durante la performance. [9] [10] [11]

Collezioni Pubbliche[modifica | modifica sorgente]

Italia

Inghilterra

Belgio

  • Vanhaerents Art Collection, Bruxelles

Germania

  • Galerie für Zeitgenössische Kunst - GfZK, Lipsia
  • Museum Ludwig, Colonia

USA

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Francesco Bernardelli, Video Art, p. 319, in, Francesco Poli (a cura di), Arte contemporanea : le ricerche internazionali dalla fine degli anni '50 a Oggi, Milano, Electa, 2003. ISBN 8843581783
  2. ^ a b "... primo è stato Francesco Vezzoli, artista contemporaneo di fama internazionale, ad utilizzare le modalità caratteristiche della televisione digitale, ed in particolare quelle applicate nei Reality Show, creando l'opera dal titolo Comizi di non amore, che, pur conservando la struttura del format televisivo, ha riferimenti precisi al film di Pasolini dal titolo Comizi d'amore...", da Luigi Patitucci, e.design & light.language : il progetto nell'era digitale, Cannitello, Biblioteca del cenide, 2006. ISBN 8887669449
  3. ^ nella lista mondiale stilata da artfacts è tra i primi 500 artisti assieme ad altri 4 italiani: Cattelan,Pistoletto,Paolini e Anselmo [1]
  4. ^ l'artista su Teknemedia
  5. ^ Jeu de Paume
  6. ^ "Anche l'altra ossessione di Francesco Vezzoli, il ricamo, ci riporta all'ambiente del cinema: ricami effettuati, non a caso, sui ritratti delle dive del cinema, quelle che hanno lavorato per i grandi registi", da, Maria Giuseppina Di Monte, Alessandra Barbuto, Giorgio Nisini (a cura di), Saggi e dialoghi sul cinema, Roma, Meltemi, 2006. ISBN 8883534840
  7. ^ a b Marco Senaldi, Arte e televisione : da Andy Warhol al Grande Fratello, Milano, Postmedia, 2009. ISBN 9788874900411
  8. ^ IMDb
  9. ^ a b c Giorgio Verzotti, Ultime tendenze degli anni ’90, p. 345-346, in, Francesco Poli (a cura di), Arte contemporanea : le ricerche internazionali dalla fine degli anni '50 a Oggi, Milano, Electa, 2003. ISBN 8843581783
  10. ^ Arslife
  11. ^ Articolo sul guggenheim museum

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • La Biennale di Venezia, 49. esposizione internazionale d'arte : platea dell'umanità' : catalogo della mostra, Milano, Electa, 2001. ISBN 8843595261
  • Marcella Beccaria (a cura di), ‘'Francesco Vezzoli, Rivoli, Castello di Rivoli Museo d'arte contemporanea, 2002. ISBN 8884917522
  • Germano Celant, ‘'Francesco Vezzoli, Milano, Fondazione Prada, 2004. ISBN 8887029288
  • La Biennale di Venezia, 51. esposizione internazionale d'arte: catalogo della mostra, Venezia, Marsilio, 2005. ISBN 8831786857
  • La Biennale di Venezia, Pensa con i sensi, senti con la mente: l'arte al presente: 52. Esposizione internazionale d'arte: la guida ragionata, Venezia, Marsilio, 2007
  • Ida Gianelli (a cura di) ‘'Francesco Vezzoli: democrazy: 52. Esposizione internazionale d'arte, la Biennale di Venezia, padiglione italiano, Milano, Electa, 2007. ISBN 9788837054823
  • A cura di Bruno Di Marino, Marco Meneguzzo, Andrea La Porta, Lo sguardo espanso. Cinema d'artista italiano 1912-2012, Silvana Editoriale, 2012

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]