Ugo Mulas

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Ugo Mulas (Pozzolengo, 28 agosto 1928Milano, 2 marzo 1973) è stato un fotografo italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

Dopo il Liceo Classico frequentato a Desenzano del Garda si trasferì a Milano. La sua formazione fu inizialmente orientata verso gli studi giuridici ma giunto alla fine decise di non laurearsi per iscriversi ai corsi di Belle Arti dell’Accademia di Brera.

Dal 1953 iniziò a interessarsi di fotografia e a praticarla da professionista. Al riguardo scrisse di sé:

« Non sono stato neanche un dilettante fotografo: la prima foto che ho fatto, l’ho subito venduta. Ero uno studente, bivaccavo quasi sempre in quella specie di caffè che era allora il Jamaica, una latteria dove si riunivano dei pittori. Qualcuno m’ha prestato una vecchia macchina e mi ha detto: - Un centesimo e undici al sole, un venticinquesimo cinque-sei all’ombra - E io, con un’enorme diffidenza, ho preso in mano questa macchina»

Mulas eseguì dunque i suoi primi scatti proprio in quel Bar Jamaica, nei pressi dell’Accademia di Brera, che era luogo di incontro di giovani artisti e intellettuali:

« Ricordo la gioia che mi diede il vedere le mie prime fotografie riuscite: scoprivo in quelle immagini cose che non avevo previsto, e che vi erano entrate proprio in virtù del meccanismo, della macchina, dell'ottica, della chimica. E questo mi ha dato anche una sensazione di potenza. Capita, dopo un poco di tempo, che si dimentica quanto si deve alla macchina; ti sembra che tutto succeda per opera tua, e finisci col chiedere all'apparecchio di trasmetterti tutto il suo potere senza preoccuparti dello scopo, purché ti garantisca il successo»

Di questo primo periodo sono l’interesse per il cinema neorealista e la serie delle fotografie scattate alla periferia milanese, immagini di desolazione, di solitudine e comunque di emarginazione che, lungi da un atteggiamento "di maniera" rispondevano a una precisa esigenza che Mulas così descrive:

« La mia idea non è quella di un libro, ma di un archivio fotografico della città di Milano. Ho pensato a Milano perché è una città che conosco poco, conosco alcune case, qualche museo, le stazioni, qualche ristorante... Ma della città vorrei fotografare soprattutto quello che non si conosce, cioè gli interni, le case, quello che non si vede o non si vuole vedere....»

La sorella di Ugo Mulas, Maria Mulas ed il fratello Mario Mulas, sono anche loro noti fotografi italiani.

Collaborazione con Strehler e influenza di Brecht e Frank[modifica | modifica sorgente]

L'attività professionale lo condusse presto alla collaborazione con Giorgio Strehler che lo volle come fotografo di scena al Piccolo Teatro di Milano. Qui realizzò le fotocronache di molti spettacoli teatrali (L’opera da tre soldi e Schweyk nella seconda guerra mondiale) e ritrasse alcuni dei principali attori italiani dell'epoca: Tino Carraro, Tino Buazzelli e Milly, tra gli altri. Le sue foto sono ospitate sui volumi pubblicati dall'editore bolognese Cappelli che di quegli spettacoli contengono le sceneggiature complete, arricchite di apparato critico, bibliografico e naturalmente iconografico. Durante l'attività al Piccolo, ebbe occasione di conoscere e ritrarre lo stesso Bertold Brecht che promuoveva la cosiddetta "poetica dello straniamento" che Mulas fece propria e cercò di applicare alla sua attività di fotografo.

La partecipazione di artisti e pubblico alle vicende rappresentate, secondo Brecht, doveva escludere quel coinvolgimento emotivo caratteristico del teatro "borghese"; egli cercava invece di favorire lo sviluppo di una mentalità scientifica e oggettiva che guidasse tutti i partecipanti, attori e pubblico appunto, ad assumere un atteggiamento critico e distaccato che evitasse l'immedesimazione nei personaggi in modo da vivere ogni avvenimento messo in scena come nuovo e "sorprendente".

Molti anni dopo, così Mulas spiegò quel suo momento e ne rivelò i limiti:

« … volevo essere impersonale, volevo essere uno che arriva sul posto e lascia che la macchina registri ... Oggi mi rendo conto che le fotografie … sono una presa di coscienza e non una registrazione, una presa di coscienza come lo è qualsiasi autentica operazione conoscitiva »

Nel 1958 scoprì l'opera del fotografo Robert Frank, autore del libro The Americans rimanendo affascinato dalla semplicità del linguaggio fotografico che questi utilizzava.

« Nel libro di Frank - scrive Mulas - vedevo ... per la prima volta un fotografo che non utilizzava nessun trucco, che faceva delle fotografie che sembravano di un dilettante, tanto erano semplici tecnicamente. Ci ho messo alcuni anni a capire ... il senso dell'opera di Frank: questo non abusare per confondere il gioco della realtà, delle cose, della vita; il fatto che la macchina fotografica lavori direttamente sulla vita, usando la pelle della gente »

Da fotoreporter sempre più noto e apprezzato, nel corso degli anni cinquanta realizzò servizi in numerosi paesi europei, per conto di riviste e periodici: "L’Illustrazione Italiana", "Domus", "La Rivista Pirelli", "Settimo Giorno", tra le altre.

Alla Biennale di Venezia e al Festival di Spoleto[modifica | modifica sorgente]

Dal 1954, insieme all'amico fotoreporter Mario Dondero, iniziò a frequentare la Biennale di Venezia della quale divenne ben presto il fotografo ufficiale: partecipò così a tutte le edizioni fino al 1972, documentando in ogni aspetto la storia e lo spirito di quella manifestazione.

A partire dal 1962 prese a frequentare anche Spoleto, per l’annuale ricorrenza del Festival dei Due Mondi. Giovanni Carandente, in qualità di direttore artistico delle Arti Visive del Festival dei Due Mondi, lo invitò a ritrarre gli artisti/scultori presenti alla mostra/allestimento a cielo aperto che vide la città di Spoleto trasformata in "Città Museo" nel 1962, durante la V edizione del Festival. Grazie a Mulas l'avvenimento, intitolato Sculture nella città, gode di un'ottima documentazione fotografica,[1] in parte pubblicata trent'anni dopo dallo stesso Carandente nel volume Una città piena di Sculture (1992) e quarantacinque anni dopo in Sculture nella città. Spoleto 1962 (2007). Nacque così uno dei complessi fotografici più importanti della storia dell’arte moderna.

In questo ambiente maturò in lui la vocazione di "fotografo degli artisti". Come si trova scritto nella presentazione della mostra “Archivio per Milano”, si devono a Mulas i ritratti di

« artisti, scrittori, giornalisti, critici d'arte, architetti, designers ripresi in ritratti/simbolo nei loro studi e durante eventi culturali. Ritratti con connotazioni precise di mestiere che denotano la grande abilità di trasmettere attraverso un'immagine il significato e il ruolo del personaggio. E che saranno l'ABC per fotografi ritrattisti di generazioni a venire »

Nel corso degli anni documentò con estrema lucidità metodi di lavoro, tecniche, abitudini, rituali posti in essere durante il processo di creazione dell’opera d’arte.

I viaggi negli Stati Uniti[modifica | modifica sorgente]

Alla Biennale del 1964 conobbe il critico Alan Salomon e il gallerista Leo Castelli, grazie ai quali entrò in contatto con i principali esponenti della pop art e dell’arte newyorkese, portatori delle più avanzate istanze dell’arte contemporanea.

Guidato e incoraggiato proprio da Castelli e Salomon, Mulas viaggiò negli Stati Uniti tra il 1964 e il 1967. Qui conobbe tra gli altri Marcel Duchamp, Jasper Johns, Frank Stella, George Segal, Roy Lichtenstein e, soprattutto, Andy Warhol del quale scrisse:

« È sicuramente riuscito a mettere in crisi le mie idee sulla fotografia, quello che pensavo del cinema, e in fondo i miei rapporti con la pittura »

Il risultato di questo lavoro fu il volume "New York arte e persone" considerato dagli stessi pop un manifesto del movimento americano.

Scenografie teatrali del 1969[modifica | modifica sorgente]

Nel 1969 realizzò ancora foto di scena con gli allestimenti scenografici di

Le verifiche[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni sessanta, iniziò uno dei suoi più importanti lavori che lo porterà a realizzare la serie di quattordici fotografie, poi pubblicate con il titolo Le Verifiche, lavoro di riflessione sulla propria vita e sul proprio lavoro. Una serie di immagini dal grande potere evocativo che influenzeranno profondamente il lavoro di molti fotografi successivi e punto di svolta della fotografia moderna.

Così Mulas introdusse questa operazione:

« Nel 1970 ho cominciato a fare delle foto che hanno per tema la fotografia stessa, una specie di analisi dell’operazione fotografica per individuarne gli elementi costitutivi e il loro valore in sé. Per esempio, che cosa è la superficie sensibile? Che cosa significa usare il teleobiettivo o un grandangolo? Perché un certo formato? Perché ingrandire? Che legame corre tra una foto e la sua didascalia? ecc. Sono i temi, in fondo, di ogni manuale di fotografia, ma visti dalla parte opposta, cioè da vent’anni di pratica, mentre i manuali sono fatti, e letti, di solito, per il debutto. Può darsi che alla base di queste mie divagazioni ci sia quel bisogno di chiarire il proprio gioco, così tipico degli autodidatti, che essendo partiti al buio, vogliono mettere tutto in chiaro, e conservano rispetto al mestiere conquistato giorno dopo giorno, un certo candore e molto entusiasmo. Ho chiamato questa serie di foto Verifiche, perché il loro scopo era quello di farmi toccare con mano il senso delle operazioni che per anni ho ripetuto cento volte al giorno, senza mai fermarmi una volta a considerarle in se stesse, sganciate dal loro aspetto utilitaristico. »

Indice delle Verifiche

  • Le verifiche 1971-1972
    • 1. Omaggio a Niepce.
    • 2. L'operazione fotografica. Autoritratto per Lee Friedlander.
    • 3. Il tempo fotografico. A Jannis Kounellis.
    • 4. L’uso della fotografia. Ai fratelli Alinari.
    • 5. L’ingrandimento. Il cielo per Nini.
    • 6. L’ingrandimento. Dalla mia finestra ricordando la finestra di Gras.
    • 7. Il laboratorio. Una mano sviluppa, l’altra fissa. A Sir John Frederick William Herschel.
    • 8. Gli obiettivi. A Davide Mosconi, fotografo.
    • 9. Il sole, il diaframma, il tempo di prova.
    • 10. Il Formato. foto non realizzata
    • 11. L’ottica e lo spazio. Ad A. Pomodoro. foto non realizzata
    • 12. La didascalia. A Man Ray.
    • 13. Autoritratto con Nini.
    • 14. Fine delle verifiche. Per Marcel Duchamp.

Gli artisti fotografati da Mulas[modifica | modifica sorgente]

È enorme l'elenco degli artisti, pittori, scultori letterati e scrittori ma anche galleristi e uomini di cultura in genere che Ugo Mulas ritrasse nella sua ventennale attività di fotografo. I suoi scatti si trovano oggi sparsi all’interno di una imponente serie di volumi, molti dei quali nati dalla diretta collaborazione tra artista e fotografo, a testimonianza dello speciale rapporto che Mulas sapeva stabilire con i personaggi che ritraeva.

Elenco alfabetico di alcuni degli artisti ritratti da Ugo Mulas: Karen Blixen, Bertold Brecht, Tino Buazzelli, Alberto Burri, John Cage, Alexander Calder, Eugenio Carmi, Carlo Carrà, Tino Carraro, Enrico Castellani, Alik Cavaliere, Marc Chagall, John Chamberlain, Christo, Pietro Consagra, Giorgio De Chirico, Eduardo De Filippo, Jim Dine, Marcel Duchamp, Max Ernst, Lucio Fontana, Lee Friedlander, Alberto Giacometti, Richard Hamilton, Jasper Johns, Jannis Kounellis, Roy Lichtenstein, Fausto Melotti, Milly, Joan Mirò, Eugenio Montale, Marianne Moore, Barnett Newman, Claes Oldenburg, Pier Paolo Pasolini, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro, Salvatore Quasimodo, Robert Rauschenberg, Antonio Ria, James Rosenquist, George Segal, Gino Severini, David Smith, Frank Stella, Cesare Tacchi, Totò, Giuseppe Ungaretti, Veruschka, Luchino Visconti, Andy Warhol, Tom Wesselmann.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le foto di Ugo Mulas relative a Sculture in città sono conservate ed esposte al Museo Carandente, Palazzo Collicola - Arti visive di Spoleto

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bertolt Brecht e Kurt Weill, L’opera da tre soldi, uno spettacolo del Piccolo Teatro di Milano, regia di Giorgio Strehler, fotocronaca di Ugo Mulas, a cura di Giorgio Guazzotti, Bologna, Cappelli, 1961; (contiene anche il testo del copione: Die Dreigroschenoper; trad. di E. Gaipa);
  • Bertolt Brecht, Schweyk nella seconda guerra mondiale, uno spettacolo del Piccolo Teatro di Milano, regia di Giorgio Strehler; fotocronaca di Ugo e Mario Mulas; a cura di Gigi Lunari, Raffaele Orlando, Bologna, L. Cappelli, 1962; contiene anche il testo del copione: Schweyk im zweiten Weltkrieg, trad. E. Gaipa, G. Lunari;
  • Invito a Venezia: 125 fotografie in nero e 38 a colori, introduzione di Peggy Guggenheim; testo di Michelangelo Muraro; fotografie di Ugo Mulas, Milano, U. Mursia e C., 1962;
  • Pier Antonio Quarantotti Gambini, Sotto il cielo di Russia, fotografie di Ugo Mulas, Torino, Einaudi, 1963;
  • Ugo Mulas, New York, arte e persone, fotografie di Ugo Mulas, testo di Alan Salomon, design di Michele Provinciali, Milano, Longanesi, 1967; New York, Holt Reinhart & Wiston, 1967; Barcellona, Lumen, 1967;
  • Alik Cavaliere, testo di Guido Ballo, Torino, Fratelli Pozzo, Galleria Schwarz, 1967;
  • Fontana, con poesie di Nanni Balestrini, Milano, Achille Mauri, 1968;
  • Allegria di Ungaretti, tre poesie inedite, una prosa rara e dodici fotografie di Ugo Mulas, a cura di Annalisa Cima, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1969, Edizione numerata;
  • Annalisa Cima, Con Marianne Moore, dodici fotografie di Ugo Mulas, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1968, Ed. di 1000 esemplari numerati;
  • Ugo Mulas, Calder, fotografie di Ugo Mulas, introduzione di H. H. Arnason, commenti di Alexander Calder, traduzione di L. Lovisetti Fuà, Milano, Silvana editoriale d'arte, 1971;
  • Fausto Melotti, Lo spazio inquieto, con 48 fotografie di Ugo Mulas e uno scritto di Italo Calvino, a cura di Paolo Fossati, Torino, Einaudi, 1971;
  • Lucio Fontana, Disegni e opere grafiche, collezione Teresita Fontana, Venezia, 10 giugno - 10 luglio 1972, disegno F.Brook, foto Ugo Mulas, [Venezia, s.n., 1972];
  • Ugo Mulas, La fotografia, a cura di Paolo Fossati, Torino, Einaudi, 1973, e successive edizioni;
  • Fotografare l'Arte, immagini di Ugo Mulas, opere di Pietro Consagra. Introduzione di Umberto Eco, Milano, Fratelli Fabbri Editore, 1972;
  • Ugo Mulas, immagini e testi, con una nota critica di Arturo Carlo Quintavalle, precede: Conversazioni con Ugo Mulas, Parma, Istituto di storia dell'arte, Università di Parma, 1973, (Catalogo di una mostra tenuta a Parma);
  • Ugo Mulas, "Le verifiche" e la storia delle Biennali, Magazzini del Sale alle Zattere (Saloni), 16 ottobre-15 novembre, Venezia, La Biennale, 1974;
  • Arnaldo Pomodoro, Libro per le sculture di Arnaldo Pomodoro, immagini di Ugo Mulas, conversazione con Francesco Leonetti, interventi di Guido Ballo, Alberto Boatto, Gillo Dorfles, presentazione di Sam Hunter, Milano, G. Mazzotta, 1974, e successive edizioni;
  • Alberto Sughi, La cena, con scritti di Giorgio Amendola e altri, foto introduttive di Ugo Mulas, Roma, Editori Riuniti, 1976;
  • Vedere Milano, fotografie di Ugo Mulas e altri, Milano, Comune di Milano, 1978,
  • Paolo Barozzi, Voglio essere una macchina, (la fotografia in Andy Warhol), quattro fotografie di Ugo Mulas, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1979, Ed. di 1000 esemplari numerati;
  • Ugo Mulas, Alexander Calder a Sache e a Roxbury 1961-1965, testo di Giulio Carlo Argan, Rimini, Galleria dell'Immagine, Palazzo gambalunga, 24 aprile-29 maggio 1982, Rimini, Comune, Assessorato alla cultura, 1982, Catalogo della Mostra;
  • Bruno Munari, Da lontano era un'isola, foto di Ugo Mulas a pag.28,34,37, Torino, Einaudi, 1984;
  • Ugo e gli scultori: fotografie di Ugo Mulas dal 1960 al 1970, febbraio 1988, Roma, L'isola, 1988, Mostra tenuta a Roma;
  • Ugo Mulas, a cura di Germano Celant, Milano, F. Motta, 1989, Catalogo della Mostra tenuta a Milano nel 1989-90; New York, Rizzoli, 1990; e anche Milano, Motta, 1993, Mostra tenuta a Milano e a Roma nel 1993;
  • Ugo Mulas fotografo, 1928-1973, Musee Rath Geneve, Kusthaus Zurich, Geneve, Musee d'art et d'histoire, 1984, Edizione di 2000 esemplari, Mostra tenuta a Ginevra, 1984 e Zurigo, 1985;
  • Giovanni Carandente, Una Città piena di sculture Spoleto 1992, Fotografie di Ugo Mulas, Perugia, Electa Editori Umbri, 1992;
  • David Smith in Italy, fotografie di Ugo Mulas, Milano, Charta, 1995, Catalogo della Mostra tenuta a Milano nel 1995;
  • Ugo Mulas, Vent'anni di Biennale, 1954-1972, testi di Tommaso Trini, la scelta delle immagini è stata curata da Antonia Mulas, Milano, A. Mondadori, 1998;
  • Lucio Fontana, a cura di Enrico Crispolti, Olivier Meessen, fotografie di Ugo Mulas, Saint Paul de Vence, Galerie Pascal Retelet, 2000, Pubblicato in occasione della Mostra tenuta a Saint Paul de Vence nel 2000;
  • Jamaica. Il caffè degli artisti visto attraverso l'obiettivo dei suoi fotografi, immagini di Ugo Mulas e altri. Catalogo della Mostra, Milano, Maingraf, 2001;
  • Maestri di Brera: fotografie di Uliano Lucas, Ugo Mulas, Jacqueline Vodoz; ritratti a olio su tela di Federica Berner alle Giubbe rosse, opere dei Maestri di Brera a La rinascente, Firenze, Piazza della Repubblica, dal 18 settembre al 3 ottobre, catalogo a cura di Rolando Bellini, Firenze, Tip. Giuntina, 2003;
  • Ugo Mulas, dentro la fotografia, Nuoro, MAN, Museo d'Arte Provincia di Nuoro, 2004, Mostra tenuta a Nuoro, 2004;
  • Ugo Mulas. La scena dell'arte, Torino, GAM Galleria d'Arte Moderna, 2008 - Milano, PAC Padiglione d'arte Contemporanea, 2007-2008 - Roma, MAXXI, 2007-2008. Catalogo a cura di Anna Maria Mattirolo, Pier Giovanni Castagnoli, Carolina Italiano. Mondadori Electa, 2007;
  • Giovanni Carandente, Sculture nella città. Spoleto 1962, Nuova Eliografica, Spoleto 2007 ISBN 8887648301
  • Ugo Mulas, Alexander Calder, Milano, Officina Libraria, 2008.
  • Elio Grazioli, Ugo Mulas, Milano, Bruno Mondadori, 2010
  • Ugo Mulas. Vitalità del negativo, a cura di Giuliano Sergio con testi di Achille Bonito Oliva, Milano, Johan&Levi, 2010

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 41875710 LCCN: n50004573