Fortificazioni di confine cecoslovacche

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T-S 73 Polom

Il governo cecoslovacco costruì un sistema di fortificazioni di confine tra il 1935 ed il 1938, come contromisura difensiva contro il crescente pericolo rappresentato dalla Germania nazista, che si materializzò in seguito nel piano offensivo tedesco chiamato Fall Grün. L'obiettivo delle fortificazioni era di impedire l'occupazione di aree chiave da parte del nemico (non solo la Germania, ma anche l'Ungheria) con un attacco improvviso che non avrebbe consentito la piena mobilitazione dell'esercito della Cecoslovacchia, oltre che l'arrivo dell'aiuto della Francia e anche dell'Unione Sovietica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Con la salita al potere di Adolf Hitler e le pressioni per la riunificazione delle minoranze tedesche e la restituzione di altre presunte proprietà, i leader nazionali, allarmati, iniziarono a mettere in atto piani difensivi. Alcune strutture difensive di base furono poste in atto quasi subito, ma il pieno sforzo di costruzione non iniziò fino alle conferenze con l'esercito francese.

Un cambiamento nella filosofia dell'architettura delle difese è identificabile nei fortini e nelle costruzioni più grandi simili a quelle della Linea Maginot francese. La costruzione fu molto rapida, e al tempo degli Accordi di Monaco (settembre 1938), circa il 20% degli oggetti pesanti e il 70% di quelli leggeri erano stati completati; gran parte delle parti restanti era vicina al completamento e sarebbe stata in funzione in caso di bisogno anche in mancanza degli armamenti pesanti. Il numero totale ammontava a circa 10.000 strutture di diverse dimensioni.

Dopo aver occupato le regioni di confine (i Sudeti), i tedeschi usarono questi oggetti per testare, sviluppare nuove armi e tattiche ed eseguire attacchi contro la Linea Maginot, e contro i fortini del Belgio (il più famoso è il Forte Eben-Emael). Molto probabilmente, i tedeschi non avrebbero avuto il successo che ottennero verso ovest se non avessero potuto far pratica sul sistema di difesa cecoslovacco. Il progetto originale prevedeva il primo lotto di costruzione terminato per il 1941-1942, mentre il sistema avrebbe dovuto essere completato integralmente per gli anni cinquanta.

Dopo la conquista di Belgio, Francia e Paesi Bassi, la Germania nazista iniziò a smantellare la linea Beneš, facendo saltare le costruzioni o rimuovendole; alcune di esse furono poi installate sul Vallo Atlantico, contro gli Alleati.

In seguito, durante la guerra, con la caduta del fronte orientale, i tedeschi ripararono in fretta parte delle fortificazioni; la porzione est-ovest della linea, che correva tra Ostrava e Opava, era un avvallamento in cui scorreva un fiume: questo tratto divenne la scena di diversi combattimenti. Non si sa quanto queste fortificazioni siano state vitali per la difesa tedesca, ma è certo che offrirono una qualche resistenza all'avanzata dell'Unione Sovietica.

Dopo la guerra, i materiali utili furono portati via e venduti; un paio di enormi strutture sotterranee continuò ad essere utilizzato come deposito di materiali militari. Ancora oggi, più di 60 anni dopo, è ancora usato dall'esercito della Repubblica Ceca.

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