Cristiano X di Danimarca

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Cristiano X
Cristiano X di Danimarca.
Cristiano X di Danimarca.
Re di Danimarca e d'Islanda
Stemma
In carica 14 maggio 1912
20 aprile 1947
Predecessore Federico VIII
Successore Federico IX
Nome completo Christian Carl Frederik Albert Alexander Vilhelm
Nascita 26 settembre 1870
Morte 20 aprile 1947
Luogo di sepoltura Cattedrale di Roskilde
Casa reale Glücksburg
Padre Federico VIII
Madre Luisa di Svezia
Consorte Alessandrina di Meclemburgo-Schwerin
Figli Federico, Knud
Motto Min Gud, mit Land, min Ære

Cristiano X di Danimarca, nome completo Christian Carl Frederik Albert Alexander Vilhelm (Charlottenlund, 26 settembre 1870Copenaghen, 20 aprile 1947), fu il re di Danimarca dal 1912 al 1947 e di Islanda tra il 1918 e il 1944. Nacque al Charlottenlund Palace, vicino a Copenaghen. Era il fratello del principe Carlo di Danimarca, che diventò re Haakon VII di Norvegia nel 1905.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Cristiano sposò la Principessa Alessandrina di Meclemburgo-Schwerin nel 1898; lei diventò alla fine la sua Consorte Regina. Ebbero due figli:

Essendo un autoritario e un sovrano che sottolineò pesantemente l'importanza del rango reale e del potere in un'età di crescente democrazia, Cristiano X non sembrava destinato ad attirarsi la simpatia della gente. Ad ogni modo, un regno che spaziò attraverso due guerre mondiali e il ruolo che giocò come simbolo eroico del nazionalismo danese e la resistenza sotto la dominazione nazista fecero di lui uno dei sovrani più popolari dei tempi moderni.

Crisi di Pasqua del 1920[modifica | modifica sorgente]

Nell'aprile del 1920, Cristiano istigò la Crisi di Pasqua, forse l'evento più decisivo nella monarchia danese del XX secolo. La causa fu il conflitto tra il re e il gabinetto sulla riunificazione di Danimarca e Schleswig, un vecchio possedimento danese, che era stato perduto a vantaggio della Prussia nella seconda guerra dello Schleswig. I danesi rivendicarono la regione alla fine della Prima guerra mondiale, proprio perché con la sconfitta della Germania si poteva risolvere la disputa a favore della Danimarca. In accordo coi termini del Trattato di Versailles, la posizione dello Schleswig doveva essere determinata attraverso due plebisciti: uno nello Schleswig del Nord (oggi una contea dello Jutland del Sud della Danimarca), l'altro nello Schleswig Centrale (oggi parte dello stato tedesco Schleswig-Holstein. Nessun plebiscito fu indetto nello Schleswig del Sud, poiché era dominato da una maggioranza etnica tedesca e, in accordo coi sentimenti prevalenti del periodo, rimase parte dello stato tedesco post-bellico.

Nello Schleswig del Nord, il 75% votò per la riunificazine con la Danimarca, mentre il 25% voleva rimanere con la Germania. Nello Schleswig centrale, la situazione era capovolta: l'80% votò per rimanere annesso alla Germania, e il 20% per la Danimarca. Alla luce dei risultati, il governo del primo ministro Carl Theodor Zahle decise che la riunificazine con lo Schleswig settentrionale poteva procedere, mentre la parte centrale sarebbe rimasta sotto controllo tedesco.

Molti nazionalisti danesi avrebbero voluto che lo Schleswig tornasse sotto la Danimarca a prescindere dal risultato dei plebisciti, motivati dalla volontà di vedere la Germania permanentemente indebolita. Cristiano era d'accordo con questi sentimenti popolari, e ordinò al Primo Ministro Zahle di includere lo Schleswig centrale nel processo di riunificazione. Dato che però la Danimarca era una monarchia costituzionale dal 1901, Zahle non si sentì obbligato ad accondiscendere il volere del sovrano. Rifiutò quindi l'ordine e si dimise qualche giorno dopo, in seguito ad una violenta lite col re.

Regno di Danimarca
Casato degli Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg
Royal Arms of Denmark (1903-1948).svg

Cristiano IX
Federico VIII
Cristiano X
Figli
Federico IX
Margherita II
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Di conseguenza, Cristiano licenziò il resto del governo e lo rimpiazzò con un governo conservatore. Il licenziamento del governo originò diverse manifestazioni e si giunse quasi a una rivoluzione nella Danimarca: per vari giorni il futuro della monarchia danese sembrò in pericolo. Alla luce di ciò, il re aprì una discussione con i membri del Partito Democratico. Posto di fronte alla possibilità di rovesciamento della corona danese, Cristiano abbandonò l'idea del suo governo, e raggiunse un compromesso con il gabinetto, finché non si tennero le elezioni l'anno seguente.

Questa fu l'ultima volta che un sovrano danese regnante tentò di impossessarsi del potere politico senza il sostegno del Parlamento; a seguito della crisi, Cristiano accettò il suo ruolo drasticamente ridotto come capo di stato simbolico.

Regno durante la seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Al contrario dei sovrani norvegesi e olandesi, che si ritirarono in esilio durante l'occupazione tedesca dei loro Paesi, Cristiano X rimase nella capitale durante l'occupazione della Danimarca, diventando così per i danesi un simbolo visibile di lealtà. Anche se i suoi discorsi politici si discostavano di poco dalla volontà del governo di cooperare con le forze di occupazione, il popolo continuò a vederlo come simbolo di "resistenza mentale". Nonostante la sua età e la sua salute precaria, ogni giorno girava per la città a cavallo, lasciato solo dalle guardie. Dopo una caduta da cavallo nel 1942, rimase invalido per il resto del regno.

Durante l'occupazione tedesca della Danimarca, il quotidiano giro a cavallo del re per Copenaghen diventò un simbolo della sovranità danese.

Aneddoti[modifica | modifica sorgente]

Il Re Cristiano X indossò il Maghen David, la Stella di Davide (il famigerato segno distintivo ebraico imposto dagli occupanti nazisti a tutte le persone di religione e di origine ebraica, nei paesi occupati) come segno di supporto e solidarietà con gli ebrei danesi, che soffrivano la persecuzione nazista durante l'occupazione[1].

Si racconta pure che Cristiano di solito cavalcava per le strade della Danimarca da solo, senza scorta, con intorno a lui due ali di folla. Un giorno, un soldato tedesco osservò con un ragazzo che trovava strano che il re cavalcasse senza scorta. Il ragazzo replicò: "Tutta la Danimarca è la sua guardia del corpo".

Un'altra storia popolare, generalmente ritenuta attendibile, concerne il rifiuto di Cristiano di esporre la bandiera tedesca sul Castello di Christiansborg, sede del Parlamento, durante l'occupazione. Secondo la storia, il re mandò a chiamare un generale tedesco e gli ordinò di rimuovere il vessillo. Quando il generale si rifiutò, Cristiano dichiarò: "Un soldato danese lo farebbe". L'ufficiale tedesco osservò che un tale soldato sarebbe stato ucciso, ma il re rispose: "Non penso, perché io sarei quel soldato". A quel punto il generale ordinò subito la rimozione della bandiera.

Nel 1942 Adolf Hitler inviò al re una lunga lettera di congratulazioni per il suo 72º compleanno. Il re rispose al telegramma con un semplice: "Molte grazie. Re Cristiano". Questa crisi del telegramma venne interpretata come un oltraggio a Hitler, il quale richiamò subito il suo ambasciatore a Copenaghen ed espulse l'ambasciatore danese dalla Germania. La pressione tedesca si fece visibile anche nella cacciata del governo guidato da Vilhelm Buhl e la sua sostituzione con un governo più favorevole ai tedeschi guidato da Erik Scavenius.

Un modo molto popolare dei danesi di mostrare il loro patriottismo e la loro resistenza silenziosa all'occupazione tedesca era di indossare un piccolo bottone quadrato con la bandiera danese e l'insegna con la corona del re. Questo simbolo era chiamato Kongemærket. Essendo alto 1,99 metri, Cristiano X è il più alto re danese mai misurato.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Quando morì nel 1947, Cristiano X fu sepolto insieme a altri membri della famiglia reale danese nella Cattedrale di Roskilde, vicino Copenaghen.

Albero genealogico[modifica | modifica sorgente]

Cristiano X di Danimarca Padre:
Federico VIII di Danimarca
Nonno paterno:
Cristiano IX di Danimarca
Bisnonno paterno:
Federico Guglielmo di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg
Trisnonno paterno:
Federico Carlo di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Beck
Trisnonna paterna:
Federica di Schlieben
Bisnonna paterna:
Luisa Carolina d'Assia-Kassel
Trisnonno paterno:
Carlo d'Assia-Kassel
Trisnonna paterna:
Luisa di Danimarca
Nonna paterna:
Luisa d'Assia-Kassel
Bisnonno paterno:
Guglielmo d'Assia-Kassel
Trisnonno paterno:
Federico d'Assia-Kassel
Trisnonna paterna:
Carolina di Nassau-Usingen
Bisnonna paterna:
Luisa Carlotta di Danimarca
Trisnonno paterno:
Federico di Danimarca
Trisnonna paterna:
Sofia Federica di Meclemburgo-Schwerin
Madre:
Luisa di Svezia
Nonno materno:
Carlo XV di Svezia
Bisnonno materno:
Oscar I di Svezia
Trisnonno materno:
Carlo XIV Giovanni di Svezia
Trisnonna materna:
Désirée Clary
Bisnonna materna:
Giuseppina di Leuchtenberg
Trisnonno materno:
Eugenio di Beauharnais
Trisnonna materna:
Augusta di Baviera
Nonna materna:
Luisa dei Paesi Bassi
Bisnonno materno:
Federico d'Orange-Nassau
Trisnonno materno:
Guglielmo I dei Paesi Bassi
Trisnonna materna:
Guglielmina di Prussia
Bisnonna materna:
Luisa di Prussia
Trisnonno materno:
Federico Guglielmo III di Prussia
Trisnonna materna:
Luisa di Meclemburgo-Strelitz

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze danesi[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante
— 1888
Gran Maestro e Gran Commendatore dell'Ordine del Dannebrog - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Gran Commendatore dell'Ordine del Dannebrog
— 14 maggio 1912
Gran Maestro dell'Ordine del Falcone - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Falcone

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Croce della Libertà per il comando militare di I Classe (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce della Libertà per il comando militare di I Classe (Estonia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Principe Danilo I (Regno del Montenegro) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Principe Danilo I (Regno del Montenegro)
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia)
— 1910
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia)
— 1910
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia)
— 1910
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera (Regno Unito)
— 1914[2]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito)
Balivo di Gran Croce del Venerabile Ordine di San Giovanni (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Balivo di Gran Croce del Venerabile Ordine di San Giovanni (Regno Unito)
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Spagna)
— [3]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada
— [4]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Danimarca e Islanda Successore Royal Standard of Denmark.svg
Federico VIII 1912 - 1918 Divisione dei regni
Predecessore Re di Danimarca Successore Royal Standard of Denmark.svg
In unione col regno d'Islanda 1918-1947 Federico IX
Predecessore Re d'Islanda Successore Light Blue Flag of Iceland.svg
In unione col regno di Danimarca 1918-1944 Proclamazione della Repubblica d'Islanda

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Roberto Olla, Il re con la stella gialla, RAI, 10 dicembre 2008
  2. ^ Geneall
  3. ^ Geneall
  4. ^ Geneall

Controllo di autorità VIAF: 267659284 LCCN: n98013996