Guglielmo I dei Paesi Bassi

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Guglielmo I
Guglielmo I dei Paesi Bassi.
Guglielmo I dei Paesi Bassi.
Re dei Paesi Bassi
Stemma
In carica 16 marzo 1815 - 7 ottobre 1840
Predecessore Nessuno
Successore Guglielmo II
Nome completo Willem Frederik van Oranje-Nassau
Altri titoli Granduca del Lussemburgo
Duca di Limburg
Nascita L'Aia, 6 dicembre 1772
Morte Tilburg, 17 marzo 1849
Luogo di sepoltura Nieuwe Kerk, Delft
Casa reale Orange-Nassau
Padre Guglielmo V di Orange-Nassau
Madre Guglielmina di Prussia
Consorte Guglielmina di Prussia
Henriëtte d'Oultremont de Wégimont (morganatico)

Guglielmo I dei Paesi Bassi (L'Aia, 24 agosto 1772Berlino, 12 dicembre 1843) fu re del Regno Unito dei Paesi Bassi e granduca del Lussemburgo dal 1815 sino alla sua abdicazione nel 1840.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni e l'esilio[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo d'Orange (in piedi) col fratello Guglielmo Giorgio Federico durante gli anni dell'esilio in Inghilterra

Era figlio di Guglielmo V di Orange-Nassau, Statolder della Repubblica delle Sette Province Unite, e della principessa Guglielmina di Prussia.

Guglielmo V si trovava a capo del governo dei Paesi Bassi quando le armate rivoluzionarie francesi invasero il paese nel 1794. Nel gennaio del 1795, il futuro Guglielmo I e suo padre andarono in esilio in Inghilterra. Durante gli anni dell'esilio la politica di Guglielmo V fu estremamente conciliante, acconsentendo tacitamente ad un collaborazionismo tra istituzioni dell'ex-repubblica con gli enti francesi, mentre Guglielmo al contrario si oppose fermamente a questa collaborazione, incitando la popolazione a reagire contro l'invasore.

A questo scopo, nel 1799, Guglielmo sbarcò nell'Olanda settentrionale al seguito delle truppe anglo-russe che guidarono l'invasione dell'area. Ad ogni modo, buona parte della popolazione locale olandese si oppose allo sbarco del principe e scoppiarono rivolte interne tra orangisti e filo-francesi. Dopo alcuni scontri sulla costa, Guglielmo venne forzato a lasciare nuovamente il paese dopo la firma della Convenzione di Alkmaar. Napoleone Bonaparte, che aveva capito che malgrado il fallimento dell'invasione di Guglielmo d'Orange la sua figura poteva ancora essere pericolosa, pensò di metterlo a tacere ricompensandolo con alcuni piccoli principati tedeschi, nella speranza che abbandonasse la causa olandese. I principati in questione erano stati confiscati quando Napoleone aveva invaso la Germania nel 1806. Nel 1806, inoltre, Guglielmo succedette alla morte del padre al titolo di principe di Orange.

Il ritorno in patria[modifica | modifica wikitesto]

Lo sbarco di Guglielmo d'Orange sulle coste olandesi nel 1813

Dopo la sconfitta di Napoleone nella Battaglia di Lipsia (ottobre 1813), le truppe francesi si ritirarono verso la Francia. In Olanda, dove era stato costituito un regno napoleonico, il governo venne rovesciato e si formò un governo di patrioti che preferì richiamare Guglielmo in patria per sedare le rivolte, piuttosto che opporsi agli Orange come era stato nel 1785. Nella visione dei patrioti, Guglielmo avrebbe dovuto perlomeno prevenire la presa di potere di altri tipi di regimi e avrebbe garantito al popolo olandese di riprendersi dopo i duri colpi della guerra. Il dominio francese di quegli anni, infatti, aveva notevolmente danneggiato l'economia olandese a favore di quella francese e la popolazione fu ben lieta di osannare il ritorno del principe d'Orange.

Dopo aver ricevuto l'invito ufficiale a tornare da parte del Driemanschap (triumvirato) nel 1813, il 30 novembre di quell'anno Guglielmo sbarcò ufficialmente dalla nave HMS Warrior sulla spiaggia di Scheveningen, a pochi metri da dove era stato costretto diciotto anni prima a fare ritorno nel luogo del suo esilio forzato. Il 6 dicembre di quell'anno il governo provvisorio gli offrì il titolo di re. Guglielmo rifiutò preferendo invece il titolo di principe sovrano delle Province Unite, garantendo a breve una costituzione per il paese.

La costituzione che venne creata, ad ogni modo, offriva a Guglielmo molti poteri (di cui alcuni assoluti). I ministri rispondevano delle loro azioni unicamente a lui, mentre il parlamento bicamerale (Stati generali) esercitava solo un potere limitato. La consacrazione a principe sovrano avvenne nella Nieuwe Kerk di Amsterdam ove, il 16 marzo del 1815, venne incoronato primo (ed unico) sovrano del Regno Unito dei Paesi Bassi e Granduca del Lussemburgo.

Il regno dei Paesi Bassi[modifica | modifica wikitesto]

Re dei Paesi Bassi
Casa di Orange-Nassau
Royal coat of arms of the Netherlands.svg
Blasone
d'azzurro seminato di plinti d'oro, caricato di un leone dorato, armato e lampassato di rosso, impugnante una spada di destra e sette frecce nella sinistra. Lo scudo è sormontato dalla corona regale olandese ed è sostenuto da due leoni come tenenti

Guglielmo I (1815 - 1840)
Guglielmo II (1840-1849)
Figli
Guglielmo III (1849-1890)
Figli
Guglielmina (1890-1948)
Figli
Giuliana (1948-1980)
Beatrice (1980-2013)
Guglielmo Alessandro
Figli
Guglielmo I dei Paesi Bassi

Il congresso di Vienna, per costituire una fascia di paesi in grado di far cuscinetto contro possibili espansioni francesi, costituì un Regno dei Paesi Bassi che riuniva sia le antiche Province Unite che gli ex Paesi Bassi austriaci. Il nuovo re tentò di unificare i due popoli con una politica che favoriva lo sviluppo economico, come la canalizzazione della Sambre, il canale Gand-Terneuzen e la fondazione dell'università di Liegi. Tuttavia la sua politica a favore dell'uso della lingua olandese e l'ostilità verso la chiesa cattolica gli portarono l'ostilità dei futuri Belgi. Tentò anche, dopo la rivoluzione del 1830, di farsi eleggere re dei belgi, ma nel 1831 il Belgio ottenne definitivamente la sua indipendenza e Guglielmo I rimase re dei Paesi Bassi e anche della metà orientale del Lussemburgo (diventato dal 1839 Granducato) in unione personale con il re.

Cambiamenti costituzionali[modifica | modifica wikitesto]

L'ascesa di Guglielmo I al trono dei Paesi Bassi come re, ad ogni modo, portò a dei cambiamenti in senso maggiormente democratico e costituzionale. Innanzitutto gli Stati Generali vennero divisi in due camere, di cui la Eerste Kamer (Prima camera o Senato) continuò ad nominare i propri membri su volontà del sovrano, mentre la Tweede Kamer (Seconda camera o Parlamento) ebbe la possibilità di eleggere i propri membri attraverso gli Stati Provinciali, dove gli eletti erano prescelti per suffragio censuario. I 110 seggi vennero divisi equamente tra province del nord e del sud (area quest'ultima corrispondente all'attuale Belgio), anche se la popolazione del nord (2.000.000 di abitanti) era significativamente in minoranza rispetto alla popolazione del sud (3.500.000 di abitanti). La principale funzione degli Stati Generali era quella di approvare le leggi e i decreti regi.

La costituzione venne accettata senza problemi al nord, ma non egualmente al sud. I rappresentanti politici dell'area meridionale, numericamente inferiori all'effettivo numero di popolazione rappresentata, furono una delle cause della Rivoluzione belga che si tenne qualche anno dopo. Guglielmo I mantenne nella questione il pugno di ferro, asserendo che tutte le astensioni sarebbero state interpretate come "silenzio assenso" e, come segno di fermezza, durante una sua visita a Bruxelles diede alla popolazione monete di rame e non d'oro come da tradizione (ottenendo perciò il soprannome di Re di rame).

La politica di Guglielmo I in campo economico portò ad ogni modo a dei progressi. Egli si preoccupò della fondazione di molte istituzioni di commercio guadagnandosi così il soprannome di Re mercante. Nel 1822 fondò la Algemeene Nederlandsche Maatschappij ter Begunstiging van de Volksvlijt, che diverrà poi una delle più importanti istituzioni commerciali del Belgio dopo l'ottenimento della sua indipendenza. L'industria crebbe a dismisura, soprattutto nelle aree meridionali del paese. Nel 1817, Guglielmo I fondò inoltre tre università nelle province del sud: l'Università di Leuven, l'Università di Gand e l'Università di Liegi. Le province del nord, d'altro canto, divennero importanti centri finanziari e intrattennero stretti contatti con le principali colonie olandesi (Indie olandesi, Suriname e Antille), contribuendo alla ricchezza generale del regno. Malgrado questa prosperità, Guglielmo favorì sempre gli imprenditori olandesi piuttosto che quelli belgi, scatenando così l'opposizione generale nelle province meridionali.

Nel regno, ufficialmente, esisteva una separazione tra Chiesa e Stato. Ad ogni modo Guglielmo I si era sempre proclamato uno strenuo sostenitore della chiesa protestante olandese e questo lo mise in contrapposizione con la popolazione dei Paesi Bassi del sud, che era in prevalenza cattolica. Guglielmo I inoltre impose l'olandese come lingua ufficiale anche nelle Fiandre, ove la lingua principale era per tradizione il francese.

La rivoluzione belga[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rivoluzione belga.

Nell'agosto del 1830 l'opera La muta di Portici, che metteva in scena la repressione dei rivoltosi napoletani sul finire del Settecento, venne rappresentata a Bruxelles. La rappresentazione teatrale metteva chiaramente in risalto il senso di nazionalismo e di "olandofobia" che si respirava a Bruxelles e ben presto la notizia si sparse in tutto il sud dei Paesi Bassi. Scoppiarono quindi delle rivolte, soprattutto verso il ministro della giustizia di Guglielmo I che viveva abitualmente a Bruxelles. Infuriatosi per gli accadimenti, Guglielmo I rispose alle rivolte inviando le proprie truppe a sopprimere i moti rivoluzionari. Questo, ad ogni modo, non fermò lo scoppiare di altre rivolte nell'area e ben presto il Belgio si proclamò stato indipendente.

L'anno successivo, Guglielmo I inviò i suoi figli in Belgio per reprimere il neonato stato. Anche se inizialmente questa seconda ondata di scontri sembrò volgere a favore degli olandesi, le armate degli orangisti vennero forzate a ritirarsi dopo l'intervento della Francia nel conflitto. Guglielmo, ad ogni modo, proseguì gli scontri per altri otto anni con effetti disastrosi sull'economia dei Paesi Bassi e sull'umore della popolazione. Nel 1839 Guglielmo I venne forzato a porre fine agli scontri e dovette dissolvere il Regno Unito dei Paesi Bassi ed a rinominare i propri domini in Regno dei Paesi Bassi.

Ulteriori cambiamenti costituzionali[modifica | modifica wikitesto]

Statua di Guglielmo I dei Paesi Bassi, opera di Pieter Puype (1913) posta a Apeldoorn

Altri cambiamenti costituzionali vennero iniziati a partire dal 1840, innanzitutto perché alla luce della rivolta belga il nome di Regno Unito dei Paesi Bassi non aveva più ragione di esistere. I nuovi cambiamenti introdussero per i ministri la responsabilità giudiziaria delle loro azioni. Guglielmo I, divenuto sempre più conservatore negli anni, non riuscì mai a sopportare a pieno questi cambiamenti e la sua immagine peggiorò ancor di più quando, dopo la morte della prima moglie, decise di contrarre matrimonio morganatico con Henrietta d'Oultremont (scandalosamente belga e cattolica). A questo punto la popolazione richiese la sua abdicazione che egli siglò il 7 ottobre 1840, favorendo dunque l'ascesa al trono del figlio Guglielmo II.

Guglielmo I morì nel 1843 a Berlino all'età di 71 anni.

Matrimonio ed eredi[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo sposò nel 1791 la cugina Federica Luisa Guglielmina, figlia di Federico Guglielmo II di Prussia. Da questo matrimonio nacquero i seguenti figli:

Dopo la morte della moglie, Guglielmo sposò la contessa Henriette d'Oultremont de Wégimont (Maastricht, 28 febbraio 1792 – Castello di Rahe, 26 ottobre 1864), creata contessa di Nassau. La cerimonia ebbe luogo a Berlino il 17 febbraio 1841. Il matrimonio fu morganatico e la coppia non ebbe figli.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo I dei Paesi Bassi Padre:
Guglielmo V di Orange-Nassau
Nonno paterno:
Guglielmo IV di Orange-Nassau
Bisnonno paterno:
Giovanni Guglielmo Friso d'Orange
Trisnonno paterno:
Enrico Casimiro II di Nassau-Dizier
Trisnonna paterna:
Enrichetta Amalia di Anhalt-Dessau
Bisnonna paterna:
Maria Luisa d'Assia-Kassel
Trisnonno paterno:
Carlo I d'Assia-Kassel
Trisnonna paterna:
Amalia di Curlandia
Nonna paterna:
Anna di Hannover
Bisnonno paterno:
Giorgio II di Gran Bretagna
Trisnonno paterno:
Giorgio I di Gran Bretagna
Trisnonna paterna:
Sofia Dorotea di Celle
Bisnonna paterna:
Carolina di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonno paterno:
Giovanni Federico di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonna paterna:
Eleonora Erdmuthe di Sassonia-Eisenach
Madre:
Guglielmina di Prussia
Nonno materno:
Augusto Guglielmo di Prussia
Bisnonno materno:
Federico Guglielmo I di Prussia
Trisnonno materno:
Federico I di Prussia
Trisnonna materna:
Sofia Carlotta di Brunswick-Lüneburg
Bisnonna materna:
Sofia Dorotea di Hannover
Trisnonno materno:
Giorgio I di Gran Bretagna
Trisnonna materna:
Sofia Dorotea di Celle
Nonna materna:
Luisa Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel
Bisnonno materno:
Ferdinando Alberto II di Brunswick-Lüneburg
Trisnonno materno:
Ferdinando Alberto I di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna materna:
Cristina d'Assia-Eschwege
Bisnonna materna:
Antonietta Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel
Trisnonno materno:
Luigi Rodolfo di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna materna:
Cristina Luisa di Öttingen

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze olandesi[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine Militare di Guglielmo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Militare di Guglielmo
Gran Maestro dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi

Onorificenze di altri paesi[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (ramo spagnolo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (ramo spagnolo)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re dei Paesi Bassi Successore Royal Standard of the Netherlands.svg
Se stesso come re 16 aprile 1839 - 7 ottobre 1840 Guglielmo II
Predecessore Re del Regno Unito dei Paesi Bassi Successore Royal Standard of the Netherlands.svg
Se stesso come principe sovrano 16 marzo 1815 - 16 aprile 1839 Se stesso come re dei Paesi Bassi
Predecessore Principe sovrano dei Paesi Bassi Successore Royal Standard of the Netherlands.svg
Napoleone Bonaparte 1813 - 16 marzo 1815 Se stesso come re
Predecessore Granduca del Lussemburgo Successore Standard of the Grand Duke of Luxembourg.svg
Francesco I
come Duca di Lussemburgo
16 marzo 1815 - 7 ottobre 1840 Guglielmo II
Predecessore Duca di Limburg Successore Flag of the duchy of Limburg (19th century).png
Francesco I 1840 - 1843 Guglielmo II
Predecessore Principe di Fulda e Corvey Successore Wappen Nassau-Fulda.svg
Guglielmo V di Orange-Nassau 1802 - 1806 Karl Theodor von Dalberg
annesso al Granducato di Francoforte
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Guglielmo V di Orange-Nassau 1806-1815 Guglielmo II dei Paesi Bassi
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Nuova creazione 1840 - 1843 Titolo abolito