Irene di Orange-Nassau

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Principessa Irene
Princes Irene 1978.jpg
Nome completo Irene Emma Elisabeth
Nascita Palazzo Soestdijk, Baarn, Paesi Bassi
Casa reale Casa d'Orange-Nassau (ufficiale)
Casata di Lippe (agnatizia)
Casato di Borbone di Parma (per matrimonio)
Padre Principe Bernhard van Lippe-Biesterfeld
Madre Giuliana dei Paesi Bassi
Consorte Carlo Ugo, Duca di Parma
(1964–1981, div.)
Figli Carlo Saverio, Duca di Parma
Principessa Margherita, Contessa di Colorno
Principe Jaime, Conte di Bardi
Principessa Carolina, Marchesa di Sala

Irene Emma Elisabetta dei Paesi Bassi Principessa di Orange-Nassau, Principessa di Lippe-Biesterfeld (Palazzo Soestdijk, 5 agosto 1939) è una principessa olandese, figlia secondogenita della regina Giuliana dei Paesi Bassi e di suo marito il principe consorte Bernardo dei Paesi Bassi, e zia dell'attuale sovrano Guglielmo Alessandro dei Paesi Bassi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Irene è la sorella minore dell'ex regina Beatrice dei Paesi Bassi, le sue sorelle minori sono le principesse Margherita e Cristina di Orange-Nassau. I suoi nonni materni erano il principe Enrico di Meclemburgo-Schwerin e la regina Guglielmina dei Paesi Bassi; quelli paterni il principe Bernardo di Lippe-Biesterfeld e la principessa Armgard di Sierstorpff-Cramm.

A causa dell'invasione dei Paesi Bassi da parte della Germania durante la Seconda Guerra Mondiale la famiglia reale olandese andò in esilio in Canada, dove Irene venne iscritta alla Rockcliffe Park Public School a Ottawa: durante la guerra, la Reale Brigata Olandese (la formazione dei soldati olandesi che combatterono accanto agli alleati) venne chiamata con nome della principessa, nome mantenuto anche dopo la guerra, quando divenne il Reggimento Principessa Irene. Dopo aver studiato all'università di Utrecht, andò a Madrid per imparare la lingua spagnola.

Il matrimonio contrastato[modifica | modifica sorgente]

Stemma della principessa Irene.

A Madrid conobbe Carlo Ugo di Borbone-Parma, figlio più anziano del pretendente carlista al trono di Spagna Saverio di Borbone-Parma, duca di Parma. Nell'estate del 1963 la principessa Irene si convertì segretamente al cattolicesimo romano e la notizia arrivò all'opinione pubblica e alla famiglia reale con una fotografia, comparsa nella prima pagina di un giornale di Amsterdam, che mostrava la principessa inginocchiata ad una messa nella chiesa cattolica dei Gerolamini (Los Jerónimos) a Madrid. A questa notizia si aggiunse quella del fidanzamento con il principe Carlo Ugo (più vecchio di lei di nove anni), il che provocò contestazioni da parte dei protestanti e una crisi costituzionale.

Era una tradizione costituzionale e non una legge quella che proibiva ad un cattolico di regnare sui Paesi Bassi, supportata dal Parlamento olandese dominato dai Protestanti, e sorta durante il sedicesimo secolo con le guerre contro la Spagna. I timori di una dominazione cattolica erano aumentati durante i secoli per i problemi e le guerre degli Stati cattolici vicini all'Olanda. Se solo dalla metà del ventesimo secolo gli atteggiamenti religiosi avevano iniziato a mutare (ma molto lentamente) e negli anni Sessanta i fedeli cattolici rappresentavano circa 34% della popolazione olandese ed i partiti politici cattolici erano stati nei governi di coalizione dal 1918, l'alto quoziente di fecondità dei cattolici era un aspetto abbastanza preoccupante per tutti i non-Cattolici.

Re dei Paesi Bassi
Casa di Orange-Nassau
Royal coat of arms of the Netherlands.svg

Guglielmo I (1815 - 1840)
Guglielmo II (1840-1849)
Guglielmo III (1849-1890)
Guglielmina (1890-1948)
Giuliana (1948-1980)
Beatrice (1980-2013)
Guglielmo Alessandro

Ad amplificare la crisi, oltre alla conversione di un membro della Casa Reale ed un matrimonio senza l'approvazione del Parlamento (che la principessa, allora secondo in linea di successione, sapeva non avrebbe ottenuto mai), c'era la memoria recente del sostegno del Generale Francisco Franco alla Germania nazista: che la secondogenita della sovrana non solo si convertisse al cattolicesimo romano ma si legasse pure al capo di un partito della coalizione di governo franchista, causò stupore e costernazione nei Paesi Bassi.

La regina Giuliana tentò di impedire il matrimonio, dapprima mandando un membro del suo entourage a Madrid per persuadere la principessa a non procedere con un matrimonio politicamente disastroso per la monarchia nei Paesi Bassi: la regina sembrò aver successo e annunciò alla radio olandese che la principessa Irene aveva acconsentito ad annullare il fidanzamento e stava per tornare in patria. Tuttavia, quando l'aeroplano arrivò all'aeroporto di Schiphol, la principessa non era a bordo e la regina e suo marito il principe Bernardo meditarono di salire su un aereo militare olandese per andare in Spagna a parlare con la figlia. Ma il governo olandese comunicò alla coppia reale che si sarebbe dimesso in blocco se essi avessero messo piede in Spagna: considerate le problematiche politiche ed il fatto che un monarca dalla Casa d'Orange-Nassau non aveva mai visitato la Spagna, la regina non ebbe scelta e rinunciò.

All'inizio del 1964 la principessa Irene volò a casa assieme a Carlo Ugo e subito si svolse una riunione tra la coppia, la regina, il Primo Ministro Marijnen e tre ministri. Nel tentativo di guadagnare il favore pubblico per il suo matrimonio, la principessa Irene dichiarò pubblicamente che il suo matrimonio serviva anche a combattere l'intolleranza religiosa e ciò causò una divisione nell'opinione pubblica, essendo meno del 40% dell'Olanda cattolico. Nelle settimane seguenti la situazione si deteriorò quando il papa Paolo VI concesse un'udienza alla coppia a Roma: la regina inizialmente negò tale incontro, che però poco dopo avvenne. Irene perse infine il favore della maggior parte dell'opinione pubblica olandese quando comparve su un giornale olandese una foto che la mostrava ad un raduno di Carlisti in Spagna ed ella stessa dichiarò di sostenere la politica del suo fidanzato.

Nessuno della famiglia reale e del corpo diplomatico olandese assistettero al matrimonio, avvenuto nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, il 29 aprile 1964. Poiché non era riuscita ad ottenere l'approvazione del parlamento per sposarsi, Irene perse il diritto alla successione al trono olandese e accettò di vivere fuori dai Paesi Bassi.

Dopo le nozze, Irene fu molto attiva nella battaglia politica di estrema destra del marito, che tuttavia col tempo scivolò sempre più verso posizioni di sinistra, per poi lasciare del tutto l'agone politico e rimanere solo dei membri del jet-set internazionale. Il principe, capo della Casa dei Borbone-Parma divenne cittadino spagnolo nel 1979. I coniugi ebbero quattro figli, ma divorziarono nel 1981 ed Irene tornò a vivere nei Paesi Bassi con i figli e si dedicò a varie attività per "cercare se stessa": il suo rapporto con la natura, che diceva di avere perso dall'infanzia, si intensificò e nel 1995 pubblicò il suo libro Dialogue with Nature, che descrive la sua filosofia.

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Carlo Ugo e la principessa Irene hanno avuto quattro figli:

  • Principe Carlo Saverio Bernardo Sisto Maria di Borbone-Parma, principe di Piacenza, duca di Madrid (Nimega, 27 gennaio 1970). Ha un figlio naturale, Carlos Hugo Roderik Sybren Klynstra, (20 gennaio 1997) da Brigitte (Gitte) Klynstra. Carlos Klynstra è il primo pronipote della regina Giuliana dei Paesi Bassi e del principe consorte Bernardo di Lippe-Biesterfeld;
  • Principessa Margherita Maria Beatrice di Borbone-Parma, contessa di Colorno, (Nimega, 13 ottobre 1972);
  • Principe Giacomo Bernardo di Borbone-Parma, duca di San Jaime, conte di Bardi, (Nimega, 13 ottobre 1972);
  • Principessa Maria Carolina Cristina di Borbone-Parma, Marchesa di Sala, (Nimega, 23 giugno 1974).

Antenati[modifica | modifica sorgente]

Irene di Orange-Nassau Padre:
Bernhard van Lippe-Biesterfeld
Nonno paterno:
Bernardo di Lippe-Biesterfeld
Bisnonno paterno:
Ernesto di Lippe-Biesterfeld
Trisnonno paterno:
Giulio Pietro di Lippe-Biesterfeld
Trisnonna paterna:
Adelaide di Castell-Castell
Bisnonna paterna:
Carolina di Wartensleben
Trisnonno paterno:
Leopoldo di Wartensleben
Trisnonna paterna:
Mathilde Halbach
Nonna paterna:
Armgard di Sierstorpff-Cramm
Bisnonno paterno:
Aschwin di Sierstorpff-Cramm
Trisnonno paterno:
Adolfo di Cramm
Trisnonna paterna:
Edvige di Cramm
Bisnonna paterna:
Edvige di Sierstorpff-Driburg
Trisnonno paterno:
Ernesto di Sierstorpff-Driburg
Trisnonna paterna:
Karoline von Vincke
Madre:
Giuliana dei Paesi Bassi
Nonno materno:
Enrico di Meclemburgo-Schwerin
Bisnonno materno:
Federico Francesco II di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonno materno:
Paolo Federico di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonna materna:
Alessandrina di Prussia
Bisnonna materna:
Maria di Schwarzburg-Rudolstadt
Trisnonno materno:
Adolfo di Schwarzburg-Rudolstadt
Trisnonna materna:
Matilde di Schonburg-Waldenburg
Nonna materna:
Guglielmina dei Paesi Bassi
Bisnonno materno:
Guglielmo III dei Paesi Bassi
Trisnonno materno:
Guglielmo II dei Paesi Bassi
Trisnonna materna:
Anna Pavlovna Romanova
Bisnonna materna:
Emma di Waldeck e Pyrmont
Trisnonno materno:
Giorgio Vittorio di Waldeck e Pyrmont
Trisnonna materna:
Elena di Nassau

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