Haakon VII di Norvegia

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Haakon VII
Haakon VII di Norvegia
Haakon VII di Norvegia
Re di Norvegia
Stemma
In carica 18 novembre 1905 - 21 settembre 1957
Incoronazione 22 giugno 1906
Predecessore Oscar II di Svezia
Successore Olav V di Norvegia
Nome completo Christian Frederik Carl Georg Valdemar Axel Bertram
Nascita Charlottenlund, 3 agosto 1872
Morte 21 settembre 1957, Oslo
Luogo di sepoltura Fortezza di Akershus, Oslo
Casa reale Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg
Padre Federico VIII di Danimarca
Madre Luisa di Svezia
Consorte Maud di Sassonia-Coburgo-Gotha
Figli Olav V di Norvegia

Haakon VII di Norvegia, nato Christian Frederik Carl Georg Valdemar Axel Bertram, Principe di Danimarca (Charlottenlund, 3 agosto 1872Oslo, 21 settembre 1957), fu il primo Re di Norvegia dopo la separazione con la Svezia nel 1905.

Membro della casata di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg, pur da monarca eletto, Haakon seppe ben presto ottenere il rispetto e l'affetto del suo popolo e svolse un ruolo chiave nell'unire la nazione norvegese nella sua resistenza contro l'occupazione nazista durante la Seconda Guerra mondiale, periodo durante il quale egli evitò di abdicare salvando così la sua famiglia e lo stato stesso con un'attenta cooperazione con l'invasore. Morì all'età di 85 anni il 21 settembre 1957 dopo ben 52 anni di regno.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni da principe danese[modifica | modifica sorgente]

Il principe Carlo di Danimarca, poi Haakon VII di Norvegia, nel 1889

Originariamente conosciuto col nome di principe Carlo di Danimarca (nome datogli dal nonno materno), egli era il figlio secondogenito del principe Federico di Danimarca (futuro sovrano col nome di Federico VIII) e di sua moglie, Luisa. Inoltre, egli era fratello minore di Cristiano X, nipote paterno di re Cristiano IX di Danimarca e nipote materno di re Carlo XV di Svezia.

Il principe Carlo nacque al Palazzo di Charlottenlund presso Copenhagen ed apparteneva alla dinastia degli Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg, linea collaterale del Casato degli Oldenburg. La Casa di Oldenburg era divenuta casata reale danese dal 1448 e tra il 15361814 aveva governato anche sulla Norvegia come parte del regno di Danimarca-Norvegia, sebbene la famiglia avesse avuto legami con la Norvegia sin dal tardo medioevo. Molti dei suoi antenati erano stati anche re indipendenti di Norvegia (Haakon V, Cristiano I, Federico I, Cristiano III, Federico II, Cristiano IV e Federico III). Cristiano Federico, che fu re di Norvegia per breve tempo nel 1814, era suo prozio.

Dato il suo status di principe reale, Carlo venne allevato alla corte di Copenhagen e venne educato alla Søværnets Officersskole (Scuola per ufficiali di marina) ove raggiunse il grado di tenente.

L'ascesa al trono[modifica | modifica sorgente]

Foto dell'Incoronazione di haakoon come Re di norvegia.
Foto ufficiale dopo l'incoronazione di re Haakon VII e della regina Maud il 22 giugno 1906

Dopo che l'unione tra Svezia e Norvegia venne dissolta nel 1905, venne creata una commissione da parte del governo norvegese che venne incaricata di trovare alcuni candidati a livello delle monarchie europee che fossero adatti a succedere al trono norvegese per i secoli a venire. Gradualmente, il principe Carlo divenne il principale di questi candidati, in gran parte perché egli discendeva dai re norvegesi dell'antichità. Inoltre egli aveva già un figlio che sarebbe divenuto un valido erede al trono e la principessa Maud era profondamente legata alla famiglia reale britannica, il che avrebbe potuto garantire molti vantaggi alla nazione norvegese da poco indipendente, sia in campo di prestigio che di alleanze politiche oltre che di politiche commerciali.

La concezione democratica di Carlo, inoltre, fu la chiave per risolvere il conflitto interno del governo norvegese che era dibattuto se mantenere una monarchia o aderire ad un sistema di governo repubblicano. Il principe danese, accettò la proposta del governo norvegese, ma accondiscese a salire al trono solo dopo un referendum popolare.

Dopo il referendum del 1905 che confermò col 79% la preferenza al principe Carlo (259.563 voti a favore e 69.264 contro)[1] i norvegesi si espressero per mantenere la monarchia ed al principe Carlo venne ufficialmente offerta la corona ed il trono di Norvegia dallo Storting (parlamento) ed eletto sovrano il 18 novembre 1905. Quando Carlo accettò l'offerta quella stessa sera (dopo l'approvazione di suo nonno Cristiano IX di Danimarca), immediatamente decise di ribattezzarsi col nome di Haakon, tipico norvegese e già usato da altri monarchi della Norvegia indipendente.[2] Così facendo, egli succedette al prozio Oscar II di Svezia che aveva abdicato al trono norvegese nell'ottobre di quell'anno, unitamente all'approvazione dell'accordo che prevedeva la separazione appunto tra Norvegia e Svezia.

La nuova famiglia reale di Norvegia, dunque, lasciò la Danimarca sullo yatch reale "Dannebrog" e salpò alla volta dell'Oslofjord. Alla Fortezza di Oscarsborg, la famiglia si imbarcò sulla nave norvegese "Heimdal". Dopo tre giorni di viaggio i reali giunsero a Kristiania (oggi Oslo) la mattina del 25 novembre 1905. Due giorni dopo, Haakon ottenne ufficialmente la reggenza degli affari di governo.

L'incoronazione di Haakon e Maud ebbe luogo nella Cattedrale di Nidarosl a Trondheim il 22 giugno 1906.[3]

Il regno[modifica | modifica sorgente]

Haakon VII di Norvegia

Re Haakon seppe guadagnarsi nel corso del tempo grande stima e simpatia dal popolo norvegese. Egli viaggiò moltissimo per la Norvegia e si avvalse dell'amico Fridtjof Nansen per meglio addentrarsi negli usi e nei costumi del suo nuovo popolo.

Haakon, Maud ed il principe Olav iniziarono ad interessarsi allo sport dello sci. Questa disciplina viene infatti ancora oggi vista come tipicamente parte della cultura norvegese e addirittura Olav diventerà campione di salto con gli sci.

Nel 1928 egli disse: "Adesso sono anche il re dei comunisti!" ("Jeg er også kommunistenes konge!") quando Christian Hornsrud del partito laburista venne eletto primo ministro.[4] Questo fatto, apparentemente ironico, in realtà gli causò le ire di alcune fazioni governative pensando che il re si fosse schierato politicamente al posto di rimanere imparziale come la sua posizione gli imponeva.

Il principe ereditario Olav sposerà sua cugina Marta di Svezia il 21 marzo 1929. Ella era la figlia della sorella di Haakon, la principessa Ingeborg di Danimarca, e del principe Carlo, duca di Västergötland.

La regina Maud morì il 20 novembre 1938.

Regno di Norvegia
Glücksburg
Royal Arms of Denmark (1903-1948).svg

Haakon VII
Olav V
Harald V
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La resistenza durante la Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

La Norvegia venne invasa dalle forze navali e dall'aviazione della Germania nazista durante le prime ore del 9 aprile 1940. Lo squadrone navale tedesco venne inviato ad occupare Oslo e sbarcò alla fortezza di Oscarsborg. La fortezza riuscì a resistere inizialmente causando pesanti danni alla nave da battaglia Lützow ed all'incrociatore pesante Blücher, con pesanti perdite dalla parte tedesca e tra le forze armate, tra gli agenti della Gestapo e tra il personale amministrativo della capitale occupata. Questi eventi portarono al ritiro del resto della flottiglia tedesca, impedendo così agli invasori di occupare Oslo. Le forze di occupazione tedesche rinunciarono alla presa di Oslo ma il presidente del parlamento, C. J Hambro, creò l'opportunità per la famiglia reale norvegese di fuggire assieme ai 150 membri del parlamento attraverso un treno speciale.

Il parlamento venne convocato ad Hamar quello stesso pomeriggio, ma con la rapida avanzata delle truppe tedesche, il gruppo si dovette spostare per sicurezza a Elverum. Il parlamento, unanimemente, raggiunse la risoluzione cosiddetta Elverumsfullmakten (Autorizzazione di Elverum), per garantire al gabinetto di governo pieni poteri per proteggere il paese sino a quando lo Storting non avesse potuto riunirsi nuovamente in sede appropriata.

Il giorno successivo, Curt Bräuer, ambasciatore tedesco per la Norvegia, chiese ufficialmente udienza a re Haakon. Il diplomatico tedesco chiese ai norvegesi di cessare la loro resistenza ed a nominare secondo la volontà di Hitler il simpatizzante nazista Vidkun Quisling alla carica di primo ministro, ancor più dopo che questi si era autoproclamato ad Oslo alcune ore prima, con l'intento di farne il capo della Norvegia come stato fantoccio della Germania. Bräuer suggerì ad Haakon di seguire l'esempio di suo fratello Cristiano X di Danimarca che si era arreso il giorno successivo all'invasione tedesca, minacciando pesanti conseguenze per la Norvegia in caso contrario. Anche se la Costituzione di Norvegia nominalmente dava al re la responsabilità finale delle decisioni, in pratica esse pervenivano soprattutto dal governo e dal Consiglio di Stato in suo nome.

In un incontro a Nybergsund, il re riportò l'ultimatum tedesco al suo gabinetto di governo. Anche se Haakon non poteva prendere una decisione del genere da solo, egli sapeva che poteva utilizzare la sua autorità morale per influenzare la scelta. Haakon disse quindi al suo gabinetto:

« Sono profondamente dispiaciuto dalla responsabilità che grava su di me in caso di rifiuto alla richiesta tedesca. La responsabilità per le calamità che colpirebbero il mio popolo sono troppo grandi. Mi rimetto alle decisioni del governo, ma la mia posizione è chiara. Per parte mia non posso accettare la richiesta dei tedeschi. Essa sarebbe in conflitto con tutto ciò che considero mio dovere come re di Norvegia, incarico che mi è stato affidato trentacinque anni fa da questo governo.[5] »

Haakon si risolse a comunicare che non avrebbe potuto nominare un governo capeggiato da Quisling dal momento che né il popolo né il parlamento sarebbero andati d'accordo con lui e vi avrebbero trovato la nomina antidemocratica. Ad ogni modo, se il gabinetto avesse scelto diversamente, il re disse che era pronto ad abdicare per allinearsi alla scelta del governo.

Nils Hjelmtveit, ministro della chiesa e dell'educazione, scriverà poi: "Questo fece una grande impressione su tutti noi. Più chiaramente attraverso quel discorso potemmo vedere l'uomo ancor prima delle parole stesse; il re dovette tracciare una linea tra sé e i propri doveri, una linea dalla quale non poteva deviare. Noi avevamo trascorso cinque anni [in governo] apprezzando e rispettando il nostro re e ora, attraverso le sue parole, ci appariva come un grande uomo, giusto e forte, un vero capo in quei fatali tempi per il nostro paese".[6]

Ispirato dal comportamento di Haakon, il governo unanimemente convenne col sovrano nell'illegittimità della nomina di un governo capeggiato da Quisling, messaggio che venne poi riferito telefonicamente a Bräuer e via radio al popolo norvegese. Nel messaggio radiofonico, il governo annunciò di voler resistere all'attacco tedesco il più a lungo possibile, ed espresse amicizia e sostegno a tutti coloro che nel paese avrebbero mosso mano armata a resistere all'invasore.

Re Haakon ed il principe ereditario Olav cercano rifugio tra i boschi della Norvegia durante un attacco tedesco su Molde nell'aprile 1940

La mattina successiva, l'11 aprile 1940, un bombardiere della Luftwaffe attaccò Nybergsund, distruggendo il piccolo villaggio dove il governo norvegese si trovava asserragliato nel tentativo di mantenere viva la propria funzione unitamente a quella del re. Il re ed i suoi ministri si rifugiarono nei boschi circostanti innevati e riuscirono a sfuggire ai bombardamenti, dirigendosi poi a nord verso Molde sulla costa occidentale della Norvegia. Dal momento che le forze britanniche nell'area stavano perdendo terreno a causa dei bombardamenti della Luftwaffe, il re ed i suoi ministri vennero caricati a bordo dell'incrociatore inglese HMS Glasgow a Molde e trasportati a 1000 chilometri più a nord, presso Tromsø che divenne dal 1º maggio di quell'anno la capitale provvisoria del regno di Norvegia. Haakon ed il principe ereditario Olav presero residenza in una capanna di legno nella foresta di Målselvdalen ove rimasero sino all'evacuazione ad opera del Regno Unito, godendo nel frattempo della protezione della guardia civile locale.

Gli Alleati guadagnavano intanto terreno e la situazione sembrò protendere a loro favore sino alla Battaglia di Francia che segnò un duro colpo tra le forze alleate, al punto che le forze presenti in Norvegia dovettero essere ritirate o destinate altrove. La famiglia reale ed il demoralizzato governo norvegese vennero evacuati da Tromsø il 7 giugno a bordo della HMS Devonshire e diverse ore di viaggio sotto copertura delle navi inglesi HMS Glorious, HMS Acasta e HMS Ardent, giunsero sani e salvi a Londra. Re Haakon ed il suo gabinetto istituirono un governo in esilio presso la capitale britannica, prendendo residenza a Rotherhithe e tramutando il re stesso in un simbolo della resistenza norvegese. Tra il marzo del 1942 e la fine della guerra nel maggio del 1945 il re e suo figlio Olav, vissero a Foliejon Park a Winkfield, presso Windsor.

La famiglia reale norvegese saluta la folla dalla HMS Norfolk presso Oslo.

Nel frattempo, Hitler aveva nominato Josef Terboven al ruolo di Reichskommissar per la Norvegia. Su ordine dello stesso fuhrer, Terboven tentò di costringere il parlamento a deporre il re, ma il parlamento si rifiutò categoricamente, citando i principi stessi della costituzione di stato. Un successivo ultimatum venne inviato dai tedeschi sotto la minaccia di internare tutti i norvegesi in età da servizio militare nei campi di concentramento nazisti.[7] Sotto il terrore di questa decisione, il rappresentante del parlamento ad Oslo scrisse al re Haakon il 27 giugno, chiedendogli di abdicare. Il re, cortesemente rispose che se il parlamento avesse agito in questi termini, egli si sarebbe dimesso. Il re diede la propria risposta il 3 luglio di quell'anno e proclamò la sua decisione con un comunicato radio della BBC l'8 luglio.[8] Dopo che un ulteriore tentativo di deporre il re era stato fatto dalle forze tedesche nel settembre di quell'anno, Terboven decretò infine che la famiglia reale norvegese "si era compromessa la possibilità di ritorno in patria" e sciolse tutti i partiti politici democratici.

I cinque anni della Norvegia sotto il controllo tedesco furono devastanti ma molti norvegesi indossarono vestiti o gioielli realizzati con le monete riportanti il monogramma di re Haakon come simbolo di resistenza all'oppressione dell'invasore e solidarietà al re in esilio col suo governo. Il monogramma del re venne dipinto anche su diverse facciate come simbolo di ostentazione della sovranità nazionale in uno stato occupato da stranieri.[9]

Dopo la fine della guerra, Haakon e la famiglia reale norvegese rientrarono in Norvegia a bordo dell'incrociatore inglese HMS Norfolk, incontrando la folla festante ad Oslo il 7 giugno 1945[10] esattamente cinque anni dopo l'evacuazione di Tromsø.

Dopo la guerra[modifica | modifica sorgente]

Re Haakon VII parla in un discorso pubblico del 1950, alla sua sinistra il principe ereditario Olav

Nel 1947 il popolo norvegese, su sottoscrizione pubblica, acquistò lo yacht reale Norge come regalo al sovrano come simbolo di riconoscenza per l'ottima condotta durante il secondo conflitto mondiale.

La principessa Ragnhild sposò quindi l'uomo d'affari Erling Lorentzen (della famiglia Lorentzen) il 15 maggio 1953, divenendo il primo membro della famiglia reale norvegese a sposare un non nobile.

La principessa Märtha morì di cancro il 5 aprile 1954.

Il re Haakon VII cadde nella sala da ballo della sua residenza di Bygdøy nel luglio del 1955. Questa caduta, che avvenne ad un mese dl suo ottantatreesimo compleanno, causò una frattura al sovrano che costrinse per delle complicazioni il re a stare su una sedia a rotelle. Un tempo attivo sovrano, Haakon si trovava ora impossibilitato a svolgere molte delle sue funzioni di re ed iniziò a deprimersi ed a sconfortarsi. Con la perdita della mobilità, anche la salute di Haakon andò deteriorandosi ed egli iniziò ad affiancare a sé il figlio Olav coinvolgendolo sempre più negli affari di governo e ponendolo in sua rappresentanza.

Alla morte di Haakon nel settembre del 1957, il principe ereditario gli succedette al trono col nome di Olav V. Haakon venne sepolto il 1º ottobre 1957 presso il mausoleo reale della fortezza di Akershus, a fianco della moglie.

Matrimonio ed eredi[modifica | modifica sorgente]

Re Haakon VII, il principe Olav e la regina Maud, in una fotografia del 17 luglio 1913 in Norvegia.

A Buckingham Palace il 22 luglio 1896,[3] il principe Carlo sposò la sua prima cugina, la principessa Maud del Galles, figlia minore del futuro re Edoardo VII del Regno Unito e di sua moglie, Alessandra di Danimarca, figlia maggiore di re Cristiano IX di Danimarca e della principessa Luisa d'Assia-Kassel. Il loro figlio, Alessandro, sarà il futuro principe ereditario Olav di Norvegia (poi sovrano col nome di Olav V di Norvegia) e nacque il 2 luglio 1903.[3]

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Haakon VII di Norvegia Padre:
Federico VIII di Danimarca
Nonno paterno:
Cristiano IX di Danimarca
Bisnonno paterno:
Federico Guglielmo di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg
Trisnonno paterno:
Federico Carlo di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Beck
Trisnonna paterna:
Federica di Schlieben
Bisnonna paterna:
Luisa Carolina d'Assia-Kassel
Trisnonno paterno:
Carlo d'Assia-Kassel
Trisnonna paterna:
Luisa di Danimarca
Nonna paterna:
Luisa d'Assia-Kassel
Bisnonno paterno:
Guglielmo d'Assia-Kassel
Trisnonno paterno:
Federico d'Assia-Kassel
Trisnonna paterna:
Carolina di Nassau-Usingen
Bisnonna paterna:
Luisa Carlotta di Danimarca
Trisnonno paterno:
Federico di Danimarca
Trisnonna paterna:
Sofia Federica di Meclemburgo-Schwerin
Madre:
Luisa di Svezia
Nonno materno:
Carlo XV di Svezia
Bisnonno materno:
Oscar I di Svezia
Trisnonno materno:
Carlo Giovanni XIV di Svezia
Trisnonna materna:
Désirée Clary
Bisnonna materna:
Giuseppina di Leuchtenberg
Trisnonno materno:
Eugenio di Beauharnais
Trisnonna materna:
Augusta di Baviera
Nonna materna:
Luisa dei Paesi Bassi
Bisnonno materno:
Federico d'Orange-Nassau
Trisnonno materno:
Guglielmo I dei Paesi Bassi
Trisnonna materna:
Guglielmina di Prussia
Bisnonna materna:
Luisa di Prussia
Trisnonno materno:
Federico Guglielmo III di Prussia
Trisnonna materna:
Luisa di Meclemburgo-Strelitz

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze norvegesi[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce con Collare dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce con Collare dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav
Gran Maestro dell'Ordine del Leone di Norvegia - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Leone di Norvegia
Sovrano dell'Ordine Famigliare Reale di Re Haakon VII - nastrino per uniforme ordinaria Sovrano dell'Ordine Famigliare Reale di Re Haakon VII
Croce di Guerra norvegese con spada - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Guerra norvegese con spada
Medaglia d'oro al merito civile norvegese - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile norvegese
Medaglia di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di guerra

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)
Cavaliere di Gran Croce di I Classe dell'Ordine del Leone Bianco (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce di I Classe dell'Ordine del Leone Bianco (Cecoslovacchia)
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
— 1890
Gran Commendatore dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Commendatore dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca)
— 14 maggio 1912
Medaglia commemorativa per le nozze d'oro di Cristiano IX di Danimarca e Luisa d'Assia-Kassel (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per le nozze d'oro di Cristiano IX di Danimarca e Luisa d'Assia-Kassel (Danimarca)
— 1892
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia commemorativa per il centesimo anniversario della nascita di Cristiano IX di Danimarca (Danimarca)
— 1918
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia commemorativa per il centesimo anniversario della nascita di Federico VIII di Danimarca (Danimarca)
— 1943
Cavaliere dell'Ordine di Salomone (Etiopia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Salomone (Etiopia)
Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Rosa Bianca (Finlandia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Rosa Bianca (Finlandia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Croix de guerre 1939-1945 (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1939-1945 (Francia)
Médaille militaire (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Médaille militaire (Francia)
Collare dell'Ordine del Crisantemo (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del Crisantemo (Giappone)
Gran Maestro dell'Ordine di Osmanie (Impero Ottomano) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Osmanie (Impero Ottomano)
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea (Impero Russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea (Impero Russo)
Cavaliere dell'Ordine Imperiale di Sant'Alexander Nevsky (Impero Russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Imperiale di Sant'Alexander Nevsky (Impero Russo)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Sant'Anna (Impero Russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Sant'Anna (Impero Russo)
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Impero Russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Impero Russo)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di San Stanislao (Impero Russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di San Stanislao (Impero Russo)
Cavaliere di Gran Croce decorato con Collare dell'Ordine del Falcone (Islanda) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato con Collare dell'Ordine del Falcone (Islanda)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Wendica (Meclemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Wendica (Meclemburgo)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù)
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila bianca (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila bianca (Polonia)
— 1930
Gran Croce dell'Ordine del Cristo (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Cristo (Portogallo)
Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada (Portogallo)
Gran Collare dell'Ordine di San Giacomo della Spada (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine di San Giacomo della Spada (Portogallo)
Gran Collare dell'Ordine Militare di San Benedetto d'Avis (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine Militare di San Benedetto d'Avis (Portogallo)
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera (Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera (Prussia)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Prussia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Prussia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
— 1947
Croce di guerra greca del 1940 (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra greca del 1940 (Regno di Grecia)
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia)
— 1909
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia)
— 1909
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia)
— 1909
Collare dell'Ordine di Carol I (Regno di Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Carol I (Regno di Romania)
Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera (Regno Unito)
— 1906
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito)
Royal Victorian Chain (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Royal Victorian Chain (Regno Unito)
— 1902
Balivo di Gran Croce del Venerabile Ordine di San Giovanni (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Balivo di Gran Croce del Venerabile Ordine di San Giovanni (Regno Unito)
Medaglia d'oro per il giubileo di diamante della Regina Vittoria (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro per il giubileo di diamante della Regina Vittoria (Regno Unito)
Medaglia dell'incoronazione di Edoardo VII (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'incoronazione di Edoardo VII (Regno Unito)
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Spagna)
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia)
Cavaliere dell'Ordine della Casata Reale di Chakri (Thailandia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Casata Reale di Chakri (Thailandia)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jubilee in Time Magazine, 8 dicembre 1930, p. 1. URL consultato il 17 dicembre 2008.
  2. ^ English Heritage, Blue Plaque for King Haakon VII of Norway, English Heritage, 2005. URL consultato il 12 aprile 2008.
  3. ^ a b c The Queen Receives in Time Magazine, 18 giugno 1923. URL consultato il 17 gennaio 2009.
  4. ^ [1] (in norvegese)
  5. ^ Il resoconto e la citazione degli eventi si possono trovare nell'opera di William L. Shirer dal titolo The Challenge of Scandinavia.
  6. ^ Geirr H. Haarr, "The German Invasion of Norway", Seaforth Publishing, Barnsley, UK, 2009.
  7. ^ William Lawrence Shirer: The challenge of Scandinavia: Norway, Sweden, Denmark and Finland in our time, Robert Hale, 1956
  8. ^ Dahl, Hjeltnes, Nøkleby, Ringdal, Sørensen (a cura di), Norge i krigen 1939–45. Kronologisk oversikt in Norsk krigsleksikon 1940-45, Oslo, Cappelen, 1995, ISBN 82-02-14138-9.
  9. ^ H7, Time Magazine, Monday, 30 Sep. 1957
  10. ^ First Out, First In in Time Magazine, 11 giugno 1945. URL consultato il 17 gennaio 2009.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni (in inglese)[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Norvegia Successore Royal Standard of Norway.svg
Oscar II 1905 - 1957 Olav V
Predecessore Presidente della commissione organizzatrice dei giochi olimpici invernali Successore Olympic flag.svg
Alfred Schläppi e Heinrich Schläppi 1952
con Olaf Helset
Astrid di Norvegia
Paolo Thaon di Revel

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