Giuseppina di Leuchtenberg

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Giuseppina di Beauharnais
Josephine of Sweden& Norway.jpg
Regina Consorte di Svezia e Norvegia
In carica 1844-1859
Predecessore Désirée Clary
Successore Luisa dei Paesi Bassi
Nome completo Joséphine Maximiliane Eugénie Napoléonne
Altri titoli Duchessa di Galliera
Nascita Milano, 14 marzo 1807
Morte Stoccolma, 7 giugno 1876
Casa reale Beauharnais
Padre Eugenio di Beauharnais
Madre Augusta di Baviera
Consorte Oscar I di Svezia
Figli Carlo XV di Svezia
Principe Gustavo, Duca di Uppland
Oscar II di Svezia
Principessa Eugenia
Principe Augusto, Duca di Dalarna

Giuseppina di Leuchtenberg (Joséphine Maximilienne Eugénie Napoléone de Beauharnais[1]; Milano, 14 marzo 1807Stoccolma, 7 giugno 1876) fu la regina consorte di Svezia e Norvegia come moglie di Re Oscar I. Era nota come Regina Josefina, e fu ritenuta una consorte politicamente attiva.

Sfondo[modifica | modifica sorgente]

Nata a Milano in Italia, era una figlia di Eugène de Beauharnais, il primo Duca di Leuchtenberg, e di sua moglie, la Principessa Augusta di Baviera. Sua nonna paterna ed omonima era Joséphine Tascher de La Pagerie, la prima moglie di Napoleone Bonaparte. Suo nonno materno era Re Massimiliano I di Baviera.

Alla nascita le fu dato il titolo di Principessa di Bologna da Napoleone, ed in seguito fu fatta anche Duchessa di Galliera.

La Principessa Giuseppina sposò Oscar I per procura nel Palazzo di Leuchtenberg a Monaco il 22 maggio del 1823. Il 19 giugno dello stesso anno si tenne una cerimonia anche a Stoccolma. Attraverso sua madre (la sua linea materna di Assia e in alto attraverso Hanau e Ansbach, Baden-Durlach e Kleeburg), Giuseppina era una discendente di Gustavo I di Svezia e Carlo IX di Svezia, e quindi rendendo i suoi figli discendenti dei Vasa. Attraverso suo nonno materno, era anche una discendente di Renata di Lorena, nipote di Cristiano II di Danimarca.

Principessa ereditaria[modifica | modifica sorgente]

Sei giorni dopo il suo arrivo in Svezia, il suo secondo nome Napoléonne fu rimosso. Questo perché la Svezia aveva combattuto contro Bonaparte nella recente guerra. Aveva portato con se diversi pezzi degli esclusivi gioielli realizzati a Parigi per sua nonna paterna, che sono ancora tra i possedimenti delle Casate Reali di Svezia e Norvegia (via Luisa e Marta di Svezia). In Svezia, era nota come Josefina, la versione svedese del suo nome.

Giuseppina era interessato al giardinaggio, apprezzava la pittura, ed era coinvolto nella carità e nelle riforme in Svezia. Il suo interesse per l'arte era attivo e reale; sostenne fortemente la carriera della pittrice Sofia Adlersparre, cercò di fare lo stesso per la scultrice Sophia Isberg, ed incoraggiò anche gli interessi ed il talento artistico della propria figlia, la Principessa Eugenia, che divenne un'artista dilettante di talento. Fu anche coinvolta in diversi progetti sociali; al suo arrivo in Svezia, diventò amica della Principessa Sofia Albertina di Svezia, che la introdusse a questo lavoro.

Nel 1824, il Principe Ereditario e la Principessa Ereditaria visitarono la Norvegia e si fermarono ad Oslo, dove presenziarono a molte rappresentazioni per rendere la monarchia più popolare. Tuttavia da principessa ereditaria fu coinvolta in politica come mediatore tra suo e suo suocero.

Sebbene fosse una devota cattolica, acconsentì che i suoi figli venissero allevati alla religione luterana. Portò un prete cattolico, e regolarmente frequentava la massa e la confessione nella sua cappella cattolica privata. Il Papa aveva dato il suo consenso a ciò. Il clero luterano era contro questa unione: malgrado la Regina Désirée Clary era cattolica, viveva all'estero ed il re aveva la sua abitudine. Oscar e Giuseppina ebbero cinque figli, due dei quali sarebbero diventati re di Svezia e Norvegia.

Il matrimonio fu felice; lei e suo marito condividevano un interesse nella cultura e avevano personalità simili. Nel 1832, scrisse nel suo diario che una donna avrebbe dovuto sopportare le relazioni extra maritali del marito: Una donna deve soffrire in silenzio. La relazione di suo marito con la famosa attrice Emilie Högquist era ben nota. Giuseppina e suo marito continuarono ad apparire insieme in pubblico. Suo marito continuò la sua relazione extra maritale anche dopo essere salito al trono nel 1844.

Nella sua carità, Giuseppina, sebbene profondamente religioso, credeva che fosse compito non della religione, ma dello stato, di fornire benessere, e lei non confuse i due. Fu, tuttavia, anche attiva da cattolica; nel 1837, fece costruire una chiesa per per la congregazione cattolica di Stoccolma, la prima dopo la Riforma, fondò chiese cattoliche anche a Göteborg e Oslo.

Regina[modifica | modifica sorgente]

dagherrotipo della Regina Giuseppina by J. W. Bergström

Nel 1844, Giuseppina diventò Regina di Svezia e Norvegia alla'ascesa al trono del suo consorte. Fu incoronata in Svezia il 28 settembre 1844, ma non in Norvegia. In Norvegia, ci fu opposizione all'incoronazione di una cattolica; la ragione ufficiale fu che la cerimonia non era necessaria, poiché la regina non aveva funzione nella costituzione norvegese.

Giuseppina era molto popolare sia all'interno della corte e con il pubblico dal momento in cui arrivò come principessa ereditaria, e fu più popolare da regina rispetto sia al sua precedentrice o alla sua succeditrice. Fu una fortuna sia socialmente che come regina consorte, e anche se rimase una devota cattolica, questo non diminuì la sua popolarità. Giocò un grande ruolo nel rendere la nuova dinastia popolare in Svezia. Fu descritta come affascinante, bella e dignitosa.

I suoi compagni più stretti furono Bertha Zück, che era responsabile per la sua personale gestione economica, ed il suo cappellano cattolico e confessore J.L. Studach (m.1873) ; entrambi la seguirono dalla Baviera, ed erano soprannominati il trio.

Il grado della sua influenza politica durante il regno di suo marito è dibattuta. Si dice che abbia agito da consulente di suo marito e che abbia esercitato influenza in diverse questioni; in 1848, cercò di evitare la prima guerra dello Schleswig, nel 1855, si disse che fosse responsabile del trattato tra Svezia, Norvegia, Francia e Gran Bretagna, e nel 1860, fu, secondo le voci, la forza attiva dietro la nuova legge che permetteva la libertà di religione. In precedenza, la legge consentiva diverse credenze religiose solo a quelle nati da loro; la conversioni dalla fede luterana non erano consentite. Giuseppina si è ritenuto che sia stata il promotore delle leggi che prevedono la parità di eredità per uomini e donne (1845), le riforme per le prigioni e l'assistenza sociale, e l'abolizione delle corporazioni. È confermato che, quando si è verificava una crisi, il re e la regina si ritivano in privato per discutere la questione prima che re prendesse una decisione. Nel 1857, suo marito si ammalò; cercò di nascondere la sua condizione, e si oppose alla nomina di suo figlio come un reggente, poiché lui non voleva permetterle alcuna influenza politica.

Pianse quando suo cugino Napoleone III di Francia fu detronizzato nel 1870. Nel 1873, visito sua sorella Amalia in Portogallo. Lo stesso anno, si commosse quando ricevette l'adorazione del pubblico durante i festeggiamenti dei suoi cinquanta anni in Svezia. Nel 1875, fece visita a Papa Pio IX a Roma.

Giuseppina morì a Stoccolma nel 1876 all'età di settantuno anni e ricevé una a sepoltura cattolica. Le sue ultime parole furono "Sto andando a casa ora. Sono molto felice."

Figli[modifica | modifica sorgente]

Antenati[modifica | modifica sorgente]

Josephine of Sweden& Norway.jpg
Giuseppina di Leuchtenberg
Padre:
EugeneBeau.jpg
Eugène de Beauharnais, I Duca di Leuchtenberg
Nonno paterno:
Alexandre, vicomte de Beauharnais
Bisnonno paterno:
François de Beauharnais, marquis de la Ferté-Beauharnais
Trisnonno paterno:
Claude de Beauharnais, comte des Roches-Baritaud
Trisnonna paterna:
Renée Hardouineau de Laudanière
Bisnonna paterna:
Henriette Pyvart de Chastullé
Trisnonno paterno:
François-Louis de Pyvart de Chastullé
Trisnonna paterna:
Jeanne Hardouineau de Laudanière
Nonna paterna:
Joséphine Tascher de La Pagerie
Bisnonno paterno:
Joseph-Gaspard Tascher de la Pagerie
Trisnonno paterno:
Gaspard Joseph Tascher de la Pagerie
Trisnonna paterna:
Françoise Bourreau de la Chevalerie
Bisnonna paterna:
Rose-Claire des Vergers de Sanois
Trisnonno paterno:
Joseph François des Vergers de Sanois
Trisnonna paterna:
Catherine Marie Brown
Madre:
R02-12.jpg
Augusta di Baviera
Nonno materno:
Massimiliano I Giuseppe di Baviera
Bisnonno materno:
Federico Michele di Zweibrücken-Birkenfeld
Trisnonno materno:
Cristiano III del Palatinato-Zweibrücken
Trisnonna materna:
Carolina di Nassau-Saarbrücken
Bisnonna materna:
Maria Francesca del Palatinato-Sulzbach
Trisnonno materno:
Giuseppe Carlo del Palatinato-Sulzbach
Trisnonna materna:
Elisabetta Augusta Sofia del Palatinato-Neuburg
Nonna materna:
Augusta Guglielmina d'Assia-Darmstadt
Bisnonno materno:
Giorgio Guglielmo d'Assia-Darmstadt
Trisnonno materno:
Luigi VIII d'Assia-Darmstadt
Trisnonna materna:
Carlotta di Hanau-Lichtenberg
Bisnonna materna:
Maria Luisa Albertina di Leiningen-Dagsburg-Falkenburg
Trisnonno materno:
Cristiano Carlo Reinardo di Leiningen-Dachsburg-Falkenburg-Heidesheim
Trisnonna materna:
Caterina Polissena di Solms-Rödelheim

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Herman Lindqvist (2006). Historien om alla Sveriges drottningar (in svedese). Norstedts Förlag. ISBN 9113015249.
  • (SV) Lars O. Lagerqvist, Bernadotternas drottningar, Albert Bonniers Förlag AB, 1979, ISBN 91-0-042916-3.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Darryl Lundy, Genealogia di Giuseppina di Leuchtenberg, thePeerage.com, 10 maggio 2003. URL consultato il 18 settembre 2009.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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