Autonomia di Lokot

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Autonomia di Lokot
Autonomia di Lokot – Bandiera
Dati amministrativi
Nome completo Autonomia di Lokot
Nome ufficiale Локотское самоуправление
Lingue ufficiali Russo
Lingue parlate
Capitale Lokot
Dipendente da Germania
Politica
Forma di Stato Repubblica
Forma di governo Territorio autonomo nel Reichskommissariat Moskau
Presidente Konstantin Voskoboinik
Nascita 1941 con Konstantin Voskoboinik
Fine 1943 con Bronislav Kaminski
Territorio e popolazione
Bacino geografico Europa orientale
Religione e società
Religioni preminenti Chiesa ortodossa
Autonomia di Lokot - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da RSS Russa
Succeduto da RSS Russa

La Autonomia di Lokot (in russo: Локотскoe самоуправление), fu uno stato creato in Russia nella zona di occupazione tedesca non compresa nei Reichskommissariat Ukraine e Reichskommissariat Ostland, in quella che nel caso di un'ulteriore avanzata tedesca avrebbe dovuto formare il Reichskommissariat Moskowien.

La denominazione derivava dal centro amministrativo regionale - la piccola cittadina di Lokot' situata nell'area degli attuali Oblast' di Orël e Oblast' di Brjansk. Lo stato guidato da Bronislav Kaminski, dal giugno 1942 all´agosto 1943, fu creato su pressione dei russi anticomunisti che avrebbero voluto dare un sostegno all'Operazione Barbarossa di invasione dell'Unione Sovietica, e difatti ebbe un'amministrazione civile totalmente russa. L'autonomia ebbe l'appoggio del comandante del gruppo d'armate Sud e del generale del gruppo d'armate Centro Günther von Kluge.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nell' ottobre 1941, l'avanzata militare della Germania nazista nell' Unione Sovietica ha raggiunto Lokot, area vicino alla città di Bryansk (catturata dai tedeschi, il 6 ottobre 1941[1]). Nel novembre del 1941 un ingegnere di un locale distilleria, Bronislav Kaminski, ed un insegnante di una scuola tecnica locale, Konstantin Voskoboinik, avvicinano l'amministrazione militare tedesca con la proposta di assisterli nella creazione di una amministrazione civile e di polizia locale.

Voskoboinik viene designato dai tedeschi come starosta del "Lokot volost", Kaminski il suo vice. Altri rappresentanti nominati erano Stepan Mosin e Roman Ivanin (il capo della milizia locale), entrambi ex detenuti[2]. Inizialmente, la milizia guidata dal Voskoboinik annovera non più di 200 uomini. Assistitono i tedeschi nelle operazioni di polizia della zona, commettendo numerose efferatezze contro la popolazione civile fedele alle autorità sovietiche o partigiani sovietici[3]. Nel gennaio 1942, la milizia personale aumentava fino a 400-500 elementi.

Nel corso di un attacco partigiano, guidato da Alexander Saburov, l'8 gennaio 1942, Voskoboinik fu ferito mortalmente. Alla sua morte, Kaminski assunto il comando, amplia ulteriormente la milizia[4]. In collaborazione con le forze tedesche vengono intraprese operazioni di rastrellamento in funzione anti-partigiana, e già prima della primavera del 1942, il numero del personale armato locale era aumentato a 1.400 unità. Il numero dei partigiani sovietici in questo settore era stato stimato a 20.000 uomini, operanti in quasi tutta la retrovia del Gruppo d'Armata Centrale tedesco[5]. Nel marzo del 1942, un rappresentante di Kaminski alla Seconda Armata Panzer tedesca di Orel, assicura che l'unità Kaminski era "pronto a combattere attivamente la guerriglia", così come portare avanti una campagna di propaganda contro il "bolscevismo ebraico" ed i partigiani sovietici. Poco dopo il comandante della 2ª Armata, il generale Rudolf Schmidt, nomina Kaminski come responsabile - nella retrovie tedesche - di 532 centri nel comune di Lokot.

Il 19 luglio 1942, dopo il comandante del Gruppo d'Armata, anche il feldmaresciallo Günther von Kluge riconosceva ufficialmente l'amministrazione Lokot avallando un certo grado di autonomia e di autogoverno sotto la supervisione del maggiore von Veltheim e del colonnello Rübsam. Kaminsky viene dunque nominato l'Oberburgomeister dell'Amministrazione Autonoma di Lokot (comprendente otto di regioni), così come il brigadiere della milizia locale.

Dal giugno 1942, la milizia di Kaminski prende parte alla più importante azione di repressione anti-partigiana, denominata in codice Operazione Vogelsang, come una parte della task force del generale Werner Freiherr von und zu Gilsa, la Gilsa II. Tedeschi non interferiscono negli affari dell'Autonomia Lokot finché i loro mezzi di trasporto sono mantenuti al sicuro e la Repubblica consegna le quote alimentari necessarie per la Wehrmacht. Le fattorie collettive sono abolite, e un ampio grado di libertà d'impresa viene consentito. Kaminski istituisce il proprio tribunale autonomo, le carceri ed i giornali.

I proclami di Kaminski sono pubblicati nei quotidiani della regione e sottolineano che gli obiettivi della Germania nazista e della Russia "sono gli stessi". Le scuole (chiuse con l'invasione tedesca) vengono riaperte, e una stazione radio con gruppi di teatro viene installata a Lokot, Dmitrovsk e Sevsk. Nell'ottobre del 1942 Kaminski rinomina il borgo di Lokot, in città di Voskoboinik. La stessa procedura è stata applicata a strade in altri comuni dell'Autonomia.

Nell'autunno del 1942 Kaminski ordina la proscrizione obbligatoria nella milizia di tutti gli uomini validi. Le sue unità sono state rinforzate con i "volontari", ex prigionieri di guerra sovietici. A questo punto, Kaminski ordina la requisizione dei carri armati sovietici e di auto blindate abbandonate nel 1941 a causa della mancanza di carburante o guasti meccanici. Dal novembre 1942, la sua unità è in possesso di almeno due carri armati BT-7 e di un sistema di artiglieria da 76 millimetri. A causa della mancanza di uniformi e stivali (alcune unità sono a piedi nudi), i tedeschi forniscono alla brigata Kaminski uniformi usate, appena sufficienti per 4 battaglioni.

Alla fine del 1942, la milizia dell'Autonomia Lokot si era ampliata alle dimensione di una brigata di 14 battaglioni, con quasi 8.000 uomini sotto le armi. Dal 19 novembre 1942 fino al dicembre 1942, Lokot veniva ispezionato secondo gli ordini di Alfred Rosenberg. Dal gennaio 1943, la brigata conta su 9.828 persone; l'unità della brigata blindata detiene un carro armato pesante KV-II, due T-34, 3 BT-7 e 2 BT-5 e tre auto blindate (BA-10, 2 BA-20). Nella primavera del 1943 la struttura della brigata viene riorganizzata - 5 reggimenti suddivisi in 3 battaglioni ciascuno, battaglione anti-aerei (3 cannoni AAA e 4 mitragliatrici pesanti), unità corazzate. Viene istituito un distinto battaglione di "guardia"; la forza complessiva della brigata è stata stimata fino a 12 000 unità.

Prima della battaglia di Kursk, Unternehmen Zitadelle (Operazione Cittadella), la massiccia offensiva tedesca per distruggere il saliente di Kursk, nel maggio-giugno 1943 la brigata prende parte all'Operazione Zigeunerbaron ("zingaro barone") insieme ad altre unità tedesche. A questa operazione ne seguono altre simili - Freischütz e Tannenhauser, ove la brigata insieme con altre unità sotto il comando tedesco è stato coinvolta in azioni contro i partigiani, prendendo ad operazioni di rappresaglia contro la popolazione civile.

Nell'estate del 1943, la brigata comincia a soffrire diserzioni importanti, dovuto in parte alle recenti vittorie sovietiche e in parte agli sforzi dei partigiani di "recuperare" il maggior numero possibile di truppe Kaminski. In questi sforzi, si susseguono diversi tentativi di attentato alla vita Kaminski che vengono con l'esecuzione dei congiurati. Ufficiali tedeschi, passanti per Lokot, riferiscono di aver visto corpi appesi al patibolo fuori della sede di Kaminski. Temendo ripercussioni, con difficoltà di comando, nuovo personale di collegamento tedesco viene assegnato al quartier generale di Kaminski, con l'obiettivo di ristrutturare la brigata rendendole stabilità e nuovo spirito di unitario.

Dopo il fallito attacco tedesco alla Cittadella, le controffensive sovietiche la brigata, insieme ai loro familiari, a riparare con i tedeschi in ritirata. Il 29 luglio 1943 Kaminski emetterà l'ordine di evacuazione dei beni e delle famiglie dei membri dell'unità combattenti del RONA e delle autorità di Lokot. Circa 30 000 persone (10-11 000 di esse erano membri della brigata) si trasferiscono nell'area di Lepel' nel Vitebsk, in Bielorussia, verso la fine dell'agosto 1943. Secondo una stima, elaborata dai sovietici nel dopo-guerra, circa 10.000 civili sono stati uccisi durante l'esistenza della Repubblica di Lokot.

Repubblica di Lepel[modifica | modifica sorgente]

Con la fine dell'agosto 1943, Kaminski cerca di costituire una nuova "Repubblica di Lepel", nella zona di Lepel', incontrando l'opposizione della popolazione locale. La zona è teatro di operazioni partigiane, impegnando la brigata in pesanti combattimenti per il resto dell'anno.

Durante le fasi di ritirata, le diserzioni dalla brigata aumentano notevolmente, e l'intera formazione sembrava vicina alla dissoluzione. Quando il comandante del secondo reggimento maggiore Tarasov decide di unirsi ai partigiani, con tutto il suo reggimento (accertata l'offerta di amnistia per se ed il suo intero reggimento si fossero uniti ai partigiani), Kaminski piomba al suo quartier generale e, secondo un testimone, strangola lui e altre 8 persone di fronte ai suoi uomini.

Con inizio dell'ottobre 1943, la brigata perde i due terzi del personale effettivo. Il 27 gennaio 1944, Himmler premia i "successi" di Kaminski, decorandolo con entrambe le Croce di Ferro di 2ª classe e nello stesso giorno la Croce di Ferro di prima classe. Il 15 feb 1944 Kaminski emette l'ordine di riposizionarsi ad ovest nell'area di Dyatlovo, in Bielorussia. I piani per una nuova repubblica autonoma, di "Lepel", falliscono.

Dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Alla fine della seconda guerra mondiale in Europa, i membri delle ex RONA e il personale amministrativo di Lokot, vennero rimpatriati dagli alleati occidentali in Unione Sovietica, secondo gli accordi segreti di Yalta. Molti di loro furono deportati nei gulag. Alla fine del 1946 il tribunale militare dell'URSS condanna Jurij Frolov, Stepan Mosin e molti altri a morte. Negli anni cinquanta e sessanta altri numerosi ex funzionari dell'Autonomia vennero fermati dal KGB ed alcuni di loro condannati a morte.

Esercito[modifica | modifica sorgente]

La Repubblica ebbe un esercito, l'Esercito Russo di Liberazione. Nel 1942, 223 ebrei vennero uccisi in un pogrom a Suzemka, e 39 a Navlya[6]. Dopo la riconquista ad opera dell'Armata Rossa nel 1943 oltre 30.000 membri del'Esercito Russo di Liberazione lasciarono le loro case al seguito dei tedeschi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ВОЕННАЯ ЛИТЕРАТУРА -[ Исследования ]- Соколов Б.В. Оккупация. Правда и мифы
  2. ^ Ермолов И., Дробязко С. Антипартизанская республика. - М.,2001 1. Оккупация Орловской области и организация Локотского самоуправления
  3. ^ Ермолов И., Дробязко С. Антипартизанская республика. - М.,2001
  4. ^ Администрация Брянской области / Брянская область / История / "Партизанская республика"
  5. ^ http://books.google.com/books?id=4O-0WaSL9XwC&pg=PT104&lpg=PT104&dq=Operation+Vogelsang+1942&source=bl&ots=oZlmiovGx7&sig=IwpXvihOjr0iceToiYYKHuE_p68&hl=ru&ei=Z2o-S9XJFpucnQPki82eDQ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=10&ved=0CDIQ6AEwCQ#v=onepage&q=Kaminski&f=false p.99
  6. ^ Альтман И. Жертвы ненависти, стр. 263