SS Athenia

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Athenia
Ss athenia.jpg
Civil Ensign of the United Kingdom.svg
Varata 1923
Destino finale affondata il 3 settembre 1939 da un U-Boot
Caratteristiche generali
Stazza lorda 13.500 t tsl
Velocità 15 nodi
Autonomia NumeroMiglia mn a nodi NumeroNodi(Numerokm km a Velocità km/h)
Passeggeri 1.500

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La SS Athenia è stata una nave a vapore, protagonista del primo affondamento da parte di un sommergibile tedesco durante la battaglia dell'Atlantico. La nave, varata nel 1923, era usata sulla linea tra Inghilterra e Canada, e d'inverno come nave da crociera. Era dotata di turbine a vapore che tramite le sue due eliche le conferivano una velocità massima di 15 nodi. Il suo affondamento venne fortemente enfatizzato dai giornali inglesi.[1]

Affondamento[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 settembre 1939 alle 16:30, l'U-30 comandato da Fritz-Julius Lemp, di pattuglia a nordovest dell'Irlanda, avvistò la Athenia che zigzagava e la identificò per una grossa nave passeggeri di linea diretta ad ovest; dopo l'identificazione si immerse e fece rotta di intercettazione[2]. Le regole di ingaggio emanate da Hitler dopo l'attacco alla Polonia erano precise: non attaccare navi mercantili, non attaccare navi da battaglia nemiche per non infliggere umiliazioni non necessarie, non attaccare navi francesi se non per autodifesa[2]. Quando il sommergibile riemerse alle ore 19:00, alla visione periscopica la nave non era illuminata nel buio incombente del tramonto, oltre a zigzagare ad alta velocità, e questo la fece considerare un mercantile armato, un cosiddetto Armed Merchant Cruiser, da parte di Lemp[2]. Il primo attacco, effettuato con due siluri, ebbe l'effetto di bloccare la nave col primo di essi, mentre il secondo non si innescò[2], cosa comune tra i siluri tedeschi dell'epoca. Temendo una reazione, l'U-30 si immerse e passò dall'altro lato della nave, poi alla luce della luna spedì un terzo siluro che fallì anch'esso; a quel punto il comandante tedesco osservò con attenzione la sagoma ed identificò la nave come la SS Athenia della Donaldson Line, che non risultava nell'elenco degli AMC britannici; a questo punto, Lemp senza riportare l'accaduto al Befehlshaber der Unterseeboote (comandante degli U-boot) Doenitz diede l'ordine di immersione e andò via[2].

Il segnale di soccorso venne raccolto dall'Ammiragliato britannico che inviò nella zona le navi da guerra disponibili e quelle civili nell'area. Tra esse una cisterna norvegese, la Knute Nelson, e il lussuosissmo yacht a motore, il Southern Cross, del magnate svedese Axel Wenner-Gren. La nave affondò dopo quattordici ore, ed i 1418 tra passeggeri ed equipaggio poterono calarsi ordinatamente nelle lance; oltre ai pochi morti per l'esplosione del siluro, principalmente in sala macchine, vi furono 50 morti in una scialuppa fatta a pezzi dalle eliche della cisterna[2] ed altri 10 per una collisione di un'altra scialuppa con lo yacht. In totale le vittime furono 98 passeggeri e 19 membri dell'equipaggio.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

La Germania, forte anche di una immediata inchiesta dell'ammiraglio Raeder dalla quale non risultavano sottomarini tedeschi presenti nel raggio di 75 miglia nautiche dal punto dell'affondamento, smentì il suo presunto coinvolgimento, anche se altre fonti riportano che Doenitz si fosse reso immediatamente conto, senza bisogno di rapporto da parte di Lemp, della presenza di una unità tedesca in area[2]. Comunque venne deciso di evitare la corte marziale a Lemp, tenendo conto anche del suo ruolo modesto in quella crociera, con tre mercantili affondati, due aerei abbattuti (ma Lemp recuperò i piloti e li depositò in Islanda), salvando il battello da un attacco con cariche di profondità e riportandolo nonostante i pesanti danni alla base. Pertanto il libro di bordo dell'U-30 venne alterato e un velo ufficiale venne steso sulla faccenda[2].

In seguito all'affondamento dell'Athenia, alcuni circoli anti-inglesi e simpatizzanti per l'Asse affermarono che l'attacco fosse stato un false flag. Ad esempio, un editore del giornale italofono di Boston, "Italian News", sostenne che la nave fosse stata affondata da mine inglesi, per spingere l'opinione pubblica statunitense ad avvicinare l'Asse.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ SS Athenia sunk by Germany... - Timothy Hughes RareNewspapers.com Old Newspapers Original & Authentic
  2. ^ a b c d e f g h Sinking of SS Athenia Sinking of SS Athenia - The First Shots of the Battle of the Atlantic - su Uboat.net
  3. ^ Santosuosso, P.A. "Dear Joe." Italian News, p. 5. September 15, 1939. (Weekly column)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Peter Padfield, The War Beneath The Sea (1996)
  • (EN) Clay Blair, Hitler’s U-Boat War Vol I (1996) ISBN 0-304-35260-8
  • (EN) Lincoln P. Paine, Ships of the World: An Historical Encyclopedia
  • (EN) LtCdr Timothy J. Cain, HMS Electra (Frederick Miller, LTD, London, 1959), ISBN 0-86007-330-0
  • (EN) Max Caulfield, A Night of Terror (Pan Books Ltd. London,1958)
  • (DE) Cay Rademacher, Drei Tage im September (MareVerlag, Hamburg, 2009)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]