Franklin Delano Roosevelt

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(EN)
« Roosevelt proved that the Presidency may be a job for life in exercise. Truman has proven that anyone can make the President. Eisenhower, who in reality there is no need for a President. Kennedy, which can be dangerous to have a President. »
(IT)
« Roosevelt dimostrò che la Presidenza può essere un mestiere da esercitare a vita. Truman ha dimostrato che chiunque può fare il Presidente. Eisenhower, che non v'è in realtà bisogno di un Presidente. Kennedy, che può essere pericoloso avere un Presidente. »
(Apologo dei magnati americani dell'acciaio durante la controversia con il Presidente John Fitzgerald Kennedy)

[1]

Franklin Delano Roosevelt
Ritratto presidenziale di Franklin Delano Roosevelt.

Ritratto presidenziale di Franklin Delano Roosevelt.


32° Presidente degli Stati Uniti
Durata mandato 4 marzo 1933 –
12 aprile 1945
Predecessore Herbert Hoover
Successore Harry S. Truman

44° Governatore dello Stato di New York
Durata mandato 1º gennaio 1929 –
31 dicembre 1932
Predecessore Al Smith
Successore Herbert H. Lehman

Segretario Aggiunto della Marina
Durata mandato 17 marzo 1913 –
26 agosto 1920
Presidente Woodrow Wilson
Predecessore Beekman Winthrop
Successore Gordon Woodbury

Membro del Senato di New York, distretto n.26
Durata mandato 1º gennaio 1911 –
17 marzo 1913
Predecessore John F. Schlosser
Successore James E. Towner

Dati generali
Partito politico Democratico
Tendenza politica Liberal, Keynesiano
Alma mater Università di Harvard, Columbia Law School
Professione Avvocato
Firma Firma di Franklin Delano Roosevelt

Franklin Delano Roosevelt (Hyde Park, 30 gennaio 1882Warm Springs, 12 aprile 1945) è stato il 32º presidente degli Stati Uniti d'America.

È stato l'unico presidente degli Stati Uniti d'America a essere eletto per più di due mandati consecutivi, vincendo le elezioni presidenziali per ben quattro volte (1932, 1936, 1940 e 1944), rimanendo in carica dal 1933 fino alla sua morte, nell'aprile del 1945.

Larga parte della sua fama è dovuta al vasto e radicale programma di riforme economiche e sociali attuato fra il 1933 e il 1937 e conosciuto con il nome di New Deal, grazie al quale gli Stati Uniti riuscirono a superare la grande depressione dei primi anni trenta. Fra le sue più importanti innovazioni vanno ricordati il Social Security Act - con il quale vennero introdotte per la prima volta negli Stati Uniti d'America l'assistenza sociale e le indennità di disoccupazione, malattia e vecchiaia - e la creazione dell'Agenzia per il controllo del mercato azionario (SEC).

Coinvolse gli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale a seguito dell'attacco di Pearl Harbor e con il suo ottimismo, la sua calma e la sua capacità di giudizio, ebbe un ruolo di grande rilievo nel grandioso sviluppo della potenza militare statunitense, nella conduzione politico-strategica della guerra, nel consolidamento della "Grande Alleanza" con il Regno Unito di Winston Churchill e l'Unione Sovietica di Stalin e nelle decisioni geopolitiche della fase finale del conflitto. Sostenne anche, a partire dal 1942, lo sviluppo e la costruzione delle prime bombe atomiche della Storia dell'Umanità che verranno impiegate dal suo successore Harry Truman sulle città di Hiroshima e Nagasaki.

Contribuì alla formazione delle Nazioni Unite.

Nome della famiglia[modifica | modifica sorgente]

Roosevelt è la forma anglicizzata del cognome olandese Van Rosevelt, o Van Rosenvelt, che significa "dal campo delle rose".[2] Fra le più antiche famiglie dello Stato di New York, i Roosevelt si distinsero in diversi settori dalla vita politica. La madre assegnò al figlio il nome Franklin Delano in onore dello zio preferito.[3] Il capostipite della famiglia Delano che per primo arrivò nelle Americhe nel 1621 fu Philippe de la Noye, primo fra gli ugonotti a sbarcare nel Nuovo Mondo, il cui nome della famiglia fu anglicizzato in Delano.[4]

La nascita, gli studi e il matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Un giovanissimo Roosevelt con il padre (1899).

La sua famiglia faceva parte dell'alta borghesia locale e vantava una parentela con Theodore Roosevelt, presidente repubblicano di inizio secolo. Il padre era proprietario di alcune miniere di zinco mentre la madre era figlia di un armatore.

Roosevelt trascorse l'infanzia viaggiando per l'Europa e da adolescente si iscrisse alla celeberrima Groton School (Massachusetts), dove gli venne impartita una ferrea disciplina. Finito il liceo si laureò ad Harvard nel 1904, quindi studiò giurisprudenza alla Columbia Law School della Columbia University, dove si laureò nel 1908, dopodiché si dedicò alla professione di avvocato in un prestigioso studio di Wall Street. Insoddisfatto della carriera intrapresa entrò nel mondo della politica venendo eletto nel 1915 presidente del Comitato delle foreste.

Contemporaneamente al suo primo successo in politica sposò Anna Eleanor Roosevelt, sua cugina alla lontana, che era la nipote favorita di Theodore Roosevelt. La coppia ebbe sei figli:

Appartenenza alla Massoneria[modifica | modifica sorgente]

Venne iniziato alla Massoneria il giorno 11 ottobre 1911, presso la "Holland Lodge No. 8" a New York.[5] Fu insignito del 32º grado del Rito scozzese Antico ed Accettato e fu nominato nel 1934, presso la Casa Bianca, Gran Maestro Onorario dell’Ordine di de Molay.[6]

L'inizio della carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Incoraggiato dai primi successi, continuò la sua carriera politica e nel 1910 ottenne la sua prima carica di rilievo venendo eletto Senatore per lo Stato di New York, carica che gli venne confermata nel 1912.

Roosevelt Segretario Aggiunto della Marina nel 1913.

Sempre nel 1912 venne chiamato da Woodrow Wilson a far parte del suo Gabinetto. Wilson lo nominò Vicesegretario alla Marina. In questo incarico si distinse, soprattutto nello svolgersi della prima guerra mondiale, come un buon elemento.

Terminata la presidenza Wilson, Roosevelt fu candidato per la vicepresidenza degli Stati Uniti, come vice del candidato presidente e governatore dell'Ohio James M. Cox, nel ticket democratico del 1920. La coppia Cox/Roosevelt fu però sconfitta dai repubblicani Warren G. Harding e Calvin Coolidge.

La malattia di Roosevelt[modifica | modifica sorgente]

Nel 1921, mentre era in vacanza all'isola di Campobello, nel Nuovo Brunswick, Roosevelt contrasse una malattia - ritenuta al tempo una grave forma di poliomielite - che ne causò la paralisi degli arti inferiori. La malattia gli provocò sin dall'inizio seri problemi di movimento: usava spesso una sedia a rotelle, ma si sforzò di nascondere la sua disabilità per tutta la vita. In effetti, sono conosciute solo due fotografie di Roosevelt sulla sua sedia a rotelle.

In seguito all'aggravarsi della paralisi, nei suoi ultimi anni dovette passare molto tempo a Warm Springs, le cui sorgenti calde (warm springs in inglese) ne alleviavano i sintomi. Lì fece costruire la Piccola Casa Bianca, ora nel sito storico dello Stato della Georgia.[7] Creò anche l'Istituto per la riabilitazione Roosevelt di Warm Springs, che continua ancora oggi a fornire aiuto alle disabilità fisiche.[8]

Nel 2003 uno studio condotto da alcuni medici e ricercatori statunitensi (Armond Goldman, Elisabeth Schmalstieg, e altri) è giunto alla conclusione che la malattia di cui soffriva Roosevelt fosse probabilmente la sindrome di Guillain-Barré (una malattia auto-immune del sistema nervoso periferico) e non la poliomielite.[9]

Il ritorno in politica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1932.

Nonostante la malattia Roosevelt aveva continuato a partecipare alle riunioni del Partito Democratico. Nel 1928, alla vigilia della più grande crisi economica che avesse mai investito gli Stati Uniti, si candidò come Governatore dello stato di New York vincendo con uno stretto margine. Trovatosi ad affrontare la grande depressione, Roosevelt approvò alcuni programmi economici per assorbire la crescente mole di disoccupati sperimentando così iniziative che avrebbe poi ripreso nel New Deal. Nel 1930 Roosevelt venne riconfermato governatore con il 56,5% dei consensi e oltre 700.000 voti di differenza rispetto all'avversario repubblicano.

Il successo ottenuto nella guida dello stato di New York gli permise di candidarsi alle elezioni presidenziali del 1932. Roosevelt impostò la campagna elettorale su di una immagine nettamente differente da quella dell'avversario repubblicano e presidente uscente Herbert Hoover ottenendo una vittoria schiacciante sia in termini di voti popolari (circa 23 milioni, il 57,5%) che di voti elettorali (472 contro i 59 di Hoover). Prima dell'insediamento fu coinvolto in un tentato assassinio avvenuto il 15 febbraio 1933 a Miami ad opera di Giuseppe Zangara, italoamericano: Roosevelt ne uscì illeso mentre il Sindaco della città venne ferito a morte.

Presidenza: 1933-1941[modifica | modifica sorgente]

« Sono convinto se c'è qualcosa da temere è la paura stessa, il terrore sconosciuto, immotivato e ingiustificato che paralizza. Dobbiamo sforzarci di trasformare una ritirata in una avanzata. [..] Chiederò al Congresso l'unico strumento per affrontare la crisi. Il potere di agire ad ampio raggio, per dichiarare guerra all'emergenza. Un potere grande come quello che mi verrebbe dato se venissimo invasi da un esercito straniero. »
(Discorso inaugurale del 4 marzo 1933)

I primi cento giorni[modifica | modifica sorgente]

Roosevelt e Hoover il giorno dell'insediamento.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi New Deal.

Le prime settimane di Roosevelt in carica furono chiamate "I Cento Giorni", durante la prima parte della sua amministrazione fece approvare una serie di leggi per provocare un cambiamento immediato e impedire all'economia nazionale di destabilizzarsi. Istituì una "vacanza bancaria" di quattro giorni (Bank Holiday), due giorni dopo aver assunto l'incarico: quattro giorni in cui tutte le banche del paese rimasero chiuse, permettendo alle istituzioni un breve periodo per riprendersi e riorganizzarsi.

Analogo provvedimento fu adottato in Germania il 13 luglio 1931, lasciando le banche chiuse per tre giorni e con tre settimane di tempo prima della riapertura al pubblico. Dopo la crisi del 1929 erano in atto frequenti corse agli sportelli, durante le quali i depositanti ritiravano i loro risparmi o ne chiedevano la conversione in oro. Per una di queste crisi, il 3 marzo, rimasero chiuse le banche di New York. Prima della riapertura del 13 marzo, fallirono altre 2.100 banche. Durante questi tempi di crisi Roosevelt si rivolse alla nazione per la prima volta come presidente il 12 marzo 1933, nella prima delle molte cosiddette chiacchierate al caminetto.

Per porre fine alla crisi generalizzata delle banche degli anni trenta, Roosevelt emanò un decreto esecutivo (Ordine Esecutivo 6102) e, con l'Emergency Bank Relief Act (marzo 1933) e il Gold Reserve Act (gennaio 1934), proibì la circolazione e il possesso privato, a scopo di circolazione, di monete d'oro degli Stati Uniti, con l'eccezione per le monete da collezione. Questa legge dichiarò che le monete d'oro non avevano più corso legale negli Stati Uniti e la gente dovette convertire le proprie monete d'oro in altre forme di valuta. Questa legge portò gli Stati Uniti d'America fuori dal cosiddetto gold standard e inoltre implicò anche la fine della regola per cui la valuta cartacea degli Stati Uniti poteva essere scambiata con oro in tutte le banche della nazione.

Altri importanti provvedimenti che costituiscono la base del New Deal (nuovo corso) sono:

  • l'emanazione dell'Agricultural Adjustement Act che tramite una serie di incentivi mirava a limitare la sovrapproduzione agricola che aveva causato una drastica caduta dei prezzi a danno di milioni di agricoltori;
  • l'approvazione del National Industrial Recovery Act che imponeva l'adozione per ogni azienda di un codice di disciplina produttiva limitando la sovrapproduzione, rinunciando al lavoro nero e a quello minorile. La legge prevedeva inoltre dei minimi salariali;
  • l'emanazione di una riforma fiscale che inaspriva le imposte per i ceti più elevati;
  • l'approvazione del Wagner Act che sanciva il diritto di sciopero e della contrattazione collettiva;
  • l'istituzione della Tennessee Valley Authority, agenzia che impiegò milioni di disoccupati nella costruzione di imponenti dighe al fine di sfruttare le risorse idroelettriche del bacino del Tennessee;
  • l'istituzione del Work Progress Administration, altra agenzia governativa che gestiva la realizzazione di importanti opere pubbliche.

Del New Deal tenne certamente conto Keynes, il grande economista britannico, che stava proprio in quegli anni elaborando la sua teoria che troverà una formulazione compiuta nella sua opera più importante, la Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta del 1936.

La politica estera[modifica | modifica sorgente]

La gestione della crisi economica internazionale condizionò pesantemente anche la politica estera di Roosevelt, che fu dominata dall'isolazionismo dalle organizzazioni internazionali, anche se occorre riconoscere che Roosevelt ed il suo Segretario di Stato, Cordell Hull, agirono sempre con grande cautela, cercando di non esasperare questo sentimento isolazionista. Ciononostante, il messaggio "bomba" di Roosevelt alla Conferenza economica di Londra del 1933 ebbe come effetto quello di compromettere definitivamente qualsiasi sforzo delle potenze mondiali di collaborare per porre termine alla depressione internazionale e lasciò a Roosevelt mano libera in politica economica.[10]

La principale iniziativa di politica estera del primo mandato di Roosevelt fu la "politica del buon vicinato", in pratica una versione aggiornata della politica statunitense verso l'America Latina. Fin dalla dottrina Monroe del 1823, quest'area era stata considerata come una sfera di influenza americana. Le forze americane furono ritirate da Haiti e nuovi trattati con Cuba e Panamá posero fine al loro status come protettorati degli Stati Uniti. Nel dicembre 1933 Roosevelt firmò la Convenzione di Montevideo sui diritti ed i doveri degli Stati, rinunciando al diritto di intervenire unilateralmente negli affari dei paesi latino-americani.[11]

Le altre riforme[modifica | modifica sorgente]

Roosevelt con i membri del suo gabinetto.

Dei vari programmi di riforma iniziati dall'amministrazione Roosevelt il più ampio e profondo fu l'istituzione del sistema della Social Security Act, una forma di stato sociale che fu ideato per fornire sostegno ai cittadini a basso reddito ed a quelli più anziani. La legge prevedeva sussidi in caso di disoccupazione ed altri aiuti dei quali gli americani erano precedentemente sprovvisti. Il sistema era finanziato in parte dallo Stato e in parte dai contributi dei datori e dei prestatori di lavoro.

Nel 1935-1936 la Corte Suprema dichiarò incostituzionali diversi provvedimenti del New Deal. In risposta Roosevelt si appellò agli americani indicando la Corte Suprema come l'organo rappresentante i ceti più elevati che si opponeva ad una redistribuzione della ricchezza. Roosevelt, forte del successo elettorale ottenuto nel 1936, sottopose al Congresso un piano per una "riforma giudiziaria" che proponeva di aggiungere un giudice alla Corte fino a un massimo di quindici giudici qualora uno dei giudici in attività avesse raggiunto l'età limite di settant'anni, anche nel caso in cui egli rifiutasse di cessare l'incarico.

Il piano venne respinto dal Congresso, tuttavia può aver avuto i suoi effetti desiderati, come minaccia verso la Corte. Con una mossa cinicamente chiamata come "il cambiamento giusto in tempo per salvarne nove" (in inglese the switch in time to save nine), uno dei giudici conservatori, Owen Roberts, spostò inesplicabilmente il suo voto nella causa West Coast Hotel Co. contro Parrish, cambiando l'equilibrio ideologico della Corte. Non passò molto, tuttavia, prima che il tempo consentisse a Roosevelt di avere la Corte dalla sua parte, poiché la conclusione del mandato gli permisero di riempire tutti i nove posti con nomine di suo gradimento.

Il secondo mandato[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1936.

A dispetto delle opinioni dei sondaggi, Roosevelt nel 1936 venne riconfermato alla presidenza con una vittoria schiacciante sia in voti popolari (il 60,8%) che in voti elettorali (ben 523 su 531). Roosevelt diventò il primo presidente a entrare in carica dopo l'adozione del ventesimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Prima di questo, i presidenti prestavano giuramento il 4 marzo, ma egli entrò in carica il 20 gennaio 1937.

Sempre nel 1937 Roosevelt pronunciò il "Discorso della Quarantena" a Chicago. In esso paragonò lo scoppio della violenza internazionale a quello di una malattia contagiosa che ha bisogno di un periodo di quarantena. Questo discorso provocò discussioni su quanto gli Stati Uniti dovessero essere attivi nella diplomazia internazionale. I mezzi di informazione risposero che il discorso esprimeva "un atteggiamento e non un programma". Nel 1937 inoltre firmò il Marihuana Tax Act.

Frustrato dall'opposizione alle sue proposte anche da parte dell'ala più conservatrice del suo stesso partito, nel 1938 Roosevelt fece apertamente campagna contro cinque senatori democratici del Sud, tra i quali il senatore della Georgia Walter F. George, nella speranza di depurare il partito democratico della sua ala conservatrice, che per ragioni storiche era forte al Sud. Gli sforzi di Roosevelt furono tuttavia senza successo, dato che tutti questi cinque senatori furono rieletti. Nel giugno 1939 i reali inglesi, Giorgio VI e la sua consorte Elisabetta, fecero visita alla famiglia Roosevelt per un weekend.[12]

La presidenza: 1941-1945[modifica | modifica sorgente]

Elezione al terzo mandato[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1940.

Con una mossa senza precedenti, Roosevelt cercò un terzo mandato consecutivo nel 1940. Fino a quel momento tutti i presidenti avevano rispettato la regola non scritta stabilita da George Washington, che nel 1793 aveva rinunciato al terzo mandato affermando che troppo potere non doveva essere accentrato per troppo tempo nelle mani di un solo uomo. In seguito, nel 1951, questa regola fu resa esplicita con un emendamento costituzionale; pertanto, a meno di future modifiche alla Costituzione, Roosevelt rimarrà per sempre l'unico presidente ad avere svolto più di due mandati consecutivi.

A differenza che nelle elezioni del 1936, quando ottenne senza contestazioni la candidatura del partito democratico, nel 1940 subì l'opposizione di diversi candidati, il più importante dei quali fu il suo stesso vice presidente, John Nance Garner. Roosevelt si avviò a battere Garner per la candidatura del suo partito, quindi sconfisse il candidato repubblicano Wendell L. Willkie vincendo le elezioni con una maggioranza schiacciante. Al posto di Garner divenne vice presidente Henry Agard Wallace.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

8 dicembre 1941, Roosevelt firma la dichiarazione di guerra al Giappone

Nel 1941 gli interessi contrapposti del Giappone e degli Stati Uniti in Asia e nel Pacifico, specialmente in Cina, produssero una rottura delle relazioni diplomatiche al punto che la guerra sembrava inevitabile (vedi i dieci punti di Hull). Roosevelt finanziò largamente le spese di guerra con emissioni di titoli a lungo termine emessi dal Tesoro americano, i Titoli Serie E, ideati dal suo amico ed allora Segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Henry Morgenthau Jr.

Il 14 gennaio 1943 Roosevelt fu il primo presidente degli Stati Uniti a viaggiare in aereo durante la carica, con il suo volo da Miami al Marocco per incontrare Winston Churchill e discutere della seconda guerra mondiale. L'incontro si concluse il 24 gennaio. Tra il 4 e l'11 febbraio del 1945 partecipò, insieme a Stalin e Churchill, alla Conferenza di Jalta, il più famoso degli incontri nei quali fu deciso quale sarebbe stato l'assetto politico internazionale al termine della guerra.

A posteriori, probabilmente, la decisione più discutibile di Roosevelt fu l'Ordine Esecutivo 9066 che provocò l'internamento in campi di concentramento di 110.000 tra cittadini giapponesi e cittadini americani di origini giapponesi sulla West Coast. Considerato una grave violazione delle libertà civili, fu anche avversato a quel tempo dal direttore dell'FBI J. Edgar Hoover, da Eleanor Roosevelt e da molti altri gruppi. La Corte Suprema sostenne la costituzionalità dell'Ordine Esecutivo. Altri hanno criticato Roosevelt per non aver fatto di tutto per contrastare il genocidio nazista contro gli Ebrei, nonostante avesse informazioni sulle atrocità.

Roosevelt fu il primo presidente a rivolgersi regolarmente al pubblico americano attraverso la radio. Istituì la tradizione dei discorsi settimanali alla radio, che chiamò le "chiacchierate attorno al caminetto" (fireside chats). Queste "chiacchierate" gli diedero l'opportunità di presentare colloquialmente le sue opinioni agli americani, e spesso contribuirono ad affermare la sua popolarità in una fase in cui il presidente era impegnato a sviluppare una politica interna ed estera discussa e innovativa. Durante la guerra le "chiacchierate attorno al caminetto" del presidente Roosevelt furono considerate molto efficaci per sostenere il morale delle comuni famiglie americane.

Un discorso per il quale Roosevelt è famoso fu il Discorso sullo stato dell'Unione nel 1941. Questo discorso è anche conosciuto come il "discorso delle Quattro Libertà". Il suo messaggio al Congresso e alla nazione l'8 dicembre 1941, dopo l'attacco di Pearl Harbor, entrò nella storia con la frase: «Il 7 dicembre 1941 – una data che vivrà nell'infamia». Dopo questo discorso gli USA entrarono nella seconda guerra mondiale a fianco degli Alleati.

Elezioni per il quarto mandato[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1944.

Sebbene molti nel Partito Democratico vedessero che Roosevelt era già sofferente, al punto che non si era certi che potesse ricoprire un quarto mandato, non ci fu quasi discussione sul fatto che, in tempo di guerra, "FDR" sarebbe stato il candidato del partito nelle elezioni del 1944.

Il vice presidente Henry Wallace si era alienato l'appoggio di molti dei dirigenti democratici durante i suoi quattro anni di mandato e tenendo conto della salute di Roosevelt, convinsero il senatore del Missouri Harry S. Truman a formare la coppia di candidati democratici nel 1944. La coppia Roosevelt/Truman vinse le elezioni, tenutesi il 7 novembre 1944, sconfiggendo lo sfidante, il popolare repubblicano Thomas E. Dewey.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Sofferente per la lunga tensione di tre anni e mezzo di guerra e debilitato dalla malattia, dall'eccessivo fumo di sigarette, da una malattia al cuore e da altri malanni, Roosevelt morì per una emorragia cerebrale mentre era in vacanza a Warm Springs, in Georgia, il 12 aprile 1945, all'età di 63 anni. Harry S. Truman, che era in carica da solo 82 giorni come vice presidente, giurò quel giorno stesso come suo successore. Roosevelt venne sepolto presso il National Historic Site Hyde Park, New York.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Comandante Capo della Legion d'Onore (Filippine) - nastrino per uniforme ordinaria Comandante Capo della Legion d'Onore (Filippine)
— 1947
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Guglielmo (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Guglielmo (Paesi Bassi)
Médaille militaire (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Médaille militaire (Francia)

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Un "Dime" coniato nel 2005.

Spettacolo[modifica | modifica sorgente]

  • Nella canzone di denuncia They don't care about us (Non si interessano di noi), Michael Jackson dice:
(EN)
« I can't believe this is that land from which I came/You know I really do hate to say it/The government don't wanna see/But if Roosevelt was livin',/he wouldn't let this be, no, no! »
(IT)
« Non riesco a credere che questa sia la terra da cui vengo/Lo sai che odio seriamente dirlo/[che] il governo non vuole vedere/Ma se Roosevelt fosse ancora vivo/non lo avrebbe permesso, no, no! »
(Michael Jackson)
  • Nel video di Lifeline della rock band americana Papa Roach compare la seguente citazione di Roosvelt: «Men are not prisoners of their fate, but only prisoners of their own mind». (Gli uomini non sono prigionieri dei loro destini, ma sono solo prigionieri delle loro menti).
  • Nella canzone Cult of personality della band statunitense Living Colour alla fine troviamo la famosa citazione di Roosevelt:«The only thing we have to fear is fear itself». (L'unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura stessa).
  • Nel film A Royal Weekend si raccontano le giornate nel giugno 1939 vissute dalla famiglia Roosevelt quando incontrarono i reali inglesi, Giorgio VI e Elisabetta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Citato in: Piero Buscaroli, Una nazione in coma, Argelato (BO), Minerva Edizioni, 2013, ISBN 978-88-7381-494-8. p. 162
  2. ^ (EN) ROOSEVELT - Significato del cognome, Origine del cognome Roosevelt. URL consultato il 23 novembre 2007.
  3. ^ Jean Edward Smith, Franklin Delano Roosevelt, p. 17
  4. ^ Smith, Franklin Delano Roosevelt, p. 10,
  5. ^ Grand Lodge of Pennsylvania The Masonic Presidents Tour, Retrieved May 6, 2009
  6. ^ Domenico V. Ripa Montesano, Vademecum di Loggia, Edizione Gran Loggia Phoenix – Roma Italia 2009 ISBN 978-88-905059-0-4.
  7. ^ www.fdr-littlewhitehouse.org
  8. ^ www.rooseveltrehab.org
  9. ^ http://science-mag.aaas.org/cgi/content/short/302/5647/981a
  10. ^ Leuchtenburg, William E. Franklin D. Roosevelt and the New Deal, 1932–1940. (1963). A standard interpretive history of era. pp. 199–203.
  11. ^ Leuchtenburg (1963), pp. 203–210.
  12. ^ (EN) Bell, Peter (October 2002), "The Foreign Office and the 1939 Royal Visit to America: Courting the USA in an Era of Isolationism", Journal of Contemporary History 37 (4): 603, 611, retrieved 30 agosto 2010

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Sistema storia: dal Novecento ai giorni nostri, Brescia, Editrice La Scuola, 2004.
  • Oliviero Bergamini, Storia degli Stati Uniti, Laterza, 2002.
  • Franklin Delano Roosevelt, Ripartiamo! Discorsi per uscire dalla crisi, a cura di Francesco Regalzi,, Torino, Add editore, 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

(IT) Raccolta di frasi ed aforismi di Franklin Delano Roosevelt

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore: Presidente degli Stati Uniti Successore: Sigillo del Presidente degli Stati Uniti d'America
Herbert Clark Hoover 1933-1945 Harry Truman


Governatori di New York
Predecessore: Al Smith (1929-1933) Successore: Herbert H. Lehman Simbolo di New York
G. Clinton | Jay | G. Clinton | Lewis | Tompkins | Tayler | D. Clinton | Yates | D. Clinton | Pitcher | Van Buren | Throop | Marcy | Seward | Bouck | Wright | Young | Fish | Hunt | Seymour | Clark | King | Morgan | Seymour | Fenton | Hoffman | J. Adams Dix | Tilden | Robinson | Cornell | Cleveland | Hill | Flower | Morton | Black | T. Roosevelt | Odell | Higgins | Hughes | White | J. Alden Dix | Sulzer | Glynn | Whitman | Smith | Miller | Smith | F. D. Roosevelt | Lehman | Poletti | Dewey | Harriman | Rockefeller | Wilson | Carey | Cuomo | Pataki | Spitzer | Paterson | Cuomo

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