Elizabeth Bowes-Lyon

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Elizabeth
Queen Elizabeth the Queen Mother portrait.jpg
Regina consorte di Gran Bretagna, d'Irlanda e dei Dominion Britannici d'Oltremare
Stemma
In carica 11 dicembre 1936 - 6 febbraio 1952[1]
Incoronazione 12 maggio 1937
Predecessore Mary di Teck
Successore Filippo Mountbatten
Imperatrice consorte d'India[2]
In carica 11 dicembre 1936 –
15 agosto 1947
Predecessore Mary di Teck
Successore Nessuno
Nome completo Elizabeth Angela Marguerite
Trattamento Maestà
Nascita Hitchin o Londra, 4 agosto 1900
Morte Royal Lodge, Windsor, 30 marzo 2002 (101 anni)
Luogo di sepoltura St. George's Chapel, Castello di Windsor
Casa reale Windsor
Padre Claude Bowes-Lyon
Madre Cecilia Cavendish-Bentinck
Consorte di Giorgio VI del Regno Unito
Figli Regina Elisabetta II
Principessa Margaret

Elizabeth Angela Marguerite Bowes-Lyon (Londra, 4 agosto 1900Windsor, 30 marzo 2002) moglie di re Giorgio VI, fu regina del Regno Unito dal 1936 al 1952, ultima regina d'Irlanda e imperatrice d'India. Era la madre dell'attuale sovrana Elisabetta II e di sua sorella Margaret.

Dal 1952 al 2002 il suo titolo ufficiale fu Her Majesty Queen Elizabeth, The Queen Mother ("Sua Maestà Regina Elisabetta, la Regina Madre") per evitare confusione con la figlia, sua omonima. Durante il suo regno Elizabeth Bowes-Lyon fu famosa per il suo ruolo di supporto morale al popolo durante la seconda guerra mondiale. Durante il regno di sua figlia fu il membro più popolare della famiglia reale. Fu chiamata informalmente The Queen Mum ("la Regina Mamma") dai britannici, i quali presero l'uso di rivolgersi a lei come Mummy ("Mammina"). Morì nel 2002 a quasi 102 anni di età: all'epoca era il membro più longevo della famiglia reale britannica.

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Elizabeth Bowes-Lyon era la figlia minore e nona dei dieci figli di Claude Bowes-Lyon, XIV Conte di Strathmore e Kinghorne e di sua moglie, Cecilia Cavendish-Bentinck. Sua madre era discendente del primo ministro britannico William Henry Cavendish-Bentinck, III duca di Portland e del Governatore generale dell'India Richard Wellesley, che era a sua volta fratello minore di un altro primo ministro inglese, Arthur Wellesley, I duca di Wellington.

Il luogo esatto della sua nascita è ancora oggi sconosciuto, ma si reputa che sia nata nella casa paterna di Londra a Belgrave Mansions, Grosvenor Gardens, o su di un'ambulanza diretta verso l'ospedale londinese.[3] La sua nascita venne registrata a Hitchin, Hertfordshire,[4] presso la casa di campagna Strathmore, St Paul's Walden Bury.[5] Venne battezzata il 23 settembre 1900 nella locale chiesa parrocchiale.

Elisabetta trascorse gran parte della sua giovinezza a St Paul's Walden ed al Castello di Glamis, l'antica casa di famiglia presso Glamis, Angus, Scozia. Educata da una governante sino all'età di 8 anni, fu una valente sportiva amante dell'aria aperta.[6] Quando iniziò la frequentazione della scuola a Londra stupì i suoi insegnanti con un precoce apprendimento del greco, del quale apprezzava in particolar modo l'Anabasi di Senofonte. Le sue materie preferite rimanevano ad ogni modo letteratura e scrittura. Dopo un breve ritorno all'educazione privata con una governante di origine tedesca, sostenne l'Oxford Local Examination con distinzione all'età di 13 anni.[7]

Al suo quattordicesimo compleanno, l'Inghilterra dichiarò guerra alla Germania. Suo fratello maggiore, Fergus, ufficiale del reggimento Black Watch, venne ucciso durante delle operazioni in Francia nella Battaglia di Loos nel 1915. Un altro fratello, Michael, venne dichiarato scomparso in una missione nel maggio del 1917. Il vecchio Castello di Glamis divenne così una casa per convalescenti di guerra che la stessa Elisabetta aiutò a condurre con successo.

Il matrimonio e l'improvvisa scalata a Regina Consorte[modifica | modifica sorgente]

La regina Elizabeth ritratta da Gerald Kelly.

Il principe Alberto, duca di York era il secondo figlio del re Giorgio V d'Inghilterra. Inizialmente avanzò le proprie proposte ad Elisabetta nel 1921, ma lei rifiutò ritenendo di essere inadatta al ruolo di duchessa.[8] Quando il principe però disse che non avrebbe sposato nessun'altra, sua madre, la regina Mary si recò in visita a Glamis per vedere coi suoi occhi la ragazza che aveva rubato il cuore di suo figlio e si convinse che Elisabetta sarebbe stata la donna ideale per suo figlio, pur rifiutandosi di interferire nella loro relazione.[9]

Elisabetta, a questo punto, non poté che acconsentire con gioia al matrimonio, malgrado le sue perplessità sulla restrittiva vita di corte.[10] Il fidanzamento venne ufficialmente annunciato nel gennaio del 1923. Questo matrimonio tra un principe della casata reale inglese ed una nobildonna non di alto rango, venne considerato anche un segno di modernizzazione del paese (in precedenza i principi reali potevano sposarsi unicamente con altre principesse di sangue reale di altre monarchie europee).[11] La coppia si sposò il 26 aprile 1923, all'Abbazia di Westminster. Elisabetta volle lasciare simbolicamente il proprio bouquet sulla tomba del Milite Ignoto durante il proprio percorso nell'Abbazia,[12] gesto che le valse il compiacimento del popolo inglese.

Nel 1926, la coppia ebbe la prima figlia, Elisabetta (Lilibet per la famiglia), che sarebbe poi ascesa al trono col nome di Elisabetta II, seguita poi da Margaret Rose.

Alla morte di Giorgio V nel 1936 gli succedette Edoardo VIII, il maggiore dei suoi figli e fratello di Alberto, ma quando gli venne impedito dal governo di sposare la donna che egli amava (la ricca ereditiera americana Wallis Simpson), egli lasciò improvvisamente il trono reale inglese in favore del fratello, che divenne re col nome di Giorgio VI.

Elisabetta si trovò così di colpo a dover ricoprire il ruolo di regina consorte, e madre della futura sovrana del Regno Unito.

Regina Consorte di Giorgio VI (1936-1952)[modifica | modifica sorgente]

Re Giorgio VI e la Regina Elisabetta in visita al Canadian Pavilion nella World's Fair di New York City.

Il tour reale in Canada e negli Stati Uniti del 1939[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno del 1939, il marito di Elisabetta, Giorgio VI, fu il primo re del Canada a compiere un tour nel Paese e negli Stati Uniti. Secondo storici del calibro di Gustave Lanctot, Giorgio VI avrebbe voluto con questo gesto sancire l'indipendenza formale del Canada all'interno del Commonwealth. Durante il tour negli Stati Uniti, la coppia reale venne accompagnata dal primo ministro canadese William Lyon Mackenzie King, oltre che dal primo ministro inglese, in modo da rafforzare i legami tra i due paesi.[13]

Negli Stati Uniti incontrarono Franklin D. Roosevelt nella Casa Bianca e nella Hudson Valley dove il presidente aveva la propria abitazione privata. Il risultato di questa operazione di immagine fu immediato ed ebbe un effetto molto positivo sulla politica vicinanza dei tre paesi,[14] e contribuì ad appianare gli antichi dissidi indipendentisti americani nei confronti dell'Inghilterra e nel frattempo propose in maniera decisa Giorgio VI nel ruolo di nuovo re dopo l'improvvisa rinuncia di Edoardo VIII.[15]

La Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Trattamenti di
Elizabeth Bowes-Lyon
Stemma
Regina consorte del Regno Unito e Imperatrice consorte d'India
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Ma'am
I trattamenti d'onore
La Regina Elisabetta in visita nel 1941 al Canadian General Hospital n. 15, allestito presso Bramshott, in Inghilterra.

Durante la Seconda guerra mondiale, il re e la regina divennero i veri e propri simboli viventi della resistenza nazionale. Poco dopo la dichiarazione di guerra, venne fondata ad opera della regina la corporazione inglese della Croce Rossa con la quale collaborarono 50 artisti che realizzarono un libro da vendersi in sostegno delle operazioni di assistenza sul campo.[16] Elisabetta, in accordo col marito, si rifiutò pubblicamente di lasciare Londra o di inviare le proprie figlie in Canada, anche durante le incursioni aeree tedesche, malgrado il parere del gabinetto di stato.

In questo periodo si preoccupò anche di visitare quelle aree di Londra che erano state colpite dai bombardamenti della Luftwaffe, in particolare la East End, presso i London's docks. Inizialmente la sua visita provocò delle ostilità da parte della popolazione che le gettò della spazzatura addosso, dal momento che ella era criticata per indossare vestiti costosi mentre la povera gente soffriva i patimenti della guerra.[17] Lei però spiegò che i colori dei suoi vestiti erano i colori allegri della pace che sarebbe venuta e che non avrebbe mai indossato il nero, perché l'Inghilterra e gli inglesi non erano ancora pronti a dichiararsi in lutto per una guerra vittoriosa.[18] Quando lo stesso Buckingham Palace venne colpito da alcuni bombardamenti, Elisabetta si rifiutò di lasciare la residenza reale.

Per stringenti ragioni di sicurezza, però, la residenza ufficiale della coppia reale divenne il Castello di Windsor (a circa 35 chilometri dal centro di Londra).

Dato il suo effetto positivo sul morale della popolazione inglese, si dice che Adolf Hitler l'abbia definita "la donna più pericolosa d'Europa". Prima della guerra lei e il marito, assieme al primo ministro Neville Chamberlain, si erano dimostrati assolutamente contrari allo scoppio della guerra, dopo i disastri provocati dal primo scontro mondiale. Dopo le dimissioni di Chamberlain, il re chiese a Winston Churchill di formare un nuovo governo per guidare il regno durante l'ardua lotta, conclusasi positivamente.[19][20]

Regina Madre (1952-2002)[modifica | modifica sorgente]

La Regina Madre

Nuovo ruolo nella vedovanza[modifica | modifica sorgente]

Il 6 febbraio 1952, Giorgio VI, affetto da tumore ai polmoni, morì d'infarto. Poco dopo, Elisabetta prese il titolo di Regina Madre dal momento che Regina Elisabetta sarebbe suonato troppo simile al titolo della figlia, erede al trono con il nome di Elisabetta II.[21] Popolarmente, ella divenne semplicemente "the Queen Mum" o "la Regina Mamma".

Ella rimase molto colpita dalla morte dell'amato marito e si ritirò pertanto in Scozia; ad ogni modo, dopo un incontro col primo ministro Winston Churchill, ruppe il proprio ritiro e tornò a comparire in pubblico,[22] diventando ancora più impegnata che da regina consorte. Nel luglio del 1953, fece il proprio primo viaggio da Regina Madre oltreoceano a Mount Pleasant ed all'University College of Rhodesia and Nyasaland (attuale università di Zimbabwe).[23]

La regina madre, inoltre, curò il restauro dell'antico Castello di Mey sulle coste della Scozia, che utilizzava come proprio rifugio dagli obblighi di stato[24] per tre settimane in agosto e dieci giorni in ottobre ogni anno.[25] Ispirata da Anthony Bingham Mildmay, II Barone Mildmay di Flete,[26] ella sviluppò un grande interesse per le corse dei cavalli che l'accompagnò per il resto della sua vita, vincendo con la propria scuderia circa 500 corse. Le divise dei suoi fantini e dei suoi cavalli erano di colore azzurro ma, malgrado le voci, ella non puntò mai denaro sulle corse, preferendo seguirle da Clarence House attraverso un canale televisivo creatole appositamente.[27]

Il centenario[modifica | modifica sorgente]

Nei suoi ultimi anni, la Regina Madre divenne particolarmente conosciuta nel mondo per la sua longevità. Il suo centesimo compleanno, celebrato il 4 agosto del 2000, venne festeggiato con una parata grandiosa e[28] con un regalo speciale fattole dalla Royal Bank of Scotland che pose il suo volto su un'emissione speciale della banconota da 20 sterline.[29] Famoso fu il pranzo che si tenne alla Guildhall di Londra, ove divenne altrettanto famoso l'incidente che coinvolse George Carey, Arcivescovo di Canterbury che tentò per errore di bere dal bicchiere della Regina Madre. La sua ammonizione fu "È mio!", il che causò l'ilarità generale.[30]

Nel dicembre 2001 cadde fratturandosi il bacino, ma, malgrado ciò, tenne a presenziare alla cerimonia di suffragio in onore del marito, il 6 febbraio dell'anno successivo, pretendendo di restare in piedi al momento dell'inno nazionale.[31] Solo tre giorni dopo morì la Principessa Margaret, sua seconda figlia. Il 13 febbraio 2002, a Sandringham House, la Regina Madre cadde nuovamente e si ruppe un braccio.[32] Malgrado questo, volle comunque assistere al funerale di Margaret alla cappella di Saint George a Windsor, due giorni dopo.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Il carro funebre con la bara della Regina Madre durante la processione pubblica in occasione dei funerali

Il 30 marzo 2002, alle 15:15, la Regina Madre si spense nel sonno alla Royal Lodge di Windsor, con al fianco la figlia, la Regina Elisabetta II.[32] Aveva 101 anni al momento della sua morte, e fu il membro della famiglia reale più longevo in assoluto nella storia dell'Inghilterra, record che le fu però strappato il 24 luglio 2003, dall'ultima sua cognata, la Principessa Alice, duchessa di Gloucester, che morì all'età di 102 anni il 29 ottobre 2004.

Elisabetta era un'appassionata di camelie e amava coltivarle in tutti i suoi giardini, pertanto, quando la salma venne trasportata da Windsor a Londra, sulla sommità della sua bara vennero poste delle camelie provenienti dai suoi giardini.[33] Più di 200.000 persone in tre giorni presenziarono alle celebrazioni funebri in suo onore, rendendole omaggio nella Westminster Hall del Palazzo di Westminster. Intorno al catafalco montarono la guardia i maggiori ordini cavallereschi britannici ed in segno di rispetto verso la beneamata Regina Madre la guardia fu montata anche dal Principe Carlo in persona e dai suoi figli, onore concesso fino ad allora solo a Re Giorgio V.

Il giorno del suo funerale, il 9 aprile, più di un milione di persone affollarono l'Abbazia di Westminster e l'area circostante.[34]

La Regina Madre è sepolta vicino al consorte ed alla figlia la Principessa Margaret nella Cappella Memoriale di Re Giorgio VI situata nella Navata Nord della Saint George's Chapel nel Castello di Windsor.

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Elizabeth Bowes-Lyon Padre:
Lord Claude Bowes-Lyon
Nonno paterno:
Lord Claude Bowes-Lyon
Bisnonno paterno:
Thomas George Lyon-Bowes, Lord Glamis
Trisnonno paterno:
Lord Thomas Bowes-Lyon
Trisnonna paterna:
Mary Elizabeth Louisa Carpenter
Bisnonna paterna:
Charlotte Grimstead
Trisnonno paterno:
Joseph Valentine Grimstead
Trisnonna paterna:
Charlotte Jane Sarah Walsh
Nonna paterna:
Frances Dora Smith
Bisnonno paterno:
Oswald Smith
Trisnonno paterno:
George Smith
Trisnonna paterna:
Frances Mary Mosley
Bisnonna paterna:
Henrietta Mildred Hodgson
Trisnonno paterno:
Rev. Robert Hodgson
Trisnonna paterna:
Mary Tucker
Madre:
Lady Cecilia Cavendish-Bentinck
Nonno materno:
Rev. Charles Cavendish-Bentinck
Bisnonno materno:
Lord Charles Cavendish-Bentinck
Trisnonno materno:
Lord William Henry Cavendish-Bentinck
Trisnonna materna:
Dorothy Cavendish
Bisnonna materna:
Lady Anne Wellesly
Trisnonno materno:
Richard Wellesley, I marchese Wellesley
Trisnonna materna:
Hyacinthe-Gabrielle Roland
Nonna materna:
Louisa Burnaby
Bisnonno materno:
Edwyn Burnaby
Trisnonno materno:
Edwyn Andrew Burnaby
Trisnonna materna:
Mary Browne
Bisnonna materna:
Anne Caroline Salisbury
Trisnonno materno:
Thomas Salisbury
Trisnonna materna:
Frances Webb

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma personale della regina Elisabetta.
Lo stendardo personale della regina Elisabetta.
Il monogramma personale della regina Elisabetta.
Il monogramma personale della regina Elisabetta e di re Giorgio VI.

Onorificenze britanniche[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro e Dama di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Dama di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano
— 1937
Royal Victorian Chain - nastrino per uniforme ordinaria Royal Victorian Chain
— 1937
Dama dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine della Giarrettiera
— 1936
Dama dell'Ordine del Cardo - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine del Cardo
— 1937
Dama di Gran Croce dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 1927
Compagna dell'Ordine della Corona d'India - nastrino per uniforme ordinaria Compagna dell'Ordine della Corona d'India
— 1931
Dama di Gran Croce del Venerabile Ordine di San Giovanni - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce del Venerabile Ordine di San Giovanni
— 1926
Dama dell'Ordine Famigliare Reale di Re Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine Famigliare Reale di Re Giorgio V
— 1923
Dama di dell'Ordine Famigliare Reale di Re Giorgio VI - nastrino per uniforme ordinaria Dama di dell'Ordine Famigliare Reale di Re Giorgio VI
— 1937
Dama dell'Ordine Famigliare Reale della Regina Elisabetta II - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine Famigliare Reale della Regina Elisabetta II
— 1952
Membro di I Classe della Royal Red Cross - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe della Royal Red Cross
— 1936

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Compagna Onoraria dell'Ordine del Canada - nastrino per uniforme ordinaria Compagna Onoraria dell'Ordine del Canada
«La sua dignità e la grazia sono serviti come fonte di forza e ispirazione per generazioni di suoi ammiratori. È molto rispettata per il suo senso del dovere e ha più volte dimostrato perseveranza di fronte alle avversità. Durante la seconda guerra mondiale, in particolare, era un simbolo di fermezza per il popolo di Gran Bretagna e Canada. La visita di re Giorgio VI e della regina Elisabetta nel 1939 è stata la prima visita in Canada di un sovrano regnante. Di natura calorosa e aperta la Regina Madre è stata visualizzata come modello per impostare il tono di tutte le visite future. Dopo la morte del marito, ha visitato Canada più di dieci volte, coprendo la maggior parte del paese. Ha anche mantenuto forti legami, che hanno continuato fino ad oggi, con le organizzazioni di beneficenza e i suoi reggimenti in Canada: The Black Watch, i Toronto Scottish e la Canadian Forces Medical Service.»
— nominata il 1º agosto 2000, investita il 31 ottobre 2000[35]
Canadian Forces Decoration (Canada) - nastrino per uniforme ordinaria Canadian Forces Decoration (Canada)
Dama di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
— 1937
Medaglia della Croce Rossa francese (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia della Croce Rossa francese (Francia)
— 1945
Gran Cordone dell'Ordine della Corona Preziosa (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine della Corona Preziosa (Giappone)
— 1937
Membro dell'Ordine di Ojaswi Rajanya (Nepal) - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine di Ojaswi Rajanya (Nepal)
— 1948
Croce di Guerra norvegese (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Guerra norvegese (Norvegia)
— 1945
Membro dell'Ordine della Nuova Zelanda (Nuova Zelanda) - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine della Nuova Zelanda (Nuova Zelanda)
— 1990
Dama di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
— 1950[36]
Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù)
— 1960
Dama di I Classe dell'Ordine del Sole Supremo (Regno dell'Afghanistan) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di I Classe dell'Ordine del Sole Supremo (Regno dell'Afghanistan)
— 1928
Dama di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Olga e Santa Sofia (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Olga e Santa Sofia (Regno di Grecia)
— 1950
Dama di Gran Croce dell'Ordine di San Sava (Regno di Jugoslavia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di San Sava (Regno di Jugoslavia)
— 1923
Dama di Gran Croce dell'Ordine della Corona (Regno di Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine della Corona (Regno di Romania)
— 1938
Gran Cordone dell'Ordine dell'Indipendenza (Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine dell'Indipendenza (Tunisia)
— 1961

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In Irlanda fino ad aprile del 1949.
  2. ^ Titolo abolito il 22 giugno 1948.
  3. ^ Alison Weir, Britain's Royal Families: The Complete Genealogy, Revised edition, Londra, Pimlico, 1996, p. 330, ISBN 0-7126-7448-9.
  4. ^ Civil Registration Indexes: Births, General Register Office, England and Wales. Jul–Sep 1900 Hitchin, vol. 3a, p. 667
  5. ^ 1901 England Census, Class RG13, piece 1300, folio 170, p. 5
  6. ^ Hugo Vickers, Elizabeth: The Queen Mother, Arrow Books/Random House, 2006, p. 8, ISBN 978-00994-76627.
  7. ^ Vickers, pp. 10–14
  8. ^ John Ezard, A life of legend, duty and devotion in The Guardian, 1º aprile 2002, p. 18.
  9. ^ Mabell Airlie, Thatched with Gold, Londra, Hutchinson, 1962, p. 167.
  10. ^ Elizabeth Longford, The Queen Mother, Weidenfeld & Nicolson, 1981, p. 23.
  11. ^ Roberts, pp. 57–58
  12. ^ Vickers, p. 64
  13. ^ William Galbraith, Fiftieth Anniversary of the 1939 Royal Visit in Canadian Parliamentary Review, vol. 12, nº 3, 1989.
  14. ^ Vickers, p. 187
  15. ^ Sarah Bradford, The Reluctant King: The Life and Reign of George VI, New York, St Martin's, 1989, pp. 298–299.
  16. ^ Vickers, p. 205
  17. ^ Lucy Moore, A wicked twinkle and a streak of steel in The Guardian, 31 marzo 2002. URL consultato il 1º maggio 2009.
  18. ^ Vickers, p. 219
  19. ^ H. C. G. Matthew, George VI (1895–1952) in Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004.
  20. ^ Vickers, pp. 210–211
  21. ^ Peter McCluskey, Elizabeth: The Queen Mother, CBC News. URL consultato il 1º maggio 2009.
  22. ^ Hogg and Mortimer, p. 161
  23. ^ University of Zimbabwe Department of Information. URL consultato il 1º maggio 2009.
  24. ^ Vickers, p. 314
  25. ^ The Queen Elizabeth Castle Of Mey Trust. URL consultato il 1º maggio 2009.
  26. ^ Rowe, David (31 March 2002), "Queen Elizabeth the Queen Mother 1900-2002: The Racegoer", The Sunday Mirror
    * 'First Lady of the Turf' mourned, BBC, 30 marzo 2002. URL consultato il 1º maggio 2009.
  27. ^ Vickers, p. 458
  28. ^ Birthday pageant for Queen Mother, BBC, 19 luglio 2000. URL consultato il 1º maggio 2009.
  29. ^ Commemorative Bank Note for 100th Birthday of Queen Elizabeth the Queen Mother, Rampant Scotland. URL consultato il 1º maggio 2009.
  30. ^ Vickers, p. 490
  31. ^ Vickers, p. 495
  32. ^ a b Queen Mother hurt in minor fall, BBC, 13 febbraio 2002. URL consultato il 1º maggio 2009.
  33. ^ Stephen Bates, Piper's farewell for Queen Mother in The Guardian, 3 aprile 2002. URL consultato il 1º maggio 2009.
  34. ^ Queues at Queen Mother vault, CNN, 10 aprile 2002. URL consultato il 1º maggio 2009.
  35. ^ (EN) Sito web del Governatore Generale del Canada: dettaglio decorato.
  36. ^ Volks krant, State visit of Netherlands in United Kingdom, 11/1982, Group Photo

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Regina consorte del Regno Unito Successore Queen Elizabeth Bowes-Lyon Standard.svg
Mary di Teck 1936 - 1952 Filippo di Edimburgo
Principe consorte
Predecessore Imperatrice consorte d'India Successore Arms of Elizabeth Bowes-Lyon.svg
Mary di Teck 1936 - 1947 Nessuno
Titolo soppresso nel 1948
Predecessore Cancelliere dell'Università di Londra Successore UL arms.png
Alexander Cambridge, I conte di Athlone 1955-1981 Anna, principessa reale
Predecessore Cancelliere dell'Università di Dundee Successore
Titolo inesistente 1967-1977 Simon Ramsay, XVI conte di Dalhousie
Predecessore Gran Maestro dell'Ordine Reale Vittoriano Successore Flag of the United Kingdom.svg
Titolo inesistente 1937-2002 Anna Windsor
Predecessore Lord Guardiano dei Cinque Porti Successore Lord Warden Cinque Ports (Lord Boyce)..png
Sir Robert Menzies 1978-2002 Michael Boyce, barone Boyce

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