Georgij Konstantinovič Žukov

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Georgij Konstantinovič Žukov
RIAN archive 2410 Marshal Zhukov speaking.jpg
1 dicembre 1896 - 18 giugno 1974
Soprannome Salvatore, Ariete, Uragano, Invincibile
Nato a Strelkovka
Morto a Mosca
Cause della morte naturale
Dati militari
Paese servito Flag of Russian Empire for private use (1914–1917) 3.svg Impero russo
URSS URSS
Forza armata Esercito imperiale russo
Armata Rossa
Reparto Prima armata di cavalleria russa
Anni di servizio 1915 - 1957
Grado Maresciallo dell'Unione Sovietica
Guerre Prima guerra mondiale
Guerra civile russa
Seconda guerra mondiale
Campagne Campagna di Russia
Battaglie Battaglia di Khalkhin Gol
Operazione Barbarossa
Assedio di Leningrado
Battaglia di Mosca
Battaglia di Ržev
Battaglia di Stalingrado
Operazione Marte
Offensiva Ostrogorzk-Rossoš
Battaglia di Kursk
Quarta battaglia di Char'kov
Offensiva del basso Dnepr
Offensiva di Žitomir-Berdicev
Battaglia di Korsun'
Offensiva Proskurov-Černivci
Battaglia di Kam'janec'-Podil's'kyj
Operazione Bagration
Operazione Vistola-Oder
Battaglia di Berlino
Comandante di Capo di Stato maggiore generale
Fronte occidentale
Vice comandante in capo
1° Fronte bielorusso
Decorazioni Eroe dell'Unione Sovietica
Ordine di Lenin
Ordine della Bandiera Rossa
Ordine di Suvorov di I classe
Ordine della Vittoria
Ordine della Rivoluzione d'Ottobre
Ordine della Gloria
Pubblicazioni Memorie e battaglie (memorie) 1970.

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Georgij Konstantinovič Žukov (in russo: Георгий Константинович Жуков?; Strelkovka, 1º dicembre 1896Mosca, 18 giugno 1974) fu un generale e politico sovietico, Maresciallo dell'Unione Sovietica.

La data di nascita è 19 novembre 1896 secondo il calendario giuliano. È noto per il suo ruolo fondamentale, come comandante sul campo delle forze sovietiche dell'Armata Rossa, in alcune battaglie decisive della Seconda guerra mondiale sul Fronte orientale che permisero la liberazione del territorio dell'Unione Sovietica occupato dalla Wehrmacht tedesca. Nella fase finale della guerra Žukov ebbe ancora un ruolo di grande rilievo nelle grandi offensive del 1944-45 che si conclusero con l'occupazione della maggior parte dell'Europa Orientale ed infine con la conquista della stessa capitale tedesca, Berlino e la fine del Terzo Reich di Hitler.

Per le sue notevoli capacità militari, Žukov, considerato tra i migliori generali della Seconda guerra mondiale, è stato definito come il "generale che non ha mai perduto una battaglia" e i soldati che combatterono sotto il suo comando lo ribattezzarono "Spasitél" (russo: Спаситлеь), il salvatore, e anche "Ariete", "Uragano", "Invincibile".

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Partecipò al primo conflitto mondiale come soldato di cavalleria. A causa dell'abbandono della guerra della Russia, Žukov si vide obbligato ad arruolarsi nell'Armata Rossa, durante la rivoluzione, come comandante di squadrone nella I armata di cavalleria. In questo ruolo partecipò nel 1921 alla campagna contro la rivolta di Tambov.

Comandante di reggimento di cavalleria nel 1925, venne ripreso ufficialmente per ubriachezza e violenze nel 1929, il che non impedì che nel 1933 venisse promosso alla testa della IV divisione cosacchi del Don.

I successi in Estremo Oriente[modifica | modifica sorgente]

Nel 1937 ebbe il comando del VI Corpo d'armata cosacchi. Nel 1938 fu spedito in Estremo Oriente, al comando del Primo Gruppo d'Armate Sovietiche in Mongolia per organizzare e comandare la guerra di frontiera contro i giapponesi, impegnati nella zona con l'Armata Kwantung . Dopo un periodo di scontri di frontiera combattuti senza che venisse dichiarata la guerra, le scaramucce si estesero in un conflitto vero e proprio, con l'impiego da parte dei giapponesi di circa 80.000 uomini, 180 carri armati e 450 aerei. Punto di svolta del conflitto fu la Battaglia di Khalkhin Gol. Žukov, dopo aver ottenuto rinforzi il 15 agosto 1939 passò all'offensiva, ordinando quello che a prima vista sembrò un convenzionale attacco frontale. Invece di lanciare tutte le sue forze all'assalto tenne di riserva due brigate di carri armati, che successivamente riuscirono ad accerchiare le forze nemiche avanzando ai lati dello scontro principale. L'intera Sesta Armata giapponese, circondata e senza più rifornimenti, catturati anch'essi dalle forze corazzate sovietiche, si vide costretta ad arrendersi dopo pochi giorni.

Per questa operazione Žukov ottenne il titolo di Eroe dell'Unione Sovietica. Questa battaglia rimase poco conosciuta al di fuori dell'Unione Sovietica, visto che il 1 settembre seguente era iniziata in Europa la Seconda guerra mondiale. Anche l'uso innovativo dei carri armati non venne studiato in Occidente, lasciando il campo libero alla Blitzkrieg tedesca, utilizzata con il massimo dell'effetto sorpresa contro Polonia e Francia.

Grazie a questa importante vittoria, Žukov divenne un personaggio militare affermato al livello nazionale e stimato dai vertici dello stato maggiore. Nel 1940 infatti fu nominato Comandante del Distretto Militare di Kiev e più tardi Capo di Stato Maggiore generale. In qualità di generale di SM collaborò attivamente assieme al generale Timošenko, con il quale seppe riorganizzare al meglio l'Armata Rossa, gravemente indebolita dalle Grandi Purghe.

La Grande guerra patriottica (in russo: Velikaja otečestvennaja vojna)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1941 poiché in contrasto con Stalin sulla necessità di abbandonare Kiev, a causa dell'invasione tedesca, venne esonerato dal compito di Generale di Stato Maggiore, restando tuttavia membro dello stesso, divenendo comandante del fronte di riserva. In tale nomina riuscì, nonostante tutto, a bloccare, al fronte del settore di Smolensk, l'inesorabile avanzata delle forze tedesche che puntavano su Mosca.

L'8 settembre 1941 prese su di sé il comando del fronte di Leningrado e nell'ottobre dello stesso anno assunse il comando di tutto il fronte occidentale riuscendo a imporre una quasi definitiva battuta d'arresto alle truppe tedesche e a difendere magistralmente Mosca. Dopo altri contrasti con Stalin e conseguenti declassamenti, emerse nuovamente, riuscendo ad organizzare, in condizioni del tutto sfavorevoli, la difesa di Stalingrado ed il successivo contro attacco grazie a cui l'Armata Rossa riuscì ad annientare in maniera definitiva la VI armata tedesca di Friedrich Paulus.

Nel novembre 1942 venne inviato nel settore centrale del fronte orientale per organizzare e dirigere la Operazione Marte che peraltro sarebbe fallita, a partire dal 25 novembre 1942, con pesanti perdite. Nel frattempo a Stalingrado, l'Operazione Urano (diretta da Vasilevsky) aveva avuto completo successo, e quindi Žukov si riportò a sud e partecipò alla direzione della successiva Operazione Piccolo Saturno. Il 1 gennaio 1943, Stalin nominava Žukov, in riconoscimento dei suoi meriti a Leningrado, Mosca e Stalingrado, Maresciallo dell'Unione Sovietica.

Nel febbraio 1943 Žukov si spostò nel settore settentrionale del fronte orientale per coordinare la prevista offensiva contro la sacca di Demjansk; nonostante tutta la sua energia, la pronta ritirata delle forze tedesche, il clima proibitivo e alcuni errori organizzativi e di esecuzione non permisero di ottenere l'auspicato successo strategico[1]. Inoltre una parte delle forze dovette essere precipitosamente dirottata a sud per fermare la controffensiva tedesca di Kharkov (alla fine di marzo lo stesso Žukov si sarebbe diretto, su ordine di Stalin, nella regione di Kursk per organizzare il fronte difensivo).

Nel luglio del 1943, ritrovato slancio e potenza, l'Armata Rossa sotto il controllo di Žukov e Vasilevsky poté bloccare l'ultima grande offensiva tedesca nella Battaglia di Kursk e iniziare l'avanzata verso Ovest, portata avanti con varie successive offensive che portarono alla liberazione dell'intera Russia Bianca, l'Ucraina ed infine alla invasione degli stati balcanici alleati di Hitler. In particolare, Žukov diresse con grande energia e abilità tattica la Quarta battaglia di Kharkov, la successiva avanzata verso il fiume Dniepr (estate 1943) e la grande marcia sui Carpazi del marzo 1944.

Nel settembre del 1944 fu inviato in Polonia a combattere nel saliente di Varsavia. Il 15 novembre ebbe il comando di condurre la definitiva operazione che avrebbe portato alla conquista di Berlino. Mentre inglesi, canadesi e americani avanzavano dalla Francia, conquistando il lato ovest della Germania, Žukov varcato l'Oder, batté gli americani sul tempo conquistando per primo una Berlino in macerie. L'8 maggio 1945 ricevette la dichiarazione di resa di tutte le forze armate tedesche firmata dal rappresentante Keitel.

L'incontro a Berlino tra Žukov, Rokossovskij e Montgomery

Žukov è oggi considerato uno fra i più grandi strateghi della seconda guerra mondiale e tra i migliori di cui disponessero i sovietici. Nonostante un carattere e un comportamento a volte violento e brutale, i suoi metodi ottennero spesso l'impossibile e salvarono la situazione soprattutto a Leningrado e Mosca nel 1941. Ufficiale di vaste vedute strategiche e capace di concepire grandiosi progetti offensivi, a volte per un eccesso di precipitazione commise errori nella fase esecutiva (con gravi perdite per le sue truppe). Esempi di suoi insuccessi sono: l'Operazione Marte del dicembre 1942 (Seconda battaglia di Ržev) e la battaglia di Rumantsevo nel febbraio 1943 (sacca di Demjansk). Anche nella battaglia finale di Berlino, il maresciallo, per eccessiva fretta, compì alcuni costosi errori tattici. Alcune grandi operazioni brillantemente condotte da Žukov furono invece la Quarta battaglia di Kharkov (agosto 1943), la marcia sui Carpazi nel marzo 1944 (Offensiva di Proskurov) e la formidabile offensiva dell'Oder nel febbraio 1945.

Il dopoguerra e gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Dopo ciò fu nominato comandante delle truppe sovietiche in Germania; a causa delle crescenti ostilità con Stalin (tanto forti da spingere Stalin a mettere sotto indagine della NKVD, la polizia segreta, lo stesso generale), il quale temeva Žukov poiché lo vedeva come un pericoloso concorrente del favore popolare, fu destinato a incarichi di scarsa importanza, prima come comandante della Regione militare di Odessa e successivamente degli Urali. Durante le commemorazioni per la battaglia di Berlino tenutesi il 4 maggio 1948 la stampa non citò mai il suo nome, nell'ottica di una spersonalizzazione della storia della guerra che mise in primo piano il semplice soldato e il Partito.

Ministro della Difesa nel 1955, ebbe un ruolo fondamentale nello sventare il tentativo di allontanare dal potere Nikita Sergeevič Chruščëv, allora Primo Segretario del PCUS, portato avanti da numerosi appartenenti al Presidium, tra cui Georgij Maksimilianovič Malenkov, Vjačeslav Michajlovič Molotov, Pervuchin, Saburov, Lazar' Moiseevič Kaganovič, Klyment Jefremovyč Vorošylov e Nikolaj Aleksandrovič Bulganin. Approfittando di un viaggio del Primo Segretario all'estero, ne chiesero le dimissioni durante la riunione del Presidium del 18 giugno 1957, ma Chruščëv, non accettando la decisione, chiese che si pronunciasse in merito il Comitato Centrale del Partito. A questo punto entrò in gioco Žukov che, organizzando il trasporto tramite aerei militari di tutti i membri del Comitato sparsi per l'Unione permise a quest'ultimo di rovesciare la decisione del Presidium, salvando il potere di Chruščëv.

Gli anziani Antipenko, Žukov e Bagramjan

Ma proprio l'importanza raggiunta in questa occasione dal Maresciallo fu la causa della sua destituzione, motivata dallo stesso Chruščëv con il "culto della personalità di Žukov e della sua tendenza all'avventurismo, che apre la strada al bonapartismo"[2]. Dopo un voto del Plenum del Comitato Centrale, l'ormai ex Ministro venne anche costretto a fare pubblicamente autocritica sulla Pravda e il suo posto fu occupato dal Maresciallo Rodion Jakovlevič Malinovskij.

Visse quindi come semi-recluso e lontano dalla vita pubblica fino al 9 maggio 1965. Per il ventesimo anniversario della resa tedesca, avvenuta l'8 maggio 1945, in occasione delle celebrazioni ufficiali fu invitato ad un banchetto al Cremlino da Leonid Brežnev. Dopo quest'avvenimento, pur essendo stato riabilitato ufficialmente, non ricomparve più in pubblico fino alla sua morte.

Onorificenze e medaglie[modifica | modifica sorgente]

Žukov fu uno dei militari sovietici più decorati in assoluto e l'unico a ricevere quattro volte il titolo di Eroe dell'Unione Sovietica oltre a Brežnev, che però se li attribuì da solo. Inoltre fu uno dei tre ufficiali a ricevere due volte l'Ordine della Vittoria. Di seguito alcune onorificenze Sovietiche e di altri paesi.

Onorificenze russe[modifica | modifica sorgente]

Croce di San Giorgio di III Classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di San Giorgio di III Classe
Croce di San Giorgio di IV Classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di San Giorgio di IV Classe

Onorificenze sovietiche[modifica | modifica sorgente]

Eroe dell'Unione Sovietica (4) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica (4)
— 29 agosto 1939, 29 luglio 1944, 1º giugno 1945 e 1º dicembre 1956
Ordine di Lenin (6) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin (6)
— 16 agosto 1936, 29 agosto 1939, 29 luglio 1944, 1º giugno 1945, 1º dicembre 1956 e 1º dicembre 1971
Ordine della Vittoria (2) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Vittoria (2)
— 10 aprile 1944 e 30 marzo 1945
Ordine della Rivoluzione d'Ottobre - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Rivoluzione d'Ottobre
— 22 febbraio 1968
Ordine della Bandiera Rossa (3) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Bandiera Rossa (3)
— 31 agosto 1922, 3 novembre 1944 e 20 giugno 1949
Ordine di Suvorov di I Classe (2) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Suvorov di I Classe (2)
— 28 gennaio 1943 e 28 luglio 1943
Medaglia commemorativa per il giubileo dei 100 anni dalla nascita di Vladimir Il'ich Lenin al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per il giubileo dei 100 anni dalla nascita di Vladimir Il'ich Lenin al valor militare
Medaglia per il giubileo dei 20 anni della vittoria della grande guerra patriottica del 1941-1945 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 20 anni della vittoria della grande guerra patriottica del 1941-1945
Medaglia per la difesa di Mosca - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la difesa di Mosca
Medaglia per la difesa di Leningrado - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la difesa di Leningrado
Medaglia per la difesa di Stalingrado - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la difesa di Stalingrado
Medaglia per la difesa del Caucaso - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la difesa del Caucaso
Medaglia per la vittoria sulla Germania nella grande guerra patriottica 1941-1945 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la vittoria sulla Germania nella grande guerra patriottica 1941-1945
Medaglia per la vittoria sul Giappone - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la vittoria sul Giappone
Medaglia per la cattura di Berlino - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la cattura di Berlino
Medaglia per la liberazione di Varsavia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la liberazione di Varsavia
Medaglia per il giubileo dei 20 anni dell'Armata Rossa dei lavoratori e dei contadini - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 20 anni dell'Armata Rossa dei lavoratori e dei contadini
Medaglia per il giubileo dei 30 anni dell'esercito e della marina sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 30 anni dell'esercito e della marina sovietica
Medaglia per il giubileo dei 40 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 40 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica
Medaglia per il giubileo dei 50 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 50 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica
Medaglia commemorativa per l'800º anniversario di Mosca - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per l'800º anniversario di Mosca
Medaglia commemorativa per il 250º anniversario di Leningrado - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per il 250º anniversario di Leningrado

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Stella d'Oro dell'Ordine Militare del Leone Bianco (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Stella d'Oro dell'Ordine Militare del Leone Bianco (Cecoslovacchia)
— 1945
Croce di guerra Cecoslovacca (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra Cecoslovacca (Cecoslovacchia)
— 1945
Medaglia dell'amicizia sino-sovietica (2 - Cina) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'amicizia sino-sovietica (2 - Cina)
— 1953 e 1956
Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore (Francia)
— 1945
Ordine della Libertà (Jugoslavia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Libertà (Jugoslavia)
— 1956
Eroe della Repubblica Popolare di Mongolia (Mongolia) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe della Repubblica Popolare di Mongolia (Mongolia)
— 1969
Ordine di Sukhbaatar (3 - Mongolia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Sukhbaatar (3 - Mongolia)
— 1968, 1969 e 1971
Ordine della Bandiera Rossa (2 - Mongolia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Bandiera Rossa (2 - Mongolia)
— 1939 e 1942
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia commemorativa per i 50 anni dalla Rivoluzione popolare in Mongolia (Mongolia)
— 1971
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia per il giubileo dei 50 anni dell'Esercito Popolare della Mongolia (Mongolia)
— 1971
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia per il giubileo dei 30 anni di Khalkhin Golskoy (Mongolia)
— 1969
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia per il giubileo dei 30 anni della vittoria sul Giappone (Mongolia)
— 1945
Gran Croce e Stella dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce e Stella dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia)
— 1945
Croce di Cavaliere dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Cavaliere dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia)
Croce di Commendatore con Placca dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Commendatore con Placca dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia)
— 1968
Croce di Commendatore dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Commendatore dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia)
— 1973
Ordine della Croce di Grunwald di I Classe (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Croce di Grunwald di I Classe (Polonia)
Medaglia per Varsavia 1939-1945 (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per Varsavia 1939-1945 (Polonia)
— 1946
Medaglia dell'Oder, di Nisa e del Baltico (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Oder, di Nisa e del Baltico (Polonia)
— 1946
Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
— 1945
Commendatore in Capo della Legion of Merit (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore in Capo della Legion of Merit (Stati Uniti)
— 1945

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ J. Erickson, The Road to Berlin, Cassel 1983.
  2. ^ Nicolas Werth, Storia della Russia nel Novecento, Il Mulino, Bologna, 2000, pp 477-478.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • John Erickson, The road to Stalingrad, Cassell, 1975.
  • John Erickson, The road to Berlin, Cassell, 1983.
  • Nicolas Werth, Storia della Russia nel Novecento, Il Mulino, Bologna, 2000.
  • Andrea Graziosi, L'Urss di Lenin e Stalin. Storia dell'Unione Sovietica 1914-1945, Il Mulino, Bologna, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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