Il soldato di ventura

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Il soldato di ventura
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1976
Durata 102 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Pasquale Festa Campanile
Soggetto Castellano e Pipolo
Sceneggiatura Castellano e Pipolo, Luigi Magni, Franco Verucci, Pasquale Festa Campanile
Produttore esecutivo Camillo Teti
Casa di produzione Mondial televisione film (Mondial Te.fi), Cité Films - Les Films J. Leitienne, Labrador Films, Imp. Ex. Ci.
Distribuzione (Italia) Titanus
Fotografia Marcello Masciocchi
Montaggio Mario Morra
Effetti speciali Armando Grilli, Giovanni Corridori
Musiche Guido e Maurizio De Angelis
Tema musicale Oh Ettore, musica di Guido e Maurizio De Angelis, parole di O. Resti
Trucco Luciano Giustini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il soldato di ventura è un film del 1976 diretto da Pasquale Festa Campanile, che ha collaborato anche alla sceneggiatura. Il titolo francese è "La grande bagarre". Contrariamente al solito, in questo film Bud Spencer non è stato doppiato ma recita con la sua vera voce.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film è ambientato nel 1503 e tratta in chiave comico/grottesca la disfida di Barletta. Comincia con la compagnia di ventura di Ettore Fieramosca, formata da 5 soldati, che galoppa verso l'Italia meridionale, dove imperversa la guerra tra Spagna e Francia. La compagnia si allea subito con i francesi, più ricchi e forti. Ma quando un soldato di Ettore, Bracalone da Napoli, viene umiliato da un nobile francese, tale Charles La Motte, questi cambiano sponda passando agli spagnoli, che difendono Barletta assediata dai francesi. I nostri si mettono subito in mostra arrestando l'attacco francese.

Gli spagnoli si dimostrano alquanto generosi economicamente, ma nella città, sotto assedio da troppo, non si trova nulla da mangiare ed i nostri sono costretti a rubare nella dispensa dei nobili spagnoli. La Motte decide di mangiare di fronte alle mura della città per oltraggiare il nemico, Ettore esce e lancia un maiale sul tavolo dei francesi. Questi si sentono offesi e decidono di attaccare la città con un cannone che può sparare un colpo ogni tre ore, arma ritenuta pericolosissima per l'epoca. Ettore, grazie ad un gruppo di attori, riesce a ingannare la guarnigione a capo del cannone e a distruggerlo.

Ettore e la sua compagnia riescono a ritirarsi, ma gli attori vengono presi, tranne il loro capo, che più tardi si imbatte in Ettore, alla ricerca di un suo compagno di ventura che trova impiccato (l'uomo aveva tradito, andando ad avvertire i francesi del piano di Ettore per distruggere il cannone. Ma i francesi e La Motte, vista la sconfitta, hanno deciso di giustiziarlo perché italiano). Ettore infuriato decide di vendicarsi e con abile mossa riesce a catturare tre nobili francesi. Trascinati davanti allo spagnolo capo di Barletta, Ettore vuole che siano impiccati proprio come l'amico, ma per le regole cavalleresche questo è impossibile. In questa parte c'è la scena dell'offesa del nobile francese agli italiani, chiamati da questi codardi e traditori. Ettore sfida i francesi ad una disputa per vedere chi è il più codardo. Il nobile spagnolo acconsente subito per ottenere la tregua d'armi di tre giorni, cioè fino al 13 febbraio 1503. In questi giorni Ettore, nonostante molte difficoltà, riesce a raccogliere i tredici cavalieri che gli servono. Il giorno della disfida gli italiani, tra atti di valore, gag e qualche simpatica scorrettezza, vincono e Ettore riesce a sconfiggere l'odiato La Motte. Ettore aveva chiesto a Bracalone di riportare su un libretto tutte le gesta della loro compagnia di ventura, per entrare nella storia. Ma solo alla fine, quando Ettore consegna il libro al capo spagnolo di Barletta perché lo conservi, si scopre che Bracalone non sa scrivere (d'altra parte, come evidenziato da Bracalone, Ettore non sa leggere).

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Lucera, fortezza svevo - angioina, luogo di riprese del film

Il film è una coproduzione Italo - Francese, girato in Puglia e Tarquinia nella chiesa di Santa Maria in Castello (1121) sia negli interni della chiesa sia negli esterni presso il torrione di Matilde di Canossa e a Lucera, nella fortezza svevo - angioina, trasformata nelle mura e nella città di Barletta. Alcune scene nei dintorni di Lucera, sulla via per Pietra Montecorvino e tre scene, compresa quella finale della "disfida", riprese nelle spiagge a sud del Gargano. Anche se per lo scontro finale viene scelto di girare su una spiaggia della Tunisia. [1] Nella parodia entra tutta la regione, con citazioni di Bari, Taranto e Trani. In questo film Bud Spencer recita con la sua voce.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

I musicisti Guido e Maurizio De Angelis hanno creato un tema musicale originale dal titolo Oh Ettore, con parole di O. Resti. Il testo, molto orecchiabile, richiama ovviamente la disfida di Barletta e conclude il film con le parole: "L'Italia non c'è. Chissà chissà, fra due o tre secoli forse ci sarà".

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il film è uscito il 19 febbraio 1976. Lo stesso anno è stato distribuito in Germania Ovest e in Francia; l'anno seguente in Finlandia e Ungheria e in seguito anche in Colombia, Svezia, Spagna, Filippine, Paesi Bassi, Grecia, Portogallo e Slovenia.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scheda di Livio Costarella sul volume "Cineasti di Puglia" pag. 195 - Edizioni del sud.

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