Dove vai tutta nuda?

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Dove vai tutta nuda?
Paese di produzione Italia
Anno 1969
Durata 94 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Pasquale Festa Campanile
Soggetto Ottavio Jemma
Sceneggiatura Sandro Continenza
Pasquale Festa Campanile
Ottavio Jemma
Luigi Malerba
Produttore Mario Cecchi Gori
Fotografia Roberto Gerardi
Montaggio Marcello Malvestito
Musiche Armando Trovajoli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Dove vai tutta nuda? è un film del 1969 diretto dal regista Pasquale Festa Campanile. Da registrare la partecipazione al film di Mario Cecchi Gori nel ruolo di un avvocato.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il giovane bancario Manfredo Luna, in preda ai fumi dell'alcool, conosce e subito sposa un'avvenente ragazza, Tonino, che candidamente dice sempre ciò che pensa, gira per casa senza vestiti e non esita a soccorrere il prossimo in difficoltà. Con questo suo comportamento, inevitabilmente, sottolinea le contraddizioni tra gli usuali comportamenti sociali e i principi morali ai quali dovrebbero essere ispirati. I coniugi abitano nello stesso condominio del superiore di Manfredo - il presidente - che, benché ostenti un forte senso del pudore, non esita a scendere al piano di sotto quando gli si presenti un'occasione piccante. Al piano di sopra, dove vive con la moglie, riceve invece importanti personalità. L'edificio riceve inoltre le frequenti e maldestre visite del pittoresco ladro Rufus Conforti.

Durante una serata mondana in casa del presidente, a Tonino si rompe inavvertitamente il vestito e il marito la copre con una pagina dell'Osservatore Romano, mandando su tutte le furie un ministro presente al ricevimento, indignato dalla scena indecorosa e dal giornale utilizzato per rimediare all'imprevisto.

Quando Tonino fa recapitare nell'ufficio di Manfredo un quadro che la raffigura nuda, questi viene licenziato. Dopo qualche ora di smarrimento, il signor Luna, stufo di essere parte integrante di un ingranaggio meschinamente moralista, decide di spogliarsi e girare per casa nudo come la moglie, perché i vestiti sono l'emblema dell'ipocrisia sociale.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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