Chinesinho

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Chinesinho
Cinesinho (1967).jpg
Cinesinho con la maglia della Juventus
Dati biografici
Nome Sidney Colônia Cunha
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 168 cm
Peso 68 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex mezzala)
Ritirato 1974 - giocatore
1981 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1954 Renner Renner  ? (?)
1955-1958 Internacional Internacional  ? (?)
1958-1962 Palmeiras Palmeiras 237 (55)
1962-1963 Modena Modena 20 (3)
1963-1965 Catania Catania 59 (5)
1965-1968 Juventus Juventus 85 (8)
1968-1972 L.R. Vicenza L.R. Vicenza 90 (10)
1972 N.Y. Cosmos N.Y. Cosmos 1 (0)
1973-1974 Nacional-SP Nacional-SP  ? (?)
Nazionale
1956-1961 Brasile Brasile 17 (7)
Carriera da allenatore
1975-1976 L.R. Vicenza L.R. Vicenza
1978-1979 Foggia Foggia
1979-1981 Forli Forlì
1984 Forli Forlì
1985 Palmeiras Palmeiras
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Sidney Colônia Cunha, meglio noto come Chinesinho o anche Cinesinho (Rio Grande, 1º gennaio 1935Rio Grande, 16 aprile 2011), è stato un calciatore e allenatore di calcio brasiliano, di ruolo mezzala.

La sua data di nascita è stata spesso argomento di disputa. Finché militava nel Modena, nel Catania e nella Juventus gli almanacchi riportavano la data del 28 giugno, ma dopo il suo passaggio al Lanerossi Vicenza emerse quella del 1º gennaio, data che lui stesso ha sempre confermato come sua data di nascita. L'albo degli allenatori inoltre lo registrò come nato il 13 gennaio.

Il figlio, Sindey Cunha, nato a San Paolo il 15 giugno 1961, ha giocato come interno negli anni ottanta nelle giovanili del Catania e nel Forlì, senza mai arrivare al livello del padre.[1]

È deceduto il 16 aprile 2011, dopo anni di sofferenza causata dalla malattia di Alzheimer.[2][3] I suoi funerali si sono tenuti il 18 aprile a San Leopoldo nello stato di Rio Grande do Sul. Il suo corpo è stato cremato.[4]

Il 17 aprile, giorno successivo alla scomparsa, allo stadio Massimino di Catania, in occasione dell'incontro di calcio Catania-Lazio (1-4) è stato osservato un minuto di raccoglimento in sua memoria.[5]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Come molti altri calciatori brasiliani, aveva un soprannome legato al suo aspetto, che con gli occhi a mandorla e il viso paffuto, unitamente ad una statura che non arriva al metro e settanta, lo faceva sembrare un piccolo cinese ("chinesinho" in portoghese).

Veloce e tecnico,[3] Batteva calci d'angolo e calci di punizione ad effetto micidiale, soffriva le marcature strette, scendeva anche in difesa per iniziare nuovamente l'azione d'attacco.[6] Memorabile una sua punizione, tirata all'altezza della bandierina del calcio d'angolo, allo stadio San Paolo di Napoli in un Napoli-Juventus del campionato 1967-68, con Zoff e la difesa napoletani nettamente sorpresi dalla traiettoria del pallone.[7]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Giocò in Brasile nel Renner, nell'Internacional e nel Palmeiras; in questo periodo, fu convocato 17 volte in nazionale, collezionando 7 reti.

Nel 1955 debuttò nell'International di Porto Alegre, insieme a Larry e Bodinho, vincendo in quello stesso anno il Campionato Gaúcho, titolo che aveva già vinto con il Renner l'anno precedente, e nel 1956 fu convocato nella nazionale brasiliana per i Giochi Panamericani di quell'anno disputati a Città del Messico, giochi vinti con Cinesinho che nel corso della manifestazione realizzò quattro reti (tre nel 7-1 contro la Costa Rica e una contro l'Argentina). Nel 1958 insieme a Valdir e Andrade fu ceduto al Palmeiras, con cui nel 1959, insieme a Valdir, Djalma Santos, Zequinha, Julinho, vinse il campionato Paulista, contro il Santos di Pelé dopo tre incontri di finale di cui il terzo giocato allo stadio Pacaembu di San Paolo. Nel 1960 con la sua squadra di club vinse la Taça Brasil.

Nel Palmeiras realizzò in totale 55 reti.

Con la nazionale partecipò alla Coppa America 1959, disputata in Argentina, ma in occasione dei Mondiali del 1962 disputati in Cile gli fu preferito Mengálvio.

Cinesinho a metà degli anni sessanta, in allenamento con il Catania.

Arrivò in Italia nel 1962 al Modena neopromosso in Serie A dove segnò 3 reti in 20 gare, di cui la prima realizzata contro il Genoa nella prima partita casalinga giocata allo Stadio Braglia. Arnaldo Tirone, presidente del Palmeiras, sul sito ufficiale della società ricorda che «con i soldi della vendita di Cinesinho il Palmeiras acquistò 15 giocatori formando così la prima academia, una grande squadra».[8]

Al termine della prima stagione in Italia in cui, pur essendo stato frenato dagli infortuni, aveva dato un notevole contributo alla salvezza del Modena, passò nel 1963 al Catania dove rimase per due stagioni totalizzando 59 presenze e 5 reti, disputando anche la finale di Coppa delle Alpi 1964, persa contro il Genoa allo stadio Wankdorf di Berna.

Nel 1965 passò alla Juventus sostituendo nel ruolo e nel numero di maglia Omar Sívori, vincendo all'esordio in bianconero la Coppa Italia 1965 nella finale disputata il 29 agosto 1965 contro l'Inter all'Olimpico di Roma. Nella formazione allenata dal paraguaiano Heriberto Herrera divenne, con le sue straordinarie doti di palleggio, tecnica sopraffina e lunghi e precisi lanci, il faro di centrocampo dei bianconeri campioni d'Italia nel 1967.

In tre campionati disputati con la Juventus segnò 8 reti in 85 partite, non un granché, e così nell'estate 1968 fu sbolognato al Lanerossi Vicenza; con i biancorossi visse una seconda giovinezza realizzando 10 reti in 90 partite.[9]

Esordì anche nella NASL con la maglia dei New York Cosmos.[10]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Chiusa la carriera, ricoprì incarichi tecnici nelle file beriche, fra cui quelli di secondo allenatore e anche di allenatore della prima squadra. Allenò poi il Foggia con cui retrocedette in serie C e il Forlì, con cui sfiorò la promozione in Serie B nel campionato 1979-1980, ma fu poi esonerato nel campionato successivo.

Nel 1985 tornò ad allenare il Palmeiras per 14 incontri, ottenendo 5 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte.[8]

Nel 1995, allenando i giovanissimi del Modena, ebbe fra i ragazzi Luca Toni.[11][12]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Brasile Brasile
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
08/03/1956 Città del Messico Messico Messico 1 – 2 Brasile Brasile Campionato Panamericano -
13/03/1956 Città del Messico Brasile Brasile 7 – 1 Costa Rica Costa Rica Campionato Panamericano 3
18/03/1956 Città del Messico Brasile Brasile 2 – 2 Argentina Argentina Campionato Panamericano 1
26/03/1959 Buenos Aires Brasile Brasile 3 – 1 Uruguay Uruguay Coppa America 1959 -
29/03/1959 Buenos Aires Brasile Brasile 4 – 1 Paraguay Paraguay Coppa America 1959 1
04/04/1959 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 1 Brasile Brasile Coppa America 1959 -
29/04/1960 Il Cairo Rep. Araba Unita Rep. Araba Unita 0 – 5 Brasile Brasile Amichevole -
01/05/1960 Il Cairo Rep. Araba Unita Rep. Araba Unita 1 – 3 Brasile Brasile Amichevole -
06/05/1960 Il Cairo Rep. Araba Unita Rep. Araba Unita 0 – 3 Brasile Brasile Amichevole -
10/05/1960 Copenaghen Danimarca Danimarca 3 – 4 Brasile Brasile Amichevole 1
26/05/1960 Buenos Aires Argentina Argentina 4 – 2 Brasile Brasile Copa Roca -
29/05/1960 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 4 Brasile Brasile Copa Roca -
29/06/1960 Rio de Janeiro Brasile Brasile 4 – 0 Cile Cile Amichevole -
03/07/1960 Asunción Paraguay Paraguay 1 – 2 Brasile Brasile Coppa dell'Atlantico -
09/07/1960 Montevideo Uruguay Uruguay 1 – 0 Brasile Brasile Coppa dell'Atlantico -
12/07/1960 Rio de Janeiro Brasile Brasile 5 – 1 Argentina Argentina Coppa dell'Atlantico 1
29/06/1961 Rio de Janeiro Brasile Brasile 3 – 2 Paraguay Paraguay Amichevole -
Totale Presenze 17 Reti (63º posto) 7

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Renner: 1954
Internacional: 1955
Palmeiras: 1959
Palmeiras: 1960
Juventus: 1966-1967
Juventus: 1964-1965

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Brasile: 1956

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Almanacco illustrato del calcio 1983, Panini, Modena, 1982, p. 302.
  2. ^ Lutto: morto Cinesinho, ex Catania e Juventus Golsicilia.it
  3. ^ a b È morto Sidney Colonia Cunha "Cinesinho" Emiliaromagnasport.com
  4. ^ Funerali in Brasile per Cinesinho, ex Juventus. URL consultato il 18 aprile 2011.
  5. ^ Catania-Lazio, un minuto di raccoglimento per la scomparsa di Cinesinho Tuttomercatoweb.com
  6. ^ Carmelo Gennaro, Luigi Prestinenza, Dal fondo un traversone, A&B Editrice, Acireale-Roma 2003, pp. 41-45.
  7. ^ Il pallone racconta - Misteri, grandi uomini, gioie e dolori del gioco più bello del mondo. URL consultato il 18 aprile 2011.
  8. ^ a b Ídolo eterno, Chinesinho morre aos 75 anos no Rio Grande do Sul. URL consultato il 18 aprile 2011. La notizia della scomparsa di Cinesinho sul sito del Palmeiras con il ricordo del presidente della società Arnaldo Tirone
  9. ^ (EN) Davide Rota, Brazilian Players and Coaches in Italy, RSSSF.com, 5 novembre 2005.
  10. ^ (EN) Statistiche su Nasljerseys.com
  11. ^ Fenomeno Toni in la Repubblica, 03 gennaio 2010.
  12. ^ Marco Ansaldo, Addio a Cinesinho, l'erede di Sívori in la Stampa, 18 aprile 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]