Sacrario militare del monte Grappa

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Coordinate: 45°52′15.38″N 11°47′58.19″E / 45.870939°N 11.799497°E45.870939; 11.799497

Sacrario militare del monte Grappa
Il sacrario della Grande Guerra
Il sacrario della Grande Guerra
Tipo militare
Confessione religiosa Cattolicesimo
Ubicazione
Stato Italia Italia
Comune Crespano del Grappa
Luogo Monte Grappa
Costruzione
Periodo costruzione 1932 - 1935
Data apertura 22 settembre 1935
Architetto Giovanni Greppi
Tombe famose Gaetano Giardino, Ettore Viola
Note 22.910 salme

Il sacrario militare del monte Grappa è uno dei principali ossari militari della prima guerra mondiale e si trova sulla vetta del monte Grappa.

L'ossario del monte Grappa è diventato, insieme a quelli del Leiten, del Pasubio e di Tonezza del Cimone, simbolo della provincia di Vicenza.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Una volta conclusa la Grande Guerra sul massiccio del Grappa rimanevano molti cimiteri militari dislocati in diversi punti della montagna. Così si progettò di costruire un unico cimitero monumentale sulla vetta del monte: l'attuale sacrario militare appunto.

Progettato dallo stesso architetto del sacrario militare di Redipuglia, Giovanni Greppi e da Giannino Castiglioni scultore, venne iniziato nel 1932 ed inaugurato il 22 settembre 1935. Il sacrario è costituito da una serie di gradoni semicircolari che si sviluppano sul pendio che dalla strada conduce alla cima del sacrario. Ciò consente di sfruttare la pendenza del terreno al meglio limitando le difficoltà di costruzione e in definitiva i costi di realizzazione. L'elemento caratterizzante del sacrario è il motivo a colombario utilizzato per i loculi destinati ad ospitare le salme dei soldati caduti. Il modello a colombario, unitamente all'uso della pietra viva e del bronzo per le chiusure dei loculi vuole richiamare la classicità romana fortemente amata dalla committenza fascista.

Caduti[modifica | modifica wikitesto]

I quattro ossari nello stemma della provincia di Vicenza: l'ossario del Pasubio, l'ossario del monte Cimone, il sacrario militare di Asiago ed il sacrario militare del monte Grappa.

Il sacrario contiene i resti di 22.910 soldati ed è così disposto:

  • Settore nord, ossario austroungarico con 10.295 morti di cui 295 identificati.
  • Settore sud, ossario italiano con 12.615 morti di cui 2.283 identificati.
  • Tra i due ossari, c'è la cosiddetta via Eroica lunga 300 metri, con a lato i cippi recanti i nomi delle cime teatro di guerra.
  • All'inizio della via eroica, a nord, c'è il portale Roma: progettato e costruito dall’architetto Limoncelli ed offerto da Roma, sul portale è scolpito: "Monte Grappa tu sei la mia patria", il primo verso della famosa canzone del monte Grappa.
  • Al centro dell'ossario italiano c'è il sacello della famosa Madonna del Grappa, la vergine ausiliatrice posta nella vetta il 4 agosto 1901 dal patriarca di Venezia Giuseppe Sarto (poi papa Pio X), a simbolo della fede cristiana nel Veneto. Durante la prima guerra mondiale, la Madonna del Grappa divenne simbolo della Patria e della protezione divina, al punto che una volta riparata dall'esplosione di una granata, prima di esser riposta nel sacello (4 agosto 1921) fece il giro dell'Italia su un vagone ferroviario al cui passaggio tutti lanciavano fiori, pregavano, piangevano, si inginocchiavano.

Nel sacrario c'è una tomba importante per la storia del Grappa, è quella del maresciallo d'Italia, generale Gaetano Giardino, che qui comandò l'armata del Grappa portandola alla vittoria finale.

Tra le tante sepolture colpisce in particolare la tomba n. 107 (settore austro-ungarico) del soldato Peter Pan.

Vie d'accesso[modifica | modifica wikitesto]

Per arrivare al sacrario militare si percorre la strada Cadorna, costruita appositamente su ordine del generale Luigi Cadorna per dare supporto logistico alle linee difensive (venne ultimata il 7 ottobre 1917).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Maria Fiore, La monumentalizzazione dei luoghi teatro della Grande Guerra: i sacrari di Giovanni Greppi e di Giannino Castiglioni (1933-1941), tesi di dottorato, relatori Vittorio Zucconi, Howard Burns, DSA/IUAV, Venezia 2001.
  • Cesare Alberto Loverre, L'architettura necessaria/Culto del caduto ed estetica della politica, in Un tema del moderno: i sacrari della Grande Guerra, in "Parametro" XXVII, 1996
  • Daniele Pisani, Il Sacrario di Monte Grappa, in La Memoria di pietra. Progetto di ricerca realizzato nell'ambito del protocollo d'intesa tra Regione Veneto, Università Ca' Foscari di Venezie e Università IUAV di Venezia
  • Sacrari militari della prima guerra mondiale. Monte Grappa ed altri vicini, Ministero della Difesa/Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra, Roma, 1974
  • Sui campi di battaglia. Il Monte Grappa. Guida storico-turistica, Touring Club Italiano, Milano, [1928], 1937, 5ª ed.
  • Livio Vanzetto, Monte Grappa, in I luoghi della memoria. Simboli e miti dell’Italia unita, a cura d Mario Isnenghi, Laterza, Roma-Bari, 1996
  • Livio Vanzetto, Guida storica ai monumenti di Cima Grappa, Istresco, Treviso 2001
  • Stefano Zagnoni, Dal monumento al fante ad una nuova tipologia monumentale. Appunti per una nuova iconologia in Un tema del moderno: i sacrari della Grande Guerra, in «Parametro. Rivista internazionale di architettura e urbanistica» XXVII, 1996

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Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

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