Ettore Viola

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on. Ettore Viola di Ca' Tasson
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Fornoli
Data nascita 21 aprile 1894
Luogo morte Roma
Data morte 25 febbraio 1986
Professione militare di carriera, agricoltore
Partito DC, PNM, PMP
Legislatura CN, I, II
Gruppo Democratico Cristiano-Misto, Partito Nazionale Monarchico, Partito Monarchico Popolare
Circoscrizione Abruzzo (1948), Lazio (1953)
Collegio L'Aquila (I Leg.), Roma (II Leg.)
Pagina istituzionale
Ettore Viola di Ca' Tasson
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Camera del Regno d'Italia
Luogo nascita Fornoli
Data nascita 21 aprile 1894
Luogo morte Roma
Data morte 25 febbraio 1986
Professione militare di carriera, agricoltore
Legislatura XXVII
Pagina istituzionale
Il capitano degli Arditi Ettore Viola nel 1919

Ettore Viola di Ca' Tasson (Fornoli, 21 aprile 1894Roma, 25 febbraio 1986) è stato un militare e politico italiano.

Fu un capitano (esercito) della Prima guerra mondiale che si distinse nella difesa del monte Grappa al punto di essere soprannominato l'Ardito del Grappa. Il personaggio di Ettore Moretti in Addio alle armi di Hemingway ha sicuramente un riferimento preciso nella figura di Viola e pare anche in certe frasi che era solito pronunciare[senza fonte]. Fratello maggiore di Dino Viola, ex dirigente sportivo e presidente dell'AS Roma.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Riposa dal 1986 per privilegio speciale al Sacrario Militare del Monte Grappa. Fu una delle figure più fulgide della Prima guerra mondiale, definito da re Umberto II di Savoia: «La più bella Medaglia d'oro della Grande Guerra»[senza fonte] e paragonato dal deputato Aldo Rossini ad «un eroe omerico e ariostesco»[senza fonte]. Decorazioni: Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia (la più alta onorificenza militare del tempo), una medaglia d'oro al valore militare e due medaglie d'argento.

Dal suo Stato di Servizio risulta nel 1915 soldato nell’88º Rgt. Fanteria. Dopo il corso ufficiali, Sottotenente e Tenente nel 75º Rgt. Fanteria quindi Capitano nel 149º Rgt. Fanteria. Nella primavera 1918 comandante della compagnia “Fiamme Nere” (Arditi) del VI Reparto d’Assalto.[1]

Svolse un ruolo importante nell'ambito delle organizzazioni degli ex-combattenti, il cui congresso, svoltosi ad Assisi, aveva votato un documento critico contro l'avanzata del fascismo. Fu appunto Ettore Viola, secondo la testimonianza di Emilio Lussu, a guidare la delegazione ricevuta a San Rossore dal re Vittorio Emanuele III, ma senza risultati.

Amico di D'Annunzio, dopo il delitto Matteotti del giugno 1924, aveva rifiutato un posto nel Governo Mussolini.[senza fonte]

Il 16 maggio 1969 ottenne la concessione del titolo di Conte di Cà Tasson[2]

Si fece carico di denunciare malversazioni commesse dalla Coldiretti presieduta da Paolo Bonomi.

Morì il 25 febbraio 1986 a novantadue anni.

A cima Grappa, nel sacrario, ci sono i resti degli Alpini, Fanti ed Arditi caduti nella Battaglia del solstizio. Gli unici soldati sepolti su quella sacra cima che non sono morti sul Grappa sono: il maresciallo d'Italia Gaetano Giardino, la sua sposa Margherita dei Conti Jahn Rusconi (1877-1927), ed il generale Ettore Viola.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Comandante di una compagnia di arditi, la condusse brillantemente all'attacco di importanti posizioni. Sotto l'intenso tiro di artiglieria e di mitragliatrici avversarie. Avute ingenti perdite nella compagnia, magnifico esempio di audacia e di ardimento, con un piccolo nucleo di uomini continuò nell'attacco e giunse per primo, con soli tre dipendenti, nella posizione da occupare. Caduti molti ufficiali di altri reparti sopraggiunti, assunse il comando di quelle truppe, e con esse e con i pochi superstiti della sua compagnia, respinse in una notte ben 11 contrattacchi nemici, sempre primo alla lotta. Rimasto solo, circondato dagli avversari e fatto prigioniero, dopo tre ore si liberò con fulmineo e violento corpo a corpo della scorta che lo accompagnava e rientrato nelle nostre linee con mirabile entusiasmo riprese immediatamente il comando di truppe, respingendo con fulgida tenacia nuovi e forti contrattacchi del nemico, incalzandolo per lungo tratto di terreno e infliggendogli gravissime perdite.»
— Monte Grappa 16-17 settembre 1918
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Argento al Valor Militare
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Argento al Valor Militare
Medaglia d'Argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Argento al Valor Militare
Medaglia di Bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Bronzo al Valor Militare
fondatore dell'Istituto del Nastro Azzurro - nastrino per uniforme ordinaria fondatore dell'Istituto del Nastro Azzurro

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Archivio Martelli su noialpini.it. URL consultato il 22 ottobre 2011.
  2. ^ Annuario della Nobiltà Italiana, XXXI edizione (Teglio, 2010), volume III, titolati umbertini

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (IT) Andrea Borella, Annuario della Nobiltà Italiana, XXVIII - XXXI edizione, Teglio, S.A.G.I. [2010], dicembre 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]