Lotus 88

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Lotus 88
Lotus 88 2008 Silverstone Classic.jpg
La Lotus 88 a Silverstone nel 2008
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Lotus Cars
Categoria Formula 1
Squadra Team Lotus
Progettata da Colin Chapman
Sostituita da Lotus 91

La Lotus 88 era una vettura da Formula 1 dotata di un innovativo effetto suolo progettata da Colin Chapman, Peter Wright, Tony Rudd e Martin Ogvilvie. Con questa vettura si voleva massimizzare la deportanza creata dall'effetto suolo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1980 le vetture dotate di effetto suolo erano diventate così efficienti e veloci che i piloti soffrivano per le tremende forze G laterali che si generavano nei curvoni veloci, tanto da essere a rischio black-out, come denunciato da vari piloti tra i quali Bruno Giacomelli. In più la deportanza garantita dall'effetto suolo era così elevata da portare ad una estrema riduzione delle superfici alari e molto spesso all'eliminazione di quelle anteriori, rendendo con ciò pericolosissime le vetture in caso di rottura improvvisa di una minigonna con conseguente ed improvvisa diminuzione della deportanza. Dopo il tragico incidente di Hockenheim, che costò la vita a Patrick Depailler, la FIA quindi vietò, con la volontà di salvaguardare la sicurezza dei piloti, le minigonne scorrevoli poste sui fianchi delle vetture e che erano fondamentali per la creazione dell'effetto suolo. Il regolamento ora imponeva una distanza minima di 6 cm dal suolo di qualunque parte della massa sospesa della vettura. La Brabham fu il primo team a svicolare dalle regole utilizzando un sistema di sospensioni pneumatiche che si comprimevano con il carico aerodinamico avvicinando così la vettura all'asfalto. Questo sistema però nella pratica bloccava le sospensioni e il pilota subiva dei sobbalzi molto più di prima. Comunque le prestazioni venivano migliorate da queste sospensioni e quindi tutti gli altri team le adottarono. Molte squadre non seguirono o non riuscirono a riprodurre il sistema della Brabham e, sfruttando una ingenua lacuna del regolamento, montarono un dispositivo pneumatico, il correttore di assetto, che agiva sulle sospensioni e faceva alzare la vettura fino a portare il fondo a sei centimetri di altezza ogni volta che la vettura rientrava ai box ed era quindi potenzialmente soggetta a verifiche. Visto che la FISA non trovò appigli normativi per contestare questa spudoratezza che molto evidentemente violava lo spirito del regolamento ma non la forma, tutte le scuderie nel corso della stagione installarono questo semplice dispositivo che non interferiva con l'assetto della vettura in corsa. Chapman invece aveva già deciso di seguire un'altra strada, molto più creativa ed elaborata ma sulla quale, purtroppo per lui, la FISA trovò le basi normative per metterla fuorilegge.

La Lotus 86 era stata progettata in un periodo nel quale le minigonne erano legali e ne era stato costruito un solo prototipo. Le prestazioni subirono un piccolo ma significativo aumento rispetto alle vetture dotate di effetto suolo tradizionale. Quando le minigonne furono vietate Wright provò la vettura senza minigonne per capire le sue prestazioni in questa nuova configurazione. La perdita di prestazioni era insignificante e quindi la 88 venne subito progettata come una reingegnerizzazione della Lotus 86. La 88 utilizzava un ingegnoso sistema composto da due telai, uno interno all'altro. Il telaio più interno ospitava l'abitacolo e poteva essere ammortizzato indipendentemente da quello esterno che era invece progettato per sostenere la pressione generata dall'effetto suolo. Quello esterno non aveva ali ed era in realtà un enorme sistema che doveva generare l'effetto suolo. Il sistema iniziava subito dietro al muso della vettura e si estendeva fino alle ruote posteriori producendo un enorme valore di deportanza.

Come motore la vettura utilizzava il Ford Cosworth DFV. I piloti del team, Nigel Mansell ed Elio de Angelis, dichiararono che la vettura era piacevole da guidare e che rispondeva bene ai comandi. Per generare il carico aerodinamico nella forma più gestibile possibile la vettura era costruita facendo ampio uso di fibra di carbonio. Questa scelta la rese, insieme alla McLaren MP4/1, la prima monoposto per la cui costruzione sono state utilizzate le fibre sintetiche in grande quantità.

Gli altri team si sentirono oltraggiati da questo modo di interpretare i regolamenti e protestarono con la FISA asserendo che il doppio telaio violava le regole in quanto si poteva considerare una superficie aerodinamica mobile. La FISA accolse la protesta ed escluse la vettura dalle competizioni. Chapman era invece convinto che la vettura fosse regolare e sfidò gli altri team e la FISA stessa in ogni modo, tentando anche di far entrare in pista una vettura leggermente modificata, la cosiddetta Lotus 88B, durante le qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna, ma la decisione non venne modificata. Chapman fu costretto ad aggiornare due telai delle sue Lotus 87 e ad utilizzarli come vetture in sostituzione della Lotus 88. La 88 in ogni caso resta una delle curiosità di un'epoca ormai scomparsa della Formula 1. Alcune componenti aerodinamiche e la configurazione generale della 88 furono utilizzate con successo sulla successiva Lotus 91 che venne presentata nel 1982.

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