Stéphane Peterhansel

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Stéphane Peterhansel
Stéphane Peterhansel.jpg
Dati biografici
Nazionalità Francia Francia
Motociclismo IlmorX3-003.png
Dati agonistici
Categoria Enduro
Rally raid
Squadra Yamaha
KTM
Palmarès
Mondiale enduro 2 trofei
Rally Dakar 6 trofei
Rally di Tunisia 2 trofei
Abu Dhabi Desert Challenge 2 trofei
Per maggiori dettagli vedi qui
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Dati agonistici
Specialità Rally raid
Squadra Mitsubishi
BMW
Mini
Palmarès
Rally Dakar 5 trofei
Rally del Marocco 3 trofei
Rally di Tunisia 3 trofei
Abu Dhabi Desert Challenge 5 trofei
Baja Portalegre 500 1 trofeo
Baja España-Aragón 3 trofei
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Stéphane Peterhansel (Échenoz-la-Méline, 6 agosto 1965) è un pilota motociclistico e pilota di rally francese, vincitore di due titoli mondiali nell'enduro e di 11 edizioni della Rally Dakar (sei in moto e cinque in auto)[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stéphane Peterhansel inizia a correre in moto all'età di quindici anni, pur non avendo ancora la possibilità di avere una regolare licenza; poi nel 1981, guadagnati finalmente i requisiti, s'iscrive regolarmente al Campionato francese di Enduro e se lo aggiudica alla guida di una Husqvarna. Nel corso degli anni riuscirà poi ad aggiudicarsi per altre dieci volte il titolo nazionale francese della categoria.

Nel 1987 entra a far parte della squadra Yamaha con Hubert Auriol e Cyril Neveu.

L'anno successivo corre con la Yamaha per la prima volta nel Rally Dakar, classificandosi 18º; sempre nel 1988 fa parte della squadra nazionale francese che si aggiudica la Sei Giorni Internazionale di Enduro. Nel 1989 arriva 4º nella Dakar, gara che vincerà la prima volta nel 1991. Da lì in poi è un susseguirsi di trionfi: vince nel 1992, nel 1993, nel 1995, nel 1997 e nel 1998, conquistando il primato di vittorie in moto.

Nel 1997 si aggiudica anche il suo primo titolo nel campionato mondiale di enduro nella categoria 250cm³ 2T.

A causa di dolori fisici, per quanto riguarda la Dakar decide di passare alle auto, e nel 1999 partecipa con la Nissan classificandosi 7º. Nel 2000 arriva 2º con un prototipo francese, partecipando allo stesso tempo al campionato francese di enduro, al Rally del Marocco e di Dubai.

L'anno successivo è nuovamente campione del mondo di enduro, stavolta nella categoria 250cm³ 4T. Nel 2002 vince il Rally di Tunisia e quello di Dubai. Nel trienno successivo vince le tre edizioni della Dakar a bordo di una Mitsubishi diventando in assoluto il pilota più vincente del Rally Dakar, forte di sei titoli in moto e tre in auto.

Nel 2011, a sorpresa, dopo tredici anni dalla sua ultima competizione in moto, torna ai rally raid partecipando al Sardegna Rally Race con una Yamaha; trascina con sé in tale avventura la compagna Andrea Mayer (anche lei da tempo non faceva più gare in moto),[2] Per Peterhansel non si tratta comunque di una semplice partecipazione velleitaria, infatti conclude al 4º posto nella classifica generale (23ª la compagna Mayer, prima delle donne) e promette di ritornare l'anno successivo.[3]

Palmares[modifica | modifica wikitesto]

Enduro[modifica | modifica wikitesto]

Transparent.png Mondiali enduro
Oro Mondiale 250 2T 1997
Oro Mondiale 250 4T 2001
Transparent.png Six Days
Oro SixDays Trophy Team 1988

Rally Dakar[modifica | modifica wikitesto]

Moto[modifica | modifica wikitesto]

Auto[modifica | modifica wikitesto]

Altri rally raid[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rally, Dakar 2012: storico decimo successo per Peterhansel, notiziariosportivo.it. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  2. ^ Stephane Peterhansel e Andrea Mayer parteciperanno al Sardegna Rally Race, bikevillage.it. URL consultato l'11 novembre 2011.
  3. ^ SRR 2011: Marc Coma vince il Sardegna Rally Race 2011. Il silenzio degli innocenti, bikevillage.it. URL consultato l'11 novembre 2011.
  4. ^ ADDC - WINNERS MOTO 1995-2009, abudhabidesertchallenge.ae. URL consultato il 16 ottobre 2011.
  5. ^ (FR) Sito ufficiale del Rally di Tunisia, npo.fr. URL consultato il 23 ottobre 2011.
  6. ^ (FR) Sito ufficiale del Rally del Marocco, npo.fr. URL consultato il 16 ottobre 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]