Safety car

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La safety car utilizzata in pista nel campionato mondiale Superbike 2007

Nelle competizioni automobilistiche la safety car o pace car (come viene chiamata in Nordamerica), è una vettura stradale convenzionale (anche se spesso di altissime prestazioni) guidata da un membro dell'organizzazione, che viene utilizzata per raggruppare, rallentare o in altro modo controllare il gruppo delle auto in competizione. Viene usata soprattutto in caso di incidenti gravi che possono mettere in pericolo l'incolumità dei piloti e dei commissari che devono soccorrere, oppure in caso di condizioni meteorologiche particolarmente avverse. È stata introdotta per rendere meno necessario l'uso della bandiera rossa, in quanto la safety car, pur contribuendo ad aumentare la sicurezza sul circuito, consente di non dover necessariamente fermare la gara.

La safety car in Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La safety car in azione alla testa del gruppo durante il Gran Premio del Giappone 2009.

La prima safety car debuttò in Formula 1 nella stagione 1973 al Gran Premio del Canada, per rallentare le vetture, consentendo ai commissari di percorso di sgomberare la pista dai detriti; era un'epoca in cui gli incidenti e le morti sui circuiti erano ancora all'ordine del giorno. L'idea venne al pilota Herbert Linge, che con l'aiuto dei vertici Porsche e di Bernie Ecclestone, riuscì a convincere dell'utilità della cosa il circus della F1. La prima safety car nella storia del campionato fu una Porsche 914/6. Nelle prime tre stagioni di utilizzo la safety car recava a bordo anche un medico, e fungeva quindi sia da vettura di servizio che da mezzo di soccorso; le successive richieste di Sid Watkins, all'epoca dottore di riferimento della Formula 1, unite alla scomparsa di Ronnie Peterson durante l'incidente alla partenza del GP d'Italia 1978, accelerarono l'introduzione di una vera e propria medical car per questo specifico compito.

Per oltre vent'anni, la safety car non è stata una vettura fissa, ma variava a seconda del circuito: tra le tante, ci furono la Lamborghini Countach utilizzata al Gran Premio di Monaco nei primi anni ottanta, la Fiat Tempra in servizio al GP del Brasile 1993, la Opel Vectra usata nel weekend del Gran Premio di San Marino 1994 (in cui perirono Roland Ratzenberger in prova e Ayrton Senna in gara), e la Honda Prelude nel GP del Giappone dello stesso anno. Questa situazione generò a tratti confusione e disorganizzazione; inoltre, poche di queste vetture potevano marciare a velocità sufficientemente sostenute per consentire ai piloti di mantenere gli pneumatici in temperatura, tanto che spesso il suo uso fu messo in discussione.

Proprio a seguito di questi episodi controversi, dalla stagione 2000 la Federazione Internazionale dell'Automobile decise l'introduzione di una serie di vetture, standard per tutti i circuiti della F1, che potessero adempiere ai compiti di safety car: la fornitura venne assegnata alla Mercedes-Benz, che da allora, attraverso la Mercedes-AMG, rifornisce con le sue auto tutte le gare del mondiale. Dalla stessa data, il pilota ufficiale della safety car è Bernd Mayländer, che la guida in tutte le prove del campionato.[1]

Regolamento e utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Due commissari di pista segnalano la bandiera gialla e un cartello con la sigla "SC", che indica l'entrata in pista della safety car in occasione di un incidente.

Nella Formula 1 la modifica dei regolamenti negli ultimi anni ha introdotto questa innovazione quando necessario per consentire ai commissari di gara di liberare la pista in situazioni che nel passato avrebbero visto una interruzione e ripartenza della competizione. In questo caso la vettura è stata ribattezzata safety car ("auto di sicurezza") a sottolineare l'uso in caso di necessità. Durante il periodo di permanenza della safety car in pista i commissari di percorso espongono un cartello indicante "SC" insieme alle bandiere gialle. Spesso questa particolare situazione ha modificato l'esito delle gare di F1, in quanto essa annulla i distacchi registrati prima del suo ingresso in pista, e dunque permette agli inseguitori di ridurre o addirittura annullare lo svantaggio nei confronti dei piloti che li precedono. Per questo motivo, le squadre sono solite elaborare le strategie con riferimento alle probabilità d'ingresso della vettura di sicurezza. Si calcola per esempio che a Singapore la probabilità d'ingresso della safety car sia pari al 100%.

Dal 2007 le regole riguardanti la safety car sono radicalmente cambiate. All'entrata in pista della vettura di sicurezza, i piloti non possono più rientrare ai box per fare rifornimento: questo perché negli anni precedenti si assisteva ad un "assalto" ai box da parte delle vetture in queste occasioni, poiché ciò risultava molto vantaggioso ai fini della strategia. A coloro che entrano ai box ignorando questa regola viene attribuita la penalità dello stop & go (com'è successo a Robert Kubica e a Nico Rosberg nel Gran Premio di Singapore 2008). La safety car lascia passare tutti i piloti doppiati, che devono percorrere dei giri a velocità ridotta fino ad accodarsi al gruppo, e solo successivamente, quando la corsia box viene riaperta, è lecito effettuare il pit stop senza incorrere in penalità. Queste nuove regole hanno diminuito il caos che occorreva negli anni precedenti, a scapito però dei tempi di permanenza in pista della safety car: infatti con le nuove disposizioni servono più giri in pista da parte della vettura di sicurezza per eseguire tutta la procedura necessaria. Quando la safety car ha intenzione di rientrare ai box, spegne le luci per segnalare ai piloti che in pochi momenti si tornerà a correre regolarmente. I giri effettuati dietro alla safety car contano come giri percorsi normalmente all'interno della gara; anche il tempo continua a scorrere.

La bandiera verde segnala il termine del periodo in cui la safety car è sul circuito. La pista è sgombra e i piloti possono ripartire.

Dal 2009 è possibile effettuare il rifornimento durante tutto il periodo di permanenza in pista della safety car, senza che sia necessario attendere il messaggio di pit lane open, poiché questa rimane sempre aperta. L'unica limitazione posta è un tempo minimo di attesa prima di effettuare la sosta ai box: questo tempo viene comunicato ad ogni pilota attraverso il display presente sulla vettura.[2] Inoltre quando la safety car transita sul traguardo l'uscita della pitlane viene chiusa, obbligando i piloti ad accodarsi al gruppo. Nella stagione 2011 la vettura di sicurezza non lasciava più passare i doppiati, ma ricompattava solo il gruppo. Questa regola è stata poi abolita nella stagione 2012.

Se necessario, una gara può iniziare o anche terminare in regime di safety car. Nel primo caso, questo succede se ci sono condizioni meteo sfavorevoli, come durante un forte acquazzone nelle prime fasi di gara. Ciò è accaduto otto volte in Formula 1: nel 1997 e nel 2000 in Belgio, nel 2003 in Brasile, nel 2007 al Gran Premio del Giappone sul Circuito del Fuji, nel 2008 al Gran Premio d'Italia a Monza, nel 2009, in Cina, nel 2010 in Corea e infine nel 2011 in Canada. Nel secondo caso invece questo accade in caso di un incidente negli ultimi giri della gara: è accaduto sei volte, nel 1999 in Canada, due volte nel 2009, in Australia ed in Italia, una volta nel 2010, a Montecarlo, una volta nel 2012 in Brasile e una nel 2014 in Canada.

In F1 la safety car è stata finora fornita dalla Mercedes-Benz; Bernd Mayländer è il pilota ufficiale della vettura dal 2000. Un evento curioso si è verificato nel Gran Premio del Canada 2007, quando la safety car è rientrata una prima volta, ma subito dopo è avvenuto il grave incidente di Kubica: poiché la vettura non era subito pronta a ritornare in pista, i commissari hanno dovuto utilizzare inizialmente la medical car del circuito per qualche giro. A partire dal 2010 la safety car utilizzata è la Mercedes-Benz SLS AMG.

La pace car nelle competizioni nordamericane[modifica | modifica wikitesto]

La pace car guida il gruppo dopo un incidente alla 500 Miglia di Indianapolis 2007

La pace car ("auto che dà il passo" in inglese) è da molti anni presente nelle competizioni nordamericane come la 500 Miglia di Indianapolis dove la partenza si effettua a vetture lanciate e affiancate, e dove ogni incidente in pista (anche minore) vede un raggruppamento delle vetture. Ad Indy la pace car è fornita da Chevrolet. Nelle serie americane la fornitura della pace car è considerata un'importante occasione promozionale per le case automobilistiche.

Nel campionato NASCAR, la pace car guida il gruppo ogni volta che vengono esposte le bandiere gialle. Ogni volta che si verifica un incidente o una vettura si ferma, anche se la pista non è parzialmente ostruita, le auto devono accodarsi ad essa; non esiste quindi la possibilità di avere solo un tratto di pista in regime di bandiera gialla (come invece accade in Formula 1).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Di Berardino, La storia della Safety Car in F1 in f1race.it, 26 dicembre 2012.
  2. ^ Andrea Cremonesi, La rivoluzione in F.1. Che gare vedremo? in gazzetta.it, 25 marzo 2009.

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