Opel Vectra

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Opel Vectra
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Opel
Tipo principale Berlina
Altre versioni station wagon
Produzione dal 1988 al 2008
Sostituisce la Opel Ascona
Serie Vectra A: 1988-95
Vectra B:1995-02
Vectra C: 2002-08
Sostituita da Opel Insignia

L'Opel Vectra è stata un'automobile di fascia medio-alta (segmento D), prodotta dal 1988 al 2008 dalla casa automobilistica tedesca Opel.

Indice

Genesi ed evoluzione [modifica]

A metà degli anni ottanta la Casa di Rüsselsheim cominciò a lavorare al progetto dal quale sarebbe scaturita la sostituta della Ascona, oramai giunta alla sua terza generazione. Il modello, oltre a proporre nuovi contenuti, doveva apparire molto più moderno nella linea, adeguandosi alla tendenza di quegli anni di curare in modo particolare l'aerodinamica, strada già seguita da Opel con la Kadett E del 1984 e l'Omega del 1986. Sotto la guida dell'allora progettista capo Wayne Cherry, i lavori cominciarono e l'auto fu pronta al debutto nel settembre 1988.

Nel 1995 fu lanciata la Vectra B, derivata dalla prima versione (indicata come Vectra A), ma profondamente rivista sia nell'estetica che nella tecnica.

Nel 2002 fu la volta della Vectra C, un'auto completamente nuova, assai diversa nelle forme e nei contenuti rispetto alle progenitrici. Nei piani di Opel doveva divenire di lì a poco tempo l'ammiraglia di casa, non essendo prevista una sostituta per l'Omega, uscita di produzione l'anno successivo.

La Vectra ha lasciato il passo nel 2008 alla Insignia, segnando dopo venti anni la fine del nome Vectra nei listini Opel.

Vectra A [modifica]

Opel Vectra A
Opel Vectra front 20071109.jpg
Descrizione generale
Versioni Berlina
Anni di produzione 1988-1995
Euro NCAP 2.5 stelle
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4.350-4.430 mm
Larghezza 1.700 mm
Altezza 1.400 mm
Passo 2.600 mm
Massa 1.005-1.385 kg
Altro
Stile Wayne Cherry
Stessa famiglia Opel Calibra
Saab 900 Mk2
Vauxhall Cavalier
Auto simili Alfa Romeo 75 e 155
Audi 80
Austin Montego
Citroën BX e Xantia
Fiat Regata, Tempra e Croma
Ford Sierra e Mondeo
Lancia Prisma e Dedra
Nissan Primera
Peugeot 405
Renault 21 e Laguna
VW Passat
Volvo Serie 400
Esemplari prodotti circa 2,5 milioni
Opel Vectra rear 20071109.jpg

Il nuovo modello fu lanciato quindi nel 1988 con il nome di Vectra. Conformemente a quanto pianificato in fase di progettazione, la prima serie fu offerta unicamente in configurazione berlina, ma con la possibilità di scegliere tra la carrozzeria a 4 porte e quella a 5 porte con portellone posteriore. Quest'ultima però non propose più una carrozzeria a due volumi semplici, come fece a suo tempo l'Ascona, ma un nuovo corpo vettura a due volumi e mezzo.

Esteticamente la Vectra A fece un salto in avanti non indifferente rispetto alla Ascona C. La linea era infatti molto più moderna, improntata all'efficienza aerodinamica, con superfici morbide e levigate che le consentirono di ottenere un Cx di 0,29, al pari della migliore concorrenza, rappresentata allora dall'Audi 80, dalla Peugeot 405 e dalla Renault 21.

La prima serie fu inizialmente proposta con motorizzazioni benzina sia a carburatore (1,4 litri da 75 CV, 1,6 L da 82 CV e 1,8 L da 90 CV) che a iniezione (1,6 L da 75 CV e 2,0 L, quest'ultimo in 3 varianti di potenza: 101, 116 e 129 CV). Esisteva poi una versione diesel equipaggiata con un nuovo motore aspirato da 1,7 litri con 57 CV, derivato dal precedente 1,6 L montato su Ascona e Kadett.

Per quanto riguarda il resto della meccanica, il cambio era a 5 marce su tutta la gamma, ma su alcune versioni era possibile avere a richiesta un cambio automatico a 4 rapporti.

L'avantreno era a ruote indipendenti con schema MacPherson e barra antirollio ed era montato, assieme ai principali organi meccanici (motore, trasmissione e sterzo), su un telaietto ausiliario. Al retrotreno presentava una soluzione a ruote interconnesse, con barra antirollio sulle versioni più potenti. I modelli a trazione integrale montavano invece un sistema a ruote indipendenti con barra antirollio, montato anch'esso su un telaietto ausiliario.
L'impianto frenante era di tipo misto sulle versioni meno potenti, mentre presentava dischi anche al retrotreno sull versioni maggiori. Era disponibile anche l'ABS.

Lo sterzo era a pignone e cremagliera, servoassistito su alcune versioni.

Era inizialmente disponibile in 4 allestimenti: GL, GLS, CD e GT.

Nel mercato italiano fu deciso di riservare la versione GT alla 2 volumi, vista la sua immagine più sportiva, e gli allestimenti GLS e CD alla 3 volumi. Curiosamente la CD in Italia era proposta come la variante con motore 2 litri della GLS, mentre in patria differivano per alcuni particolari, fra cui l'assenza di fendinebbia e poggiatesta posteriori nell'allestimento inferiore. Nella versione base GL la dotazione di serie era assai ridotta. Nella GLS invece la dotazione di serie era più ampia e prevedeva interni in velluto, cristalli atermici, vetri elettrici anteriori, chiusura centralizzata per portiere, baule e sportellino carburante, contagiri, spia della riserva, sedile guida regolabile in altezza, poggiatesta posteriori, sedile/schienale posteriore sdoppiabili, bracciolo centrale posteriore con botola di collegamento col bagagliaio per il carico di oggetti lunghi, cinture anteriori e posteriori regolabili in altezza, antifurto meccanico (blocco delle serrature delle portiere, azionabile dalla porta del conducente), fendinebbia, paraurti in tinta con filetto cromato, luci di lettura anteriori, plafoniera a spegnimento ritardato, alette parasole con specchietto schermabile e illuminato, portamonete, accendisigari illuminato, reostato per l'illuminazione del quadro. Sulla GT e sulla CD era disponibile, a richiesta, il check control (6 spie per i livelli di olio, liquido lavavetro e refrigerante motore, usura pastiglie freni, anomalia luci di coda/anabbaglianti, anomalia luci dei freni). Fino al 1991 le sole versioni con motore 2 litri erano provviste di dischi ventilati all'avantreno, di serie su tutta la gamma dal 1992.

Nel 1989 la gamma fu ampliata con l'arrivo della versione sportiva 2000, dotata di una nuova unità da 2 litri con distribuzione a 4 valvole per cilindro e 150 CV. Successivamente fu tolto di produzione il 2 litri di base da 100 CV. Inoltre fu introdotta la versione a 4 ruote motrici, equipaggiata con le due unità più potenti da 2,0 L (129 e 150 CV). Nello stesso anno, sulla base della Vectra fu realizzata e lanciata la nuova coupé da essa derivata, denominata Calibra.

Nel 1990 Inoltre il motore 1,8 litri a carburatore fu progressivamente sostituito dalla versione con alimentazione ad iniezione.

Una Vectra A post-restyling

Nel 1992, con l'imminente avvento del catalizzatore obbligatorio, fu soppressa la motorizzazione da 1,4 litri, sostituita dalla versione da 1,6 L a iniezione catalizzata che aveva la stessa potenza di 75 CV. Nello stesso anno furono lanciate la motorizzazione turbodiesel, equipaggiata con l'unità di origine Isuzu da 1686 cc già in uso sull'Astra, nonché la versione sportiva Turbo 4x4, con motore da 204 CV e trazione integrale.

Nel 1993 fu la volta di un leggero restyling. Fu introdotta una sfaccettatura sui fari anteriori e cambiata la calandra, ora in tinta e senza listelli orizzontali; il marchio Opel fu spostato dal cofano all'interno della calandra. Fu introdotto il marchio anche sulla coda e, nelle versioni più lussuose, una fascia rifrangente abbinata al colore dei fanali posteriori, ne riprendeva il motivo sui bordi del portellone posteriore. Negli interni invece cambiava la sola forma del volante, che ora come optional poteva esser dotato di airbag. Fu anche introdotta una motorizzazione da 2,5 litri V6 a benzina, che assieme alla versione Turbo costituì il top di gamma. Fu l'unico motore non a 4 cilindri montato di serie sulla Vectra A.

Nel 1994 fu introdotta la versione CDX, proposta sia a 4 che a 5 porte, che montava anche il nuovo 2 litri Ecotec da 136 CV.

Nel 1995 la Vectra A fu tolta di produzione.

Tabella riepilogativa [modifica]

Nella seguente tabella sono riportati i dati tecnici relativi alle principali versioni della Vectra A.

Vectra B [modifica]

Opel Vectra B
Opel Vectra front 20080222.jpg
Descrizione generale
Versioni Berlina e Station wagon
Anni di produzione 1995-2002
Euro NCAP 3 stelle
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4.477 mm
Larghezza 1.707 mm
Altezza 1.425 mm
Passo 2.640 mm
Massa 1.224-1.411 kg
Altro
Stessa famiglia Saab 9-3
Saturn Serie L
Auto simili Alfa Romeo 155 e 156
Audi A4
Citroën Xantia e C5
Fiat Marea
Ford Mondeo
Honda Accord
Hyundai Lantra
Kia Shuma
Lancia Dedra e Lybra
Mazda Xedos 6 e 626
Nissan Primera
Peugeot 406
Renault Laguna
Saab 9-3
SEAT Toledo
Skoda Octavia
Toyota Carina e Avensis
VW Passat
Volvo S40
Esemplari prodotti circa 2 milioni
Opel Vectra B rear 20091015.jpg

Alla fine del 1995 fu la volta della seconda serie, chiamata Vectra B, la cui commercializzazione cominciò nel mese di dicembre.

Basata sulla serie precedente, la Vectra B era caratterizzata da linee ancora più aerodinamiche (Cx pari a 0,28), con alcune soluzioni estetiche originali come gli specchietti retrovisori carenati e accordati con le nervature del cofano motore che partivano dalla calandra. Come era oramai tradizione, anche la Vectra B fu proposta con carrozzerie a 4 e a 5 porte, quest'ultima con una configurazione a due volumi e mezzo come la precedente, ma di lunghezza identica alla tre volumi (in precedenza sia l'Ascona che la Vectra A a 5 porte erano qualche cm più corte delle versione tre volumi).

La Vectra B adottò alcune soluzioni tecniche di rilievo, alcune addirittura inedite. Tra queste ultime vi è il sistema PRS, un dispositivo di sicurezza che sgancia la pedaliera dalla sua sede in caso di urto frontale, in modo da evitare lesioni agli arti inferiori del conducente.

Tra le altre novità tecniche era da segnalare un grosso miglioramento al comparto sospensioni; all'avantreno fu mantenuta la stessa architettura della Vectra A, ma con tarature modificate e geometrie profondamente riviste. Il retrotreno, invece, non era più a ruote interconnesse, ma anch'esso a ruote indipendenti e di tipo multilink, cioè a bracci multipli.

La gamma iniziale della Vectra B era composta da motori a benzina con distribuzione a 4 valvole per cilindro, da 1,6 litri, 1,8 L, 2,0 L e 2,5 L. Quest'ultima era l'unica motorizzazione di tipo V6. Nel listino iniziale fu anche inserita la versione 1.7 TD turbodiesel. Rispetto alla serie precedente fu quindi eliminata la versione 1.7 diesel aspirata, così come i motori benzina con distribuzione a 2 valvole per cilindro.

Una Vectra B post-restyling (1999-2002)

La vera novità della Vectra B arrivò però l'anno seguente e si trattava della versione station wagon, con la quale la Casa di Rüsselsheim tornò nel settore delle station wagon di fascia medio-alta dopo oltre vent'anni di assenza (l'ultima era stata la Ascona A).

Sempre nel 1996 fu introdotta la versione 2.0 DTI, equipaggiata di un nuovo propulsore turbodiesel da 2 litri, ad iniezione diretta e quattro valvole per cilindro, con 82 CV di potenza.

Come conseguenza, all'inizio del 1997 fu cancellata la motorizzazione 1.7 TD.

Nel 1998 gli unici aggiornamenti riguardarono due motorizzazioni: la 1.8 benzina e la 2.0 DTI turbodiesel.

Riguardo alla prima, venne introdotto il propulsore X18XE1 da 1796 cm³ in sostituzione del motore X18XE da 1799 cm³. Pur appartenendo a famiglie di motori diverse (il nuovo alla GM Family I e il precedente alla GM Family II), le due unità mostravano dati prestazionali molto simili.

Del 2.0 DTI, invece, fu introdotta una nuova versione, dotata di contralberi di equilibratura e intercooler, con potenza massima portata a 101 CV.

Nel 1999 vi fu un leggero restyling che interessò soprattutto fari anteriori e posteriori, paraurti anteriori e posteriori, cofano bagagli e particolari interni.

Nel 2000 l'unità a benzina da 2 litri fu rimpiazzata da una nuova motorizzazione da 2.2 litri ed in seguito, nel mese di dicembre dello stesso anno, venne anche immessa sul mercato una motorizzazione a gasolio, anch'essa da 2.2 litri, che andò ad affiancarsi al 2.0 DTI. A differenza di questo, il 2.2 DTI era dotato di turbina a geometria variabile.

Inoltre il V6 fu portato da 2,5 a 2,6 litri, con pari potenza massima e coppia massima aumentata; questa motorizzazione però non fu mai proposta nel mercato italiano.

La produzione della Vectra B cessò all'inizio del 2002.

Tabella riepilogativa [modifica]

Di seguito vengono presentati i dati tecnici relativi alle principali versioni della Vectra B commercializzate in Italia (tra parentesi sono indicati i dati relativi alle versioni station wagon).

Vectra C [modifica]

Opel Vectra C
Opel Vectra C 2.2 Direkt front.JPG
Descrizione generale
Versioni Berlina e Station wagon
Anni di produzione 2002-2008
Euro NCAP 4 stelle
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4.600 mm
Larghezza 1.800 mm
Altezza 1.460 mm
Passo 2.700 mm
Massa 1.320-1.610 kg
Altro
Stile Hans Seer
Stessa famiglia Cadillac BLS
Chevrolet Malibu
Chevrolet Epica
Fiat Croma
Pontiac G6
Opel Signum
Saab 9-3
Saturn Aura
Auto simili Alfa Romeo 156 e 159
Citroën C5
Ford Mondeo
Honda Accord
Hyundai Elantra
Kia Magentis
Lancia Lybra
Mazda 6
Nissan Primera
Peugeot 407
Renault Laguna
Saab 9-3
Skoda Octavia
VW Passat
Toyota Avensis
Opel Vectra C 2.2 Direkt rear.JPG

All'inizio del 2002 fu lanciata la Vectra C, basata su una piattaforma totalmente nuova. Si trattava della piattaforma Epsilon di GM, su cui sono state poi sviluppate una serie di vetture facenti capo alla galassia GM, tra cui la Fiat Croma del 2005.

Il nuovo modello si mostrò totalmente rinnovato anche dal punto di vista estetico. Il corpo vettura era decisamente più imponente, non solo per le dimensioni aumentate, ma anche e soprattutto per alcune caratteristiche come le ampie superfici piatte, gli spigoli accentuati e la linea di cintura molto più alta.

Novità significative furono apportate per quanto riguarda il comparto tecnico, grazie all'Interactive Driving System, consistente in un avantreno a ruote indipendenti montato su un telaietto ausiliario, che a sua volta utilizza dei cuscinetti idraulici per collegarsi alla scocca. Il retrotreno invece riprendeva lo schema multilink della serie precedente. Alcune versioni montavano il dispositivo dell'ESP-Plus, un'evoluzione del normale dispositivo ESP, in grado di intervenire su tre ruote anziché su una sola, in maniera da correggere eventuali scompensi di stabilità. Altro dispositivo montato sulle Vectra C era il CBC, un dispositivo di controllo della frenata in curva. La Vectra era provvista inoltre di dispositivo di controllo di trazione.

Novità consistenti si ebbero anche nella gamma motori: la motorizzazione d'attacco era il 1.8 16V. Alla motorizzazione di base seguivano un 2.2 benzina, un 3.2 V6 sempre a benzina (non importato in Italia) e due motorizzazioni a gasolio, rispettivamente da 2 e da 2.2 litri, ad iniezione diretta.

Al debutto la Vectra C era stata proposta nella sola carrozzeria a tre volumi e 4 porte. Nel mese di ottobre dello stesso anno fu introdotta la versione a due volumi e mezzo, identificata dalla sigla GTS. Anche la Vectra GTS fu proposta nelle stesse motorizzazioni della berlina a 3 volumi.

Nel 2003, solo in alcuni mercati (ma non in Italia), fu introdotta la 2.0 Turbo, dotata di un propulsore da 2 litri sovralimentato, in grado di sviluppare 175 CV. Nello stesso anno, la versione dotata del 2.2 benzina fu dotata dell'iniezione diretta e fu portata quindi da 147 a 155 CV. Inoltre, fu introdotto un inedito motore V6 turbodiesel da 3 litri con tecnologia common rail.

All'inizio del 2004, la novità principale fu l'introduzione della versione station-wagon, costruita su un pianale con interasse allungato di 13cm (da 270 a 283cm). Più o meno nello stesso periodo fu pensionata l'unità a benzina da 2.2 litri, mentre la motorizzazione turbodiesel da 3 litri debuttò anche in Italia. In quegli anni, la General Motors era in joint-venture con il Gruppo Fiat, per cui vi era uno scambio di know-how tra i due colossi automobilistici. Tali interazioni ebbero i loro effetti anche nella gamma della Vectra C, che sempre nel 2004 fu equipaggiata anche dal nuovo 1.9 turbodiesel common rail di origine Fiat e montato anche su altri modelli di marchi appartenenti ai due Gruppi. Tale motore era disponibile in due livelli di potenza, cioè 120 e 150 CV. Verso la fine dello stesso anno, tale unità fu resa disponibile anche nella più economica configurazione da 101 CV di potenza. Anche quest'ultima versione non era prevista per il mercato italiano. Non prevista per l'Italia fu pure una versione che inizialmente si era deciso di non commercializzare, vale a dire quella dotata di motore da 1.6 litri a 16 valvole ed in grado di erogare 101 CV. Sempre nel 2004 l'auto fu dotata della tecnologia Adaptive forward lighting per regolare la direzione dei fari.[1]

Una Vectra 2.8 Turbo OPC

Un anno dopo, nell'ottobre 2005, vi fu un restyling concentrato in particolare sul frontale, col quale si colse l'occasione per rivisitare la meccanica ed introdurre nuove versioni: il 1.6 di base è stato potenziato da 101 a 105 CV, così come il 1.8, passato da 122 a 140 CV. Nello stesso anno nacquero due potenti versioni di punta, anche queste non previste per il mercato italiano: tali versioni erano la 2.8 Turbo (dotata di un V6 da 2.8 litri sovralimentato, in grado di erogare 230 CV) e la 2.8 Turbo OPC, elaborata dal reparto Opel Performance Center (OPC, appunto), basata sulla "normale" 2.8 Turbo ed in grado di arrivare ad una potenza massima di 255 CV.

All'inizio del 2006, dal listino italiano fu eliminata la gamma GTS a due volumi e mezzo, mentre in generale fu tolto di produzione il motore diesel da 2 litri ad iniezione diretta. La Vectra OPC fu invece portata a 280 CV.

Alla fine del 2007, il 1.8 da 140 CV è stato lasciato solo in alcuni mercati esteri, tra cui l'Italia. In patria, la Vectra 1.8 rimase solo nella versione da 122 CV.

Dal pianale allungato della Vectra C station-wagon è stata derivata tra l'altro anche la Opel Signum, una variante a 2 volumi della Vectra caratterizzata dalla versatilità dell'abitacolo in particolare nella zona posteriore.

Nel 2008 è cessata la produzione sia della Vectra che la sua derivata Signum, sostituite dalla Opel Insignia.

Tabella riepilogativa [modifica]

Nella seguente tabella a scomparsa sono riportate le caratteristiche delle principali versioni previste per la gamma della Vectra C. I dati si riferisco alla produzione generale in tutti i mercati. Tra parentesi vi sono i dati relativi alle versioni station wagon, laddove previste.

Sicurezza automobilistica [modifica]

La Vectra è stata sottoposta in tutte le sue serie ai crash test dell'EuroNCAP ed è stata valutata sotto il punto di vista della sicurezza automobilistica con 2.5 stelle per la prima versione nel 1997, 3 stelle per la seconda versione nel 2001 e 4 stelle nel 2002 per la terza ed ultima versione.

Le altre Vectra [modifica]

Una Vauxhall Vectra

La prima serie era venduta in Gran Bretagna e Irlanda col nome di Vauxhall Cavalier, nome mutuato dalla sua antenata. Con il lancio della Vectra B, nel 1995, ne fu uniformato il nome, divenendo quindi Vauxhall Vectra. In Irlanda invece, dal 1992, GM aveva deciso di sopprimere il marchio Vauxhall in favore di quello Opel.

La Vectra fu venduta anche in Oceania come Holden Vectra ed in Sudamerica come Chevrolet Vectra. Tuttavia in Brasile da un paio d'anni viene commercializzata con tale nome l'Astra a 3 volumi, seppur con un suo frontale specifico ed esclusivo, differente dalla versione europea.

Attività sportiva [modifica]

DTM [modifica]

Della Opel Vectra C, nel 2004, è stata creata una versione da competizione, denominata GTS V8, predisposta per competere nel Deutsche Tourenwagen Masters. La vettura presenta un propulsore longitudinale aspirato naturalmente 4 litri DOHC V8 a 90° dalla potenza di 476 cv gestita tramite un cambio sequenziale a sei marce.[2]

Note [modifica]

  1. ^ Illuminazione AFL Opel - Newstreet.it
  2. ^ Opel Vectra GTS V8. URL consultato in data 07 febbraio 2013.

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]