Ford Mondeo

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Ford Mondeo
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Ford
Tipo principale Berlina
Altre versioni station wagon e hatchback
Produzione dal 1993
Sostituisce la Ford Sierra
Serie Prima serie 1993-2000
Seconda serie 2000-2007
Terza serie 2007-2014
Quarta serie 2012-presente
Altre caratteristiche
Altre antenate Ford Taunus e Ford Cortina
Della stessa famiglia Ford Cougar
Ford Fusion (America)

La Mondeo è un modello di autovettura appartenente al segmento D prodotta dalla casa automobilistica statunitense Ford dal 1993 e giunta alla quarta serie.

La prima serie venne aggiornata nel 1996, mentre la seconda generazione venne presentata nel 2000, la terza nel 2007 e la quarta nel 2014.

Le serie[modifica | modifica wikitesto]

Prima serie: 1993-1996[modifica | modifica wikitesto]

Ford Mondeo I
Ford Mondeo Silver VL.jpg
Descrizione generale
Versioni Berlina
Anni di produzione dal 1993 al 2000
Euro NCAP 2.5 stelle
Premio Auto dell'anno nel 1994
Altro
Auto simili Citroen Xantia
Fiat Tempra e Fiat Marea
Honda Accord
Nissan Primera
Opel Vectra
Peugeot 405 e Peugeot 406
Renault Laguna
SEAT Toledo
Volkswagen Passat
Fordmondeo2.jpg

Anche se le immagini ufficiali vennero rilasciate alla fine del 1992, la Mondeo venne lanciata nel marzo 1993, con una presentazione al Salone di Ginevra.[1] Disponibile come quattro porte, cinque porte berlina e station-wagon, prodotta nello stabilimento belga di Genk.

Intesa come una macchina mondiale, rimpiazzò la Ford Sierra in Europa, la Ford Telstar in gran parte dell'Asia e in altri mercati, mentre la Contour e la Mercury Mystique rimpiazzarono la Ford Tempo e la Mercury Topaz nel Nord America. Diversamente dalla Sierra, la Mondeo è una trazione anteriore, con rare versioni a trazione integrale. Il design della macchina costò alla Ford 6 miliardi di dollari.

La Mondeo fu talmente importante che venne condivisa da Europa e Nord America. Il suo nome in codice durante lo sviluppo era: CDW27 stante a significare i segmenti a cui apparteneva (C e D) e che era una "World Car".

La macchina venne lanciata nel mezzo di tempi turbolenti per Ford Europe, quando la divisione stava perdendo milioni di dollari ogni anno. La quarta generazione della Escort e della Orion del 1990 erano la sintesi di ciò che era la filosofia del taglio dei costi di produzione e di vendita dei modelli a prezzi elevati. Questo concetto divenne dannoso per la Ford che si ritrovò a vendere modelli con guidabilità leggermente sotto gli standard. Molti acquirenti Ford, stavano già optando per la concorrenza, quindi il futuro della Ford Europe era in ballo. Fortunatamente la Mondeo vendette parecchio perché era un buon progetto e risollevò la Ford. Nel 1993, quando fu presentata, era l'unica auto della sua categoria con airbag per il guidatore di serie. Questa grande attenzione alla sicurezza, sia attiva che passiva, decretò il suo successo e le valse il premio di "Auto dell'anno 1994".

Anche se venne pensata come macchina mondiale, esteticamente la Mondeo condivideva con la Contour solo i finestrini, gli specchietti retrovisori e le maniglie delle portiere. Persino gli interni erano molto differenti. Il progetto CDW27 quindi, non risultò essere un vero progetto mondiale, anche se comuni erano il pianale e lo schema delle sospensioni.

Una vasta porzione dei capitali vennero utilizzati per ricercare un nuovo design che non condivideva quasi niente con la Ford Sierra. Utilizzando una piattaforma completamente nuova, la Mondeo presentava trasmissioni manuali e automatiche (con funzioni elettroniche "Sport" ed "Economy") e sospensioni sofisticate.

Nel 1995 la Ford Mondeo venne aggiornata sulla sicurezza. Possedeva airbag frontali, barre side-impact, cinture di sicurezza, ABS di serie (sui modelli di fascia alta). Altre caratteristiche includevano sospensioni auto-livellanti (top modelli station wagon), controllo di trazione (versioni V6 e 4WD) frangivento termoriscaldato. Sempre nel 1995 vennero introdotti fari anteriori modificati con lampade H7 in luogo delle precedenti H1 e furono eliminati i vetrini in plastica all'interno dei fari, problematici a causa della forte tendenza ad ingiallire dopo breve tempo. Altre modifiche poco visibili del 1995 riguardano il cablaggio elettrico del vano motore.

Gli interni erano come al solito ben curati, caratterizzati da velluto, poggiabraccia con reparto porta Cd e cassette, antifurto, finestrini elettrici, specchietti elettrici, sedili posteriori ribaltabili. I modelli di alta gamma avevano i sedili in pelle, computer di bordo, tettuccio elettrico, cambia CD e cerchi in lega.

Oltre ad una nuova piattaforma, la Mondeo utilizzò anche i nuovi motori Zetec, visti per la prima volta nel 1991 in una versione revisionata della Ford Escort. Vennero utilizzate tre versioni del 16 valvole Zetec: il 1.6 da 90 Cv, il 1.8 da 115 Cv e un nuovo 2.0 da 136 Cv.

Un'alternativa ai motori Zetec fu l'Endura-D 1.8 turbodiesel. Questo motore aveva origini nel vecchio 1.6 diesel utilizzato nella Fiesta. Tuttavia, non venne considerato un buon competitore per i diesel europei del tempo come quelli prodotti da Peugeot.

Un motore meno popolare venne introdotto nel 1994: era il 2.5 litri 24 valvole V6 Duratec da 170 Cv. Questo motore, utilizzato inizialmente dalla cugina Nord Americana, la Ford Contour, era caratterizzato dalla capacità di utilizzare a basso numero di giri solo 6 valvole di aspirazione, mantenendone invece 12 per lo scarico. I consumi erano ragionevoli. Questo motore venne usato anche per lanciare la nuova gamma sportiva ST con l'ST24 nel 1997. La potenza massima del motore rimase a 170 Cv, la stessa degli altri motori 2.5, ma la ST aveva cerchi in lega da 16" e il bodykit RSA (Rally Sport Appearance) di serie. Il bodykit poteva essere eliminato su ordinazione. Quest'auto venne rimpiazzata dall'ST200 nel 2000, motorizzata con una versione modificata del V6 Duratec con una potenza di 205 Cv. È significativo come il V6 consumi meno del 2.0 4 cilindri e ancor di più è il fatto che, pur aumentandone la potenza, i consumi restino più o meno inalterati.

Restyling 1996

In Europa, la Mondeo venne subito dichiarata la leader della classe, e venne eletta Auto dell'anno nel 1994.

Prima serie restyling: 1996-2000[modifica | modifica wikitesto]

Il facelift venne realizzato con un taglio dei costi sulla ricerca per riguadagnare parte dei soldi investiti precedentemente. Tuttavia l'auto venne quasi totalmente modificata. Solamente le porte e il tetto rimasero gli stessi del primo modello. Persino gli estrattori sulle porte posteriori vennero eliminati. Il cambiamento più evidente fu l'introduzione di una griglia anteriore ovale accompagnata da una fanaleria differente. La versione di punta aveva inoltre luci posteriori differenti. Gli interni sono stati mediamente rivisitati in quanto l'architettura base era la stessa del modello precedente.Questo facelift venne apprezzato dal pubblico.

Il 2.0 litri venne revisionato, anche se meno potente rispetto a prima, era molto più raffinato e tranquillo ad alti regimi rispetto a prima.

I modelli prodotti dalla fine 1998 al 2000 subirono alcune modifiche minori, ad esempio nei motori a benzina le punterie idrauliche furono sostituite da semplice punterie meccaniche. Inoltre il check-control fu del tutto eliminato, non essendo più fornito con le versioni Ghia.

Motorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Modello Disponibilità Motore Cilindrata
cm³
Potenza Coppia massima 0-100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
1.6i 16V 90 dal debutto al 1999 4 cilindri in linea, Benzina 1.597 66 kW (90 CV) 5.250 giri/min 138 N·m 3.500 giri/min 13,7 180
1.6i 16V 95 dal 1999 al 2000 4 cilindri in linea, Benzina 1.597 70 kW (95 CV) 5.250 giri/min 142 N·m @.500 giri/min 13,1 185
1.8i 16V 115 dal debutto al 2000 4 cilindri in linea, Benzina 1.796 85 kW (115 CV) 5.700 giri/min 158 N·m 3.750 giri/min 11,0 195
2.0i 16V 131 dal 1996 al 2000 4 cilindri in linea, Benzina 1.988 96 kW (131 CV) 5.750 giri/min 176 N·m 3.700 giri/min 9,0 210
2.0i 16V 136 dal debutto al 1996 4 cilindri in linea, Benzina 1.988 100 kW (136 CV) 6.000 giri/min 180 N·m 4.000 giri/min 8,6 205
2.5i 24V 170 dal debutto al 2000 6 cilindri a V, Benzina 2.544 125 kW (170 CV) 6.250 giri/min 220 N·m 4.250 giri/min 7,5 225
2.5i 24V ST200 dal 1999 al 2000 6 cilindri a V, Benzina 2.495 151 kW (205 CV) 6.500 giri/min 235 N·m 5.500 giri/min 6,9 240
1.8 TD 88 dal 1993 al 1996 4 cilindri in linea, Diesel 1.753 65 kW (88 CV) 4.500 giri/min 178 N·m 2.000 giri/min 13,7 181
1.8 TD 90 dal 1996 al 2000 4 cilindri in linea, Diesel 1.753 66 kW (90 CV) 4.500 giri/min 177 N·m 2.250 giri/min 13,9 180

Seconda serie: 2000-2007[modifica | modifica wikitesto]

Ford Mondeo II
Ford mondeo tdci ghia2003a.jpg
Descrizione generale
Versioni Berlina
Station Wagon
Anni di produzione dal 2000 al 2007
Euro NCAP 4 stelle
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4731 mm
Larghezza 1812 mm
Altezza 1429 mm
Massa 1364 kg
Altro
Auto simili Citroen C5
Fiat Marea
Honda Accord
Mazda 6
Nissan Primera
Opel Vectra
Peugeot 406 e Peugeot 407
Renault Laguna
SEAT Toledo
Skoda Octavia
Toyota Avensis
Volkswagen Passat
Note In Taiwan, la Mondeo è stata ribattezzata come Metrostar.
Ford mondeo tdci ghia2003c.jpg

Lanciata nell'Ottobre del 2000 come berlina e SW, questa Mondeo fu più grande della sua progenitrice e portava con sé i tipici tratti del New edge design, inaugurato con la prima serie della più compatta Focus.

Seguendo i nuovi standard introdotti dalla Volkswagen Passat nel 1996, la Ford diede per la Mondeo grande attenzione nella realizzazione degli interni. Abbandonò il tipico design americano della prima serie optando per quello tedesco che non sembrò solamente più sofisticato, ma anche di una maggiore qualità in quanto vennero utilizzati materiali più costosi.

Come per la progenitrice, la sicurezza passiva fu uno dei punti di forza della nuova Mondeo. Con un corpo vettura più resistente, la Ford introdusse l'"Intelligent Protection System" (IPS), un sistema "intelligente" di sensori capace di decidere la migliore combinazione di sicurezza attivando o meno gli airbag frontali, laterali o a tendina. Come sicurezza attiva, tutte le versioni vennero dotate di ABS ed EBD, mentre l'ESP era un optional.

Per la seconda serie, il 1.6 Zetec venne eliminato mentre il 1.8 e il 2.0 vennero pesantemente revisionati e rinominati Duratec. Il motore 2.5 V6 venne mantenuto, mentre il 3.0 litri è stato sviluppato per l'ST220, nel 2002. L'arcaico Endura-E 1.8 turbodiesel venne rimpiazzato da un più sofisticato 2.0 Duratorq con iniezione diretta (TDCi) a geometria variabile. Questa particolare turbina garantì una maggiore spinta, fino al 10% in più di coppia motrice per brevi periodi di tempo.

Venne introdotta anche una nuova trasmissione automatica chiamata Durashift. Questa unità aveva 5 rapporti che potevano essere usati in automatico o in manuale.

In Taiwan, l' autovettura è stata ribattezzata come Metrostar. Disponibili tutte e tre le carrozzerie (berlina, fastback e giardinetta).

La gamma motori non è stata invariata.

Il leggero facelift del 2003 (fase 2)[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2003, la Mondeo ricevette un aggiornamento, i nuovi modelli potevano essere riconosciuti grazie a una griglia anteriore più grande a nido d'ape e cromata al posto della calandra a listelli obliqui, dagli indicatori di direzione posteriori trasparenti e non fumè, da un nuovo cruscotto di qualità maggiore realizzato con materiali di alta qualità con climatizzatore automatico, radio Ford standard o Sony, oppure un navigatore satellitare con radio/ lettore CD con i controlli per il climatizzatore inclusi a causa delle grosse dimensioni dell'unità. Il cambio Durashift era disponibile con i comandi al volante, mentre venne introdotto un Duratorq turbodiesel common rail da 96 kW (130 Cv). Le motorizzazioni benzina vennero revisionate introducendo la versione SCI (iniezione diretta) del 1.8 Duratec, che generava 4 kW (6 Cv) in più del 1.8 normale. Inoltre, il computer di bordo venne inserito di serie su tutti i modelli, mentre il cruise control solo in alcuni mercati.

Il più marcato aggiornamento del 2005[modifica | modifica wikitesto]

Il retro dopo il facelift del 2005.

Nel 2005, ci furono due nuovi Duratorq a iniezione diretta (TDCi), un 2.2 da 114 kW (155 Cv) e una versione depotenziata del 2.0 da 115 cv, portato a 66 kW (90 Cv). Comparve di serie il sistema d'avviso audio/visivo per le cinture di sicurezza.

Gli esterni vennero modificati nuovamente: ora il paraurti anteriore è stato leggermente ridisegnato, assieme al paraurti posteriore e ai gruppi ottici posteriori, per ingiovanire il volto dell' auto e renderla più sportiveggiante.

La Mondeo-Metrostar, a partire dal 2006, iniziava a manifestare segni di vecchiaia nella linea e nella gamma motoristica.

Nel 2007, a maggio, fu tolta dai listini, sostituita dalla Ford Mondeo Mk3.

La Ford Mondeo ST220[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 Ford ha lanciato la nuova Ford Mondeo ST220, versione di punta mossa da un motore a 6 cilindri che arriva a 226 cv.L' auto raggiunge i 260 km/h.

La Mondeo ST220 non si differenzia solo per il motore, ma anche dalle minigonne sottoporta, dalla griglia cromata a nido d' ape (la stessa adottata dal 2003 su tutte le Mondeo), dai lavafari, dai cerchi in lega specifici, dal paraurti posteriore sportivo e dallo spoiler sul portellone.

Internamente c' è una plancia nera e dei sedili sportiveggianti in pelle.

Nel 2003 cambia il colore degli indicatori di direzione nei gruppi ottici posteriori, ora più chiari. Nel 2005 invece c' è un facelift più marcato: le modifiche riguardano i gruppi ottici posteriori e il paraurti posteriore.

È stata venduta come berlina 4 porte, come berlina 5 porte (fastback) e station wagon.

La Mondeo ST220 è uscita di produzione a inizio 2007.

Motorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

La gamma comprendeva le seguenti motorizzazioni:

  • 1.8 benzina 125cv 205 km/h (2000-07)
  • 1.8 benzina 131cv 210 km/h (2003-07)
  • 2.0 benzina 145cv 225 km/h (2000-07)
  • 2.5 benzina v6 170cv 235 km/h (2002-07)
  • 3.0 v6 ST220 benzina 226cv 260 km/h (2002-07)
  • 2.0 TDDI 90cv 190 km/h (2000-02)
  • 2.0 TDCI 90cv 195 km/h (2005-07)
  • 2.0 TDCI 115cv 200 km/h (2002-07)
  • 2.0 TDCI 131cv 215 km/h (2002-07)
  • 2.2 TDCI 155cv 228 km/h (2004-07)

Terza serie: 2007-2014[modifica | modifica wikitesto]

Ford Mondeo III
Ford Mondeo 3 (2007) Sedan.jpg
Descrizione generale
Versioni Berlina
Station Wagon
Anni di produzione dal 2007 al presente
Euro NCAP 5 stelle
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4778 mm
Larghezza 1886 mm
Altezza 1500 mm
Massa 1435 kg
Altro
Auto simili Citroen C5
Fiat Croma (2005)
Honda Accord
Mazda 6
Opel Vectra e Opel Insignia
Peugeot 407 e Peugeot 508
Renault Laguna
SEAT Toledo ed Seat Exeo
Skoda Octavia
Toyota Avensis
Volkswagen Passat
Ford Mondeo MK4 Fließheck Ghia rear.JPG

La terza generazione della Mondeo (nome in codice: CD345) è stata ufficialmente svelata nella versione 5 porte nel tardo 2006. È basata sulla piattaforma EUCD sviluppata con Volvo, che è la stessa usata sul Galaxy e sull'S-MAX e che verrà utilizzata anche per il prossimo Land Rover Freelander.

La nuova Mondeo adotta gli stilemi del Kinetic Design, visti per la prima volta sulla Iosis concept presentata nel 2005 al Salone di Francoforte. La nuova auto, in versione station wagon, venne pre-lanciata in versione concept al Salone di Parigi il 30 settembre 2006.

La nuova piattaforma ha permesso l'utilizzo di nuove motorizzazioni, già in uso sulla Focus ST e sulla S-Max. I motori benzina includono un 1.6 litri da 125 cavalli, il 2.0 litri 145 Cv, un nuovo 2.3 16v da 161 Cv abbinato esclusivamente al cambio automatico 6 rapporti e il 2.5 litri 5 cilindri turbo con 220 Cv. Tra i diesel figurano il 2.0 TDCI da 140 cavalli, sia in combinazione con cambio manuale a 6 rapporti sia con cambio automatico/sequenziale 6 rapporti (in questo caso inizialmente con 130 Cv) e il 2.2 Diesel da 175 cavalli.

La Mondeo utilizza il nuovo sterzo elettro-idraulico, utilizzato per la prima volta sulla C-MAX, che migliora la guidabilità e riduce i consumi.

La nuova Mondeo venne svelata in anteprima nel 2006 nel film di James Bond Casino Royale, dove venne scherzosamente ribattezzata "Bondeo".

Restyling 2010[modifica | modifica wikitesto]

Il frontale della Turnier dopo il facelift del 2010.

Nel 2010 l'auto è stata oggetto a un leggero restyling sia in termini di design che in motorizzazioni. La vettura, presentata il 25 agosto al Salone di Mosca, ha debuttato in listino a settembre dello stesso anno. È disponibile nelle due varianti berlina 4 e 5 porte e station wagon. Ha in dote 2 nuovi propulsori e un design più elegante adottando la tecnologia a LED.

Oltre al frontale ridisegnato le maggiori innovazioni riguardano la sicurezza che comprende il Lane Departure Warning che segnala il cambio di corsia, il dispositivo Auto High Beam Control che regola automaticamente i fari abbaglianti ed il Driver Alert. Oltre a ciò la nuova Mondeo eredita altri dispositivi già presente nella S-Max e Galaxy come il Blind Spot Information System, il limitatore di velocità, le porte posteriori con chiusure di sicurezza per i bambini ad attivazione elettrica e la telecamera posteriore.

Per quanto riguarda le motorizzazioni debuttano i 2 nuovi propulsori EcoBoost: il 2.0 EcoBoost da 203 CV e il 2.0 EcoBoost da 240 CV di potenza massima, inoltre sono usciti altri due motori benzina il 1.6 EcoBoost da 160 CV e il 2.0 Gpl da 145 CV. Per quanto riguarda i propulsori diesel abbiamo il 2.0 Duratorq da 115 CV, il 2.0 Duratorq da 163 CV (abbinabile anche al cambio PowerShift) ed infine il 2.2 da 200 CV di potenza massima.

Motorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Modello Disponibilità Motore Cilindrata
cm³
Potenza Coppia massima Consumo Km/l 0-100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
1.6 EcoBoost 160 CV dal 2010 4 cilindri in linea, Benzina 1.596 118 kW (160 CV) 6.000 giri/min 240 N·m 1.600 giri/min 15.6 9,3 215
2.0 Gpl 145 CV dal 2009 al 2013 4 cilindri in linea, Benzina Gpl 1.997 107 kW (145 CV) 5.900 giri/min 185 N·m 4.450 giri/min 12.7 9.9 210
2.0 EcoBoost 203 CV PowerShift dal 2010 al 2013 4 cilindri in linea, Benzina 1.999 149 kW (203 CV) 6.000 giri/min 300 N·m 1.750 giri/min 13 7.9 232
2.0 EcoBoost 203 CV 6 Manuale dal 2010 al 2013 4 cilindri in linea, Benzina 1.999 149 kW (203 CV) 6.000 giri/min 300 N·m 1.750 giri/min 13.3 7.6 238
2.0 EcoBoost 240 CV PowerShift dal 2010 al 2013 4 cilindri in linea, Benzina 1.999 176 kW (240 CV) 6.000 giri/min 340 N·m 1.900 giri/min 13 7.5 246
2.0 EcoBoost 240 CV 6 Manuale dal 2010 al 2013 4 cilindri in linea, Benzina 1.999 176 kW (240 CV) 6.000 giri/min 340 N·m 1.900 giri/min 13.3 7.3 253
2.0 Duratorq TDCi Dpf 115 CV dal 2010 al 2012 4 cilindri in linea, Diesel 1.997 85 kW (115 CV) 3.600 giri/min 270 N·m 1.750 giri/min 21.3 11.2 195
2.0 Duratorq TDCi Dpf PowerShift 163 CV dal 2010 4 cilindri in linea, Diesel 1.997 120 kW (163 CV) 4.000 giri/min 340 N·m 1.750 giri/min 18.9 9.1 218
2.0 Duratorq TDCi Dpf 163 CV dal 2010 4 cilindri in linea, Diesel 1.997 120 kW (163 CV) 4.000 giri/min 340 N·m 1.750 giri/min 18.1 8.9 220
2.2 Duratorq TDCi Dpf Durashift 200 CV dal 2010 al 2013 4 cilindri in linea, Diesel 2.179 147 kW (200 CV) 3.500 giri/min 420 N·m 1.750 giri/min 16.4 8.3 228
2.2 Duratorq TDCi Dpf 200 CV dal 2010 al 2013 4 cilindri in linea, Diesel 2.179 147 kW (200 CV) 3.500 giri/min 420 N·m 1.750 giri/min 16.7 7.9 230

[2]

Sicurezza automobilistica[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda la sicurezza automobilistica, la Mondeo è stata sottoposta per quattro volte ai crash test dell'EuroNCAP totalizzando i risultati di 2.5 stelle nel 1997, 4 stelle nel teste del 2001 (risultato poi ripetuto nel 2002) e di 5 stelle in quello del 2007.

Attività sportiva[modifica | modifica wikitesto]

La Ford Mondeo BTCC del 2000

La Mondeo prese parte tra il 1993 e il 2000 al BTCC. Questa versione da competizione era stata preparata dall'ex campione Andy Rouse e venne creato un team apposito per permetterle di competere, il Ford Team Mondeo. L'auto era equipaggiata con un propulsore V6 da 1995 cc e 296 cv di potenza. L'ECU era fornita dalla Zytek e il cambio sequenziale a 6 marce della Xtrac. La frizione era costruita in carbonio e le sospensioni erano realizzate dalla Uniball.

Alla guida del pilota Paul Radisich la vettura riuscì a conquistare il WTCC nel 1993 e il 1994. Nel 2000 invece vi fu la conquista del BTCC grazie ai piloti Rickard Rydell,Alain Menu e Anthony Reid. L'anno successivo, a causa del cambiamento di regolamenti, la vettura venne ritirata dalle competizioni. Ciò nonostante, numerosi esemplari continuarono a competere in diversi campionati minori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bianca Carretto, Sicurezza: è la chiave della "media" moderna in Corriere della Sera, 12 marzo 1993, p. 15. URL consultato il 03-12-2009.
  2. ^ Dati tecnici della Mondeo

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