Stabilimento Alfa Romeo del Portello

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Lo stabilimento Alfa Romeo del Portello in una foto degli anni '30

Lo Stabilimento Alfa Romeo del Portello è stato il sito produttivo principale dell'Alfa Romeo, attivo tra il 1906 e il 1986 nel quartiere Portello, a Milano. La sua storia è indissolubilmente legata alla fabbricazione di automobili ma, nella stessa area, durante gli anni si sono svolte attività anche in altri campi industriali. Lo stabilimento del Portello venne più volte ampliato in seguito alla crescita dell'azienda, la cui produzione crebbe infatti a più riprese[1][2].

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e la prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il primo insediamento industriale legato al marchio Alfa Romeo nacque agli albori della storia della casa del Biscione. Lo stabilimento Alfa Romeo del Portello fu infatti fondato nel 1906[3] nel capoluogo meneghino quando Alexandre Darracq decise di trasferire l'attività produttiva della Società Italiana Automobili Darracq da Napoli a Milano[4]. Questo primo insediamento industriale venne edificato su un vasto piazzale confinante con le aree che avevano ospitato l'Expo 1906[1][5]. L'ubicazione era lungo la strada al Portello, allora estrema periferia nord-ovest di Milano[4][1].

La zona era stata scelta anche da altri marchi automobilistici per fondare la loro sede o filiale, come in precedenza l’Isotta Fraschini, ed in seguito la Citroën, la FIAT, la Carrozzeria Touring, la Zagato e la Carrozzeria Cesare Sala; queste ultime praticamente obbligate a scegliere quella zona per il fatto che le loro attività erano strettamente legate a quelle dell'Alfa[6].

La scelta geografica era comunque dovuta anche al fatto che il Portello si trovava al centro di importanti vie di comunicazione, soprattutto verso il nord della Lombardia e verso Francia e Svizzera. Ancora oggi la zona tra corso Sempione e via Gallarate a Milano è una delle zone con più alte concentrazione di filiali e concessionarie di marchi automobilistici.

Dopo la crisi del 1909 la Darraq decise di chiudere la produzione in Italia e lo stabilimento, che nel 1908 occupava la superficie di 8.000 mq, venne acquisito da finanzieri lombardi che appositamente fondarono l'A.L.F.A., acronimo di "Anonima Lombarda Fabbrica Automobili". La nuova azienda, nata il 24 giugno 1910, aveva un capitale sociale di Lire 1.200.000, 250 dipendenti e si prefiggeva l'obbiettivo di produrre 300 autotelai all'anno. Il modesto numero di produzione era dovuto al mercato molto ristretto e alla tipologia costruttiva fortemente artigianale. Negli USA, dove l'automobile aveva già iniziato ad essere un prodotto di massa costruito in serie, la Ford realizzò 19.000 vetture nel 1910. La direzione tecnica dell'ALFA venne affidata al geometra piacentino Giuseppe Merosi che si mise al lavoro per progettare il nuovo modello "24 HP". Nell'attesa, gli stabilimenti continuarono a produrre i vecchi modelli Darraq, allo scopo di smaltire le giacenze di parti già approntate.

Lo stabilimento occupava in quel periodo circa 300 persone e la produzione era arrivata, nel 1914 poco prima dello scoppio della prima guerra mondiale, a 272 veicoli[1]. Il conflitto portò a due episodi particolarmente importanti nella storia dello stabilimento e della casa automobilistica: il primo fu l'entrata nella compagine azionaria dell'ing. Nicola Romeo e il secondo con la diversificazione della produzione, non più incentrata sugli autoveicoli bensì dedicata alle commesse militari. L'entità delle stesse fu talmente elevato che lo stabilimento dovette essere ampliato e vennero eretti tre nuovi capannoni[1]. Nel 1919 la forza lavoro occupata nello stabilimento aveva raggiunto la cifra di 2.200 persone e la produzione era molto diversificata[6].

Il primo dopoguerra ed il secondo conflitto mondiale[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni del dopoguerra videro anche la ripresa della produzione automobilistica, per i primi tempi però limitata ancora ai vecchi modelli; la crisi economica e sindacale portò però ad una drastica diminuzione del personale occupato, sceso a 1.200 addetti quasi tutti impegnati nel settore meccanico. Nel 1921 venne infine presentato il primo nuovo modello, la Alfa Romeo RL[6].

Fu di questo periodo anche l'entrata in scena di due personaggi importanti nella storia dello stabilimento e della casa, il progettista Vittorio Jano e il manager Ugo Gobbato.

Nel periodo interguerra la produzione si estese anche alla produzione di autocarri e autobus con il personale che crebbe sino alle oltre 6.000 persone nel 1937 e la superficie occupata che si estese verso nord, dividendo lo stabilimento in due parti unite da sottopassi[2]. Anche le commesse militari continuavano ad avere particolare importanza nell'espansione dello stabilimento, già prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale con le forniture collegate al colonialismo italiano.

Durante la guerra la forza occupazionale era giunta a 8.000 persone ma, nel 1943 e nel 1944, lo stabilimento del Portello venne bombardato e pesantemente danneggiato[2].

Dagli anni cinquanta alla chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Il termine del conflitto portò, oltre che il decesso di Ugo Gobbato, alla necessità di una totale ricostruzione degli edifici e ad una riconversione della produzione anche a settori civili fino a quel momento inesplorati; il settore automobilistico per i primi anni visse sulla produzione dei modelli anteguerra e tutto il complesso, nel 1950 dava lavoro a poco meno di 6.000 persone[7].

La produzione del Portello era fino al 1950 di carattere quasi artigianale, incentrata su vecchie parti assemblate in piccole serie. Tutto cambiò con l’avvento di Giuseppe Luraghi ai vertici di Finmeccanica, azienda che possedeva l’Alfa Romeo. Luraghi trasformò la fabbrica artigianale in un moderno stabilimento produttivo di automobili. Durante questi anni la fabbrica fu ulteriormente ampliata, dato il successo delle auto prodotte, come ad esempio la Giulietta e ancor prima la 1900. Proprio con quest'ultimo modello vennero installate le prime catene di montaggio complete[7].

A fine anni '50 la Renault era intenzionata a entrare nel mercato italiano evitando i dazi doganali a questo scopo raggiunse un accordo con l'Alfa per produrre in Italia la Dauphine. Il 23 giugno 1959 si avviò l'assemblaggio accanto alla linea delle Giulietta, l'inaugurazione dell'impianto rientrò nelle celebrazioni per il centenario della seconda guerra di indipendenza in cui partecipò anche il neo Presidente della Repubblica Francese Charles De Gaulle.

Milano però stava cambiando, e si stava ingrandendo verso le aree agricole. Il Portello prima era in periferia della città, ma ora intorno allo stabilimento stavano sorgendo palazzi che ospitavano gli immigrati provenienti da varie zone d'Italia. In questo periodo fu deciso di costruire un nuovo sito produttivo ad Arese, dato che non erano più possibili ulteriori ampliamenti del vecchio stabilimento. Già nel 1974, all'epoca delle dimissioni di Luraghi dall'Alfa Romeo, la direzione era già stata trasferita ad Arese. La decadenza era dunque iniziata in questi anni, e portò alla graduale chiusura del sito produttivo.

L'ultima vettura integralmente nata al Portello viene considerata così la Giulia che ha visto la luce nel 1962[7], anche se la sua produzione venne ben presto trasferita, almeno in parte, al nuovo stabilimento di Arese che era stato nel frattempo inaugurato[8].

Negli anni successivi varie altre competenze vennero trasferite ad Arese e lo stabilimento si restrinse sempre più, perdendo innanzitutto alcune parti del nucleo posto a sud, all'interno della Circonvallazione di Milano; tali spazi vennero perlopiù inglobati nel polo fieristico in piena espansione. L'ultimo dipendente dello stabilimento venne trasferito ad Arese nel 1986[9].

La fine dello stabilimento[modifica | modifica wikitesto]

L'area della fabbrica è stata ceduta dalla Fiat (nuova proprietaria dell'Alfa Romeo) al Comune di Milano che ha previsto la costruzione di un nuovo quartiere residenziale e commerciale. È stato l'emblema della grandezza industriale di Milano ed ha fatto la storia dell'automobilismo italiano. La sua demolizione è stata completata nel 2004[9]. All'epoca dell'abbattimento l'ex sede produttiva conteneva ancora prototipi, sale prova integre, macchinari e motori sperimentali, disegni e parti meccaniche in fase di sperimentazione. Lo stabilimento servì anche alle riprese del film Nirvana di Gabriele Salvatores.

Elenco automobili prodotte[modifica | modifica wikitesto]

Foto Marca Modello Inizio produzione Fine produzione Esemplari prodotti Note
Alfa Romeo1906.jpg Darracq 8/10 HP e 14/16 HP 1906 1909 Nel 1909 la Darracq è liquidata e lo stabilimento viene acquistato da un gruppo di imprenditori milanesi.
ALFA-24-HP.jpg A.L.F.A. 24 HP 1910 1913 Il telaio e gran parte della 24HP furono la base per una famiglia di vetture costruite fino al 1921 come la 12HP, 15HP, 40-60 HP, 15-20 HP e 20-30 HP.
A.L.F.A. 12 HP 1910 1911
Alfa 15 HP.jpg A.L.F.A. 15 HP 1911 1913
Alfa Romeo 4060.jpg A.L.F.A. 40-60 HP 1913 1914
A.L.F.A. 15-20 HP 1913 1914
Alfa Romeo 20-30 ES.jpg A.L.F.A. - Alfa Romeo 20-30 HP 1914 1921 124 Prodotta fino al 1918 come A.L.F.A.
Alfa Romeo G1 1921 1923
Alfa-Romeo-RL.jpg Alfa Romeo RL 1922 1927
Alfa Romeo RM Sport Castagna.jpg Alfa Romeo RM 1923 1925 circa 500
Alfa-Romeo 6C-2500-Touring.JPG Alfa Romeo 6C 1925 1954
Alfa Romeo 1938 8C 2900B Berlinetta - John Shirley AD.jpg Alfa Romeo 8C 1931 1939
Alfa Romeo 1900 berlina (front view).jpg Alfa Romeo 1900 1950 1959 17.243 La 1900 fu assemblata anche in Belgio su licenza dalla "Impéria" dal 1953 al 1954 e in Argentina dalle "Industrias Kaiser Argentina" dal 1960 al 1962.
MHV Alfa-Romeo Matta 01.jpg Alfa Romeo Matta 1951 1955 2.161
Paris - Mondial de l'automobile 2010 - Alfa Roméo Giulietta Berlina - 001.JPG Alfa Romeo Giulietta 1955 1963 circa 132.000 Le versioni Coupé e Spider erano assemblate presso gli stabilimenti Bertone di Grugliasco e Pininfarina di San Giorgio Canavese che realizzavano anche le rispettive carrozzerie. Inoltre venne assemblata in Sud Africa a East London dal 1960 al 1963.
Alfa Romeo 2000 1958.jpg Alfa Romeo 2000 1958 1961 6.961 La 2000 venne costruita anche in Brasile fino al 1969 dalla Fàbrica Nacional de Motores, consociata brasiliana dell'Alfa Romeo, con la denominazione di FNM 2000
DauphineAlfa Romeo1964Fwp.JPG Alfa Romeo (Renault) Dauphine 1959 1963 L'Alfa Romeo produsse su licenza quest'auto per conto di Renault. Le differenze dal modello francese si limitavano all'impianto elettrico a 12V (Magneti-Marelli) e all'aggiunta del marchio "Alfa Romeo" sulla carrozzeria.
Alfa Romeo 2600 Sprint.JPG Alfa Romeo 2600 1961 1969 11.453 La 2600 venne inoltre assemblata anche in Sud Africa a East London dal 1963 al 1968.
Alfa Romeo Giulia 1300 TI vr.jpg Alfa Romeo Giulia 1962 1965 Nel 1965 la produzione è stata trasferita presso il nuovo stabilimento Alfa Romeo di Arese (Milano)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Storia dell'Alfa Romeo su Retecivica.Milano
  2. ^ a b c Storia dell'Alfa Romeo su Retecivica.Milano
  3. ^  corriere.it Quando Giugiaro disegnava le Alfa. URL consultato in data 3 settembre 2014.
  4. ^ a b Sannia, 2010, pag. 12
  5. ^ Sannia, 2010, pag 9
  6. ^ a b c Storia dell'Alfa Romeo su Retecivica.Milano
  7. ^ a b c Storia dell'Alfa Romeo su Retecivica.Milano
  8. ^ Storia del Portello su Alfamania
  9. ^ a b La storia del Portello su Motorbox

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianluca Pellegrini (a cura di), Enciclopedia dell'auto - Quattroruote, Rozzano, Editoriale Domus, 2003.
  • Alessandro Sannia, Alfa Romeo - 100 anni di leggenda, Milano, Gribaudo, 2010, ISBN 978-88-7906-972-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]