Renault Dauphine

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Renault Dauphine
Renault Dauphine 2012 03.JPG
Descrizione generale
Costruttore Francia  Renault
Tipo principale Berlina
Produzione dal 1956 al 1968
Sostituisce la Renault 4CV
Sostituita da Renault 8
Esemplari prodotti circa 2 milioni
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 3.945 mm
Larghezza 1.520 mm
Altezza 1.440 mm
Passo 2.267 mm
Massa 630 kg
Altro
Stile Robert Barthaud
Stessa famiglia Alfa Romeo Dauphine
Renault Caravelle e Floride
Renault 8
Auto simili Austin Seven
BMW 700
Citroën Ami 6
Daf 750 Daffodil
Fiat 600 D
Innocenti A40
Morris Mini Minor
NSU Prinz
Saab 93 e Saab 96
Simca 1000
MHV Renault Dauphine 02.jpg

La Renault Dauphine era un'automobile prodotta dalla Casa automobilistica francese Renault dal 1956 al 1968.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Dauphine è stata introdotta nel mercato nel 1956 al posto della fortunata Renault 4CV, ma i progetti volti alla sua realizzazione cominciarono molto prima: i primi abbozzi di quella che doveva essere l'erede della 4CV si ebbero già nel 1951 e quasi fino all'ultimo il progetto fu denominato Progetto 109. La presentazione ufficiale avvenne a Ginevra nel marzo 1956, ma già fin dal mese precedente vi furono altre presentazioni alla stampa. Le prime consegne ebbero luogo in quella primavera. La Dauphine nacque per proporre una vettura dall'abitabilità migliorata e più brillante nelle prestazioni, ferma restando la medesima impostazione tecnica, vale a dire con trazione e propulsore posteriori. Come l'antenata, la Dauphine era una berlina quattro porte (senza le porte posteriori a vento) con il corpo monoscocca, più pesante e più lunga di trenta centimetri. Rispetto alla 4CV, però, proponeva una carrozzeria a tre volumi dal design molto più moderno. Il successo che la Dauphine riscosse fu enorme presso il pubblico, e questo nonostante alcune avversità da parte della stampa, dal momento che alcuni giornalisti la giudicavano brutta, altri la giudicavano troppo lenta. In effetti, la Dauphine non era di certo un fulmine per quanto riguardava le prestazioni, ma negli anni cinquanta le utilitarie non mostravano particolari velleità velocistiche, a parte alcune Case, come la Abarth, che proprio in quegli anni cominciavano ad introdurre il concetto di "piccola bomba" da corsa. In ogni caso, la Casa francese non volle che la Dauphine fosse coperta di ridicolo da parte di alcuni giornalisti e corse ai ripari proponendo nel 1958 la Dauphine Gordini, un'elaborazione in chiave sportiva della stessa Dauphine, la quale seppe entrare nel cuore degli appassionati e rivaleggiare con vetture come la Abarth 850.

Particolare di un Alfa Romeo Dauphine

Anche altri Paesi furono contagiati dalla Dauphine, tra cui Messico, Argentina, Australia, Sudafrica, Spagna e Brasile. In particolare, in Spagna la Dauphine fu prodotta su licenza con il marchio FASA, in Brasile fu prodotta dalla Willys-Overland con il nome di Renault Gordini. La Dauphine fu proposta anche negli Stati Uniti, ma con scarsi esiti commerciali. Addirittura la stessa Alfa Romeo, al fine di competere con la FIAT nel settore delle vetture di piccola cilindrata, strinse un accodo di collaborazione con la Renault che portò alla produzione su licenza del modello "Dauphine", dal 1961 al 1964, negli stabilimenti del Portello a Milano. In seguito l'Alfa Romeo siglò una joint venture con Renault che portò alla creazione della Sviluppo Automobilistico Meridionale S.p.A. per la produzione della successiva Renault 4 nello Stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco.

Nel 1961 fu proposta la Ondine, versione di lusso della Dauphine, con pochissime differenze estetiche e diverse migliorie nell'allestimento. Nel 1962 fu posta in commercio un'edizione limitata della Dauphine, denominata 1093 e proposta in soli 2200 esemplari. Oggigiorno questa versione è ricercata da molti appassionati ed intenditori. Nel 1964 la Dauphine, regolarmente in produzione, subì alcune modifiche tecniche e di allestimento. A partire dal 1964, ma ancora prima in alcuni mercati come ad esempio quello italiano, fu introdotto il cambio a 4 marce (fino a quel momento era a sole tre marce) e in opzione anche il cambio automatico. Nel 1968 la Dauphine fu definitivamente tolta di produzione. Nei decenni successivi rimase generalmente apprezzata come auto d'epoca, ma non mancarono comunque alcune schiere di detrattori. La Dauphine è famosa, oltre che per la velocità bassa, anche per la scarsa affidabilità: in molti Stati (soprattutto negli Stati Uniti e nel Regno Unito) l'auto divenne famosa per aver manifestato frequenti problemi di ruggine e di meccanica. Tale giudizio era però influenzato dalle auto a cui gli americani erano abituati, ossia enormi berline dai grossi propulsori dalla coppia elevata e duraturi[1]. Come se non bastasse, nel 2002 il sito internet automobilistico Car Talk votò la Dauphine come nona tra le peggiori auto del Millennio[2]. In ogni caso, la Dauphine resta una vettura molto apprezzata nell'ambito delle auto classiche ed a testimonianza di ciò si possono trovare numerosi club dedicati a questa vetturetta.

Caratteristiche estetiche[modifica | modifica sorgente]

Una Renault Ondine

La linea della Dauphine era decisamente moderna, molto più di quella della 4CV che andava a sostituire, poiché era caratterizzata in prevalenza da linee curvilinee e tondeggianti. Il disegno del corpo vettura fu all'epoca opera dell'ingegner Robert Barthaud, che durante tutta la gestazione del progetto collaborò con la Ghia. Il frontale era caratterizzato da un disegno decisamente semplice ed essenziale, contraddistinto dalla presenza di piccoli fari tondi, e dalla foggia del paraurti, che nella zona centrale si piegava verso l'alto. Questa era una soluzione dettata dal fatto che la Dauphine possedeva l'alloggiamento della ruota di scorta proprio sotto il baule anteriore e il paraurti piegato verso la calandra consentiva lo sfruttamento di uno spazio per facilitare l'accesso alla ruota di scorta stessa. Una leggera nervatura centrale partiva dalla calandra e proseguiva verso la parte posteriore, tagliando il cofano a metà, fino a giungere al parabrezza. La fiancata, anch'essa molto lineare, era caratterizzata da una scalfittura che partiva fin dall'inizio delle portiere anteriori e finiva per divenire un "invito" per la presa d'aria che si aprivano alla fine delle portiere posteriori e che agevolava il raffreddamento del motore, che era situato posteriormente. Altra particolarità della fiancata erano gli indicatori di direzione laterali, posizionati sotto il montante posteriore. La coda, molto tondeggiante e decisamente riuscita, era caratterizzata dalla presenza di uno sfogo a griglie verticali per lo smaltimento del calore del motore. Il lunotto era decisamente ampio per la categoria, anzi, potrebbe essere definito addirittura panoramico. I fari posteriori, situati ai lati degli sfoghi, erano decisamente piccoli, di forma ovale.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Vista laterale di una Dauphine

La Dauphine era equipaggiata da un 4 cilindri in linea raffreddato ad acqua e sistemato posteriormente. Tale motore, denominato Type 670-1, disponeva di distribuzione a valvole in testa con aste e bilancieri ed asse a camme laterale. L'alimentazione era affidata ad un carburatore invertito Solex. Tale motore arrivava ad erogare una potenza massima di 30 CV a 4200 giri/min. La coppia massima era invece di 6,7 kgm a 2000 giri/min. Nel 1963, la potenza massima salì a 32 CV, La trasmissione era con frizione e cambio in blocco al retrotreno. La trazione era posteriore, con cambio manuale a tre marce, delle quali la prima non era sincronizzata. Le versioni Export, destinate ad alcuni mercati esteri, avevano un cambio a 4 velocità. Le sospensioni erano a ruote indipendenti sui due assi, mentre l'impianto frenante si avvaleva di tamburi sia anteriormente che posteriormente. A partire dal 1964, vi fu una rivoluzione nell'impianto frenante stesso, che adottò invece quattro dischi sulle quattro ruote. Per quanto riguarda la Gordini,invece, si trattava di una elaborazione sulla base della Dauphine normale: il suo motore, denominato Type 670-04, ricevette quasi 8 CV in più, arrivando a 37,8 CV di potenza massima, ottenuti mediante l'adozione di un carburatore maggiorato, una nuova testata con diversa inclinazione di valvole e sedi delle valvole e miglioramenti nel raffreddamento del motore. Anche il cambio usufruì della quarta marcia. Nel settembre 1959, sulla Gordini fu introdotto il nuovo motore Type 670-05, che poteva arrivare ad erogare ben 55 CV, grazie all'adozione di un carburatore doppio corpo, conferendo alla piccola vettura prestazioni di tutto rispetto. Anche la Ondine poté usufruire nel 1961 della meccanica della Gordini, dando così origine alla Ondine Gordini. Quanto alla R1093, si tratta di una vettura che montava il motore da 55 CV delle ultime Gordini e proponeva ulteriori caratteristiche tecniche e d'allestimento che rendevano la vettura ancor più sportiveggiante, come le caratteristiche bande longitudinali di color blu. La Dauphine fu proposta anche con il nome di Helley Kilowatt, come vettura con propulsore elettrico. Infine, tra i moltissimi optional disponibili per la Dauphine vi era anche un turbocompressore della Judson Research & Mfg. Co venduto nel 1958 al prezzo 165 dollari, installabile in due ore senza modifiche alla carrozzeria.

Tabella delle caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Motore Alimentazione Cilindrata
cc
Potenza
CV
Coppia
Massima
Velocità Massima
km/h
0-100 km/h
secondi
Rapporto peso-potenza
Type 670-1 Benzina 845 30 a 4200 rpm 66 112 30 38.43
Type 670-04 Benzina 845 37,8 a 4000 rpm 65 130 40.68
Type 670-05 Benzina 845 55 140

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Chronicle Live: Number one for news, opinion, sport & celebrity gossip
  2. ^ Car Talk

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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