Darracq

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La Darracq era una casa automobilistica francese fondata nel 1896 ed attiva autonomamente fino al 1920.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Azione della Darracq spagnola

Questa Casa automobilistica nacque nel 1896 quando il giovane industriale francese Alexandre Darracq, già titolare di una ben avviata fabbrica di biciclette denominata Gladiator, si rese conto degli enormi sbocchi commerciali che l'industria automobilistica avrebbe offerto. Perciò vendette la Gladiator ad un'altra azienda inglese operante nello stesso settore e che era la sua più diretta concorrente. Con gli introiti ricavati aprì un nuovo e più grande stabilimento a Suresnes, un sobborgo di Parigi e fondò quindi la Automobiles Darracq S.A.

Gli inizi non furono incoraggianti: il primo modello costruito era una vetturetta elettrica che di fatto non incontrò successo. Allora la neonata azienda si dedicò alle vetture con motore a combustione interna. Furono realizzati tre modelli, di cui uno a tre ruote, che però non diedero risultati commerciali degni di nota.

Fu così che si lavorò ad una vettura di concezione più moderna e ad un prezzo più concorrenziale. Nel 1901 nacque così la Type C, una piccola vetturetta che riscosse invece un gran successo, grazie a strategie commerciali e propagandistiche indovinate. La vettura fu venduta in 1200 esemplari.

L'anno seguente, la Darracq stipulò un contratto con la Opel per permettere a quest'ultima la produzione su licenza di alcuni modelli Darracq, sotto il marchio di Opel Darracq.

Una Darracq del 1906
Darracq Coupé Chaffeur SS 20/28, 1907, 4 Zylinder, 28,5 PS, 4728 ccm, 70 km/h, Cité de l'Automobile – Musée National – Collection Schlumpf, Mulhouse, Francia

Per consolidare ulteriormente il proprio nome, la Darracq si dedicò anche all'attività sportiva, ottenendo numerose affermazioni e battendo numerosi record, grazie alle imprese di modelli da corsa molto competitivi, il più noto dei quali fu senza dubbio la V8. Inoltre, sempre dal punto di vista sportivo, la Darracq istituì la prima scuola di pilotaggio della storia.

Da lì prese l'avvio un processo di grande espansione della Casa di Suresnes, che tra il 1905 ed il 1907 aprì stabilimenti per la produzione su licenza anche in altri Paesi, come la Gran Bretagna, l'Italia e Spagna.

L'importanza storica della Darracq è enorme: anche se non molti conoscono questo marchio, è bene ricordare che lo stabilimento dove la Casa francese aprì la sua filiale in Italia, prima a Napoli, e poi nei pressi di Milano e più precisamente nella zona del Portello, per la vicinanza alla Francia. Dopo aver constatato che le vetture Darracq non riscuotevano successo perché inadatte alle strade italiane, nel 1909 vendette lo stabilimento ad un gruppo di finanzieri lombardi e napoletani che decisero di continuare la costruzione di automobili, sotto la nuova ragione sociale A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili), e proprio un napoletano, l'amministratore Nicola Romeo diede il suo nome all'Alfa, poi divenuta Alfa Romeo.

Fu però a partire dalla sfortunata avventura italiana che cominciò il declino per la Darracq: il 1909 fu un anno difficile per via di una crisi economica generale in tutta Europa. Inoltre, all'inizio degli anni dieci, la Casa propose alcuni modelli privi di appeal o peggio ancora dalla meccanica inaffidabile, che portarono la Casa in una grossa crisi. In più, nel 1912, il patron Alexandre Darracq si ritirò e lasciò la Casa nelle mani di Owen Clegg, un inglese già collaudato nel settore automobilistico. Con lui, la Casa si ristabilì ben presto dalla crisi. Ma poco dopo, vi fu lo scoppio della Prima guerra mondiale: ciò creò enormi difficoltà per la Casa francese, la quale dovette acquisire la Talbot e la Sunbeam, due Case automobilistiche inglesi. Inizialmente, il marchio sopravvisse nei modelli prodotti in Francia e in Gran Bretagna, ma poco tempo dopo dovette fondersi in un unico gruppo denominato S.T.D. (Sunbeam-Talbot-Darracq). Siamo a questo punto nel 1920.

In seguito, l'intero gruppo verrà assorbito dalla Rootes e il marchio Darracq verrà estinto.

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