Carrozzeria Touring

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La Touring era una carrozzeria italiana, specializzata nella realizzazione di autovetture extra serie, nel disegno/progettazione di carrozzerie su commissione e nell'assemblaggio di automobili complete per conto di altre case automobilistiche, attiva tra il 1926 ed il 1966. È nota soprattutto per aver ideato la tecnica di realizzazione della scocca denominata Superleggera.

Logo della Touring presente su un'Alfa Romeo 8C Mille Miglia

Indice

[modifica] La fondazione ed i primi anni

La Touring venne fondata a Milano nel 1926 dall'avvocato Felice Bianchi Anderloni e dall'amico, esperto di amministrazione, Gaetano Ponzoni, che rilevarono la Carrozzeria Falco di Vittorio Ascari, fratello del pilota dell'Alfa Romeo Antonio. Era un periodo di grande crescita delle carrozzerie indipendenti, favorite dal fatto che le case consegnavano ai clienti anche i telai (che, all'epoca erano separati dalla scocca) "nudi", da carrozzare a piacimento. Non a caso Anderloni e Ponzoni costruirono il loro primo stabilimento in Via Ludovico da Breme (periferia nord di Milano), non lontano dal Portello (allora sede dell'Alfa Romeo) e da via Monterosa (sede della Isotta Fraschini). Nelle vicinanze c'era anche la Citroën Italia. E proprio su base Alfa Romeo e Isotta Fraschini furono costruite, a partire dal 1928, le prime carrozzerie.

La Touring tuttavia non s'accontentava di questo e, considerando il peso e la resistenza aerodinamica due nemici da battere, acquisì alla fine degli anni venti la licenza di costruzione Weymann. Il sistema Weymann consentiva di sostituire le pesanti lamiere in ferro, da chiodare alla rigida struttura in legno, con pannelli in pegamoide impermeabilizzata, applicata su leggeri telai in legno con giunti di fissaggio snodabili, che consentiva di avere una carrozzeria leggera e, al tempo stesso, molto silenziosa perché priva di scricchiolii. La scarsa resistenza nel tempo della pegamoide (che si seccava, raggrinzendo) spinse i tecnici Touring a cercare nuove soluzioni.

[modifica] La struttura "Superleggera"

L'Alfa Romeo 2000 Touring

Il metodo Superleggera venne introdotto dalla Touring nel 1936. La tecnica (mutuata dalla costruzione di aeroplani) prevedeva una scocca in sottili (ma resistenti) tubi d'acciaio alla quale venivano applicati i pannelli in alluminio della carrozzeria. Telaio e scocca, inoltre, erano tutt'uno, anticipando di parecchi anni l'avvento della scocca portante. Inoltre, negli stessi anni, la Touring costruì una sorta di rudimentale galleria del vento, per migliorare la profilatura delle proprie carrozzerie. Rimase infatti importante anche l'attività di design.

Dopo la parentesi bellica, l'attività riprese procedendo anche nella direzione di concedere alle grandi Case la licenza per costruire modelli secondo la tecnica Superleggera nei loro stabilimenti. Le Inglesi Bristol Cars e Aston Martin e l'americana Hudson approfittarono subito di questa possibilità, per ridurre le enormi spese di trasporto tra Inghilterra e Italia o tra Stati Uniti e Italia.

[modifica] La ripresa nel dopoguerra e il declino

Nel dopoguerra sono state progettate (e in alcuni casi anche assemblate direttamente) con la tecnica Superleggera alcune fra le più belle autovetture Italiane, come le Alfa Romeo 6C 2500 Freccia d'Oro (1947), 6C 2500 Villa d'Este (1949), 2000 Spyder e 2600 Spyder, le Aston Martin DB5, le Iso Rivolta Grifo. le Lamborghini 350 GT e Lamborghini 400 GT 2+2, le Lancia Flaminia GT e le Maserati 5000 GT.

Ma la vera sopravvivenza economica della Touring sarebbe dovuta arrivare dall'accordo col gruppo Rootes, siglato nel 1962, per l'assemblaggio in Italia (e dunque l'introduzione all'interno del MEC come italiane, dato che l'Inghilterra non ne faceva parte) di almeno 10.000 esemplari dei modelli Hillman Imp e Sunbeam Alpine e Venezia. Per svolgere questo compito la Touring affrontò notevoli investimenti, come la costruzione di un nuovo stabilimento a Nova Milanese. L'improvvisa morte di lord William Rootes, nel dicembre 1963, portò al naufragio del contratto e dello stesso Gruppo Rootes, poi rilevato dalla Chrysler nel 1967.

Le vicende della Rootes si rivelarono determinanti per la Touring che si ritrovò senza commesse con forti investimenti da ripianare. Ad affossare la piccola carrozzeria contribuirono anche le norme restrittive per le automobili di grossa cilindrata che ridussero gli ordinativi dei contratti già in atto con Lancia, Lamborghini e Maserati. L'azienda entrò in amministrazione controllata nel marzo 1964 e a nulla valsero le piccole commesse che furono subito concesse dalle maggiori case nazionali. Tra le più consistenti le 2.000 "Primula Coupé" commissionate dall'Autobianchi e la produzione del modello "Giulia GTC" che la casa di Arese affidò alla Touring, pur trattandosi di un progetto realizzato dalla Bertone.[1] La "GTC" non incontrò il favore del pubblico e la tiratura fu limitata a 1.000 esemplari. Subito dopo aver terminato il pregevole prototipo "C4", versione cabriolet della Fiat 124 berlina, il 31 dicembre 1966, la Touring chiuse i battenti.

[modifica] Principali modelli disegnati o costruiti dalla Touring

[modifica] Note

  1. ^ Fabrizio Greggio, Cabrio a sorpresa, Ruoteclassiche n.200 - agosto 2005

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