Alfa Romeo 166

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Alfa Romeo 166
Alfa Romeo 166 front 20080303.jpg
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Alfa Romeo
Tipo principale Berlina 3 volumi
Produzione dal 1998 al 2007
Sostituisce la Alfa Romeo 164
Esemplari prodotti circa 101.000
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.720 mm
Larghezza 1.800 mm
Altezza 1.416 mm
Passo 2.720 mm
Massa da 1.420 a 1.580 kg
Altro
Stile Centro Stile Alfa Romeo
Stessa famiglia Lancia K e Lancia Thesis
Auto simili Audi A6
BMW Serie 5
Jaguar S-Type
Honda Legend
Hyundai Grandeur
Lexus GS
Mercedes-Benz Classe E
Saab 9-5
Volvo S80
Alfa Romeo 166 rear 20080303.jpg

L’Alfa Romeo 166 è stata l'ultima grande ammiraglia appartenente al Segmento E della casa automobilistica italiana Alfa Romeo prodotta tra il 1998 e il 2007 in circa 101.000 esemplari. Identificata col codice prodotto 936 rimase a listino sino al primo trimestre del 2008 poiché, nonostante la produzione terminata, numerosi esemplari rimasero in giacenza presso i rivenditori e gli ultimi stock di vetture furono esauriti nel corso dell'anno.

Sostituisce la celebre e longeva Alfa Romeo 164, ponendosi in diretta concorrenza con altri modelli di prestigio quali l'Audi A6, la BMW Serie 5, la Jaguar S-Type, la Mercedes-Benz Classe E e la Saab 9-5.

Il contesto[modifica | modifica sorgente]

La prima serie, presentata ed entrata in produzione sul finire del 1998, con una gamma di allestimenti basata su cinque livelli di rifiniture, tutte equipaggiate con motori pari o superiori ai 2.000 cm³ di cilindrata. Sin dal debutto la casa madre aveva previsto due interessanti progetti che prefiguravano le successive varianti SportWagon e Coupé che però non videro mai la luce poiché la produzione non fu deliberata. Veniva assemblata nello stabilimento del gruppo sito a Rivalta di Torino sulle medesime linee produttive della Lancia K con cui condivideva gran parte della componentistica, la meccanica infatti riprendeva la Piattaforma E rivista nello schema di sospensioni.

Una 166 nel particolare colore Azzurro Nuvola cangiante

Il design, opera del Centro Stile Alfa Romeo, è definito Low Style per il basso profilo della parte anteriore della carrozzeria. Tutta la vettura risulta caratterizzata da una linea a cuneo che converge fino ad arrivare alla coda, piuttosto massiccia. Il Low Style ha permesso di ottenere una bassa resistenza aerodinamica che garantisce un maggiore feeling di guida e minori consumi di carburante e al tempo stesso il basso frontale garantisce una maggiore sicurezza in caso d'investimento pedoni. Lo scudetto centrale cromato garantisce un tocco di eleganza e i gruppi ottici sottili garantiscono continuità alla piccola calandra sdoppiata.

Trasmissioni e motorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Le motorizzazioni sfruttano una architettura a quattro, cinque e sei cilindri, da due a tre litri di cilindrata e potenza compresa tra i 136 e i 226 cavalli.

È la seconda Alfa Romeo (dopo il modello 156) a montare un turbodiesel common rail: il 2.4 JTD Euro 2 da 136 cavalli con distribuzione a due valvole per cilindro, adeguato nel 2001 alla normativa Euro 3 dapprima nella configurazione a 140 cavalli successivamente portati a 150 che rappresentano la massima evoluzione di tale frazionamento con la distribuzione a 10 valvole.

Più ricca si presenta l'offerta delle motorizzazioni a benzina: 2.0 Twin Spark e i generosi V6 Busso declinati nelle cilindrate 2.0 Turbo (con dispositivo overboost), 2.5 e 3.0 aspirati.

Già al debutto erano previste due varianti con cambio automatico a quattro marce: la 2.5 V6 24V CAE e la 3.0 V6 24V CAE, entrambe con trasmissione Sportronic realizzata dalla ZF.

I cambi manuali sono a cinque rapporti per la 2.0 Twin Spark e la 2.5 V6, a sei rapporti per le motorizzazioni 2.0 V6 Turbo, 3.0 V6 e 2.4 JTD.

Tutte le versioni sono dotate di comando idraulico autoregistrante per la frizione.

Caratteristiche e prestazioni[modifica | modifica sorgente]

Modello Cilindrata Potenza Coppia Velocità (km/h) 0–100 km/h
2.0 T. Spark 1.970 cm³ 114 kW (155 CV) @6400 rpm 187 Nm @2800 rpm 213 9,3 sec
2.5 V6 24V 2.492 cm³ 140 kW (190 CV) @6200 rpm 222 N·m @5000 rpm 225 8,4 sec
2.5 V6 24V CAE 2.492 cm³ 140 kW (190 CV) @6200 rpm 222 N·m @5000 rpm 220 9,5 sec
2.0 V6 TB 1.996 cm³ 151 kW (205 CV) @6000 rpm 285 N·m @2500 rpm 237 8,1 sec
3.0 V6 24V 2.959 cm³ 166 kW (226 CV) @6200 rpm 275 N·m @5000 rpm 243 7,9 sec
3.0 V6 24V CAE 2.959 cm³ 162 kW (220 CV) @6300 rpm 275 N·m @5000 rpm 243 8,5 sec
2.4 JTD 2.387 cm³ 100 kW (136 CV) @4000 rpm 304 N·m @2000 rpm 205 9,4 sec

Dotazioni di serie e optional[modifica | modifica sorgente]

Esterno

- Parabrezza sfumato e fascia antiriflesso

- Specchi retrovisori esterni elettrici riscaldati

- Fendinebbia

- Tetto apribile elettrico

Interno

- Climatizzatore automatico "a temperatura equivalente"

- Sedili anteriori elettrici riscaldati

- Alzacristalli elettrici

- Sensore pioggia per tergicristallo

- Parabrezza riscaldato

Telematica / Audio / Phone

- ICS (Integrated Control System)

- Navigatore satellitare integrato

- Impianto Hi-Fi con dieci altoparlanti

- Autoradio integrata

- Trip Computer

- Predisposizione telefono con vivavoce

- Caricatore da 6 cd nel bagagliaio

Sicurezza / Meccanica
Il V6 Busso Alfa Romeo.

- ABS + EBD

- ASR / TCS

- Air bag lato guida + lato passeggero

- Air bag laterale

- Cinture di sicurezza con pretensionatori pirotecnici anteriori

- Cambio automatico Sportronic

- Cruise control

- Sport Throttle Response

- Fire Prevention System

- Fari allo Xenon

- Lavaproiettori ad alta pressione

Restyling 2003[modifica | modifica sorgente]

L'Alfa Romeo 166 ristilizzata

La nuova versione 166 è presentata nel settembre del 2003 ed entra in commercio, sostituendo la prima versione, nel mese di novembre dello stesso anno. Il progetto viene aggiornato con una serie di innovazioni a livello stilistico, motoristico, di allestimenti e di dettagli.

La precedente gamma motori - che perde il 2.0 V6 Turbo, non rientrante nei parametri imposti dalla normativa Euro 3 - viene integrata dai nuovi potenti propulsori benzina 3.2 V6 24V e diesel 2.4 JTD M-Jet 20V.

In prospettiva dell'entrata in vigore della normativa Euro 4, il 2.0 Twin Spark perde cinque cavalli già a partire dalla serie precedente (anno 2002).

Design[modifica | modifica sorgente]

Il frontale è completamente ridisegnato: dalla classica calandra triangolare, simbolo inconfondibile di ogni Alfa Romeo, si sviluppano due nervature convergenti, che salendo si allargano, quasi ad abbracciare l'intera autovettura. La linea superiore della calandra prosegue idealmente verso le prese d'aria laterali e i nuovi fari che, ridisegnati con proiettori a vista, hanno un rendimento luminoso più che raddoppiato, grazie all'azione dei proiettori Bi-Xeno.

La linea essenziale, pulita e priva di spigoli, trasmette la sensazione di una vettura dinamica e compatta, fortemente ancorata all'asfalto grazie alle carreggiate larghe (ant. 1.554 mm, post. 1.542 mm) e ai grossi pneumatici posti a filo della carrozzeria.

Comfort[modifica | modifica sorgente]

I nuovi allestimenti, gli inediti cerchi in lega da 16, 17 e 18 pollici e la gamma dei colori completano il quadro estetico, contribuendo a trasmettere la sensazione di un'automobile dalla forte personalità.

L'abitacolo appare accogliente e luminoso grazie all'utilizzo di colori (allestimenti con plancia tono su tono) e materiali migliorati. L'esclusivo allestimento Luxury si arricchisce della bordatura in pelle pieno fiore sulla parte superiore della plancia e dei pannelli portiera.

Dalle razze del volante è possibile accedere ai comandi dell'impianto hi-fi. Sulla destra del display a colori da cinque pollici, che tra le altre ospita la funzione del navigatore satellitare, spicca la fessura verticale per la scheda del telefonino.

Cambi e motori[modifica | modifica sorgente]

Il nuovo modello al Motor Show di Bologna.

Unitamente al nuovo modello debutta il motore diesel Common Rail 2.4 JTD M-Jet 20V, erogante 175 CV a 4.000 giri/min, con una coppia di 385 N·m a 2.000 giri/min. Il cinque cilindri in linea consente prestazioni ragguardevoli: 225 km/h di velocità massima, da 0 a 100 km/h in 8,2 s e il chilometro da fermo coperto in 29 s. Il tutto con consumi piuttosto contenuti (7,5 l per 100 km nel ciclo combinato) e basse emissioni nocive (198 g/km di Co2).

Ad esso inizialmente è abbinato il nuovo cambio automatico Sportronic autoadattivo che, riconoscendo lo stile di guida del pilota, varia conseguentemente i passaggi di marcia oppure, spostandolo in posizione Sport, può essere utilizzato come un cambio sequenziale[1]. Quello manuale, anch'esso di nuova generazione, è a sei marce.

Altra novità è il 3.2 V6 24V, evoluzione del V6 Busso portato a 3.200 cm³ (l'ultimo interamente sviluppato e prodotto ad Arese) che, grazie alla potenza di 240 CV a 6.200 giri/min e alla coppia motore di 289 N·m sviluppata a 4.800 giri/min, permette all'autovettura di raggiungere i 245 km/h di velocità massima, di impiegare 7,4 s nello scatto da 0 a 100 km/h e di coprire il chilometro da fermo in 27,5 s.

Alla data di presentazione completano la gamma dei motori il 3.0 V6 24V (anch'esso abbinato al cambio Sportronic), il 2.5 V6 24V e il 2.0 Twin Spark. Oltre al nuovo 2.4 JTD Multijet 20 valvole è ancora disponibile (alla data del lancio) l'affidabile e collaudato cinque cilindri 2.4 JTD 10 valvole[2].

Per via dell'incedere della normativa Euro 4 vengono progressivamente ritirate dal mercato le versioni benzina 2.5 V6 e 3.0 V6 Sportronic, diesel 2.4 JTD 10V e, più di recente, il 2.0 T.Spark.

A listino rimangono i modelli equipaggiati con i più moderni e prestanti motori benzina 3.2 V6 24V, da 240 CV, e diesel 2.4 JTD M-JET 20V, nel frattempo portato a 185 CV.

Caratteristiche, prestazioni, consumi, emissioni[modifica | modifica sorgente]

Modello Cilindrata Potenza Coppia Velocità 0–100 km/h 0–1000 metri Consumi (ciclo combinato) Emissioni Co2
2.0 Twin Spark 1.970 cm³ 110 kW (150 CV) @6300 rpm 181 Nm @3800 rpm 211 km/h 9,4 s 30,8 s 9,7 l/100 km 230 g/km
2.5 V6 24V 2.492 cm³ 138 kW (188 CV) @6300 rpm 221 N·m @5000 rpm 225 km/h 8,4 s 28,6 s 11,9 l/100 km 284 g/km
3.0 V6 24V Sportronic 2.959 cm³ 162 kW (220 CV) @6300 rpm 265 N·m @5000 rpm 236 km/h 8,6 s 28,5 s 13 l/100 km 310 g/km
3.2 V6 24V 3.179 cm³ 176,5 kW (240 CV) @6200 rpm 289 N·m @4800 rpm 245 km/h 7,4 s 27,5 s 12,5 l/100 km 297 g/km
2.4 JTD 10V 2.387 cm³ 110 kW (150 CV) @4000 rpm 305 N·m @1800 rpm 210 km/h 8,8 s 31,2 s 7,2 l/100 km 192 g/km
2.4 JTD M-JET 20V 2.387 cm³ 129 kW (175 CV) @4000 rpm 385 N·m @2000 rpm 225 km/h 8,2 s 29 s 7,5 l/100 km 198 g/km
2.4 JTD M-JET 20V Sportronic 2.387 cm³ 129 kW (175 CV) @4000 rpm 330 N·m @1750 rpm 218 km/h 8,8 s 30 s 8,9 l/100 km 235 g/km
2.4 JTD M-JET 20V 2.387 cm³ 136 kW (185 CV) @4000 rpm 385 N·m @2000 rpm 228 km/h 8,0 s 29 s 7,5 l/100 km 198 g/km

Qualità dinamiche[modifica | modifica sorgente]

La nuova 166 è dotata di un impianto frenante idraulico a doppio circuito integrato, ABS con ripartitore di frenata tra ruote anteriori e posteriori (EBD), controllo di stabilità della vettura (VDC) e della trazione (ASR).

Secondo le prime recensioni, le sospensioni - a quadrilatero alto, davanti, a bracci multipli, dietro - e l'elevata rigidità torsionale della scocca donano alla vettura grandi qualità dinamiche ed una notevole tenuta di strada, senza pregiudicare troppo il comfort di marcia[3]. Rispetto alla precedente versione gli ingegneri affinano la geometria delle sospensioni per ridurre rollio e beccheggio. Conseguentemente, anche lo sterzo risulta più pronto e diretto.

Sicurezza[modifica | modifica sorgente]

La rigidità torsionale della scocca contribuisce a garantire la sicurezza attiva.

Per la sicurezza passiva sono presenti il sistema antincendio FPS (Fire Prevention System), che interrompe l'erogazione di carburante in caso d'urto, il doppio airbag frontale full size, gli airbag laterali anteriori ed i nuovi headbag. Questi ultimi, insieme alle barre antintrusione delle porte e ai rivestimenti interni ad assorbimento di energia, concernono la protezione dagli urti laterali e proteggono la testa degli occupanti dei sedili anteriori.

Dotazioni di serie e optional[modifica | modifica sorgente]

Un Alfa Romeo 166 in versione ristilizzata
Cockpit della Sportronic.
L'Integrated Control System.
Esterno

- Parabrezza sfumato e fascia antiriflesso

- Specchi retrovisori esterni elettrici riscaldati

- Fendinebbia

- Sensori parcheggio posteriori

- Tetto apribile elettrico (in vetro)

Interno

- Climatizzatore automatico (a temperatura equivalente)

- Comandi radio al volante

- Sedili anteriori elettrici riscaldati basculanti con memoria lato guida + regolazione lombare elettrica

- Plancia superiore e pannelli porte in pelle Pieno Fiore

- Dispositivo orientamento proiettori elettrico

- Alzacristalli elettrici (anteriori automatici)

- Sensore pioggia per tergicristallo

- Specchio interno notte/giorno automatico

- Parabrezza riscaldato zona tergicristalli

Telematica / Audio / Phone

- ICS (Integrated Control System) con video a colori da cinque pollici

- Autoradio Hi-Fi integrata con 10 altoparlanti

- Trip Computer

- Navigatore satellitare integrato

- Telefono integrato (GSM) con vivavoce

- Alfa Voice

- CD Changer a 6 posizioni

Sicurezza / Meccanica

- ABS + EBD

- VDC (con Brake Assistance)

- ASR

- Air bag lato guida + lato passeggero

- Air bag laterale

- Head bag (anteriori)

- Cinture di sicurezza con pretensionatori pirotecnici anteriori

- Cambio a 6 marce

- Cambio automatico elettronico autoadattivo Sportronic

- Cruise control

- Sport Throttle Response

- Fire Prevention System

- Alfa Code Immobilizer

- Fari Bi-Xeno

- Lavaproiettori (a scomparsa) ad alta pressione

Fine produzione[modifica | modifica sorgente]

La GAC Trumpchi GA5 su base Alfa Romeo 166

Dismessa progressivamente la produzione, le ultime scorte del modello vengono commercializzate sino al primo semestre del 2008. La nuova 166 esce così dai listini della casa senza essere sostituita da nessun modello. La licenza di produzione del telaio di base e di alcuni motori benzina quattro cilindri sono stati ceduti alla cinese Guangzhou Auto Corporation che produce alcune berline e crossover utilizzanti componenti della 166.[4].

In particolare dalla 166 derivò la berlina Trumpchi GA5, la quale impiegava sia la piattaforma che il propulsore Twin Spark 2.0 dalla potenza di 150 cv con 183 Nm di coppia gestito da un cambio automatico a cinque rapporti. Utilizzava sospensioni con schema a quadrilatero alto nella sezione anteriore, mentre al posteriore era impiegato il sistema Multilink. Inizialmente, l'azienda cinese aveva fatto richiesta per la riproduzione anche del design della vettura italiana, ma a causa della risposta negativa del gruppo Fiat, la carrozzeria venne rielaborata con un disegno originale.

La 166 nei media[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Articolo su Quattroruote
  2. ^ Articolo su Motorsport
  3. ^ Articolo su Newstreet
  4. ^ L'Alfa 166 fa da base alle GAC cinesi
  5. ^ IGCD.net: Alfa Romeo 166 in Gran Turismo 2

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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