Alfa Romeo 4C

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Alfa Romeo 4C
Geneva MotorShow 2013 - Alfa-Romeo 4C grey.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Alfa Romeo
Tipo principale Coupé
Altre versioni Targa
Produzione dal 2013
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 3 989 mm
Larghezza 1 864* mm
Altezza 1 183 mm
Passo 2 380 mm
Massa 895** kg
Altro
Assemblaggio Modena (Italia)
Stile Centro Stile Alfa Romeo:
Alessandro Maccolini con Marco Tencone e Lorenzo Ramaciotti
Auto simili Lotus Elise
Porsche Cayman S[1][2]
Note * (2.090 mm con specchietti)
** il peso è riferito al modello europeo (970 kg in ordine di marcia)
2013-03-05 Geneva Motor Show 8290.JPG

L'Alfa Romeo 4C è una coupé supersportiva[3][4] prodotta dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 2013.

È stata presentata in anteprima mondiale in rete, anticipando di poco la première internazionale al Salone dell'automobile di Ginevra nel marzo del 2013, e il successivo debutto italiano al Salone del Mobile di Milano nell'aprile dello stesso anno.[5] Pur essendo una vettura a marchio Alfa Romeo, la produzione è a cura di Maserati (altra casa automobilistica di Fiat S.p.A.) presso il proprio stabilimento a Modena.[6]

Contesto[modifica | modifica sorgente]

In quanto vettura ad alte prestazioni, l'Alfa Romeo 4C può essere considerata una rivisitazione in chiave moderna di alcune storiche sportive passate della casa milanese.[7] A livello strutturale, gli ingegneri hanno tratto spunto dalla concept car Scarabeo del 1966 (realizzata dalla OSI su base Giulia[8]), mentre sul piano dello stile emerge una certa affinità con la 8C Competizione del 2007 – da cui però la 4C differisce in quasi la totalità dei suoi aspetti, sia concettuali sia meccanici.[4]

La sigla 4C si riferisce al numero di cilindri del propulsore montato sulla vettura, ed è al contempo un richiamo alla storia sportiva del marchio: negli anni trenta e quaranta del XX secolo infatti, le sigle 8C e 6C contraddistinsero una serie di modelli della casa milanese, da competizione e stradali, equipaggiati con motori rispettivamente ad otto e sei cilindri.

Stile[modifica | modifica sorgente]

La scelta di stile è stata decisa da un team di responsabili designer, responsabili disegnatori (stilisti), e tecnologi tutti italiani; il team è stato supervisionato da Marco Tencone (responsabile capo del Centro Stile Alfa Romeo) e Lorenzo Ramaciotti (supervisore generale dello stile dei brand del gruppo Fiat-Chrysler). Lo stile esterno definitivo è attribuito ad Alessandro Maccolini (responsabile capo dello stile esterno del progetto). Questo team di responsabili ha guidato l'intero gruppo di disegnatori del centro stile Alfa Romeo che è stato quasi totalmente interessato da questo progetto.

Tale ricerca stilistica è un'evoluzione diretta di quella esposta con la 4C Concept del 2011, già realizzata sotto la supevisione di Ramacciotti, i cui bozzetti presentano nomi meno noti nella scena stilistica internazionale legata all'automotive design. Seppur alcuni nomi abbiano partecipato ad entrambi i progetti (concept 2011 e modello definitivo 2013) questi hanno visto la partecipazione di due gruppi distinti di disegnatori. Il progetto degli interni è stato rifatto ex-novo, gli interni del modello definitivo non hanno nulla in comune con quelli del concept. Tra gli altri facenti parte del team di responsabili ci sono Antonio Erario (responsabile delle superfici e della modellazione 3D), Margherita Loiacono (sartoria, colori, interni del veicolo) con Rossella Guasco (responsabile dei colori, dei tessuti e degli interni del veicolo), e Roberto Corongiu (capo responsabile dei materiali e dei colori).[9][10] Molti bozzetti degli interni del modello di produzione (2013) sono firmati da Ramon Ginah ed Emanuel Derta.

Esterni[modifica | modifica sorgente]

Vista frontale della 4C, su cui spicca il grande trilobo (la particolare cornice tripartita delle prese d'aria anteriori), storico stilema delle vetture a marchio Alfa Romeo.

La versione definitiva della berlinetta Alfa Romeo non si discosta dalle linee dell'omonimo prototipo presentato due anni prima al Salone di Ginevra: le principali differenze riguardono i gruppi ottici frontali non più carenati, dotati ora di una serie di cinque luci LED diurne, e da due fari bi-xeno affogati in una struttura in fibra di carbonio. Anche le prese d'aria sulle fiancate laterali sono mutate: originalmente inglobate nella struttura delle portiere sono, nella versione commercializzata, fisse al corpo vettura.

Il disegno della vettura che nella versione prototipo si era aggiudicato tre prestigiosi premi – AutoBild Design Award (2011, Germania), Design Award for Concept Cars & Prototypes (2012, Italia) e il MostExciting Car of 2013 - 'What Car? (2013, Gran Bretagna) – presenta alcuni evidenti richiami alla tradizione del marchio; oltre alla già citata 8C Competizione, altri tratti della carrozzeria – tra cui l'andamento vistosamente muscoloso – mostrano l'eredità di modelli degli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, come la Disco Volante, la Giulietta Sprint e la 33 Stradale.[4]

La speciale versione Launch Edition presenta delle prese d'aria anteriori aggiuntive rispetto al prototipo; questi particolari non sono presenti nella versione base del modello di serie. La versione definitiva differisce dalla concept car del 2011 anche per due fori d'estrazione posteriori, necessari per la ventilazione del motore e aumentare il comportamento stradale e le doti aerodinamiche.

Interni[modifica | modifica sorgente]

Gli interni dell'Alfa Romeo 4C rispecchiano in toto l'indole sportiva della vettura: si presentano infatti essenziali, esaltando la sportività e la leggerezza del veicolo. Andando in ordine, la plancia – rivolta verso il guidatore – presenta due bocchette circolari; subito dopo, i comandi della radio, ed infine quelli del climatizzatore. Il volante – a due razze e con la corona appiattita in basso, come si conviene ad un'auto sportiva – è impreziosito da impunture fatte a mano, con colore a contrasto. Altro richiamo alle corse si ha nei due sedili a guscio – con il logo della casa di Arese impresso sui poggiatesta –, inframezzati dal tunnel centrale dove vi sono i tasti di gestione del cambio a doppia frizione Alfa Romeo TCT e il manettino Alfa Romeo DNA (che sulla 4C prevede, oltre i settaggi Dynamic, Normal e All Weather, per la prima volta anche la nuova modalità Race che integra il launch control).

Primo piano della caratteristica presa dinamica laterale a filo, inglobata nella muscolosa linea di cinta della portiera.

Completano infine il quadro generale di sportività degli interni, la fibra di carbonio a vista sui battitacchi, e le esili maniglie delle portiere in pelle. L'innovativo quadro strumenti a colori da 7 pollici, completamente digitale e personalizzabile (in base alle posizioni del manettino DNA), costituisce il fulcro ideale dell'abitacolo, interamente disegnato intorno al pilota.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Il telaio è costituito da una monoscocca realizzata completamente in fibra di carbonio, del peso di soli 65 kg[11], secondo l'innovativa tecnologia derivante dalla Formula 1 mentre le strutture anteriore e posteriore del telaio e la gabbia di rinforzo del tetto sono interamente in alluminio. La tecnologia utilizzata per la realizzazione della monoscocca è denominata pre-preg (pre-impregnato e formato da fibre unidirezionali) ed è abbinata ad una lavorazione denominata "cocura" che permette di ottenere un unico pezzo, senza assemblaggi: si tratta di un brevetto Dallara utilizzato da quest'ultima proprio nella massima serie e al suo primo utilizzo su vetture non F1.[12]

La prima fase della progettazione della vettura infatti ha visto gli ingegneri Alfa Romeo affiancarsi a quelli dell'azienda emiliana. L'intera architettura è il primo esempio di applicazione di soluzioni strutturali di questo tipo su un veicolo destinato a grandi volumi; fino a questo momento infatti tali soluzioni erano state utilizzate solo per vetture supersportive di tutt'altro calibro, prezzo e volumi di vendita, come per esempio la Lamborghini Aventador o, seppur con standard di diverso livello, Ferrari LaFerrari.[13]

Vista laterale della 4C, che ne mette in risalto i ristretti volumi e ingombri.

L'alluminio, nella riduzione del peso, ha un ruolo rilevante pari a quello della monoscocca in carbonio: rappresenta il 38% del peso complessivo della vettura stessa che non raggiunge i 900 kg (895). Questo viene utilizzato secondo un processo denominato Cobapress che combina i vantaggi della fusione con quelli della forgiatura ottenendo pezzi ad altissima densità. Il peso ridotto, ancor di più della potenza del motore, permette alla vettura prestazioni elevate ed un comportamento stradale ottimale: il rapporto peso/potenza è di 3,85 kg/CV[13] mentre la distribuzione dei pesi è 40% all'anteriore e 60% al posteriore.[14]

Le sospensioni adottate sono a triangoli sovrapposti per l'avantreno, mentre per il retrotreno è montata un'evoluzione dello schema McPherson. Il sistema frenante prevede quattro dischi forati autoventilanti di tipo ibrido, con pinze Brembo in alluminio a quattro pistoncini sull'asse anteriore. Le corone dei freni sono realizzate in ghisa mentre le campane sono in alluminio, per risparmiare circa 2 kg su ogni ruota, oltre che per migliorare la frenata senza ricorrere a costosi freni in materiale composito.[12][15][16]

Carrozzeria[modifica | modifica sorgente]

La carrozzeria è interamente in materiale composito di tipo SMC[17] (in questo caso un poliestere rinforzato con fibra di vetro che ha un peso specifico di 1,5 g/cm³ rispetto ai 2,7 g/cm³ dell'alluminio) a bassa densità ed alta resistenza. L'utilizzo di questo materiale dà benefici in termini di riduzione del peso (-50% rispetto ad una lega leggera).[13]

La ricerca della leggerezza avviene quindi tanto sulla carrozzeria quanto sul telaio: i paraurti sono realizzati in poliuretano ad iniezione (denominato commercialmente PUR-RIM) che permette una riduzione del peso di circa il 20% rispetto ai paraurti tradizionali. I vetri sono più sottili del 10% e più leggeri del 15% rispetto a quelli tradizionali;[13] il parabrezza è spesso solo quattro millimetri.[14][15][16]

Meccanica[modifica | modifica sorgente]

Il motore 1750 TBi della 4C

La vettura è equipaggiata con un motore in linea a quattro cilindri a ciclo Otto, turbocompresso con alimentazione a iniezione diretta, dotato variatore di fase; è costruito integralmente in lega leggera, in modo da contenerne i pesi,[11] e alloggiato in posizione centrale-posteriore trasversale. La cilindrata è di 1750 cm³, eroga una potenza massima di 240 CV, per una coppia motrice massima di 350 N·m di cui l'80% disponibile già a 1700 giri/minuto; questo garantisce, in base ai dati forniti dalla casa, oltre 255 km/h di velocità massima e una accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi.

La trasmissione è gestita da un cambio a doppia frizione a secco Alfa Romeo TCT gestibile in modalità sequenziale e per il quale è prevista la funzione launch control. La trazione è posteriore e la gestione avviene tramite il manettino Alfa Romeo DNA. Il propulsore – lo stesso che equipaggia la Giulietta Quadrifoglio Verde – è qui realizzato interamente in alluminio, materiale che permette al gruppo motore+cambio di contenere il peso a 135 kg, 24 in meno rispetto all'unità montata sulla berlina.[14][15][16]

Motorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Modello Disponibilità Motore Cilindri Cilindrata (cm³) Potenza (CV) Coppia Massima (Nm) Emissioni CO2
(g/km)
0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(km/h)
Consumo medio
(km/l)
1750 TBi dal 2013 Benzina 4 in linea (16V) 1742 241 350 157 4,5 258 14,7
1750 TBi USA dal 2014 Benzina 4 in linea (16V) 1742 237 350 nd 4 257 nd

Scheda tecnica (modello europeo)[modifica | modifica sorgente]

[18] [19]

Caratteristiche tecniche - Alfa Romeo 4C (modello europeo)
Configurazione
Carrozzeria: coupé Posizione motore: posteriore centrale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 3 990 × 2 000 × 1 180 Diametro minimo sterzata:
Posti totali: 2 Bagagliaio: 110 litri Serbatoio: 40 litri
Masse a vuoto: 895 kg
Meccanica
Tipo motore: 4 cilindri - Rapporto di compressione: Cilindrata: 1742 (Alesaggio × corsa: mm); cm³
Prestazioni motore Potenza: 241 CV a 6000 giri/minuto (potenza specifica: 4 kg/CV) / Coppia: 350 Nm a 2100-3750 giri/min
Frizione: doppio disco a secco Alfa TCT Cambio: 6 marce con comandi al volante (Dual Dry Clutch).
Telaio
Corpo vettura monoscocca in fibra di carbonio
Sterzo 2,75 giri lock-to-lock
Sospensioni anteriori: a triangoli sovrapposti / posteriori: McPherson
Freni anteriori: a disco forati autoventilanti 305×28 mm / posteriori: a disco forati autoventilanti 292×22 mm (Spazio d’arresto da 100-0 km/h a fermo: 36 m)
Pneumatici 17"ant. 18"post. o 18"ant. 19"post.
Prestazioni dichiarate
Velocità: 258 kmh km/h Accelerazione: 0-100 km/h: 4,5 sec
Consumi Ciclo combinato 6,8 l/100 km
Omologazione: Euro6 Emissioni CO2: 157 g/km
Altro
Accelerazione lat max 1.1 g
Decelerazione massima 1.25 g
Note Classe efficienza G
Fonte dei dati: automobilismo.it

Progettazione, produzione ed assemblaggio[modifica | modifica sorgente]

La monoscocca in fibra di carbonio della 4C

La vettura è stata progettata in Italia dall'Alfa Romeo, con il supporto della Maserati (che si è occupata principalmente della messa in produzione e dell'adattamento del progetto alla produzione seriale, che è di tipo artigianale); il sodalizio Milano-Modena si è avvalso anche della consulenza di un'altra azienda italiana, con esperienza in Formula 1, FIA GT, Indycar, LMP, DTM e altre varie categorie: la Dallara. L'azienda emiliana aveva già collaborato con la Maserati per la realizzazione della MC12, e con l'Alfa Romeo per la 8C Competizione (anche in questo caso, Maserati era presente). La collaborazione della Maserati è stata resa necessaria per motivi produttivi, la vettura viene infatti assemblata secondo gli standard artigianali dello stabilimento modenese.

Il supporto della Dallara è avvenuto solamente nella fase iniziale della progettazione: ha fornito infatti un proprio brevetto di derivazione F1, e consulenza per la realizzazione di una scocca in fibra di carbonio dal peso estremamente contenuto. Si tratta di un progetto inedito, realizzato ad hoc per la 4C, che non ha alcun minimo legame con altri veicoli[20][21] né ha mai trovato applicazione al di fuori delle competizioni. Tale soluzione è inoltre la prima esperienza, per Dallara, di applicazione di questo brevetto su un veicolo destinato alla produzione in serie, in quanto si era sempre limitata a prototipi o fuoriserie.[13] Sebbene in un primo momento la stampa del settore dichiarava una collaborazione articolata fra l'azienda emiliana e l'Alfa Romeo (si parlava addirittura di una versione della 4C a marchio Dallara[22]), questa termina appena dopo la concessione del brevetto e la consulenza alla progettazione della scocca.

Differenze progettuali e d'impatto estetico fra la 4C Concept del 2011 (a sinistra) e il modello esecutivo del 2013 (a destra).

Per la scocca in fibra di carbonio è stato aperto un impianto produttivo specifico, effettuando un'operazione di risanamento di uno stabilimento abbandonato ad Airola; la produzione avviene artigianalmente in un'area di circa 38mila metri quadrati da parte dell'azienda tricolore Tecno Tessile Adler, del gruppo industriale italiano Adler Group.[23][24]

La vettura viene assemblata negli stabilimenti Maserati di Modena:[25] si tratta della seconda vettura a marchio Alfa Romeo (dopo la 8C Competizione) ad essere assemblata dalla casa del Tridente presso i propri stabilimenti.[26] La verniciatura è l'unica operazione che avviene al di fuori della fabbrica modenese; dopo di essa vengono installati i gruppi ottici, vengono percorsi 40km di test per ogni vettura, e vengono effettuate le operazioni e i controlli finali.[27]

Scelte progettuali e di componentistica[modifica | modifica sorgente]

Per realizzare una vettura leggera, in produzione artigianale e dal costo relativamente contenuto, l'Alfa Romeo è ricorsa a soluzioni che hanno da sempre caratterizzato le supercar – soprattutto in passato, quando i ridotti volumi produttivi non giustificavano la progettazione, l'ingegnerizzazione e soprattutto la messa in produzione di alcuni componenti (perlopiù estetici o di strumentazione) irrilevanti dal punto di vista prestazionale –; queste soluzioni sono utilizzate ancora da alcuni piccoli costruttori di fuoriserie artigianali (come per esempio la Morgan Aero SuperSports che fa uso dei proiettori posteriori della Lancia Thesis, o la ASL Garaiya che ricorre alla fanaleria posteriore dell'Alfa 147).

Non potendo risparmiare sulla qualità tecnica della vettura e sulla componentistica, e dovendo mantenere il prezzo accessibile e non incorrere in eccessivi costi di produzione ed ingegnerizzazione (già alti per via delle soluzioni strutturali, tecniche e meccaniche utilizzate)[17] l'Alfa Romeo ha scelto questa tradizionale soluzione. Tale scelta si sposa anche perfettamente con lo spirito della vettura (super sportiva leggera, artigianale e di tutta sostanza) e con la filosofia delle supercar estreme (come per esempio le varianti Scuderia e Speciale delle Ferrari F430 e 458 Italia). Con le supercar estreme (dove per estremo s'intende "essenziale") la 4C ha in comune anche la filosofia dell'eliminare il superfluo e concentrarsi unicamente sul carattere sportivo dell'auto.

Primo piano della fanaleria anteriore della 4C, coi faretti e le luci diurne "affogate" in una struttura di materiale plastico/composito.

A tali propositi sono state scelte quindi diverse soluzioni:

Riduzione dei componenti e del peso degli stessi
La vettura e i suoi componenti sono realizzati unicamente in materiali leggeri e ultra-leggeri e vengono eliminati tutte le parti superflue, molte di queste sostituite con soluzioni alternative: la manopola del cambio è assente sostituita da due leve dietro il volante, la strumentazione è interamente digitale, assenti quindi contagiri e contachilometri sostituiti da una grafica virtuale. Alcune parti in fibra di carbonio della scocca sono a vista, priva di rivestimento interno, soluzione ripresa anche nella zona della pedaliera. La plancia è una leggera colata di materiale polimerico pressofuso in pezzo unico dove vengono inglobati degli interruttori in stile Giulietta e uno schermo a cristalli liquidi informativo.
Riuso di alcuni componenti già presenti sul mercato
Per la realizzazione della vettura sono stati utilizzati alcune soluzioni alternative a quelle tradizionali su componenti secondari o prettamente estetici. La vettura non è dotata di un tradizionale sistema d'illuminazione a fari carenati, è stata scelta una soluzione simile ai quella utilizzata per veicoli con produzioni a bassi volumi (autobus, treni, supercar). Il gruppo ottico, infatti, è costituito da una parte piena in materiale plastico o composito (policarbonato, ABS o fibra di carbonio) nel quale vengono inglobati dei faretti standard, privi di disegno specifico (una soluzione simile per esempio alle Pagani Zonda e Huayra), a questi vengono aggiunti una distintiva composizione di luci LED, sempre inglobate con il medesimo sistema. Non dichiarata è invece l'origine dei fari posteriori che sono molto simili a quelli della 8C Competizione. Montante e calotta dello specchietto retrovisore esterno sono di derivazione Grande Punto. La compatta torinese ha anche "prestato" alla 4C lo stampo per la realizzazione dei comandi del climatizzatore; questi però sono stati rivisti nella rifinitura e nella grafica. Fra gli altri componenti utilizzati già presenti nel gruppo FGA ci sono i pulsanti di selezione del cambio nonché parte del volante e degli specchietti esterni, di origine Abarth 500.[28]

Il team di sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Oltre ai nomi che hanno contribuito allo stile della vettura, la 4C ha visto la partecipazione di molti ingegneri provenienti non solo da Alfa Romeo, ma anche dalla divisione ricerche e sviluppo Fiat e dalla Maserati, oltre al già supporto tecnico iniziale di Gian Paolo Dallara e del suo team per le vetture da competizione. Alla sviluppo della berlinetta della casa di Arese hanno partecipato Manuela Coalova (responsabile del corpo vettura proveniente dalla divisione Ricerca e sviluppo EMEA di Fiat Group Automobiles, Fabio Lo Sapio (responsabile della componentistica e strumentazione di bordo, anch'esso proveniente dal Ricerca&Sviluppo EMEA di FGA), Enrico Anselmi (responsabile del reparto sospensivo), Massimiliano Ghidini (progect manager) e Domenico Bagnasco, quest'ultimo capo responsabile dello sviluppo del prodotto e del comportamento strutturale su strada per l'intero progetto 4C; la progettazione del motore è stata infine supervisionata da Mauro Pierallini.[9][10]

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Particolare delle piccole prese d'aria addizionali ai freni, un optional esclusivo della versione di debutto Launch Edition.

La vettura, a differenza degli altri modelli della gamma, viene distribuita in tutto il mondo. La distribuzione avviene tramite importatori intermediari nei paesi fuori dalla copertura Alfa Romeo o direttamente dall'Alfa Romeo nei paesi dove l'azienda italiana è presente con una propria filiale. Con la 4C inizia inoltre un'importante collaborazione commerciale con i concessionari Jeep per importare direttamente i veicoli in nuovi mercati non precedentemente coperti dalla rete vendita diretta, aprendo così all'Alfa Romeo mercati importanti come per esempio quello russo, dove Alfa Romeo era assente da tempo[29]. A tale nuova strategia distributiva l'Alfa ha affiancato un piano commerciale appositamente studiato per la distribuzione del modello "4C": i primi mille esemplari del modello vengono commercializzati in una versione speciale denominata Launch Edition (con parti in carbonio a vista, aerodinamica dedicata, dotazioni speciali e solo due colori disponibili: rosso Alfa o bianco Carrara) con già decisi quanti modelli verranno assegnati ad ogni parte del mondo: 500 per il mercato NAFTA (Nord America), 400 per il mercato EMEA (Europa, Africa e Medio Oriente) e 100 per il mercato APAC (Asia).[30]

Al momento dell'effettiva commercializzazione Alfa Romeo ha anche rilasciato le caratteristiche della versione "di serie" della 4C che va ad aggiungersi alla versione iniziale launch edition (limitata ai primi 1000 esemplari), rispetto alla quale viene venduta ad un prezzo di mercato sensibilmente inferiore. La versione "per puristi" (così definita dalla casa madre) non presenta alcuna modifica rilevante rispetto all'edizione di lancio iniziale, tranne che per l'assenza delle prese d'aria per il raffreddamento dei freni, motore e tecnica rimangono invariate, le differenze riguardano solo alcune dotazioni che non sono più di serie ma diventano optional. La gamma colori comprende tre tinte pastello (Nero, Bianco, Rosso Alfa), un metallizzato (Grigio Basalto) e due metallizzato tristrato (Bianco Madreperla, Rosso Competizione).[31][32] A circa un anno dalla sua presentazione ufficiale europea (più o meno 8 mesi di produzione) la vettura, solo in Europa, è stata venduta in 1700 esemplari.[33]

La versione scoperta: 4C Spider[modifica | modifica sorgente]

La 4C Spider, variante targa della coupé di Arese.

Nel marzo 2014 viene presentata ufficialmente la versione scoperta della coupé di Arese, denominata 4C Spider.[34] Tale nome le viene assegnato per sottolineare l'italianità del progetto: la grafia «spider» (differente dall'originale termine inglese «spyder») identifica proprio auto scoperte leggere derivate da modelli sportivi; tuttavia, a dispetto del nome, tecnicamente la vettura è di tipo targa, non essendo dotata di una carrozzeria decappottabile ma unicamente di un tettuccio rimovibile.[35]

La spider mostra alcune differenze sostanziali rispetto al modello coupé dal quale deriva: per motivi strutturali è stato riprogettato il parabrezza che ora viene proposto anche in fibra di carbonio. La vettura si presenta globalmente meno "cruda" della 4C: gli interni mantengono lo stesso disegno e impostazione ma vengono impreziositi da rifiniture più idonee a un'auto esotica, perdendo un po' di sportività in favore di una maggiore qualità percepita. Anche la carrozzeria esterna cambia, soprattutto nei fari anteriori che qui diventano carenati, adottando quindi un sistema d'illuminazione più elegante e convenzionale.[36] Muta anche il cofano motore posteriore, che cela alla vista il propulsore: il vetro presente sulla versione coupé lascia infatti il posto a due evidenti prese d'aria. Rispetto alla 4C risulta inoltre modificato l'estrattore posteriore, così come le linee di raccordo tetto-coda che adottano soluzioni diverse. Completamente nuovo è anche il sistema di scarico, costruito in carbonio e titanio, progettato da Akrapovič e dotato di valvola wireless elettroattuata per consentire al pilota di cambiarne la sonorità. A livello dinamico, invece, presenta un set-up delle sospensioni diverso per poter regalare lo stesso feeling di guida della coupé. Infine, tra le novità della spider si segnalano la nuova livrea Bianco Lucido Tristrato e il nuovo disegno dei cerchi in lega, quest'ultimi a diametro differenziato (18” all’anteriore e 19” al posteriore).

La vettura è stata portata al debutto al salone dell'automobile di Ginevra nel marzo 2014, con un modello "pilota"[37][38] (quindi non un concept, ma una versione pressoché definitiva);[33] la sua futura commercializzazione è programmata per il 2015.[39]

La 4C per il mercato nordamericano[modifica | modifica sorgente]

Il modello nordamericano; come principale differenza rispetto alla versione europea, i fari anteriori abbandonano la particolare struttura in materiale plastico in favore di una più convenzionale carenatura.

Nel 2014 l'Alfa Romeo ritorna nel mercato nordamericano, dopo diciannove anni d'assenza, proprio con la 4C (l'ultima vettura di Arese venduta in Nord America era stata, nel 1995, la 164 con motore 3 litri V6 a benzina).[40] La versione approntata per le strade d'oltreoceano, esteticamente, differisce in alcuni aspetti rispetto a quella europea. I proiettori anteriori ora sono carenati, perdono la struttura interna in materiale composito con luci a LED indipendenti (definita "a ragno" dagli americani) per adottare un sistema di illuminazione più tradizionale, come la 4C Spider, dotato quindi di calotta trasparente. Lievi modifiche vengono riservate anche al paraurti posteriore, che vede l'inserimento di due elementi bombati nella zona porta targa nonché di un nuovo estrattore.[41][42][43] La vettura viene presentata al pubblico americano durante il Salone dell'automobile di New York nell'aprile del 2014.[42]

La versione nordamericana riprende la medesima strategia di distribuzione avvenuta in Europa, coi primi 500 esemplari distribuiti con una dotazione speciale e a un prezzo maggiorato, con tutte le dotazioni di serie e gli elementi estetici disponibili in fibra di carbonio; gli esemplari successivi invece avranno il prezzo di listino. Al momento della presentazione statunitense vengono dichiarate alcune caratteristiche: le ruote posteriori sono più grandi di quelle anteriori, mentre il peso della versione americana è di 1050 kg, 155 in più rispetto a quella europea: il peso aumenta come conseguenza dei rinforzi in alluminio aggiunti alla struttura in fibra di carbonio, per far fronte alle più severe normative NHTSA. La versione statunitense raggiunge i 257,5 km/h e scatta da 0-100 km/h in circa 4 secondi. Il motore è il medesimo 1750 TBi abbinato a cambio sequenziale Alfa TCT, eroga 237 CV di potenza massima e 350 N·m di coppia massima.[44][45][46]

Riconoscimenti e impatto mediatico[modifica | modifica sorgente]

Sia la vettura definitiva, sia il suo prototipo hanno ricevuto molti e prestigiosi riconoscimenti internazionali. Oltre agli "AutoBild Design Award" (2011, Germania), "Design Award for Concept Cars & Prototypes" (2012, Italia) e al "MostExciting Car of 2013 - What Car?" (2013, Gran Bretagna) già assegnati a suo tempo alla concept, si aggiungono poco dopo la sua presentazione ufficiale anche il premio di "miglior supercar compatta" fra i lettori del quotidiano spagnolo El Economista[47], l'"Auto Trophy 2013" assegnatole dalla rivista tedesca specializzata Auto Zeitung,[48] e il "Car of the Year 2013" dall'edizione britannica del mensile FHM.[49] All'inizio del 2014, il 29 gennaio la 4C conquista il titolo di "auto più bella dell'anno 2013" da parte della rivista francese Automobile Magazine,[50] mentre il giorno successivo ottiene il riconoscimento di "Best Cars 2014", nella categoria riservata alle auto sportive straniere, assegnato dalla pubblicazione tedesca Auto, Motor und Sport.[51] Diversi premi sono giunti nei mesi successivi da altri paesi europei, quali la Polonia e il Portogallo.

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Alla promozione della 4C ha contribuito anche Marc Gené, collaudatore della Scuderia Ferrari;[52] la casa di Maranello ha partecipato ai test e alla promozione della vettura anche con un altro suo pilota, Giancarlo Fisichella, che ha provato la coupé di Arese al Centro Sperimentale Balocco.[53] La sportiva italiana è diventata, nell'estate del 2013, safety car del campionato mondiale Superbike; la sua presentazione in questa veste è avvenuta al circuito di Silverstone, dove durante l'evento pre-gara è stata guidata dall'iridato SBK in carica, Max Biaggi.[54] L'anno successivo la 4C è stata scelta per lo stesso compito anche dal campionato del mondo turismo.[55][56] In ambito videoludico l'auto appare, in forma di prototipo, nei simulatori di guida Need for Speed: Most Wanted e Grid 2, e in versione definitiva in Driveclub. La vettura è inoltre sponsor dell'Autodromo Nazionale di Monza.

Sempre nel 2013, in settembre la coupé milanese è stata provata dal pilota e giornalista tedesco Horst von Saurma sul circuito del Nürburgring Nordschleife, totalizzando un tempo di 8' 04". Il riferimento cronometrico, primato assoluto per una vettura inferiore ai 250 CV, ha posizionato la 4C davanti a "rivali" di calibro e potenza superiori:[57][58] ciò è stato possibile grazie a diverse peculiarità dell'auto, combinate alla scelta delle soluzioni meccaniche ed architettoniche utilizzate, delle caratteristiche fisiche della vettura stessa (dimensioni del passo, sbalzi e ripartizione dei pesi) e dei componenti utilizzati; tale exploit riflette il lavoro eseguito al fine di ottimizzare il comportamento stradale della 4C, dimostrando anche il buon lavoro del motore (anche in termini di potenza) e la rilevanza della leggerezza del veicolo.[59][60][61][62]

Nel 2014 la 4C ha ispirato la Harrison Custom Guitar Works nella realizzazione di una chitarra elettrica prodotta in undici unità, una per ogni decade di storia del marchio italiano. Il corpo chitarra riprende proprio lo scudetto Alfa Romeo.[63]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lorenzo Facchinetti, Alfa Romeo 4C il paradiso della guida. Niente servosterzo, come una volta in repubblica.it, 12 febbraio 2013.
  2. ^ Fabio Gemelli, Alfa Romeo 4C: prezzo vicino ai 45.000 euro in omniauto.it, 13 febbraio 2013.
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