Max Biaggi

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Max Biaggi
Biaggi.JPG
Max Biaggi nel 2007
Dati biografici
Nome Massimiliano Biaggi
Nazionalità Italia Italia
Motociclismo IlmorX3-003.png
Carriera
Carriera nel Motomondiale
Esordio 1991 in classe 250
Stagioni dal 1991 al 2005
Scuderie 1991 - Team Italia
1992 - Valesi Racing
1993 - Rothmans Honda
1994 al 1996 - Aprilia
1997 e 1998 - Kanemoto
1999 al 2002 - Yamaha
2003 e 2004 - Pons
2005 - Repsol Honda
Mondiali vinti 4 in classe 250
GP disputati 215
GP vinti 42
Podi 111
Punti ottenuti 2892
Pole position 56
Giri veloci 42
Carriera in Superbike
Esordio 2007
Stagioni dal 2007 al 2012
Scuderie 2007 - Alstare Suzuki
2008 - Team Sterilgarda
2009 al 2012 - Aprilia
Mondiali vinti 2 (nel 2010 e 2012)
GP disputati 155
GP vinti 21
Podi 70
Punti ottenuti 2066
Pole position 5
Giri veloci 19
 

Massimiliano "Max" Biaggi (Roma, 26 giugno 1971) è un pilota motociclistico italiano, ritiratosi dall'attività agonistica[1][2]. Quattro volte campione del mondo nella classe 250 (consecutivamente dal 1994 al 1997) e due volte campione mondiale Superbike (2010 e 2012).

È entrato nella storia del motociclismo sportivo, grazie al record assoluto di titoli conquistati nella 250 (primato detenuto assieme al britannico Phil Read), e agli allori conseguiti nelle derivate di serie, che ne hanno fatto il primo italiano a trionfare in questa categoria; l'importanza di queste ultime affermazioni consiste inoltre nell'eccezionalità del riuscire a vincere un campionato mondiale sia con motociclette prototipo, sia con le derivate dalla produzione (risultato ottenuto in precedenza solo dallo statunitense John Kocinski).

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi e le prime vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Da bambino Biaggi era più interessato al calcio, ma per il suo 17º compleanno gli fu regalata una minimoto. In seguito a questo regalo, su consiglio di un amico iniziò a partecipare a gare professionistiche nella categoria della classe 125 cc nel 1989, a 18 anni. Un anno dopo divenne campione italiano nella categoria Sport Production, con moto derivate strettamente dalla serie.

Una casa costruttrice, l'Aprilia di Noale, lo nota e, pensando che il ragazzo abbia la stoffa per diventare campione, immediatamente dopo lo ingaggia; così Biaggi si trasferisce nella classe 250. Nel 1991 divenne campione europeo e terzo nel campionato italiano alla guida di una Aprilia del Team Italia.

Motomondiale[modifica | modifica wikitesto]

Classe 250[modifica | modifica wikitesto]

Sempre nel 1991 arrivò 27º nel campionato mondiale, disputando però solo quattro gare[3][4]. Nel 1992 Biaggi partecipò al suo primo intero campionato mondiale della classe 250 nel Team Iberna Motoracing Aprilia dell'ex pilota Alex Valesi, arrivando quinto nella classifica finale e ottenendo la sua prima vittoria in un Gran Premio (a Kyalami, in Sudafrica)[3].

La stagione seguente, Biaggi passò alla Honda classificandosi quarto, vincendo a Barcellona, nel Gran Premio di Catalogna. Nel 1994 tornò alla guida dell'Aprilia, dando inizio al suo dominio nel campionato del mondo della "250", dove conquistò 4 titoli iridati consecutivi, tra il 1994 e il 1997. Il 1994 fu un anno contraddistinto da buone gare, alternate a grandi errori (cadde un paio di volte quando era in testa in solitario); ma, fortunatamente per lui, lo stesso, anzi peggio per quanto riguarda le cadute, fece Loris Capirossi, che dovette rinunciare al titolo con una gara di anticipo.

Max Biaggi si aggiudicò così il suo primo titolo mondiale, con 22 punti di vantaggio sul secondo classificato Tadayuki Okada[5] e fu anche il primo mondiale nella classe 250 vinto dall'Aprilia. Nel 1995 ha vita più semplice, concludendo con ben 83 punti di vantaggio sul secondo classificato; ma non mancarono certo grandi duelli, tra lui, il debuttante Ralf Waldmann e il giapponese Tetsuya Harada, suoi più acerrimi rivali per quella stagione e per quelle a venire. In quell'anno si impose in ben 8 gran premi (Malesia, Germania, Italia, Olanda, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Argentina e Catalogna), concludendo solo una gara fuori dal podio, quella in Giappone.

Il 1996 è l'anno della consacrazione, data l'esperienza ed il talento dimostrati in precedenza, ed infatti la stagione inizia nel migliore dei modi per Biaggi: ottiene 5 vittorie nelle prime 6 gare, tanto da far sembrare già chiuso il campionato. Ma una serie di errori, conditi da molta sfortuna, come la caduta in prova ad Assen (che lo costringe a fare due gare non al 100% della forma fisica), il contatto con Jacque a Zeltweg e la caduta a Rio, unite alla grande velocità e determinazione di Waldmann e della sua Honda, fanno sì che il mondiale si decida all'ultima gara. Biaggi ad Eastern Creek (ultima gara della stagione) vince però da grande campione e si porta a casa il mondiale con soli 6 punti di vantaggio, migliorando il record di vittorie dell'anno prima realizzando 9 vittorie: Shah Alam, Suzuka, Jerez, Mugello, Paul Ricard, Donington Park, Brno, Catalunya, Eastern Creek.

La Honda NSR250 del Marlboro Team Kanemoto, con la quale Biaggi vinse il titolo mondiale nel 1997.

Nel 1997, dopo il divorzio dall'Aprilia, approda alla Honda del team Kanemoto, dove trova come compagno di squadra il "solito" Waldmann. In questa stagione conquista 5 vittorie (Malesia, Italia, San Marino, Repubblica Ceca, Indonesia) ma, malgrado i cinque successi, dovrà lottare fino all'ultima gara per concquistare il suo 4º titolo iridato, che arriverà con soli due punti di vantaggio sul pilota tedesco. Dopo questo trionfo, Biaggi passò al campionato mondiale della 500, lasciando la 250, apprezzato per il suo stile di guida efficace e pulito e per alcuni record tuttora imbattuti: unico pilota nella storia della 250 a vincere 4 mondiali consecutivi con due moto diverse (Aprilia e Honda), maggior numero di pole position e di podi nella 250.

Classe 500 e MotoGP[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante un esordio trionfale e un'ottima prima stagione, i suoi risultati complessivi nella classe 500 furono meno brillanti rispetto a quanto fatto in 250. Nella stagione agonistica 1998 Biaggi, rimasto alla Honda (sempre nel team privato di Erv Kanemoto), debuttò con successo vincendo il Gran Premio del Giappone disputato a Suzuka, essendo partito dalla pole position ed avendo effettuato il giro più veloce in gara, impresa riuscita, oltre che a lui, solo al finlandese Jarno Saarinen 25 anni prima. Nel corso della stagione vinse anche il Gran Premio della Repubblica Ceca, ma l'evento clou del campionato fu a Barcellona il 20 settembre 1998 durante il gran premio di Catalogna.

A 9 giri dal termine una caduta coinvolse la Yamaha del francese Bayle e la Honda dello Spagnolo Alex Criville; i commissari di gara esposero le bandiere gialle (indicanti divieto di sorpasso per ragioni di sicurezza) mentre Biaggi si contendeva con Alex Barros il comando della corsa. Nella zona dell'incidente Biaggi sorpassò il brasiliano, che lo risorpassò immediatamente: entrambi furono sanzionati con uno stop and go (sosta forzata di dieci secondi presso i box senza poter apportare modifiche all'assetto della moto). Barros entrò ai box scontando la penalità e finendo poi la gara al 7º posto; Biaggi invece decise di non scontare la penalità e fu squalificato dalla gara, che fu vinta dal suo diretto avversario, l'australiano Mick Doohan, che prima di quella gara era secondo nel mondiale proprio dietro a Biaggi. Biaggi e Barros fecero ricorso, sostenendo che nel punto dove erano avvenuti i reciproci sorpassi fosse stato per loro impossibile vedere le bandiere gialle, ma la giuria internazionale respinse i ricorsi, infliggendo a Biaggi un'ammenda di 5.000 franchi svizzeri (un po' più di sei milioni di lire)[6].

Biaggi assieme a suoi fan nel 2005

Con questa bandiera nera subita, Biaggi stabilisce il non lusinghiero record di squalifiche in carriera nel motomondiale: 3[7]. Al termine della stagione Biaggi chiuderà al secondo posto nella classifica mondiale, dietro a Doohan con 52 punti di distacco; terzo Alex Criville a 10 Punti dal romano[8]. Nel 1999 Biaggi decide allora di lasciare la Honda, con la quale ha qualche screzio, per entrare a far parte del meno competitivo team Yamaha.

Con la Yamaha non inizia bene la stagione, col ritiro in Malesia; successivamente Biaggi conquisterà in dieci gare due secondi posti a Jerez e al Mugello, due quarti posti a Donington e in Repubblica Ceca ed un quinto posto in Gran Premio motociclistico di Assen. L'unica vittoria stagionale arriverà in Sud Africa e Biaggi concluderà la stagione, segnata nelle prime gare dall'infortunio di Doohan che lo costringe al ritiro, in quarta posizione dietro ad Alex Criville, Kenny Roberts Jr e Tadayuki Okada. Nel 2000 ancora con la Yamaha si ritira quattro volte nelle prime cinque gare. Nella seconda parte della stagione riuscirà a conquistare diversi podi e anche due successi, in Repubblica Ceca ed Australia, piazzandosi a fine stagione in terza posizione dietro a Kenny Roberts Jr e al debuttante Valentino Rossi.

Il 2001 è sicuramente una delle stagioni più avvincenti, sin dalla prima gara in Giappone, dove si accende la rivalità Biaggi-Rossi, per una gomitata del romano che fece andare fuori pista il pilota pesarese; subito dopo, la risposta di Rossi col sorpasso mentre mostra il dito medio all'avversario. La gara si concluse con la vittoria di Rossi e col terzo posto di Biaggi. Ma Max in quella stagione fu protagonista di diversi buoni risultati, e anche di tre vittorie in Francia, Olanda e Germania. Biaggi e Rossi sono i protagonisti della stagione e al gp di Brno Biaggi è secondo a 10 punti di distacco, dopo aver recuperato parecchi punti nelle ultime gare. Paradossalmente in questo, che è il circuito preferito di Max, la stagione svolta definitivamente a favore di Rossi: Biaggi cade in questo gp, in quello del Pacifico e in quello della Malesia; complessivamente sbaglia più del rivale e alla fine Rossi prende il largo. La stagione si concluderà con Biaggi in seconda posizione dietro a Rossi, staccato di 106 punti. Al termine di questa stagione la classe 500 fu sostituita dalla MotoGP, con moto 4 tempi dalla cilindrata di 990 cm³.

Biaggi ai box nel 2005, in sella alla RC211V del Repsol Honda Team.

Nel 2002, la stagione d'esordio della MotoGP, vince in Repubblica Ceca sulla pista di Brno e in Malesia, nel circuito di Sepang. La stagione inizia male per Biaggi, che colleziona solo 7 punti nei primi tre gran premi, ma riesce poi a proseguirla ad alti livelli, ottenendo otto podi e confermando il secondo posto dell'anno precedente a 140 punti da Valentino Rossi.[9].

Convinto che la Yamaha non fosse competitiva, nel 2003 Biaggi tornò alla Honda in un team satellite, che non godeva di tutti gli aggiornamenti tecnici apportati alle moto della casa madre, terminando la stagione in terza posizione con 228 punti conquistati. Con la scuderia di Sito Pons, nel 2003 ottenne buoni risultati sin dalla prima gara, riuscendo a vincere due gran premi nella stagione in Gran Bretagna e a Motegi, contro le 4 vinte dall'emergente Sete Gibernau, che concluse secondo in classifica generale con 277, punti e le 9 vinte da Valentino Rossi, vincitore del titolo.

Il 2004 sembra l'anno buono: va fortissimo nei test e nella prima metà di stagione centra numerosi podi e una vittoria in Germania dopo una lotta all'ultima curva con Alex Barros, che lo porta al secondo posto ad un solo punto da Rossi, passato in quell'anno alla Yamaha. Nelle gare successive però un dodicesimo posto a Donington, dovuto a delle noie al cambio, e due ritiri consecutivi all'Estoril e a Motegi (entrambi causati da contatti con Loris Capirossi nelle prime battute) lo allontanano dalla lotta per il titolo. Giungerà alla fine terzo ad 87 punti di distacco da Rossi, e dietro a Gibernau. Chiuse tra l'altro la stagione fratturandosi un piede, in seguito a una caduta in un test sulla pista di Latina con una moto supermotard, il che gli impedì di partecipare ad alcuni test invernali.

Nel 2005 passò al team Repsol HRC e poté così gareggiare con una moto Honda "ufficiale", ma disputò la sua peggior stagione in MotoGP, dato che non riuscì a vincere nessuna gara, riuscì a conquistare solo 4 podi, tra cui quello al Mugello dopo una lotta con il rivale Valentino Rossi. La stagione fin dall'inizio non fu delle migliori, anche se Biaggi fu per lungo tempo secondo in classifica generale, seppur lontanissimo da Rossi. L'involuzione principale avviene dopo il gp di Motegi (nel quale era arrivato secondo): da lì in poi Biaggi cade due volte ed è sempre molto lontano dai primi. Alla fine conclude la stagione in quinta posizione, dietro a Valentino Rossi, Marco Melandri, Nicky Hayden e Colin Edwards.

In seguito alle sue dichiarazioni sulla deludente stagione[10], i dirigenti Honda HRC decisero di non affidargli una moto ufficiale per il 2006[11], vietando al team di Sito Pons, con il quale Biaggi aveva già un precontratto, di includere Biaggi nel team stesso. Questa decisione scatenò la ritorsione della Camel, sponsor principale della squadra, che, a causa della mancata conferma di Biaggi, decise di rompere il contratto di sponsorizzazione con la Honda[12].

La rivalità con Valentino Rossi[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rivalità Biaggi-Rossi.
Valentino Rossi è stato il principale rivale in pista di Biaggi: i due piloti italiani hanno dato vita per anni ad un'accesa sfida sportiva, che ha catalizzato l'interesse di tifosi e media attorno al Motomondiale.

Durante la seconda parte della sua carriera, Biaggi ha avuto un'accesa rivalità con l'altro principale pilota italiano dell'epoca, Valentino Rossi. Il loro rapporto, dentro e fuori la pista, è stato per anni al centro dell'attenzione degli appassionati e della stampa specializzata internazionale, contribuendo non poco a tener viva la popolarità della disciplina[13].

Nei primi tempi, la rivalità Biaggi-Rossi fu caratterizzato da forti scontri, sia verbali che durante lo svolgimento delle gare, con comportamenti anche piuttosto duri da parte dei due piloti. Negli ultimi anni della loro coesistenza in pista, tuttavia, questi dissidi hanno finito per affievolirsi sempre più, tanto che (dopo il ritiro agonistico di Biaggi) entrambi si sono lasciati alle spalle gli attriti del passato, rendendosi protagonisti di una certa distensione nei confronti del rispettivo rivale[14][15].

Campionato mondiale Superbike[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un anno sabbatico, il 15 settembre 2006 viene annunciato il suo ingaggio con la Suzuki per partecipare nella stagione 2007 al Campionato mondiale Superbike, in sella ad una GSX-R 1000 K7 del Team Alstare Suzuki Corona Extra che, pur essendo una struttura privata, era da anni il team di riferimento della casa giapponese per la categoria.

2007[modifica | modifica wikitesto]

Biaggi nel 2007 in SBK, ad Assen, con la Suzuki GSX-R del Team Alstare.

Il 24 febbraio 2007 fa il suo esordio nel GP del Qatar, vincendo la prima manche e piazzandosi 2º nella prova pomeridiana[16]. Nei successivi gran premi sale diverse volte sul podio, ottenendo discreti risultati, che lo tengono in corsa per il Mondiale. Sul tracciato di Vallelunga, Biaggi, che ha parecchi punti di ritardo su Toseland, vince la prima manche e si piazza secondo nella successiva, rimandando così il verdetto sul titolo all'ultimo Gran Premio, che si disputa in Francia e che vedrà il titolo andare a James Toseland, davanti ad Noriyuki Haga e allo stesso Biaggi.

Biaggi conclude un'ottima stagione d'esordio in terza posizione, con 397 punti ottenuti soprattutto grazie a 3 vittorie (Qatar, Brno e Vallelunga) ed a 17 podi. Sulla lotta all'iride, conclusasi a favore di Toseland, pesano alcuni errori commessi dal romano, i quali gli hanno tolto qualche punto che poteva decidere il mondiale a favore suo. Il 18 ottobre 2007 viene resa nota la notizia che la Suzuki non può rinnovare il contratto di Biaggi per la stagione 2008 perché, dopo aver perso il suo sponsor principale, non ha più le possibilità economiche per pagare uno stipendio così alto[17].

2008[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 ottobre 2007, in un comunicato congiunto, il Team Sterilgarda del manager-pilota Marco Borciani e Max Biaggi annunciano di aver trovato l'accordo per la stagione agonistica 2008; pertanto il pilota romano, svanita l'ipotesi di un ritorno in MotoGp con il team Honda Gresini, continua la sua avventura nel mondiale Superbike con una Ducati 1098R versione clienti del Team Sterilgarda Go Eleven. Nel team italiano trova come compagno di squadra lo spagnolo Ruben Xaus.

Biaggi nel 2008, in piega con la Ducati 1098 del Team Sterilgarda.

La stagione è nel complesso peggiore della precedente: Biaggi non riesce ad imporsi su nessun tracciato, ma colleziona comunque 7 podi (3 secondi e 4 terzi posti) e chiude il campionato 2008 al settimo posto in classifica generale[18], risultando il migliore tra i privati. Da segnalare l'infortunio capitatogli nel Gran premio in Australia, che ha condizionato il proseguimento della stagione, nella quale fino ad allora (anche se c'erano stati solo due appuntamenti) Biaggi aveva dimostrato di essere molto competitivo, imponendo al pilota romano uno stop di circa un mese a causa di una frattura del radio del braccio sinistro[19].

2009[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 settembre 2008, sfumata la possibilità di salire sulla Ducati ufficiale (dalla quale si sente tradito poiché, a quanto diceva, aveva già un precontratto), viene annunciato il suo ingaggio da parte dell'Aprilia per guidare la nuova RSV4, con la quale si presenta al via del mondiale 2009[20] con lo scopo di sviluppare la moto per renderla abbastanza competitiva per provare a conquistare il titolo mondiale nella stagione 2010.

Biaggi in azione sull'esordiente Aprilia RSV4 nel 2009

Dopo un inizio non positivo in Australia, ottiene due terzi posti in Qatar. Nelle gare successive riesce ad ottenere discreti risultati con un'Aprilia ancora molto acerba e difficile da guidare, con la quale commette molti errori. Dopo due pessime manche a Misano, la stagione di Biaggi cambia radicalmente faccia nella gara successiva a Donington, dove ottiene il secondo posto. Da lì in poi Biaggi e la sua Aprilia si trovano costantemente nella parte alta della classifica, ottenendo altri sei podi, fra i quali una vittoria a Brno in gara 1 e un podio a Portimao in gara 1, podio insperato, visto l'infortunio riportato in una caduta nelle prove libere. Biaggi migliora i risultati della stagione precedente in Ducati, arrivando quarto nella classifica mondiale piloti.

2010[modifica | modifica wikitesto]

Il 2010 lo affronta sempre con l'RSV4 colorata con i nuovi colori dello sponsor Alitalia. Nella prima metà di stagione i protagonisti assoluti sono i due principali contendenti al titolo: Max Biaggi e la rivelazione Leon Haslam con la Suzuki. I due si rivelano veloci e costanti e pian piano scavano un pesante distacco con il resto della classifica, formata da piloti veloci ma non costantemente competitivi, sfortunati e inclini all'errore.

Il centauro romano è costretto ad un non facile inseguimento dopo il primo appuntamento in Australia, dove perde 26 punti da Leon Haslam. Biaggi si dimostra sicuro della sua forza e della forza dell'Aprilia, non facendosi prendere dalla frenesia, senza prendere rischi e accontentandosi nei circuiti un po' meno favorevoli alla sua moto (i tracciati lenti tipo Valencia, Assen e Kyalami), e sfruttando invece tutte le potenzialità del suo mezzo nei circuiti più favorevoli (i tracciati veloci o misto-veloci come Portimao, Monza e Salt Lake City), migliorando sempre la posizione ottenuta in Superpole e senza mai ritirarsi. Nelle tre doppiette ottenute sin qui ottiene sempre un primato: la prima doppietta la ottiene nel secondo appuntamento a Portimao, battendo entrambe le volte in volata il rivale britannico Haslam: questa in Portogallo è la prima doppietta della carriera nel romano; nel fine settimana di Monza, oltre ai 50 punti, ottiene la prima superpole e la 50ª vittoria in carriera; nell'appuntamento di metà stagione a Salt Lake City, dopo un lungo tira e molla in classifica con Haslam, il centauro romano si porta in testa alla classifica iridata grazie alla doppietta, facilitata dai ritiri di Carlos Checa per guasti della sua Ducati e al primo ritiro stagionale del britannico in gara 2 a causa di una caduta. Al giro di boa della stagione (14 gare su 26) Biaggi culmina la rimonta, passando in testa con 257 punti, 15 di vantaggio su Leon Haslam e 106 di vantaggio su Jonathan Rea.

Il week end di Misano Adriatico rappresenta il secondo round italiano nel tabellone del Mondiale e per il binomio Aprilia/Biaggi non si preannuncia una gara semplice, viste le caratteristiche lente e i pessimi risultati dello anno precedente. L'esame Misano viene però superato brillantemente: Biaggi vince entrambe le gare, impressionando in gara 2, nella quale rifila otto secondi di distacco al secondo dopo aver rimontato dal quarto posto; l'Aprilia si dimostra competitiva anche nei circuiti lenti e la graduatoria vede Biaggi allungare su Haslam, secondo in gara 2, ma ottavo in gara 1 dove non trova il settaggio ideale.

Due settimane dopo si va a Brno, circuito storicamente favorevole al pilota romano. Biaggi non centra la doppietta e divide il bottino con Rea, vincendo gara 2 e arrivando secondo in gara 1. Il week-end è disastroso per il rivale Haslam, prima ottavo e poi decimo, e Biaggi si ritrova con l'enorme vantaggio di 68 punti a 4 appuntamenti dalla fine. Biaggi controlla senza prendere troppi rischi nei week-end a Silverstone (quinto e sesto) e al Nurburbring (dove vince la seconda superpole in carriera, ma non va oltre il quarto e il quinto posto, peggiorando per la prima volta stagionale in gara il risultato della superpole), perdendo in totale solo 10 punti da Haslam.

Biaggi nel 2010 sulla RSV4 del Team Aprilia Alitalia Racing

Il week-end che può incoronare il Corsaro è quindi quello del 24-26 settembre di Imola, nel quale gli basterebbe perdere meno di 9 punti da Haslam per incoronarsi campione. La gara 1 è per Biaggi piena di difficoltà: il romano appare molto "impiccato" e non a suo agio fra i saliscendi imolesi e, a causa di due contatti con Luca Scassa, termina la gara in undicesima posizione. La gara nelle posizione di testa è molto accesa e si riduce all'ultimo giro al duello Checa-Haslam: il britannico non s'accontenta della piazza d'onore e prova un sorpasso impossibile, finendo lungo e arrivando quinto anziché secondo, guadagnando così solo sei punti sul romano. Gara 2 inizia con tutt'altro piglio per il romano, velocissimo fin dalle prime battute e in piena lotta per il podio davanti ad Haslam, ma l'emozionante duello iridato viene bruscamente interrotto da un problema al motore della Suzuki dell'inglese, che è costretto a dire addio ai sogni iridati, consegnando il mondiale a Biaggi che, ormai matematicamente campione, finisce la gara al quinto posto. Max Biaggi diventa così il primo italiano campione del mondo in Superbike, conseguendo il suo quinto titolo iridato (a 13 anni di distanza dal quarto) e diventando così il secondo pilota vincitore di un titolo sia in Superbike sia nel Motomondiale, dopo lo statunitense John Kocinski.

Il Mondiale 2010 si conclude sul tracciato francese di Magny-Cours, dove Biaggi, febbricitante ma ora senza pressione, ottiene il 4º posto in gara 1 e la vittoria in gara 2; piazzamenti che di fatto consegnano all'Aprilia il titolo mondiale costruttori. Per Biaggi la stagione si conclude senza alcun nessun ritiro e con 10 vittorie e 14 podi, che fruttano 451 punti: 75 in più rispetto al secondo, Leon Haslam, e, complice l'infortunio di Rea, ben 154 punti in più rispetto al terzo, Carlos Checa.

2011[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 2011 rimane nello stesso team e con lo stesso compagno di squadra, ma torna a correre dopo 14 anni con il numero 1 sul cupolino. La stagione parte con due secondi posti nelle due manche australiane di Phillip Island, dietro solo a Carlos Checa, ma già al secondo round nella rientrante Donington, Biaggi (eloquente il litigio con Melandri dopo la superpole) commette numerosi errori in gara 1 che lo relegano al settimo posto, mentre in gara 2 viene addirittura squalificato dopo non aver rispettato il drive trough combinatogli per essersi mosso sulla casella di partenza.

Il pilota romano sembra riprendersi nella prova olandese di Assen con due secondi posti dietro Jonathan Rea e Checa, ma poi ricade in una gara interlocutoria a Monza: dopo aver ottenuto la superpole, in gara 1 i troppi errori gli fanno cedere la prima posizione in favore di Eugene Laverty, mentre poi in gara 2, quando è in testa, gli viene assegnata una penalità per taglio di chicane.

Dopo la trasferta americana di Salt Lake City e la seconda prova italiana di Misano, Carlos Checa prende il largo con quattro vittorie ma Biaggi, più immediato inseguitore dopo un ritiro (contatto con Rea) e un terzo posto a Miller Park, e doppia piazza d'onore al Santa Monica, recupera nella esordiente prova spagnola di Aragòn e a Brno, dove si divide con Melandri le superpole e i primi due gradini del podio. Il mondiale sembra riaperto, ma a Silverstone Checa caccia indietro uno spento Biaggi (undicesimo e quarto).

Biaggi abdica nel successivo appuntamento tedesco del Nurburgring a causa di uno infortunio al piede occorsogli durante le prove libere, che lo costringe a saltare tre appuntamenti. Si ripresente al round conclusivo di Portimao dove con un quarto e un settimo posto riesce a recuperare il terzo posto, ottenuto ai danni di Laverty per il maggior numero di secondi posti (nove). Biaggi chiude così il mondiale 2011 con 303 punti, frutto di due vittorie e dodici podi.

2012[modifica | modifica wikitesto]

Biaggi precede McCormick e Rea a Portimão durante la stagione 2012

Per il 2012 rimane nello stesso team, ma con Eugene Laverty come compagno di squadra. Nella prima corsa lotta nei primi giri con Carlos Checa, che cade rendendo facile la vittoria a Max. In gara 2, con un gran recupero dopo un errore, riesce a concludere la gara in seconda posizione, preceduto solo dallo spagnolo. Il prosieguo della stagione lo vede piazzarsi sempre fuori dal podio ma, grazie ai vari errori degli avversari, riesce a restare in testa al mondiale. A Donington, precisamente in gara 2, riesce a tornare sul podio, piazzandosi al secondo posto, e ci riesce anche nella gara successiva negli Stati Uniti. A Misano torna a vincere, mettendo a segno una doppietta che gli permette di allungare sugli avversari. Ad Aragon riesce nuovamente a vincere, in gara 1, davanti a Marco Melandri sfiorando la terza piazza nella successiva manche. Nelle gare successive non riesce più ad andare a podio, perdendo tutto il vantaggio che aveva accumulato sui suoi avversari.

Torna sul podio solo nella gara 1 di Mosca, cadendo però in gara 2 e regalando la leadership del mondiale a Melandri. Si rifà al Nürburgring, dove vince gara 1 e, approfittando di due cadute di Melandri, ritorna in testa al campionato. Al penultimo appuntamento di Portimao, in gara 1 Biaggi è quarto dopo una gara sul bagnato, mentre in gara 2 ottiene il terzo gradino del podio; questi piazzamenti, complici i guai occorsi in terra portoghese agli inseguitori Melandri e Tom Sykes, gli permettono di allungare in classifica.

Nell'ultimo appuntamento mondiale, a Magny Cours, Biaggi si laurea al fotofinish campione del mondo Superbike per la seconda volta in carriera: in una domenica rocambolesca – nonostante una caduta in gara 1 e il quinto posto in gara 2 – il pilota romano ha la meglio su Sykes, che lo tallonava in classifica, per appena mezzo punto di vantaggio (il distacco più ridotto nella storia della categoria). Max Biaggi conquista così all'età di 41 anni il suo 6º alloro mondiale (tra prototipi e derivate di serie); a questo si aggiungono il 50º e 51º titolo per Aprilia ed il 100º e 101º per il Gruppo Piaggio, conquistati rispettivamente nelle categorie costruttori e piloti[21].

Un mese dopo, 7 novembre 2012, con una conferenza stampa all'autodromo di Vallelunga annuncia il suo ritiro dall'attività agonistica[1][2].

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 Biaggi provò sul circuito di Fiorano la Ferrari F399, una monoposto di Formula 1, ottenendo un ottimo risultato (soli 5" in più della migliore prestazione ottenuta da Schumacher; dati non ufficiali)[22].

Il 18 gennaio 2006, anno nel quale Biaggi non partecipò ad alcuna competizione ufficiale, provò durante una sessione di tre giorni di test privati a Silverstone una Midland F1 con motore Toyota[22]; in seguito a ciò, alcuni giornali diedero la notizia di un'offerta della scuderia russa al pilota romano come test-driver per la stagione 2006, ma la cosa si rivelò essere esclusivamente una trovata promozionale[23].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Risiede nel Principato di Monaco[24] ed è soprannominato il Corsaro[25].

In passato sono state spesso attribuite a Biaggi relazioni con donne famose, tra le quali le supermodelle internazionali Naomi Campbell[26] e Claudia Schiffer e la showgirl e attrice Anna Falchi[27]. È legato alla showgirl ed ex Miss Italia Eleonora Pedron, dalla quale ha avuto due figli, Inès Angelica e Leon Alexandre.[28]

Anche suo nipote, Federico Mandatori, è un pilota motociclistico professionista.

Risultati in gara[modifica | modifica wikitesto]

Motomondiale[modifica | modifica wikitesto]

1991 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Flag of the United States.svg Flag of Spain.svg Flag of Italy.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Europe.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of San Marino.svg Flag of Czechoslovakia.svg Flag of France.svg Flag of Malaysia.svg Punti Pos.
250 Aprilia Rit 13 Rit 12 7 27º
1992 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Spain.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Germany.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Hungary.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Brazil.svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Punti Pos.
250 Aprilia Rit 8 Rit 10 3 3 2 Rit Rit NP Rit 2 1 78
1993 Classe Moto Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Europe.svg Punti Pos.
250 Honda 3 17 Rit 2 5 4 Rit 1 5 6 2 Rit Rit 3 142
1994 Classe Moto Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of the United States.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Punti Pos.
250 Aprilia 1 1 4 Rit 2 2 1 Rit 3 Rit 1 2 2 1 234
1995 Classe Moto Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Punti Pos.
250 Aprilia 3 1 9 2 1 1 1 2 1 1 2 1 1 283
1996 Classe Moto Flag of Malaysia.svg Flag of Indonesia.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of Italy.svg Flag of France.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of the Czech Republic.svg Imola-Stemma.png Flag of Catalonia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
250 Aprilia 1 2 1 1 1 1 3 4 1 Rit 1 Rit 1 Rit 1 274
1997 Classe Moto Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of Italy.svg Flag of Austria.svg Flag of France.svg Flag of the Netherlands.svg Imola-Stemma.png Flag of Germany.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Catalonia.svg Flag of Indonesia.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
250 Honda 1 7 3 1 3 2 SQ 1 4 5 Rit 1 2 1 2 250
1998 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Spain.svg Flag of Italy.svg Flag of France.svg Bandera de Madrid.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Imola-Stemma.png Flag of Catalonia.svg Flag of Australia.svg Flag of Argentina.svg Punti Pos.
500 Honda 1 3 3 2 5 6 2 6 2 1 3 SQ 8 5 208
1999 Classe Moto Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Imola-Stemma.png Flag of the Land of Valencia (official).svg Flag of Australia.svg Flag of South Africa.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Punti Pos.
500 Yamaha Rit 9 2 Rit 2 Rit 5 4 Rit 4 3 7 2 1 2 2 194
2000 Classe Moto Flag of South Africa.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Portugal.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
500 Yamaha Rit 4 Rit Rit Rit 9 5 4 9 4 1 4 3 5 3 1 170
2001 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of South Africa.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Portugal.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
500 Yamaha 3 8 11 1 3 2 1 2 1 10 5 10 Rit 2 Rit 3 219
2002 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of South Africa.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Portugal.svg Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Yamaha Rit 9 SQ 3 2 4 4 2 2 1 6 2 Rit 1 6 3 215
2003 Classe Moto Flag of Japan.svg Flag of South Africa.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Portugal.svg Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Honda 2 3 2 5 3 14 2 1 Rit 5 2 4 1 3 17 4 228
2004 Classe Moto Flag of South Africa.svg Flag of Spain.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Brazil.svg Flag of Germany.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Qatar.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Honda 2 2 3 3 8 4 2 1 12 3 Rit Rit 6 2 7 2 217
2005 Classe Moto Flag of Spain.svg Flag of Portugal.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Flag of Catalonia.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United States.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Qatar.svg Flag of Australia.svg Flag of Turkey.svg Flag of the Land of Valencia (official).svg Punti Pos.
MotoGP Honda 7 3 5 5 2 6 6 4 Rit 4 3 2 6 Rit Rit 12 6 173
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Gara non valida Non qual./Non part. Ritirato/Non class. Squalificato "-" Dato non disp.
Fonte dei dati: motogp.com, racingmemo.free.fr, autosport.com, jumpingjack.nl.

Campionato mondiale Superbike[modifica | modifica wikitesto]

2007 Moto Flag of Qatar.svg Flag of Australia.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Spain.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of San Marino.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of France.svg Punti Pos.
Suzuki 1 2 3 4 3 2 8 2 6 3 3 5 6 AN Rit 3 2 1 3 8 2 3 1 2 6 2 397
2008 Moto Flag of Qatar.svg Flag of Australia.svg Flag of Spain.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Germany.svg Flag of San Marino.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Italy.svg Flag of France.svg Flag of Portugal.svg Punti Pos.
Ducati 2 3 Rit Rit 16 8 10 12 5 Rit 9 4 13 7 Rit 2 4 3 3 12 3 6 2 Rit 4 6 Rit 13 238
2009 Moto Flag of Australia.svg Flag of Qatar.svg Flag of Spain.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of South Africa.svg Flag of the United States.svg Flag of San Marino.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of France.svg Flag of Portugal.svg Punti Pos.
Aprilia 11 15 3 3 8 8 5 Rit 11 5 5 5 6 4 13 10 2 21 1 2 5 4 2 4 3 2 3 6 319
2010 Moto Flag of Australia.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of South Africa.svg Flag of the United States.svg Flag of San Marino.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of France.svg Punti Pos.
Aprilia 5 8 1 1 2 3 6 4 1 1 4 3 1 1 1 1 2 1 5 6 4 5 11 5 4 1 451
2011 Moto Flag of Australia.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of France.svg Flag of Portugal.svg Punti Pos.
Aprilia 2 2 7 SQ 2 2 2 8 Rit 3 2 2 2 1 2 1 11 4 NP NP Inf Inf Inf Inf 4 7 303
2012 Moto Flag of Australia.svg Flag of Italy.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the United States.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of the Czech Republic.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Russia.svg Flag of Germany.svg Flag of Portugal.svg Flag of France.svg Punti Pos.
Aprilia 1 2 4 4 4 8 AN 5 5 2 3 3 1 1 1 4 6 4 Rit 11 3 Rit 1 13 4 3 Rit 5 358
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Non disputata/Non valida Non qual./Non part. Squalificato Ritirato

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Classe GP Podi Pole Moto Punti Posizione
1991 250 4 0 0 0 0 0 Italia Aprilia 7 27º
1992 12 5 1 2 2 4 78
1993 14 5 1 2 2 2 Giappone Honda 142
1994 14 10 5 4 1 7 Italia Aprilia 234
1995 13 12 8 3 1 9 283
1996 15 11 9 1 1 8 274
1997 15 10 5 3 2 3 Giappone Honda 250
Totali classe 250 87 53 29 15 9 33 1268 4 Titoli mondiali vinti
1998 500 14 8 2 3 3 2 Giappone Honda 208
1999 16 7 1 5 1 1 Giappone Yamaha 194
2000 16 4 2 0 2 5 170
2001 16 9 3 3 3 7 219
2002 MotoGP 16 8 2 4 2 4 215
2003 16 9 2 4 3 3 Giappone Honda 228
2004 16 9 1 5 3 1 217
2005 17 4 0 2 2 0 173
Totali 500/MotoGP 127 58 13 26 19 23 1624
Totale Motomondiale 214 111 42 41 28 56 2892 4 Titoli mondiali vinti
2007 Superbike 25 17 3 7 7 0 Giappone Suzuki 397
2008 28 7 0 3 4 0 Italia Ducati 238
2009 28 9 1 4 4 0 Italia Aprilia 319
2010 26 14 10 2 2 2 451
2011 21 12 2 9 1 2 303
2012 27 11 5 2 4 1 358
Totale SBK 155 70 21 27 22 5 2066 2 Titoli mondiali vinti
Totale Motomondiale-SBK 369 181 63 68 50 61 6 Titoli mondiali vinti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Paolo Gozzi, Biaggi scende dalla moto, "Mi ritiro da campione" in gazzetta.it, 7 novembre 2012.
  2. ^ a b L'addio di Biaggi: "Mi ritiro da campione" in corriere.it, 7 novembre 2012.
  3. ^ a b Scheda del pilota sul sito Motogp
  4. ^ Buon Compleanno a..Max Biaggi! - dal sito del Team Italia FMI
  5. ^ Archivio storico del Corriere 26/09/1994
  6. ^ Archivio storico del Corriere 21/09/1998
  7. ^ Archivio della Gazzetta dello Sport 07/05/2002
  8. ^ Risultati ufficiali 1998 sul sito MotoGP
  9. ^ Risultati ufficiali 2002 sul sito MotoGP
  10. ^ Porte chiuse per Biaggi. Rischia di non correre più - La Repubblica Sport
  11. ^ Articolo di TgCom
  12. ^ Archivio storico del Corriere 21/12/2005
  13. ^ Spaghetti Duel in raisport.rai.it, 9 luglio 2001.
  14. ^ Biaggi: "Basta attriti con Rossi, ora adulti, e lui ha fatto meglio" in gazzetta.it, 19 aprile 2011.
  15. ^ Biaggi: "Con Vale? Bella rivalità" in sportmediaset.mediaset.it, 12 novembre 2012.
  16. ^ Articolo della Gazzetta dello Sport del 24/02/2007
  17. ^ Biaggi saluta la Suzuki - Eurosport
  18. ^ Dati ufficiali sul sito SBK, anno 2008
  19. ^ Articolo di Eurosport 02/03/2008
  20. ^ Articolo del Corriere 19/09/2008
  21. ^ Paolo Gozzi, Biaggi si riprende il Mondiale, dopo due anni torna sul trono in gazzetta.it, 7 ottobre 2012.
  22. ^ a b Articolo della Gazzetta dello Sport 18/01/2006
  23. ^ Articolo sul test svolto da Max Biaggi con la Midland
  24. ^ Sito ufficiale del pilota
  25. ^ Archivio storico del Corriere 25/02/2007
  26. ^ Archivio storico del Corriere 09/01/1997
  27. ^ Archivio storico della Gazzetta dello Sport 30/06/1999
  28. ^ Fabio Morasca, Eleonora Pedron a Domenica Live: "Io e Max Biaggi? Come due colori mescolati, è impossibile separarli" in gossipblog.it, 26 gennaio 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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