Citroën ZX

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Citroën ZX
Citroen ZX front 20080118.jpg
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Citroën
Tipo principale Berlina
Altre versioni Break
Produzione dal 1991 al 1998
Sostituisce la Citroën BX
Sostituita da Citroën Xsara
Esemplari prodotti 1.709.215
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.070 (Berlina)mm
4.260 (Break) mm
Larghezza 1.700 mm
Altezza 1.400 mm
Passo 2.540 mm
Massa 950-1.160 kg
Altro
Stile Bertone
Stessa famiglia Peugeot 306
Citroën Berlingo Mk1
Auto simili Alfa Romeo 33, 145 e 146
Fiat Tipo e Bravo
Ford Escort
Opel Astra
Peugeot 306
Renault 19 e Mégane
Rover serie 200
Volkswagen Golf
ModelZX.jpg

La ZX era una autovettura di classe media prodotta dal 1991 al 1998 dalla Casa francese Citroën. Le sue evoluzioni previste per il mercato cinese sono in produzione ancor oggi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La ZX nacque con l'intento di realizzare una vettura che fosse inseribile a tutti gli effetti nel segmento C del mercato automobilistico, quello costituito, tanto per intenderci, da vetture di classe medio-bassa, e dominato fino a quel momento da vetture come la Volkswagen Golf e la Ford Escort.

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

Fu infatti nel 1986 che venne avviato il progetto N2, volto alla realizzazione di una nuova, vera vettura di segmento C. Per vagliare più possibilità, il disegno della vettura non venne affidato solo al Centro Stile interno, ma anche a Bertone. Quest'ultimo, propose ben presto un primo prototipo molto spigoloso (vedi foto) le cui linee vennero scartate come soluzione per questa vettura, ma sarebbero state riprese di lì a pochissimo per l'ammiraglia XM. Nel frattempo, al Centro Stile Citroën di Vélizy, l'equipe guidata dall'italiano Donato Coco realizzò due modelli che nelle linee ricordavano molto la "nostra" Fiat Tipo. Ma di lì a poco, le linee vennero evolute per dare luogo a prototipi quasi definitivi (vedi foto). Ciò avvenne in collaborazione con Bertone, al quale è attribuita la paternità stilistica della futura "media" Citroën.
Si arrivò così al 1990, anno in cui venne resa nota la denominazione definitiva della vettura: ZX. Per dimostrare la validità della vettura al pubblico, ancor prima della sua presentazione ufficiale, alcuni esemplari di ZX vennero iscritti ad alcune gare di rally in terra africana ed in Spagna. Qui, dove i tracciati sono a dir poco massacranti, la ZX Rallye-Raid (così si chiamavano le ZX trasformate per tali competizioni) seppe ottenere nel 1990 le prime di una lunga serie di vittorie.

Debutto[modifica | modifica wikitesto]

Le vittorie sportive ottenute dalla ZX prima ancor del suo lancio ufficiale furono senza dubbio un ottimo biglietto da visita, ma alla presentazione ufficiale, avvenuta nel marzo del 1991 a Salone di Ginevra, non furono pochi quelli che ne criticarono la linea, ritenuta troppo anonima rispetto ai canoni anticonformistici della Casa francese. In ogni caso, la commercializzazione della ZX venne avviata subito dopo la presentazione, nella sola variante berlina a due volumi e cinque porte.

Linea ed interni[modifica | modifica wikitesto]

La linea della ZX era in effetti piuttosto anonima e forse non rendeva giustizia ad un modello che probabilmente avrebbe meritato di più, se non altro per essere stato la prima vera Citroën in grado di affrontare lo strapotere di Golf, Escort e anche Opel Kadett.
Il frontale era caratterizzato da una calandra liscia ai cui lati erano posti i due gruppi otticio rettangolari. Una linea di fiancata piuttosto spigolosa, caratterizzata dai tipici passaruota posteriori parzialmente carenati, come nella migliore tradizione della Casa. Semplicità di linee anche nella coda, dove trovavano posto i fari di forma quadrata.
Semplicità e razionalità anche nelle linee di plancia e cruscotto, di immediata leggibilità e con strumentazione e comandi che in generale potevano definirsi di facile individuazione.

Meccanica e motorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il pianale utilizzato della ZX è in generale indicato come il capostipite di una serie di evoluzioni che avrebbero portato ad altri modelli del Gruppo PSA, in primo luogo la Peugeot 306, il multispazio Berlingo prima serie e la stessa erede della ZX. In realtà, però, il pianale della ZX, pur proponendo alcune novità, non era del tutto nuovo: infatti, per contenere i costi di produzione, i progettisti Citroën hanno realizzato il pianale della nuova vettura partendo da quello della Peugeot 305, la berlina media proposta fino a pochi anni prima. Tutto ciò, unito al fatto che la ZX non montava i tipici ammortizzatori idropneumatici (presenti invece sulla ben più antiquata GS) poteva far storcere il naso agli estimatori della tecnologia Citroën degli anni precedenti. Ma in realtà anche la ZX proponeva una novità quasi del tutto inedita a livello mondiale, vale a dire il retrotreno autodirezionale, grazie al quale la ZX poteva surclassare molte delle sue concorrenti a livello di maneggevolezza. Fino a quel momento, l'unico modello al mondo che poteva vantare una simile soluzione tecnica era la coupé giapponese Honda Prelude. Rimanendo sempre sul retrotreno, la geometria utilizzata era a barre di torsione. L'avantreno seguiva invece la classica soluzione di tipo MacPherson. Quanto all'impianto frenante, la ZX montava in generale la soluzione mista, con dischi all'avantreno e tamburi al retrotreno, tranne che nella versione di punta, che invece montava i dischi anche posteriormente.
Al suo debutto, la ZX fu proposta in quattro motorizzazioni, tutte a benzina e tutte inizialmente sprovviste di catalizzatore. Anzi, le due motorizzazioni di base prevedevano per i primi mesi di produzione addirittura il carburatore, poi soppiantato dall'alimentazione ad iniezione.

  • 1.1: motore TU1 da 1124 cm³ e 60 CV di potenza massima. Tale motore non fu previsto per alcuni mercati, tra cui quello italiano;
  • 1.4: motore TU3 da 1360 cm³ e 75 CV di potenza massima;
  • 1.6: motore XU5 da 1580 cm³ e 90 CV di potenza massima;
  • 1.9: motore XU9 da 1905 cm³ e 130 CV di potenza massima. Al debutto era l'unico modello a montare i freni a disco posteriori.

Tali motorizzazioni erano tutte accoppiate ad un cambio manuale a 5 marce.

Allestimenti[modifica | modifica wikitesto]

Al debutto, la ZX era disponibile in quattro livelli di allestimento:

  • Reflex, previsto per i motori 1.1 e 1.4;
  • Avantage, previsto per il motore 1.4;
  • Aura, previsto per il motore 1.6 ed, in alcuni mercati tra cui il nostro, anche per il motore 1.4;
  • Volcane, previsto unicamente per il motore 1.9.

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Una ZX post-restyling

Durante il 1992 la gamma ZX venne dotata di catalizzatore per soddisfare la normativa Euro 1 che sarebbe entrata in vigore a partire dal 1º gennaio dell'anno seguente. Così facendo, il 1.9 perse alcuni CV, scendendo a quota 120. In ogni caso, fino alla fine dell'anno rimasero disponibili anche le motorizzazioni non catalizzate con le potenze originarie. Sempre durante il 1992, vennero introdotte tre nuove motorizzazioni: esordirono infatti il 1.8 monoalbero da 101 CV, il 2.0 monoalbero da 121 CV ed il 2.0 bialbero da 152 CV. Quest'ultimo motore equipaggiava la ZX 2.0 16v che si piazzò al top della gamma ZX. Ed ancora nel 1992, con l'arrivo di queste nuove versioni, fu introdotta la variante di carrozzeria a 3 porte, più sportiveggiante e riservata unicamente alle ZX 1.8 e 2.0 16v. Contemporaneamente venne cancellato il ivello di allestimento Reflex, mentre il 1.8 adottò un nuovo livello di allestimento denominato Furio e il 2.0 16v ebbe un allestimento specifico.
Nel 1993, la carrozzeria a 3 porte fu estesa anche alla versione 1.4 e alle nuove versioni 1.9 D e 1.9 TD, prime ZX a gasolio, rispettivamente equipaggiate con un 1.9 aspirato da 64 CV ed un 1.9 turbodiesel da 92 CV. A partire dallo stesso anno, la 1.8 e la 1.9 potevano essere ordinate anche con cambio automatico a 4 rapporti. In questo stesso anno il designer svizzero Franco Sbarro realizzò una propria versione della vettura. Denominata Onyx ZX, era dotata di una inea aerodinamica modificata con un nuovo body kit.[1]
Nel 1994 venne introdotta la versione Break, che avrebbe raccolto un buon consenso commerciale: la coda ridisegnata permetteva una maggior capienza del bagagliaio.
Nel 1995, la ZX usufruì di un leggero restyling che ne aggiornò alcuni particolari, specie nel frontale: la calandra fu ridisegnata per dare un tocco di personalità in più alla vettura, e ricordava le Fukang, cioè le ZX prodotte in Cina per il mercato locale. Anche i paraurti furono oggetto di aggiornamenti. Meccanicamente non vi furono grosse novità di rilievo, mentre venne cancellato l'allestimento Volcane.
Nel 1996, cambiarono del tutto i nomi degli allestimenti: Avantage venne sostituito dal livello X, mentre il livello Aura divenne SX. Sparì invece il livello Furio, mentre per quanto riguarda i motori, vennero introdotti due nuovi motori: il 1.8 bialbero da 110 CV sostituì il vecchio monoalbero da 101, mentre il nuovo 2 litri da 167 CV sostituì quello da 152 utilizzato fino a quel momento.
Nel 1997, la ZX berlina fu pensionata per lasciare il posto alla Citroën Xsara, dal design più moderno. La Break le sopravvisse di qualche mese fino all'inizio del 1998, per poi essere sostituita dalla corrispondente versione Break della Xsara. Le vendite della ZX non furono enormi, ma neppure a livelli di fiasco commerciale, dal momento che la produzione totale arrivò a superare gli 1.7 milioni di unità.

La ZX Break[modifica | modifica wikitesto]

Una ZX Break, con il frontale delle ZX post-restyling

Introdotta durante il 1994, la ZX Break sancisce il ritorno della Casa francese nel segmento delle wagon di fascia medio-bassa, anch'esso trascurato dopo l'uscita di produzione della GSA Break. La vetuura era caratterizzata ovviamente dal ridisegnamento della coda in funzione di una più ampia capacità di carico. Il grande portellone posteriore era realizzato in materiale composito e si chiudeva a filo del paraurti, fatto che permetteva un più comodo carico di oggetti ingombranti e/o pesanti. La capacità standard del bagaliaio era di 488 litri, che però poteva essere notevolmente ampliata abbattendo lo schienale posteriore: in questo caso si raggiungevano ben 1.580 litri di capacità massima. Come in molte altre station, anche la ZX disponeva di barre portatutto sul tetto.
Meccanicamente, la ZX Break esordì con motori 1.4 e 1.8 a benzina, più i due 1.9 diesel e turbodiesel. Della berlina vennero ripresi l'impianto frenante e le sospensioni, compreso il retrotreno autodirezionale. Il successo ottenuto fin dall'inizio fu buono, specie in relazione alle vendite generali della vettura, più che buone ma non eccezionali. Tale buon successo di vendite si verificò nonostante la stampa dell'epoca ne criticasse le linee, tutt'altro che accattivanti. La doti di praticità della vettura ebbero quindi la meglio sul fattore puramente estetico.
Con il restyling del 1995, la gamma della ZX Break con l'arrivo del motore 1.6 a benzina, fino a quel momento riservato solo alla berlina, mentre nel 1996 vi fu l'arrivo del 1.8 16v da 110 CV. La produzione della ZX Break terminò all'inizio del 1998, sostituita dalla Xsara Break.

Riepilogo caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito vengono riepilogate le caratteristiche delle varie versioni previste per la gamma ZX. I prezzi riportati sono espressi in migliaia di lire e si riferiscono (tranne che nella versione 1.1) al momento del debutto nel mercato italiano ed all'allestimento meno costoso tra quelli previsti in quel momento.

Modello Carrozzeria Motore Cilindrata
cm³
Alimentazione Potenza
CV/rpm
Coppia
Nm/rpm
Cambio/N°rapporti Massa a vuoto
(kg)
Velocità
max
Acceler.
0–100 km/h
Consumo
(l/100 km)
Anni di
produzione
Prezzo al debutto
in lirex1000
Versioni a benzina
ZX 1.1 berlina TU1 F2/K 1124 Carburatore 60/5800 87.5/3200 M/5 931 155 - 7 1991-92 -
ZX 1.1i TU1M/Z Iniezione
elettronica
60/6200 87.5/3800 940 161 - 7.9 1993-97 -
ZX 1.4 berlina TU3 F2/K 1360 Carburatore 75/5800 116/3800 945 172 11"9 8 1991-92 15.803
ZX 1.4i TU3JP Iniezione
elettronica
75/5500 111/3400 13"7 7.2 1992-97 18.682
Break 1.015 165 1994-97 21.990
ZX 1.6i berlina XU5 M3/Z 1580 88/6400 132/3000 995 181 11"5 7.3 1991-92 19.203
ZX 1.6i Kat 88/6000 128/3000 177 13"1 7.5 1992-97 21.337
Break 1.070 172 12" 7.6 1995-98 26.500
ZX 1.8i berlina XU7JP 1761 101/6000 153/3000 1.008 188 11"3 7.3 1992-96 20.748
Break 1.090 180 11"1 7.4 1994-96 26.100
ZX 1.8i
Automatica
berlina A/4 1.048 176 13"6 8.2 1993-97 25.880
ZX 1.8 16v berlina XU7JP4 110/5500 155/4250 M/5 1.050 195 11"3 7.3 1996-97 30.100
Break 1.093 193 9"6 7.6 1996-98 30.000
ZX 1.9i berlina XU9JA 1905 130/6000 161/4750 1.055 205 9"4 8 1991-92 22.903
ZX 1.9i Kat XU9JA/Z 122/6000 142/3800 201 9"7 7.7 1992-94 25.805
ZX 1.9i Kat
Automatica
120/6000 150/3000 A/4 200 12"3 8.5 1993 27.100
ZX 2.0i XU10J2C 1998 121/5750 176/2750 M/5 1.104 202 10"2 8.2 1992-94 25.805
ZX 2.0 16v XU10 J4D/Z 152/6500 182.5/3500 1.150 220 9"4 8.3 1992-96 28.392
XU10 J4RS 167/6500 193/5500 1.170 219 8"5 8.6 1996-97 38.900
Versioni diesel
ZX 1.9 D berlina XUD9/Z 1905 Iniezione indiretta +
Pompa rotativa
64/4600 118/2000 M/5 1.035 161 18"5 5.7 1993-95 21.800
68/4600 120/2000 167 16"1 1995-97 25.350
Break 64/4600 118/2000 1.090 158 18"8 5.9 1994-95 24.350
68/4600 120/2000 160 16"6 6 1995-98 25.600
ZX 1.9 TD berlina XUD9 TE/L Iniezione indiretta +
pompa rotativa +
turbocompressore e
intercooler
92/4000 196/2200 1.102 183 12" 6.2 1993-97 25.900
Break 1.150 177 12"5 6.3 1994-98 28.800

La Fukang e la Elysée[modifica | modifica wikitesto]

Una Citroën Elysée

La ZX fu proposta anche nel mercato cinese con il nome di Fukang, con carrozzeria a due o tre volumi e a quattro o cinque porte, e con il nome di Elysee, simile alla Fukang tre volumi, ma in allestimento più lussuoso e con frontale ridisegnato. Entrambi i modelli furono prodotti dalla Dongfeng Peugeot-Citroën Automobiles, una joint venture tra il Gruppo PSA e la Dongfeng, una Casa automobilistica cinese.
La Fukang venne lanciata nel 1992 nel mercato cinese, ed era in tutto e per tutto simile alle ZX europee, tranne che nella calandra, la quale già anticipava quanto sarebbe avvenuto da noi con il restyling del 1995. Inizialmente proposta come berlina a due volumi, la Fukang fu in seguito commercializzata anche come berlina a 3 volumi e 4 porte (vedi foto), un modello mai importato in Europa. I motori erano un 1.4 a carburatore, un 1.4 ad iniezione ed un 1.6 sempre ad iniezione.
La produzione della Fukang venne mantenuta fino al 2002, anno in cui fu sostituita dalla Elysée, prodotta unicamente come berlina a 3 volumi e sempre basata sul pianale della ZX, ma con aggiornamenti estetici un po' ovunque. I gruppi ottici anteriori erano quelli delle Peugeot 306 post-restyling, mentre i fari posteriori erano rimasti quelli delle Fukang a tre volumi. Internamente, la plancia era invece quella delle Xsara commercializzate in Europa. Le motorizzazioni previste erano due, entrambe da 1.6 litri e con potenze di 88 e 109 CV.

La C-Elysée[modifica | modifica wikitesto]

Le due generazioni della C-Elysée a confronto
Le due generazioni della C-Elysée a confronto
Le due generazioni della C-Elysée a confronto

La Elysée è stata sostituita nel 2008 dalla C-Elysée, presentata l'8 aprile di quell'anno a Pechino. Si trattava di una versione aggiornata del modello precedente. La modifica estetica più evidente stava nella calandra, ora in linea con le Citroën europee, poiché inglobava lo stemma nelle due grandi barre cromate orizzontali che costituivano la calandra stessa. La vettura si collocava un gradino più in basso rispetto alla C-Triomphe basata invece sulla C4, e montava un 1.6 16v da 109 CV, oltre che un equipaggiamento decisamente più moderno rispetto alla precedente Elysée, e che comprendeva anche un sistema ABS di ultima generazione, sospensioni aggiornate ed un sistema audio con presa USB. In totale furono 300 le modifiche effettuate dai tecnici della Dongfeng rispetto al modello precedente. A partire dal 2009 la C-Elysée è stata proposta anche con carrozzeria a due volumi: in questo caso i fari posteriori, pur ricordando nella forma quelli di una normale ZX o di una normale Fukang a due volumi, erano più arrotondati negli angoli ed erano più moderni nella grafica delle plastiche.

Il 20 giugno del 2012 la prima generazione della C-Elysée lasciò i listini in favore della seconda: il frontale, pur stilisticamente simile a quello della prima C-Elysée, era invece stato ridisegnato completamente. La calandra è ora di forma ovale, leggermente più ampia, e le due barre cromate che vanno a formare lo stemma della Citroën sono ora più spesse. Anche i fari sono inediti sebbene caratterizzati da un taglio simile. Il paraurti, anch'esso di nuovo disegno, incorporava nuovi alloggiamenti per i fendinebbia, stavolta ricavati direttamente nel paraurti stesso e quindi non più costituiti da una parte separata in plastica nera.
Ma è dal punto di vista tecnico che sono presenti le maggiori novità: innanzitutto la C-Elysée II non sfrutta più il pianale della ZX, ormai anacronistico anche per gli standard cinesi, bensì quello della 301, a sua volta derivata dalla 208. Caratterizzata da un passo salito da 2.54 a 2.65 metri, la seconda generazione della C-Elysée misura 4.44 metri di lunghezza, ossia 14 cm in più rispetto al modello precedente. Le motorizzazioni sono stavolta tre ed integrano anche un'unità a gasolio, consistente nel 1.6 HDi da 92 CV. Le due unità a benzina sono invece un tricilindrico EB2 da 1199 cm3 con potenza massima di 75 CV ed un 1.6 Prince EP6 da 1598 cm3 con potenza massima di 115 CV.
Altre novità stanno nel sito di produzione, che non è più solo in Cina ma anche in Spagna, e precisamente a Vigo. Inoltre la vettura non viene più commercializzata solo in Cina, ma anche nei Paesi del Dipartimento d'oltremare ed in alcuni altri Paesi emergenti.
Nel 2013 è stata svelata una versione ad altissime prestazioni destinata esclusivamente ad un utilizzo in ambito sportivo, e precisamente nel WTCC (Campionato Mondiale Vetture Turismo). La presentazione è avvenuta dapprima tramite alcune foto diffuse nel web a partire dal 24 luglio e successivamente con l'esposizione al Salone di Francoforte di metà settembre. Questa versione è equipaggiata con una versione estrema del 1.6 Prince sovralimentato, versione che in questo caso è stata portata a ben 380 CV di potenza massima. I piloti chiamati a sedersi al volante di questa vettura sono i pluridecorati Sebastien Loeb e Yvan Muller.

Attività sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Citroën ZX Grand Raid

La Citroën ha gareggiato con un programma sportivo ufficiale nei rally raid dal 1990 al 1997 schierando la Citroën ZX Grand Raid[2] (o Rallye Raid), per mezzo della quale ha ottenuto numerosi successi in campo sportivo, fra cui 36 vittorie su 42 gare. Prima ancora della commercializzazione della ZX stradale, fu realizzata questa variante da corsa, un prototipo a 4 ruote motrici basato sul telaio e la meccanica della Peugeot 405 Turbo 16, con carrozzeria in kevlar e fibra di carbonio che riprendeva a grandi linee le fattezze esteriori di una normale ZX stradale. Il debutto di questa versione avvenne il 20 luglio 1990 (quindi molto tempo prima che la ZX stessa venisse commercializzata) al Rally della Baja Aragon, in Spagna, con due prototipi schierati, che si aggiudicarono il primo e secondo posto, grazie a piloti del calibro di Vatanen e Ickx. Al Rally dei Faraoni, nell'ottobre dello stesso anno, Vatanen finì quarto, mentre l'anno successivo la Rally Raid conquistò due primi posti, un secondo posto e due terzi posti. Nel 1991 Ari Vatanen vince la Parigi-Tripoli-Dakar e Pierre Lartigue vince la Baja Aragon. Grandi vittorie ed ottimi piazzamenti anche nel 1992 e nel 1993, con vittorie ed altri ottimi piazzamenti al secondo e terzo posto in diverse gare, ottenendo nel 1993 la vittoria nella Coppa del mondo rally raid. Il 1994 fu uno degli anni più ricchi di risultati: primo posto alla Parigi-Dakar, secondo e terzo posto nel Rally di Tunisia, primo posto al Rally dell'Atlante, in Portogallo, in Italia ed in Grecia, rivince la coppa del mondo. Nel 1995 e nel 1996 si riconferma vittoriosa sia alla Dakar sia nella coppa del mondo. Anche nel 1997, la Rally Raid fece incetta di vittorie e conquistò per l'ultima volta la coppa del mondo, dopo di che la Citroën Sport si ritirò dalla categoria. Gli artefici principali di queste gran vittorie durante tutti questi anni furono gli equipaggi Vatanen/Gallagher e Lartigue/Perin. Durante questo periodo d'oro dal punto di vista sportivo la Citroën conquistò ben cinque titoli mondiali[3].

La ZX nei media[modifica | modifica wikitesto]

  • In ambito videoludico, la ZX compare nel videogioco Grand Tour Racing '98 (in versione Rally Raid).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sbarro ZX Onyx, 1993. URL consultato il 13 marzo 2014.
  2. ^ Historique Citroën Sport - Citroën WRC
  3. ^ Palmarès - Citroën WRC

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Auto, Marzo 1994, Conti Editore
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